{"id":20245,"date":"2016-05-12T07:12:27","date_gmt":"2016-05-12T05:12:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20245"},"modified":"2016-05-12T07:17:56","modified_gmt":"2016-05-12T05:17:56","slug":"il-piu-strano-e-grosso-pappagallo-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20245","title":{"rendered":"Il pi\u00f9 strano e grosso pappagallo al mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bhTU__jVP8E\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20246\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20248\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-500x313.jpg\" alt=\"Kakapo\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un suono grave, sordo\u00a0e pulsante,\u00a0udibile a grande distanza, come se fosse il prodotto di un diffusore acustico\u00a0ad alto potenziale di cui qualcuno stesse\u00a0mettendo alla prova le basse frequenze. Se ci\u00f2 non fosse impossibile: siamo del resto, a molti chilometri\u00a0dal pi\u00f9 vicino centro abitato, sull&#8217;isola costiera di Resolution. E chi volesse risalire all&#8217;origine del suono, probabilmente arrampicandosi fin sulle vicine alture per scrutare dentro a dei fori ricavati ad arte nel terreno, l\u00ec dentro si ritroverebbe a scrutare\u00a0una massa vibrante di splendenti piume verdi, concentrate come il loro proprietario su una singola missione: riprodursi, chiamando, riprodursi. Ogni 9 anni del resto, in questa e nelle altre antiche foreste della Nuova Zelanda, si verifica un&#8217;incontro di fattori tale da permettere il ripetersi di una particolare successione\u00a0di eventi. Per prima cosa variazioni impercettibili nel clima, accennate nel corso di una prima estate e poi riconfermate in quella successiva, causano un rigoglio maggiormente significativo di diverse specie vegetali. Non \u00e8 propriamente una rivoluzione ecologica, tale da trasformare i limiti dei campi coltivati o delle superstrade in alte quanto impenetrabili barriere fronzute&#8230; ma diciamo, quanto\u00a0meno, che chiunque soffra di allergie, noter\u00e0 la differenza!\u00a0Per non parlare di quell&#8217;altro abitatore del vicinato, del peso complessivo di 5-7 Kg, quasi perfettamente mimetizzato\u00a0nell&#8217;ambiente e molto spesso silenzioso, ma non sempre; perch\u00e9 in questa\u00a0stagione prediletta dal destino, tra i molti risvegli dell&#8217;ambiente naturale, se ne verifica uno in particolare che lo riguarda in modo estremamente diretto: la fioritura dell&#8217;albero del <em>rimu<\/em>, una conifera sempreverde originaria delle regioni d&#8217;Oceania, che produce il\u00a0particolare baccello coi semi che pu\u00f2 essere tranquillamente definito il\u00a0cibo preferito dall&#8217;uccello. Come, quale uccello? Il sacrosanto kakapo. Una creatura che, come innumerevoli altre di questo pianeta ma forse pi\u00f9 della maggiore parte di noi, non ha mai conosciuto simili dinnanzi al suo ricurvo becco. E dire che \u00e8 esistito da molto, molto tempo&#8230;.<br \/>\nUn fossile vivente, un ibrido fantastico, come le creature mitologiche dei bestiari medievali: questo visitatore un tempo familiare delle terre circostanti gli insediamenti umani,\u00a0di cui nel 2011 restavano soltanto 123 esemplari, \u00e8 stato formalmente definito il pappagallo faccia-di-gufo:\u00a0<em>Strigops habroptilus <\/em>(dove il secondo termine latino, invece, significa letteralmente &#8220;dalle piume morbide&#8221;) per la sua vaga\u00a0somiglianza al tipico rapace notturno, mentre pi\u00f9 di un biologo alle prime armi, guardandone i movimenti, il comportamento e il rapporto che occasionalmente pu\u00f2 stringere con gli umani, \u00e8 giunto a paragonarlo strettamente\u00a0ad un cane. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che l&#8217;insolito\u00a0essere preferibilmente notturno e niente affatto volatile, ma dotato di vibrisse piumate simile ai baffi del gatto, occupa una nicchia ecologica direttamente paragonabile a quella dei nostri conigli, erbivori costantemente condizionati dalla necessit\u00e0 di sfuggire ai predatori. Con un&#8217;importante, significativa differenza: il kakapo (in lingua Maori:\u00a0<em>k\u0101k\u0101<\/em> &#8211; pappagallo;\u00a0<i>p\u014d\u00a0<\/i>&#8211; notte) in origine, aveva un singolo nemico naturale: l&#8217;aquila di\u00a0Haast, un rapace vissuto fino al 1400 d.C, la cui apertura alare poteva raggiungere i 3 metri di larghezza. Un vero mostro volante, evolutisi per poter ghermire gli imponenti Moa suoi contemporanei, lontani parenti locali degli struzzi. Eppure, strano a dirsi, sfuggirgli non era poi cos\u00ec difficile; bastava restare perfettamente immobili, contando sul proprio piumaggio mimetico; e spostarsi prevalentemente di notte. E se nulla fosse cambiato, questo avrebbe continuato a fare il grande pappagallo neozelandese, prosperando alla sua maniera fino all&#8217;eternit\u00e0. Se non fosse che ad un certo punto, a massimo danno di ogni terza parte coinvolta, l&#8217;umanit\u00e0 non giunse fino a queste spiagge. Scaricando, assieme ad armi e bagagli, le presenze indesiderate di cani, gatti e mustelidi, tra cui furetti ed ermellini. Tutti predatori in grado di scovare il proprio pasto grazie allo strumento dell&#8217;olfatto&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20246\" aria-describedby=\"caption-attachment-20246\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Opv8vZ6RvB0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20246\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20246 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-2-500x313.jpg\" alt=\"Kakapo 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20246\" class=\"wp-caption-text\">Una delle pi\u00f9 famose scene internettiane avente per protagonisti questi fantastici animali \u00e8 un particolare segmento del documentario della BBC Last Chance to See con Stephen Fry, ispirato a uno show radiofonico del famoso autore satirico inglese Douglas Adams. Nel corso della quale, incredibilmente, il famoso kakapo di nome Scirocco tent\u00f2 di accoppiarsi con la testa del naturalista Mark Carwardine.\u00a0Tutta colpa di quella dannata maglietta verde!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo fu subito un problema. Perch\u00e9 il kakapo, per ragioni sostanzialmente\u00a0sconosciute che si ritengono collegate ai suoi rituali d&#8217;accoppiamento, emana costantemente un odore muschiato, pi\u00f9 volte descritto come gradevole agli esseri umani, che un carnivoro pu\u00f2 scovare da distanze estremamente significative. A peggiorare ulteriormente le cose, questi pappagalli non hanno una grande agilit\u00e0 o capacit\u00e0 di mettersi in salvo una volta individuati, come esemplificato anche dal celebre resoconto dell&#8217;esploratore del XIX secolo Charles Douglas, che raccontava come bastasse scuotere gli alberi della Nuova Zelanda in particolari momenti della giornata, perch\u00e9 i grossi pappagalli verdi ne cadessero gi\u00f9 come fossero delle mele o pere. Non per niente anche gli indigeni locali, attraverso innumerevoli\u00a0generazioni questi uccelli li hanno sempre cacciati, per la loro carne e per le piume, che utilizzavano come materia prima finalizzata alla costruzione di\u00a0splendidi mantelli, indossati fieramente dagli anziani del villaggio.<br \/>\nOra, esistono a questo mondo delle creature cos\u00ec prolifiche, tanto invasive e di successo nella loro trafila evolutiva, da dover essere letteralmente sfoltite a colpi di fucile, pena la sovrappopolazione e il successivo auto-annientamento delle sue trib\u00f9 in specifiche regioni geografiche. Ma vi lascio immaginare come un pappagallo che vive fino a 100 anni, e si accoppia per la prima volta dopo un periodo di adolescenza che ne pu\u00f2 durare anche 5, ogni fioritura dell&#8217;albero\u00a0del <em>rimu\u00a0<\/em>e soltanto per produrre da 1 a 3 uova, rientri piuttosto nella sfera estrema del panda gigante, un&#8217;essere apparentemente concepito per cercare con enfasi il proprio totale auto-annientamento. Bench\u00e9, ovviamente, non sia AFFATTO\u00a0cos\u00ec.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20247\" aria-describedby=\"caption-attachment-20247\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tOex3nr_2Lo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20247\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20247 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-3-500x313.jpg\" alt=\"Kakapo 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kakapo-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20247\" class=\"wp-caption-text\">Restano cos\u00ec pochi kakapo a questo mondo, che ciascuno di loro ha ricevuto un nome dagli addetti alla loro conservazione, gli ufficiali del Kakapo Recovery Programme. Nessuno \u00e8 tuttavia pi\u00f9 famoso di Scirocco, un esemplare che essendosi ammalato da piccolo, fin\u00ec per acquisire l&#8217;imprinting degli esseri umani. Da allora, piuttosto che tentare i complessi rituali d&#8217;accoppiamento della sua specie, gira il mondo in qualit\u00e0 di ambasciatore d&#8217;eccezione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intera questione veniva\u00a0spiegata in modo pienamente\u00a0efficace dallo stesso Douglas Adams (che ci ha lasciato nel 2001, dopo aver scritto, tra le altre cose, il celebre\u00a0romanzo <em>Guida Galattica per gli Autostoppisti<\/em>) durante <a href=\"https:\/\/youtu.be\/sCsHuoVABgI\" target=\"_blank\">una sua conferenza attualmente reperibile su YouTube<\/a>, probabilmente effettuata a margine della <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Last_Chance_to_See\" target=\"_blank\">sua serie radiofonica<\/a>\u00a0sulle specie animali prossime all&#8217;estinzione. Nel corso della quale tratteggiava, grazie allo strumento dell&#8217;ironia, l&#8217;immagine di un animale attualmente sfortunato, ma soltanto in funzione dei rapidi mutamenti attraversati dal suo ambiente naturale. Dove, in un&#8217;epoca remota, la quasi totale assenza di predatori esigeva letteralmente un ritmo riproduttivo estremamente rallentato. &#8220;Pensate&#8230;&#8221; Spiegava l&#8217;autore, parafrasando: &#8220;Ad un grafico che rappresenti la crescita di popolazione di una specie in grado di riprodursi in modo eccessivo. Questo avr\u00e0 l&#8217;aspetto di un&#8217;oscillazione ad onda, con la quantit\u00e0 di creature che raggiunge il massimo consentito dalle risorse dell&#8217;ambiente. Quindi, inevitabilmente, subisce una flessione dovuta alla mancanza di cibo e spazio, ritrovandosi all&#8217;estremo opposto dello spettro. Ora, cosa succederebbe se durante uno di questi periodi calanti, l&#8217;imprevedibilit\u00e0 del Caos dovesse portare ad una situazione in cui ci sono zero esemplari ancora in vita? Non si pu\u00f2 risalire da una tale situazione!&#8221; Mentre, continuava poi, una specie che si riproduca in modo morigerato, come il kakapo e molti altre creature degli ambienti isolani, svilupper\u00e0 una crescita costante e inesorabile, portando ad un continuo, lentissimo aumento della popolazione. Finch\u00e9, finch\u00e9&#8230;Non sopraggiunga l&#8217;imprevisto.\u00a0Cos\u00ec tutto, nel kakapo, \u00e8 finalizzato a complicare il processo di riproduzione. Questo\u00a0\u00e8 addirittura l&#8217;unico pappagallo ad impiegare il rituale di corteggiamento del cosiddetto lek, normalmente usato da alcune specie di galli, pavoncelle e croccoloni. Che consiste in\u00a0un grande raduno di esemplari, durante il quale\u00a0le femmine fertili vengono richiamate dai maschi presso un&#8217;arena, in cui questi ultimi iniziano a fronteggiarsi con dei\u00a0versi rombanti definiti &#8220;booms&#8221;, udibili a distanza assolutamente considerevole. E qual&#8217;ora gli uccelli, per un caso avverso del destino, non riuscissero a ritrovarsi in quantit\u00e0 sufficiente da intavolare questo grandioso spettacolo, se l&#8217;albero del\u00a0<em>rimu\u00a0<\/em>non dovesse fiorire, oppure se l&#8217;ennesima moffetta di turno dovesse essere pi\u00f9 fortunata del solito e agguantare un\u00a0elemento chiave del clan, per quell&#8217;anno non verr\u00e0 deposto nessun uovo. Il che significa, in parole povere, che se ne dovranno attendere altri 9. Una vera, disgraziata enormit\u00e0.<br \/>\n\u00c8\u00a0indubbio che la nostra presenza sia sempre stata disastrosa per il kakapo. Da sempre e fino all&#8217;epoca recente, con l&#8217;istituzione del programma di conservazione e l&#8217;effettiva concessione al popolo piumato di due intere isole da parte del governo neozelandese,\u00a0Resolution e\u00a0Secretary, gli animali domestici portati dall&#8217;uomo hanno fatto una letterale strage di questo sballonzolante, buffo e grazioso abitante della foresta, privo di veri e propri strumenti di auto-difesa escluso il mimetismo. Ma adesso viene da chiedersi quanto, lasciato a se stesso, il grosso pappagallo avrebbe potuto sopravvivere verso il domani.\u00a0Non c&#8217;\u00e8 forse una lezione sull&#8217;imprescindibile variabilit\u00e0 della natura, in tutto questo? Le aquile sono sparite. I moa, pure. E se qualcuno ancora risponde all&#8217;appello, non vuol dire che fosse stato veramente\u00a0destinato a farlo. I gatti, nelle loro residenze\u00a0sull&#8217;antistante riva, si affilano gli artigli miagolando per la fame.\u00a0Prima o poi, qualcuno nuoter\u00e0. Presto o tardi, questa storia finir\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un suono grave, sordo\u00a0e pulsante,\u00a0udibile a grande distanza, come se fosse il prodotto di un diffusore acustico\u00a0ad alto potenziale di cui qualcuno stesse\u00a0mettendo alla prova le basse frequenze. Se ci\u00f2 non fosse impossibile: siamo del resto, a molti chilometri\u00a0dal pi\u00f9 vicino centro abitato, sull&#8217;isola costiera di Resolution. 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