{"id":20261,"date":"2016-05-14T07:07:43","date_gmt":"2016-05-14T05:07:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20261"},"modified":"2016-05-14T07:12:46","modified_gmt":"2016-05-14T05:12:46","slug":"lultima-speranza-delle-api-lenergia-del-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20261","title":{"rendered":"L&#8217;ultima speranza delle api: l&#8217;energia del Sole"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/qZI6lGSq1gU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20262\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20262\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thermosolar-Hive-500x313.jpg\" alt=\"Thermosolar Hive\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thermosolar-Hive-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thermosolar-Hive-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thermosolar-Hive.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginate per il prossimo paragrafo una societ\u00e0 perfetta, in cui ciascuno ha il proprio ruolo, ogni bisogno del singolo \u00e8 risolto dalla collettivit\u00e0, e l&#8217;abbondanza permea tutto di un&#8217;alone di magnifica serenit\u00e0. Zero carestie. Un&#8217;abitazione sicura, inattaccabile dai predatori. Nessun pericolo dalle intemperie. Si tratterebbe, in effetti, della perfetta realizzazione di un paradiso in Terra, praticamente privo di qualsiasi\u00a0controindicazione. Tranne quella, del tutto trascurabile, di veder sottratto il proprio miele. \u00c8 una tassa ragionevole, nevvero? Del resto, se c&#8217;\u00e8 una cosa che amano le api, \u00e8 lavorare. E ci\u00f2 che viene tolto, sar\u00e0\u00a0ben presto ricreato. A meno che&#8230; Esiste\u00a0una legge universale in\u00a0natura, che determina il tendere\u00a0di ogni creatura verso uno stato d&#8217;equilibrio generale. Cos\u00ec accade che\u00a0il troppo benessere, dovuto alla benevolenza degli umani, le ha rese insetti prosperi, ma anche vulnerabili al destino. Di\u00a0una catastrofe biologica letteralmente senza precedenti. Il cui nome, come molti gi\u00e0 sapranno, \u00e8 varroa. <em>Varroa destructor<\/em>, per la precisione. Una cosa molto piccola. E rossastra. Dalle eccessive\u00a0zampe. L&#8217;individuo sovversivo, che penetrato in Paradiso dalle viscere del mondo, lo contamina con la propria presenza. Succhia il sangue e diffonde atroci malattie. Molto lentamente, si moltiplica. Finch\u00e9\u00a0al termine, non resta\u00a0altro che\u00a0un alveare silenzioso!<br \/>\nL&#8217;unica speranza dal loro punto di vista, allora,\u00a0\u00e8 arrendersi&#8230; Sperare in una morte rapida e indolore&#8230; Del resto, \u00e8 improbabile che un&#8217;insetto\u00a0possa comprendere l&#8217;incombenza minacciosa dell&#8217;Apocalisse&#8230;.\u00a0Mentre noi, che invece\u00a0sappiamo addirittura metterla in parole, siamo davvero inermi innanzi all&#8217;estinzione delle api? A giudicare da quanto sono qui a proporci, tramite la piattaforma di crowdsourcing INDIEGOGO\u00a0il\u00a0Dr. Roman Linhart e\u00a0Jan R\u00e1ja, dell&#8217;Universit\u00e0 di\u00a0Palacky in Olomouc, Repubblica Ceca, non sarebbe possibile fare\u00a0un&#8217;affermazione\u00a0pi\u00f9 distante dalla verit\u00e0. Gli strumenti esistono, sono tecnologici ed innovativi. Tutto quello che serve: 20.000 dollari per cominciare. Non a caso gi\u00e0 in molti hanno scelto di offrire il proprio contributo. Dopo tutto, in gioco c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9 del solo miele! Il video di accompagnamento del progetto, usato per indurre il grande pubblico a comprare i gadget che sostengono la raccolta fondi, quando non il prodotto stesso con consegna in un imprecisato futuro, esordisce con una celebre affermazione, da sempre tradizionalmente e stranamente attribuita al fisico Albert Einstein: &#8220;Se le api dovessero perire, l&#8217;intera umanit\u00e0 le seguirebbe entro un periodo massimo di quattro anni.&#8221; Una profezia\u00a0facente riferimento, ovviamente, non tanto al crepacuore per\u00a0la scomparsa\u00a0del nostro gustoso miele, quanto per il contraccolpo ecologico dovuto alla scomparsa di queste fondamentali impollinatrici, da sole responsabili per la continuazione ininterrotta di circa un terzo delle\u00a0specie vegetali adatte alla nostra consumazione. Ed ecco, dunque, il loro piano di salvezza: creare un nuovo tipo di alveare artificiale, per cos\u00ec dire &#8220;standard&#8221; da sostituire alla classica scatola di legno usata dagli apicultori. Che possa, grazie alle sue particolari caratteristiche progettuali, sterminare letteralmente l&#8217;odiato parassita della societ\u00e0 ronzante. Grazie a uno strumento ambientale letteralmente gratuito, e da sempre a nostra massima disposizione: l&#8217;estremo calore dell&#8217;astro solare. \u00c8 un sistema\u00a0interessante per affrontare il\u00a0problema. Basato sull&#8217;energia solare. Del resto, fin dai primi anni &#8217;90, i giornali scientifici internazionali avevano\u00a0pubblicato\u00a0diverse ricerche, prevalentemente provenienti dal Giappone, mirate a dimostrare come il varroa fosse naturalmente vulnerabile a temperature superiori ai 40\u00b0, tollerate invece facilmente dalle loro vittime a noi care. Si era capito, quindi, come un possibile approccio alla rimozione di un&#8217;infestazione fosse il surriscaldamento indotto, per periodi a medio termine, tramite l&#8217;impiego di appositi dispositivi. Un proposito, tuttavia, decisamente complicato&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20264\" aria-describedby=\"caption-attachment-20264\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8tQ3e6Yuqxs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20264\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20264 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Varroa-Controller-500x313.jpg\" alt=\"Varroa Controller\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Varroa-Controller-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Varroa-Controller-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Varroa-Controller.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20264\" class=\"wp-caption-text\">Rappresentanti dell&#8217;azienda tedesca Varroa Controller mostrano il funzionamento dell&#8217;omonimo dispositivo, finalizzato al surriscaldamento temporaneo delle celle d&#8217;alveare soggette ad infestazione. La metodologia d&#8217;impiego \u00e8 relativamente complessa, e richiede la rimozione fisica dei cassetti con il favo, onde posizionarli nell&#8217;apposito marchingegno alimentato ad energia elettrica.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che il varroa, ormai, si trova letteralmente ovunque. Diffusosi a partire dagli anni &#8217;60 nei paesi del Sud-Est Asiatico, quindi in Russia e Giappone, poi America ed Europa, \u00e8 diventato la condanna imprescindibile di chiunque abbia l&#8217;intenzione o il proposito di allevare le api. Come tutti gli esseri piccoli e indesiderati, il parassita \u00e8 estremamente prolifico e resistente, mentre un&#8217;eliminazione sistematica, senza mettere a rischio le api stesse, \u00e8 diventata ormai sostanzialmente impossibile. Ci\u00f2 che occorre, quindi, sono soluzioni con facilit\u00e0 d&#8217;impiego, pratiche e direzionabili. E possibilmente, non lesive alla fondamentale produzione\u00a0del miele. Mentre il riscaldamento elettrico di specifiche sezioni dell&#8217;alveare, in effetti, \u00e8 situato all&#8217;esatto opposto dello spettro. Come sarebbe possibile alimentare le arnie site in luoghi remoti? E con che prezzo?\u00a0Credo\u00a0che a questo punto, non sia difficile immaginare quale sia lo standard dell&#8217;industria di settore: l&#8217;impiego di sostanze chimiche di vario tipo, tra cui vari tipi di blando insetticida o acido formico, oli minerali, esteri dello zucchero. Tutti ingredienti ESTREMAMENTE indesiderati nel miele ad uso commerciale, che deve dunque essere rimosso prima di ogni trattamento, con un conseguente stress aggiuntivo per gli insetti. E questo senza calcolare come gli incidenti possano pur sempre capitare. E contaminazioni di vario tipo della nostra fornitura alimentare, probabilmente, si siano in passato gi\u00e0 verificate. Sar\u00e0 a questo punto estremamente chiara la desiderabilit\u00e0 di un sistema di altra natura, mirante alla disinfestazione tramite l&#8217;impiego di approcci totalmente naturali. E l&#8217;impiego del calore del Sole, in questo, potrebbe dimostrarsi straordinariamente funzionale.<br \/>\nRoman Linhart racconta, <a href=\"http:\/\/thermosolarhive.com\/en\/thermosolar-hive\/our-story\/\" target=\"_blank\">sul suo sito<\/a>, dell&#8217;accidentale concatenazione di eventi che portarono all&#8217;idea dell&#8217;alveare termosolare, in qualche maniera paragonabile alla mela che cadde su Isaac Newton, portando alla scoperta della gravit\u00e0. L&#8217;inventore racconta infatti di aver ad un certo punto notato come, nel controsoffitto di una caffetteria vicino l&#8217;universit\u00e0, vivesse uno sciame d&#8217;ape selvatiche, ancora miracolosamente libero dall&#8217;infestazione di varroa. Chiesto quindi alla proprietaria da quanto tempo sussistesse un simile stato di grazia, si sent\u00ec rispondere: &#8220;Le api? Lass\u00f9, ci sono sempre state.&#8221; Impossibile, pens\u00f2 lui, arrivando addirittura a prelevare alcuni degli insetti, per mescolarli alle sue arnie personali, onde scoprire se questi miracolosi volatori\u00a0avessero una particolare resistenza ai parassiti. Cosa che, purtroppo, si dimostro non vera. Finch\u00e9 qualche tempo dopo, durante una lezione segu\u00ecta all&#8217;ultimo piano della facolt\u00e0, dove il sole battente surriscaldava l&#8217;ambiente in modo quasi intollerabile, egli non ebbe l&#8217;illuminazione: le api della caffetteria erano state preservate da questo stesso effetto dell&#8217;astro del mattino. La sua naturale capacit\u00e0 di surriscaldare il varroa. Possibile che una tale condizione potesse essere ricreata artificialmente?<\/p>\n<figure id=\"attachment_20263\" aria-describedby=\"caption-attachment-20263\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/y1zdancXRDg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20263 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Varroa-Book-Scorpion-500x313.jpg\" alt=\"Varroa Book Scorpion\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Varroa-Book-Scorpion-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Varroa-Book-Scorpion-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Varroa-Book-Scorpion.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20263\" class=\"wp-caption-text\">Contro il principale nemico delle api sono state tentate molte strade. In questo progetto del tedesco Torben Schiffer, la temibile zecca viene fatta attaccare da un&#8217;aracnide chelonethide, o pseudoscorpione. Viene tuttavia da chiedersi, chi mai si sognerebbe di scatenare un simile mostro all&#8217;interno di un alveare&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possibilissimo, a quanto pare. L&#8217;alveare termosolare incorpora, nelle parole dei suoi creatori, &#8220;molti segreti industriali&#8221; nella costruzione dei suoi filtri dei raggi UV, posizionati nella parte superiore e nelle finestre trasparenti delle scatole in legno sottostanti. L&#8217;apicultore, una volta rilevata l&#8217;infestazione, non deve far altro che rimuovere il coperchio superiore, lasciando che i recessi pi\u00f9 remoti dell&#8217;arnia raggiungano quella temperatura magica dei 40 gradi, perfettamente efficace nell&#8217;eliminare ogni esemplare\u00a0del varroa. Sar\u00e0 quindi possibile monitorare la\u00a0situazione, grazie ad un apposito termometro incorporato. Inoltre, le api sono perfettamente in grado di regolare la temperatura della loro residenza, e nel caso in cui questa dovesse salire eccessivamente, si occuperanno spontaneamente di raffreddare l&#8217;ambiente, con il battito accelerato delle proprie ali. Il calore aumentato artificialmente, anzi, ci spiega la pagina INDIEGOGO del progetto, si \u00e8 dimostrato funzionale ad un aumento della produzione di miele! Specie nei mesi ancora freddi della primavera.\u00a0Alla fine, le\u00a0zecche rossastre si staccheranno naturalmente dalle api, per cadere nel cassetto rimuovibile sottostante, da cui saranno prontamente scaricate nella spazzatura. Gli unici parassiti a salvarsi, quelli attaccati alle api adulte che si trovavano all&#8217;esterno durante il trattamento, una volta raggiunta la maturit\u00e0 infetteranno come da programma\u00a0la generazione successiva dei nuovi nati. Ma baster\u00e0 una seconda apertura dell&#8217;alveare termosolare, ad una distanza di 7-14 giorni, per completare la loro condanna e definitiva eliminazione. Per la maggiore gloria dell&#8217;Esagono, l&#8217;emblema di queste creature in grado di sopravvivere come fossero un singolo organismo. Prosperare, soffrire ed in fine, se saranno fortunate, trionfare.<br \/>\nL&#8217;estinzione delle api \u00e8 un male futuro spesso paventato di questi tempi, tra un articolo allarmista e un approfondimento da tabloid. Ed anche se nelle recenti stime effettuate dagli esperti, pare che la popolazione di questi insetti eusociali sia in una fase di leggera risalita, \u00e8 indubbio che ad oggi siano ancora molti gli alveari che muoiono in maniera inutile e crudele. Per l&#8217;effetto degli antiparassitari usati nell&#8217;agricoltura, degli organismi geneticamente modificati, dell&#8217;inquinamento e della riduzione degli habitat naturali. \u00c8 una strana condizione, questa, di una creatura utile all&#8217;umanit\u00e0, ma che nonostante ci\u00f2, \u00e8 soggetta alle fisime delle altre vittime della nostra inarrestabile espansione. E se a tutto questo continuer\u00e0 ad aggiungersi l&#8217;effetto letale di un parassita tanto adattabile e pericoloso, la Misteriosa Profezia attribuita ad\u00a0Einstein non potr\u00e0 che sembrarci sempre pi\u00f9 vicina. Certo, forse non moriremo tutti (mi pare un&#8217;ipotesi eccessiva). Ma pure di questo, dico io, dobbiamo preoccuparci!? Facciamo qualcosa per salvarle. Il miele fa bene. Ed \u00e8\u00a0buono!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginate per il prossimo paragrafo una societ\u00e0 perfetta, in cui ciascuno ha il proprio ruolo, ogni bisogno del singolo \u00e8 risolto dalla collettivit\u00e0, e l&#8217;abbondanza permea tutto di un&#8217;alone di magnifica serenit\u00e0. Zero carestie. Un&#8217;abitazione sicura, inattaccabile dai predatori. Nessun pericolo dalle intemperie. Si tratterebbe, in effetti, della perfetta realizzazione di un paradiso in Terra, &#8230; <a title=\"L&#8217;ultima speranza delle api: l&#8217;energia del Sole\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20261\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;ultima speranza delle api: l&#8217;energia del Sole\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1547,542,1157,292,947,236,112,136,861,1724,606,97],"class_list":["post-20261","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alveari","tag-api","tag-apicultura","tag-cibo","tag-crowd-funding","tag-europa","tag-insetti","tag-invenzioni","tag-miele","tag-parassiti","tag-repubblica-ceca","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20261"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20268,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20261\/revisions\/20268"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}