{"id":20285,"date":"2016-05-17T07:23:19","date_gmt":"2016-05-17T05:23:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20285"},"modified":"2016-05-17T07:23:19","modified_gmt":"2016-05-17T05:23:19","slug":"lavavetri-volante-lunico-mestiere-che-ricerca-la-precarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20285","title":{"rendered":"Lavavetri volante: l&#8217;unico mestiere che ricerca la precariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wcRuXrduj6Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20286\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20286\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Burj-Window-Cleaner-500x313.jpg\" alt=\"Burj Window Cleaner\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Burj-Window-Cleaner-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Burj-Window-Cleaner-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Burj-Window-Cleaner.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un video di quelli che ti lasciano senza parole per l&#8217;incredibile portata di quanto \u00e8 portato a svolgersi nella cornice dello schermo: con\u00a0l&#8217;attore e conduttore inglese Dallas Campbell che a novembre del 2012, per girare una puntata della serie di documentari della BBC Supersized Earth (la Terra sovradimensionata) si univa ad una squadra veramente\u00a0fuori dal comune di operai. Siamo, come avrete facilmente modo di notare, verso la met\u00e0 di un palazzo che potremmo definire &#8220;abbastanza alto&#8221;. Ovvero il\u00a0Burj Khalifa di Dubai, 829 metri ed un record assoluto, quello di struttura pi\u00f9 alta mai edificata\u00a0dall&#8217;uomo. La pi\u00f9 perfetta ed innegabile dimostrazione della feconda prosperit\u00e0 di un luogo e la sua casta, puntata come un dito titanico e trionfale all&#8217;indirizzo del distante cielo stellato. E voi direte, chi sono costoro, che stanno per calarsi\u00a0gi\u00f9 sfruttando solo lo strumento di\u00a0una fune&#8230;<br \/>\nLa metafora della torre d&#8217;avorio \u00e8 stata pi\u00f9 volte utilizzata, in prosa ed in poesia, per riferirsi al concetto di un luogo immaginifico, che si erge al di sopra del caotico contesto umano. Seggio\u00a0di un&#8217;elite culturale straordinariamente sopraffina, che dall&#8217;alto scruta l&#8217;orizzonte e medita, sollevando questioni filosofiche profonde. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che un grattacielo \u00e8 fatto principalmente di ferro, cemento (gli elefanti ringraziano) e poi quell&#8217;altro materiale trasparente, il solito, liscio e luminoso vetro. Il quale,\u00a0bench\u00e9 collocato a molti metri dal livello della strada, gradualmente non pu\u00f2 fare a meno di acquisire l&#8217;indesiderata opacit\u00e0, trovandosi a chiamare con clamore l&#8217;unica\u00a0parola: MA-NU-TEN-ZIO-NE. Perch\u00e9 l&#8217;uomo, che discende totalmente dalle scimmie, nonostante le astrazioni che derivano dal desiderio, \u00e8 fondamentalmente una creatura sporca, che trascina dietro a se ogni sorta d&#8217;indesiderabile antiestetica nequizia. Cos\u00ec le pi\u00f9 splendide ed irraggiungibili finestre, un tempo lucide come l&#8217;argento, si ritrovano costantemente sotto assedio dalle due fondamentali direzioni di un palazzo: sotto e sopra. Dalla prima per l&#8217;effetto dello smog, che essendo pi\u00f9 leggero del\u00a0vento sale, solamente per formare uno strato solido e nerastro ricoprendo quello che ci\u00a0\u00e8 caro. E dalla seconda direzione in quanto, nonostante i pi\u00f9 miti consigli, molto spesso una finestra si pu\u00f2 aprire. E quando ci\u00f2 succede al 15\u00b0, 20\u00b0 piano, qualsiasi oggetto gli inquilini si trovassero a lanciare tra cicche, cicchetti, gomme o caramelle, \u00e8 garantito che si trovi ad impattare contro un qualche punto dei piani inferiori. E non importa quanto si \u00e8 abili col proverbiale <em>squeegee\u00a0<\/em>(il tipico tergicristalli a mano) c&#8217;\u00e8 un limite al risultato ottenibile da una persona come noialtri, che sporgendosi soltanto in parte si premura di raggiungere i recessi del pannello oltre cui regna il vuoto. Cos\u00ec per fare un&#8217;ottimo lavoro, agli abitanti o utenti di quei luoghi rimaneva\u00a0unicamente la risorsa\u00a0di un mestiere come quello praticato dal coraggioso\u00a0Dallas Campbell, che salendo\u00a0all&#8217;improvviso dalle stesse fondamenta cittadine tentava il gesto di\u00a0emergere, fluttuando sopra il mondo e fino in\u00a0cielo. Con un secchio al s\u00e8guito ed un cuore in ghiaccio impenetrabile, tale da fare invidia alle regine trasformiste dell&#8217;inverno disneyano in CG.<br \/>\nEd \u00e8 straordinariamente interessante, ed al tempo stesso molto sorprendente, questo fatto che le strutture pi\u00f9 iper-tecnologiche del mondo non possano essere rese automatiche in questa mansione imprescindibile, che dovr\u00e0 essere portata a termine ripetutamente per l&#8217;intera durata della loro vita di utilizzo. L&#8217;industria del lavaggio dei vetri dei grattacieli nasce verso la fine del XIX secolo, nel primo ed allora unico luogo che ne avesse la necessit\u00e0: l&#8217;isola di Manhattan, New York. Fu all&#8217;inizio un mestiere per pochi coraggiosi, principalmente figli di immigrati polacchi, italiani, irlandesi ed ucraini. Eppure si trattava, a quanto narra <a href=\"http:\/\/www.newyorker.com\/magazine\/2013\/02\/04\/life-at-the-top\" target=\"_blank\">un famoso articolo del New Yorker<\/a>, di una mansione particolarmente amb\u00ecta, perch\u00e9 piuttosto ben pagata, e soprattutto dotata di un orario che definire flessibile sarebbe stato riduttivo. La vecchia convenzione in materia, infatti, prevedeva che chiunque fosse tanto coraggioso da sfidare le vette urbane con eccezionale sprezzo del pericolo, attaccasse la propria giornata lavorativa all&#8217;alba, onde ridurre il disturbo agli occupanti degli uffici all&#8217;altro lato dei cristalli. E che verso il primo pomeriggio, completata la missione della sufficienza, potesse timbrare il cartellino e andarsene tranquillo e quieto per la propria strada. E ci\u00f2,\u00a0nonostante gli avessero pagato l&#8217;intera giornata. Tanto, avrebbe continuato la mattina dopo. E lo sporco, ad ogni modo, non finiva mai&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20290\" aria-describedby=\"caption-attachment-20290\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/d8Qe07A7DFw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20290\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20290 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Empire-Windows-Cleaner-500x313.jpg\" alt=\"Empire Windows Cleaner\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Empire-Windows-Cleaner-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Empire-Windows-Cleaner-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Empire-Windows-Cleaner.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20290\" class=\"wp-caption-text\">Un vecchio video proveniente dal monumentale archivio della British Pat\u00e9 mostra le operazioni di pulizia dell&#8217;Empire State Building nella maniera in cui si svolgevano a met\u00e0 degli anni &#8217;30. La metodologia appare straordinariamente simile a quella ancora in uso presso il Burj di Dubai.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 detto, la loro vita non era certamente tutta e rosa e fiori. Mentre l&#8217;immagine, resa popolare in tutto il mondo dai film di Hollywood, dell&#8217;iconica piattaforma motorizzata, fatta calare con carrucola all&#8217;altezza delle zone presso cui operare con il proprio fido <em>squeegee<\/em>, non faceva ancora parte di questo mondo, \u00e8 la convenzione voleva che i lavavetri scavalcassero il davanzale in prossimit\u00e0 di ogni apertura che necessitasse del loro intervento. Soltanto per appendersi, quindi, tramite l&#8217;impiego di una doppia fascia, a degli appositi bulloni che venivano disposti ai lati di ogni finestra. Si riteneva, infatti, che il metodo fosse relativamente sicuro, in quanto al cedimento di uno dei due cordoni ombelicali necessari alla sopravvivenza, permaneva quanto meno l&#8217;altro, che avrebbe permesso al lavorante di\u00a0riguadagnarsi faticosamente l&#8217;interno dell&#8217;edificio e i propri propositi di sopravvivenza. Ma naturalmente gli incidenti fatali capitavano:\u00a0si stima che per ciascuno degli anni\u00a0immediatamente successivi\u00a0al 1932, nella sola citt\u00e0 di New York perisse in media un lavavetri ogni 200 ed <a href=\"http:\/\/blog.modernmechanix.com\/how-a-skyscraper-window-washer-faces-death\/\" target=\"_blank\">in un&#8217;intervista fatta da Popular Mechanics nel 1934 a Richart Hart<\/a>, esperto praticante del mestiere, questi paragonava la pericolosit\u00e0 della sua attuale mansione a quella che aveva svolto in precedenza, di scavare carbone nelle miniere della Pennsylvania, con piena coscienza del continuo rischio di un crollo fatale. A tal punto era estremo un simile mestiere, come del resto risulta essere tutt&#8217;ora, nonostante i numerosi passi che sono stati compiuti per accrescerne la sicurezza funzionale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20287\" aria-describedby=\"caption-attachment-20287\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xfget8k-77Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20287\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20287 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Charlie-Window-Cleaner-500x313.jpg\" alt=\"Charlie Window Cleaner\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Charlie-Window-Cleaner-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Charlie-Window-Cleaner-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Charlie-Window-Cleaner.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20287\" class=\"wp-caption-text\">Charlie, il cordiale lavavetri del Chanin Building, \u00e8 &#8220;L&#8217;ultimo utilizzatore del vecchio sistema con la doppia cinghia newyorkese.&#8221; In questo video realizzato da Giselle Benatar, inquilina del palazzo, questo individuo coraggioso mostra alcuni piccoli segreti del suo complesso mestiere.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, all&#8217;epoca le cose venivano fatte in un modo che potremmo definire tranquillo ed informale. Negli Stati Uniti, terra delle Libere Opportunit\u00e0, lo stato non si sarebbe mai sognato di istituire un sistema di regolamenti valido per tutti gli addetti alla pulitura dei palazzi pi\u00f9 famosi della nazione, n\u00e9 tanto meno di assumerli e metterli nel proprio libro paga. Cos\u00ec essenzialmente, vigeva la regola del &#8220;chiunque avesse il coraggio di farlo&#8221;. I primi tentativi di istituire una regolamentazione furono principalmente autogestiti e portati avanti nell&#8217;immediato dopoguerra con l&#8217;istituzione di un&#8217;associazione specifica all&#8217;interno del vasto\u00a0SEIU 32BJ (<em>Service Employees International Union<\/em>) sindacato con base a New York ma operativo in otto stati federali. Oggi, stando alle voci reperibili online, sembra che il mestiere di lavavetri sia visto come un campo primariamente\u00a0ereditario, dove difficilmente si pu\u00f2 far carriera senza le giuste connessioni familiari. Mentre il primo corso di addestramento per la costituzione di un nucleo del personale che potesse dirsi realmente esperto e preparato risale soltanto al 1993, come risposta a una serie di incidenti fatali, talvolta plurimi, che purtroppo non \u00e8 mai cessata\u00a0davvero del tutto. Un operaio altamente qualificato, ad ogni modo, pu\u00f2 aspirare a uno stipendio non del tutto trascurabile: fino a 35, persino 40 dollari l&#8217;ora.<br \/>\nCos\u00ec nel corso degli anni, parallelamente, si \u00e8 tentato a pi\u00f9 riprese di eliminare la necessit\u00e0 di correre un simile pericolo e spesa, automatizzando o semplificando per quanto possibile l&#8217;opera di pulizia. Storico fu il tentativo del 1973, previsto dai piani originali del primo World Trade Center, per l&#8217;inclusione di un vero e proprio robot semovente su binari, capace di pulire oltre 1.000 finestre con appena quattro litri d&#8217;acqua. Il meccanismo, tuttavia, era propenso ad interruzioni frequenti del servizio dovute a guasti di vario tipo, mentre purtroppo non riusciva a pulire sufficientemente bene negli angoli. Inoltre, problema non da poco, era davvero efficace soltanto con una facciata dalla forma perfettamente squadrata come erano le Torri Gemelle, sostanzialmente dei grandi parallelepipedi, diventando inutile nel caso delle moderne creazioni architettoniche, generalmente ornate da un tripudio di sfaccettature e forme. Precedentemente ritenute irrealizzabili, fino all&#8217;introduzione dei pi\u00f9 resistenti, nonch\u00e9 leggeri, materiali dell&#8217;epoca contemporanea. E tutt&#8217;ora in grado di gettare nello sconforto pi\u00f9 di un lavavetri inesperto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20289\" aria-describedby=\"caption-attachment-20289\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TtBm4TNzc8I\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20289\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20289 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Hearst-Tower-Rescue-500x313.jpg\" alt=\"Hearst Tower Rescue\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Hearst-Tower-Rescue-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Hearst-Tower-Rescue-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Hearst-Tower-Rescue.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20289\" class=\"wp-caption-text\">Una grande realt\u00e0 del mondo \u00e8 che gli imprevisti sono parte del tessuto stesso delle nostre giornate. Ma \u00e8 quando ci si trova a 46 piani dal suolo, che tendono ad assumere una portata maggiormente significativa&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedi ad esempio il caso della Hearst Tower, il palazzo di uffici sulla 57\u00b0 strada progettato dalla\u00a0Foster and Partners, la cui forma \u00e8 il susseguirsi di una serie di prismi trasparenti concavi e convessi, definiti in gergo architettonico &#8220;bocche di uccello&#8221;, la cui complicata metodologia di pulitura veniva descritta in apertura nel gi\u00e0 citato articolo del New Yorker, grazie all&#8217;assistenza quasi virgiliana dell&#8217;operatore\u00a0Bob Menzer, che accompagn\u00f2 il giornalista\u00a0Adam Higginbotham in un&#8217;esperienza simile a quella fatta dal conduttore inglese nel nostro video di apertura. Portata tuttavia a termine grazie all&#8217;impiego di uno strumento straordinariamente tecnologico, la speciale piattaforma realizzata nel 2002 per permettere la pulizia di questo palazzo ad opera dell&#8217;azienda canadese Tractel-Swingstage, montata su di un braccio articolato telescopico e in grado di ruotare formando una L, per meglio raggiungere ogni recesso delle insolite finestre. Un sistema cos\u00ec straordinariamente avanzato, che a giugno dello stesso anno in cui fu pubblicato l&#8217;articolo (risalente al febbraio 2013) fin\u00ec orribilmente per subire un guasto al motore, intrappolando per circa 90 minuti\u00a0i due lavavetri che lo stavano utilizzando in quel particolare momento ad un&#8217;altezza dal suolo di 152 metri. Fortuna volle, in quel caso, che l&#8217;esperto personale di soccorso newyorkese riusc\u00ec a praticare dei fori nelle finestre del 44\u00b0 piano, usandoli quindi per raggiungere i malcapitati e trarli prontamente in salvo. Grazie all&#8217;impiego esclusivo delle solite, vecchie, noiose (ed affidabili) corde.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 forse una lezione di qualche tipo, in tutto ci\u00f2? Relativa al fatto che le cose semplici, talvolta, permettano di giungere a una migliore risoluzione del problema. Anche quando la questione in se, da qualsiasi aspetto venga analizzata, resta una delle pi\u00f9 complesse della nostra imprescindibile necessit\u00e0\u00a0di pulizia. Perch\u00e9 pi\u00f9 i palazzi salgono, tanto maggiormente qualcuno dovr\u00e0 o poi discenderli col secchio d&#8217;acqua alla cintura. Ed in mano, agile e preciso come una katana, lo stesso nobile\u00a0<em>squeegee<\/em> che fu del proprio padre, e di suo padre, prima d&#8217;allora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un video di quelli che ti lasciano senza parole per l&#8217;incredibile portata di quanto \u00e8 portato a svolgersi nella cornice dello schermo: con\u00a0l&#8217;attore e conduttore inglese Dallas Campbell che a novembre del 2012, per girare una puntata della serie di documentari della BBC Supersized Earth (la Terra sovradimensionata) si univa ad una squadra veramente\u00a0fuori &#8230; <a title=\"Lavavetri volante: l&#8217;unico mestiere che ricerca la precariet\u00e0\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20285\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Lavavetri volante: l&#8217;unico mestiere che ricerca la precariet\u00e0\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1731,625,960,887,1727,284,1730,1728,1729,768,71,329,942],"class_list":["post-20285","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-altezze","tag-citta","tag-dubai","tag-grattacieli","tag-mestieri","tag-new-york","tag-operai","tag-palazzi","tag-pulizia","tag-societa","tag-storia","tag-urbanistica","tag-vertigini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20285"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20292,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20285\/revisions\/20292"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}