{"id":20235,"date":"2016-05-11T06:52:09","date_gmt":"2016-05-11T04:52:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20235"},"modified":"2016-05-11T06:58:22","modified_gmt":"2016-05-11T04:58:22","slug":"come-aprire-un-cocco-alla-maniera-samoana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20235","title":{"rendered":"Come aprire un cocco alla maniera samoana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/JQU6o4ooL5E\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20237\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Samoa-Coconut-500x313.jpg\" alt=\"Samoa Coconut\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Samoa-Coconut-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Samoa-Coconut-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Samoa-Coconut.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><br \/>\nIl fisico robusto, un\u00a0fiore nei capelli, una collana di bacche rosse simili a peperoncini. Bracciali ricavati da foglie di palma, cos\u00ec stretti da sembrare in grado di bloccare la circolazione. E una\u00a0corona vegetale sulla fronte che, se fosse una bandana, lo renderebbe affine a certi eroi del cinema o dei videogiochi, come Rambo, Solid Snake, Steven Seagal. E a quest&#8217;ultimo personaggio americano, attore e rinomato praticante dell&#8217;Aikido, in particolare, molti sembrano voler\u00a0paragonare il capo\u00a0Kap Te&#8217;o-Tafiti, figura cardine di uno dei\u00a0pi\u00f9 visitati\u00a0tra i\u00a0villaggi\u00a0del Centro di Cultura Polinesiana\u00a0sull&#8217;isola hawaiana di Oahu, una sorta di micro-Disneyland bagnata dalle acque dell&#8217;Oceano Pacifico. Che gli somiglia\u00a0vagamente nei lineamenti, nel portamento e nel suo essere in qualche maniera un <em>entertainer<\/em> nato, bench\u00e9 il campo operativo nel suo caso sia decisamente pi\u00f9 sereno, allegro\u00a0e meno votato all&#8217;annientamento senza esclusione di colpi dei &#8220;cattivi&#8221;. A meno che tra questi non scegliamo di annoverare, per qualche ragione, il frutto ovoidale della <em>Cocos nucifera, <\/em>la drupa dalla scorza notevolmente solida, specie se molto giovane ed ancora verde, o tendente al marrone ed ormai secca nel suo involucro, bench\u00e9 ancora dolce ed attraente nella cavit\u00e0 centrale.\u00a0Perch\u00e9 in quel caso, il nativo delle isole Samoa che ormai da molti anni si \u00e8 trasferito presso questo rinomato resort hawaiano, non diventa altro che un temibile fenomeno della natura, un fulmine di guerra, un drago sputafuoco. Poich\u00e9 tra i vari spettacoli imbastiti per visitatori del centro, che si suddivide in sei sezioni dedicate ad altrettante nazioni site\u00a0tra le acque del pianeta, nessuno \u00e8 amato dal pubblico, quanto quello relativo al recupero, all&#8217;apertura e alla consumazione di questo cibo fondamentale per la dieta dei nativi, da noi associato erroneamente\u00a0a visioni improbabili da cartone animato, con scimmie che ne lanciano copiose quantit\u00e0 verso le ciurme dei pirati, di passaggio per disseppellire qualche antica cassa di rum.<br \/>\nE di metodi ce ne sono molti, ci\u00f2 \u00e8 da darsi per scontato. Tra cui il pi\u00f9 celebre, probabilmente considerato dall&#8217;opinione comune come quello &#8220;tradizionale di queste parti&#8221; consiste nell&#8217;impalare letteralmente il prodotto della palma\u00a0su di un palo appuntito piantato nel suolo, sfruttandone la capacit\u00e0 di penetrazione per far la prima breccia nella preziosa ma blindata\u00a0capsula\u00a0del nutrimento offertoci dalla natura. Non che un simile proposito sia particolarmente semplice, o alla portata di tutti. Non credo che sia un caso se, tra i molti reality show e varie competizioni televisive a tema tropicale, una simile mansione non sia praticamente mai affrontata in tale modo dagli occidentali non professionisti del ramo. Basterebbe in effetti un secondo di distrazione, per finire con la propria mano contro la punta di lancia, subendo conseguenze non difficili da immaginare. Inoltre, non tutti i cocchi hanno la forma di quello usato da\u00a0Te&#8217;o-Tafiti nella sua dimostrazione, esistendone di ben pi\u00f9 piccoli, o quasi perfettamente sferoidali. E centrare il palo con un simile implemento, cosa che sia chiaro, lui ed altri riescono a ben fare, sarebbe per noi come lanciare una freccetta all&#8217;altro capo del pub, con l&#8217;improbabile finalit\u00e0 di disossare un&#8217;oliva. Violata quindi la barriera esterna, e qui viene il bello, l&#8217;operatore consumato passa alla fase in cui la scorza esterna del frutto deve essere totalmente distaccata dalla polpa. Ed \u00e8 particolarmente memorabile, allo sguardo, il metodo da lui selezionato a tale scopo: mordere, letteralmente, l&#8217;oggetto tondeggiante\u00a0del suo interesse. Una, due, tre volte, con strappo fragoroso, e distruzione sostanziale di quello che l&#8217;albero aveva creato. Il capo mastica rumorosamente, poi guarda in camera: le fibre marroncine sembrano altrettante piume di gallina, tenute saldamente in bocca da una volpe che \u00e8 riuscita a fare breccia nel pollaio. Quindi lui sorride, di nuovo ma in maniera vagamente minacciosa, e le risputa via, sollevando trionfante il frutto quasi pronto alla consumazione. Ma lo show non \u00e8 ancora finito: c&#8217;\u00e8 un ultima corteccia, da scardinare, la cancellata interna della cassaforte. Cos\u00ec il nostro eroe, finalmente, estrae l&#8217;imprescindibile machete, ma per usarlo in una maniera, dopo tutto, inaspettata. Egli non punta infatti il taglio della lama verso il cocco (&#8220;Cos\u00ec facendo, potreste finire per affettarlo da parte a parte, versando il liquido all&#8217;interno. \u00c8 molto difficile riuscirci&#8221;) ma il dorso dell&#8217;arma, con la quale, incredibilmente, gli basta dare un singolo colpetto. A quel punto, meraviglia delle meraviglie, lo scrigno si apre in maniera tanto perfetta da sembrare quasi un effetto speciale. Giungendo al coronamento del suo discorso, il capo assume la sua posa conclusiva, con una met\u00e0 del cocco prossima alla bocca, l&#8217;altra offerta generosamente verso l&#8217;obiettivo della telecamera. \u00c8 impossibile, alla fine, non riuscire a percepire il suo naturale senso d&#8217;ospitalit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20238\" aria-describedby=\"caption-attachment-20238\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-h9Qcp53Lo8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20238\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20238 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Trinidad-Coconut-500x313.jpg\" alt=\"Trinidad Coconut\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Trinidad-Coconut-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Trinidad-Coconut-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Trinidad-Coconut.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20238\" class=\"wp-caption-text\">In questa comparativa piuttosto illuminante, viene illustrata la differenza tra l&#8217;apertura del cocco delle Hawaii e quella praticata nella nazione caraibica di Trinidad e Tobago. Nel secondo caso, un venditore di strada si dimostra l&#8217;equivalente locale di Zorro, tagliando letteralmente a met\u00e0 il frutto con un singolo colpo della sua splendente lama.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cocco \u00e8 una di quelle piante, soltanto in parte addomesticate al contrario dei cereali, che nonostante questo ha accompagnato l&#8217;uomo nelle sue tribolazioni per innumerevoli secoli, fornendogli nutrimento, materiali da costruzione, abbigliamento. Quando i popoli polinesiani esploravano il mondo\u00a0sulle loro agili e scattanti canoe, all&#8217;epoca in cui le teste dell&#8217;Isola di Pasqua erano ancora mobili e parlanti (si stima 3400 anni fa: il tempo&#8230;Delle leggende!) e non poteva mai mancare, tra le loro armi e bagagli, una scorta intera della sacra e fondamentale pianta. Facile da trasportare, facile da conservare. Un chiaro dono degli dei all&#8217;umanit\u00e0. Ed \u00e8 cos\u00ec, in un certo senso, che la pianta ebbe modo di raggiungere il suo massimo successo evolutivo: rendendosi utile, ancora prima che prolifica. Per essere la prediletta non pi\u00f9 soltanto di qualche animale programmato per defecarne in giro i semi, parte della polpa della noce. Ma degli stessi dominatori del suo ambiente naturale, individui furbi, intelligenti, in grado di portarlo a miglia e miglia di distanza, oltre le onde di un mare agitato. Per poi, persino,\u00a0giungere a piantarla spontaneamente. Si \u00e8 spesso parlato della superiorit\u00e0 del metodo cosiddetto &#8220;con le buone&#8221; ed \u00e8 in questo caso indubbio, evidente agli occhi di chiunque, che neppure un parassita alieno in grado di controllare umana, avrebbe potuto ottenere un trattamento migliore da noi, sfruttatori simbiotici e altrettanto propedeutici allo scopo. Finch\u00e9 prendendo in analisi la pianta 1.000, 2.000 anni dopo l&#8217;epoca fin qui citata, non si ebbe modo di notare che la pianta, bench\u00e9 geneticamente omogenea, si era suddivisa ormai in due razze o variet\u00e0: da una parte quella <em>typica<\/em>, della palma alta, in grado di produrre 40\u00a0noci\u00a0l&#8217;anno del tipo pi\u00f9 angoloso e meno saporito (i samoani li chiamano\u00a0<em>nui kafa<\/em>)\u00a0e dall&#8217;altro la pianta <em>nana<\/em>, generalmente coltivata in prossimit\u00e0 dei villaggi, che produce fino a 100 noci, ma pi\u00f9 piccole e per questo meno ricche della polpa interna che una volta essiccata si trasforma in copra, l&#8217;unico ingrediente del fondamentale olio di cocco, oggi un fondamento dell&#8217;industria alimentare globale. Proprio per questo ormai, bench\u00e9 la palma nana sia considerata una forma pi\u00f9 addomesticata della <em>Cocos nucifera<\/em> ed i suoi frutti abbiano un sapore migliore, tale variet\u00e0 costituisce meno del 5% del prodotto\u00a0coltivato su larga scala, per una logica di ottimizzazione dei profitti. Il che ci porta al problema successivo: considerato che gli alberi della <em>typica<\/em> sono alti fino a 30 metri, chi mai oser\u00e0 recarsi fino alla loro sommit\u00e0, per riportare gi\u00f9 la noce? Ma \u00e8 ovvio, sempre lui: il capo\u00a0Kap Te&#8217;o-Tafiti&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20236\" aria-describedby=\"caption-attachment-20236\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gJ3lxypbiQo\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20236 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Chief-Kap-Te-Vs-Chimp-500x313.jpg\" alt=\"Chief Kap Te Vs Chimp\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Chief-Kap-Te-Vs-Chimp-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Chief-Kap-Te-Vs-Chimp-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Chief-Kap-Te-Vs-Chimp.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20236\" class=\"wp-caption-text\">In questo vecchio segmento televisivo parte dello show americano Man Vs Beast, un Te&#8217;o-Tafiti ancora poco pi\u00f9 che trent&#8217;enne sfidava uno scimpanz\u00e9 a raggiungere la sommit\u00e0 della palma prima di lui. Una missione che si dimostr\u00f2 impossibile, anche per una latente, ma comprensibile carenza d&#8217;interesse da parte dell&#8217;animale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante notare, come risulta comprensibile dai racconti di chi l&#8217;ha visitato e il sito stesso della compagnia, come nel Centro di Cultura Polinesiana di Oahu esista ormai una lunga tradizione, di spettacoli creati si a misura dei turisti, ma in qualche maniera notevolmente spontanei, proprio perch\u00e9 nati dalle naturali propensioni espressive dei popoli ivi rappresentati. Si tratta, dopo tutto, di una realt\u00e0 di vecchia data, creata nel\u00a01963 dalla chiesa dei Mormoni americani, con la finalit\u00e0 iniziale di raccogliere fondi per la loro cappella locale, che era andata distrutta a causa di un incendio. Con la sua formalizzazione, quindi, questo luogo divent\u00f2 un importante luogo di lavoro per gli studenti della vicina universit\u00e0 di\u00a0Brigham Young, che ricevono agevolazioni sull&#8217;orario in funzione della loro necessit\u00e0 di frequentare il corso di laurea selezionato. Al termine del periodo di apprendistato, quindi, molti lasciano i finti gonnellini di palma e gli attrezzi di scena alle loro spalle, per non rivederli mai pi\u00f9. Ma qualcuno, trovata la sua carriera ideale, sceglie invece di restare qui.<br \/>\nNel\u00a0villaggio samoano, in particolare, sembrerebbe vigere una gerarchia bipartita di maestro ed allievo (un po&#8217; come in Guerre Stellari) con un esperto intrattenitore di turisti che, giunto al coronamento della sua lunga carriera, inizia ad addestrare colui che dovr\u00e0 sostituirlo verso l&#8217;epoca della pensione. Un&#8217;evento gi\u00e0 capitato almeno una volta, come raccontano <a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/videos\/comments\/4i735g\/how_to_husk_a_coconut_according_to_chief_kap\/d2vw27g\" target=\"_blank\">alcuni utenti di Reddit<\/a>, quando il precedente capo &#8220;Sielu o qualcosa di simile&#8221; fu sostituito dalla presenza\u00a0ormai celebre di\u00a0Te&#8217;o-Tafiti. Mentre \u00e8 gi\u00e0 possibile ammirare, in <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/polynesiancultural\/videos\" target=\"_blank\">alcuni video disponibili sul canale<\/a> del Centro, l&#8217;agilit\u00e0 del giovane samoano che l&#8217;ha sostituito nell&#8217;ardua mansione di scalare le palme sotto l&#8217;occhio appassionato dei turisti, mentre lui imbastisce dei veri spettacoli di <em>stand-up comedy<\/em> alla maniera tipica statunitense, con tempi comici e una qualit\u00e0 delle battute che non sfigurerebbero nei migliori club di New York. Fino a quel punto \u00e8 stato perfezionato il suo spettacolo. Ed \u00e8 estremamente chiaro alla fine, che proprio questo \u00e8 ci\u00f2 che lui ama fare, pi\u00f9 di qualsiasi altro mestiere al mondo. Sarebbe davvero difficile, a questo punto, decidere chi stia sfruttando la cultura di CHI&#8230;E in fondo, se c&#8217;\u00e8 guadagno reciproco, si pu\u00f2 parlare davvero di sfruttamento? Chiedetelo alla noce di cocco. La sua risposta, ritengo, potrebbe\u00a0lasciare stup\u00ecta\u00a0molto\u00a0pi\u00f9 di una persona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fisico robusto, un\u00a0fiore nei capelli, una collana di bacche rosse simili a peperoncini. Bracciali ricavati da foglie di palma, cos\u00ec stretti da sembrare in grado di bloccare la circolazione. E una\u00a0corona vegetale sulla fronte che, se fosse una bandana, lo renderebbe affine a certi eroi del cinema o dei videogiochi, come Rambo, Solid Snake, &#8230; <a title=\"Come aprire un cocco alla maniera samoana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20235\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Come aprire un cocco alla maniera samoana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,1716,70,676,1718,190,436,318,1717,615],"class_list":["post-20235","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-cocco","tag-divertente","tag-frutta","tag-machete","tag-piante","tag-polinesia","tag-spettacolo","tag-tutorial","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20235"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20235\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20244,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20235\/revisions\/20244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}