{"id":20176,"date":"2016-05-05T06:43:29","date_gmt":"2016-05-05T04:43:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20176"},"modified":"2016-05-05T06:48:52","modified_gmt":"2016-05-05T04:48:52","slug":"come-stampare-facilmente-una-risaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20176","title":{"rendered":"Come stampare facilmente una risaia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/R__rzhZvhpw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20177\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20179\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Rice-Paddy-Machine-500x313.jpg\" alt=\"Rice Paddy Machine\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Rice-Paddy-Machine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Rice-Paddy-Machine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Rice-Paddy-Machine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piccole dita robotiche, un comodo posto a sedere. Persino l&#8217;uso di un volante, per sterzare! Siamo, a quanto si desume\u00a0dai cartelli, in una qualche zona rurale della Corea del Sud. Per assistere al funzionamento di un particolare metodo agricolo, che \u00e8 al tempo stesso utile, geniale e letteralmente sconosciuto dalle nostre parti. Per il fatto che noi occidentali d&#8217;oggi, il riso, molto semplicemente NON lo trapiantiamo. Proprio cos\u00ec. Perch\u00e9 mai &#8220;complicarsi&#8221; la vita? Feh! All&#8217;epoca di Gutenberg, portare a termine la stampa di un volume non poteva prescindere da\u00a0un certo senso di <em>gravitas<\/em> e responsabilit\u00e0.\u00a0Le rotazioni successive del torchio, sul cui pannello trovavano collocazione i singoli caratteri posizionati attentamente, la concentrazione, lo sforzo fisico e la soddisfazione, al termine, di avere in mano quella bibbia degna di un messale da basilica romana. Oggi, con le nostre &#8220;Xerox&#8221;, &#8220;Epson&#8221; e &#8220;HP&#8221; possiamo ripetere l&#8217;impresa alla pressione di un pulsante, o ancora meglio, un&#8217;icona priva di sostanza. L&#8217;interfaccia tra uomini e prodotto editoriale non fu mai pi\u00f9 semplice, n\u00e9 bella\u00a0o produttiva nella sua fondamentale essenza. Ma non \u00e8 forse vero che, in questa maniera, abbiamo perso il senso antico di quel gesto estremamente significativo? I treni a vapore di un tempo funzionavano con il carbone, che necessitava di essere spalato a mano. Difficilmente, un\u00a0tale impegno\u00a0poteva essere ignorato. E se c&#8217;era una strada ferrata fino ad un distante luogo, potete starne certi, si trattava di una meta rilevante! Produrre musica\u00a0dovrebbe richiedere\u00a0uno strumento!\u00a0Non l&#8217;impiego di\u00a0un sintetizzatore per computer\u00a0con capacit\u00e0 d&#8217;automazione&#8230; Dov&#8217;\u00e8 finita ad oggi\u00a0la creativit\u00e0! Dove sono, il buon gusto ed il coraggio di studiare?<br \/>\nOgni quindici giorni, un aviatore si sveglia in California. Ben sapendo quale sar\u00e0 il compito della giornata: di buon ora, recatosi alla pista di decollo, solleva momentaneamente gli occhiali da Sole, per fare un saluto al\u00a0suo datore di lavoro milionario. Sale quindi a bordo del suo monoposto\u00a0Piper PA-25, accende il GPS\u00a0e scalda un po&#8217; il motore. Poi\u00a0parte e vola fino alla\u00a0destinazione. Un sofisticato sistema a guida laser, incorporato nel suo meccanismo di rilascio del carico, prende contatto con le guide automatiche\u00a0posizionate a terra. Tutto quello che costui dovr\u00e0 riuscire a fare, quindi, sar\u00e0 transitare sopra il campo parzialmente allagato. Attendendo che la triangolazione dei suoi movimenti, un prodotto dei numeri\u00a0gestiti dalle macchine, permetta\u00a0al sistema di capire quando rilasciare i semi. Nel giro di qualche decina di minuti, l&#8217;opera sar\u00e0\u00a0compiuta: un intero potenziale raccolto del cereale pi\u00f9\u00a0completo e nutritivo in assoluto, sar\u00e0 ben posizionato e pronto a crescere, nell&#8217;immediato o prossimo futuro. Parassiti permettendo. Ma \u00e8 dopo tutto proprio a questo, che servono i pesticidi. E l&#8217;alterazione genetica dei semi! Tutto questo, senza neppure la necessit\u00e0 di bagnarsi i pantaloni, WOW. Evviva, evviva la modernit\u00e0!<br \/>\nNel frattempo, in terra d&#8217;Asia Meridionale, diciamo&#8230;Thailandia, Vietnam, Filippine&#8230;Un gruppo di lavoratori\u00a0si ritrovano su appuntamento, presso le propriet\u00e0\u00a0di un imprenditore agricolo locale. Come da prassi lungamente acquisita, sollevano una per una le zolle di terra dell&#8217;apposito recesso, in cui erano stati piantate le sementi migliori. Ora cresciute, fino allo stato di piantine verde brillante, finalmente grandi abbastanza da sopravvivere nella risaia vera e propria. Quindi, camminando faticosamente dentro l&#8217;acquitrino, costoro le separano una per una dalla massa aggrovigliata, infiggendole nel suolo alla distanza di 30 cm una dall&#8217;altra. Sapienze secolari guidano i loro gesti. Al punto che ciascuna potenziale erbaccia o infestazione d&#8217;insetti \u00e8 largamente nota, con tanto nome, cognome e numero di previdenza anti-sociale. E ogni qual volta\u00a0dovesse sopraggiungere un problema, questo potr\u00e0\u00a0essere estirpato, o sterminato, con le loro\u00a0stesse esperte mani. La missione: un&#8217;impegno quotidiano a stare curvi, dandosi da fare. Il mal di schiena: un vecchio compagno d&#8217;avventure. Ora,\u00a0di sicuro ci sar\u00e0\u00a0una funzionale\u00a0via di mezzo tra i due estremi fin qui descritti&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20178\" aria-describedby=\"caption-attachment-20178\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CLS2WvMoDLc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20178\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20178 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Modified-Mat-Nursery-500x313.jpg\" alt=\"Modified Mat Nursery\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Modified-Mat-Nursery-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Modified-Mat-Nursery-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Modified-Mat-Nursery.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20178\" class=\"wp-caption-text\">La preparazione della nursery del riso \u00e8 un passaggio importante secondo la prassi di coltivazione Estremo Orientale. In un area attentamente definita, le piantine vengono fatte crescere lontano dai pericoli, quindi soltanto dopo spostate a destinazione. Ci\u00f2 permette di evitare l&#8217;impiego di sementi geneticamente modificate, che nell&#8217;opinione degli asiatici, darebbero un cereale dal sapore estremamente insoddisfacente.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo che c&#8217;\u00e8: la soluzione esiste e si chiama &#8220;trapianta-riso&#8221; o \u7530\u690d\u6a5f (<em>taoeki<\/em> &#8211; &#8220;macchina piantatrice&#8221;) secondo al terminologia dei loro (probabili) inventori giapponesi, o in alternativa\u00a0\uc774\uc559\uae30 (<em>yangki<\/em>) per usare il termine coreano. \u00c8 uno di quegli strumenti agricoli che colpiscono per la loro funzionalit\u00e0 ed efficienza, inventato originariamente, secondo le cronache nipponiche, da un certo\u00a0Heigoro Kono della prefettura di Miyazaki, con un brevetto risalente al 1898. Si trattava, nella sua prima versione, di un carretto a traino in legno dalla conformazione simile a un risci\u00f2, che il coltivatore doveva trascinare manualmente nella risaia. \u00c8 importante notare che nella preparazione del terreno per coltivare il re dei cereali, il primo passo da compiere sia sempre quello di spianare il fondale da inondare successivamente, tradizionalmente tramite l&#8217;impiego di un tronco trainato da buoi. Ci\u00f2 lo distanziava\u00a0fin da allora, quindi,\u00a0dalla natura di un semplice acquitrino naturale, garantendone la percorribilit\u00e0 da parte del pesante dispositivo. Heigoro, un rappresentante di\u00a0quella vecchia scuola di agricoltori sapienti ancora oggi ricordata\u00a0in modo particolarmente nostalgico\u00a0dai filologi d&#8217;Oriente, era soprattutto un vero e proprio ingegnere, nonch\u00e9 un probabile appassionato dell&#8217;arte nobile dei <em>karakuri<\/em>. Esisteva infatti nel Giappone di quell&#8217;epoca, fin dal periodo precedente della lunga Pax Tokugawa (1603-1868) una scuola costruttiva di speciali marionette o bambole, in grado di muoversi spontaneamente o a comando. Noi le avremmo chiamate &#8220;automi&#8221;. Ora, tra queste era particolarmente famoso il\u00a0modello, imitato e ricostruito pi\u00f9 e pi\u00f9 volte attraverso i secoli, del fanciullo che serviva il t\u00e8. Il pupazzo veniva caricato, appoggiato a terra e quindi direzionato verso il commensale di giornata, che ogni volta si dimostrava deliziato di ricevere la sua bevanda in una simile maniera stravagante. E affinch\u00e9 un simile miracolo potesse ripetersi, l&#8217;oggetto conteneva al suo interno un sistema d&#8217;ingranaggi, in grado di tradurre lo spostamento lineare su ruote in quello ciclico del movimento delle gambe, che facevano cos\u00ec su e gi\u00f9, su e gi\u00f9. Sono in molti a pensare che simili creazioni siano, ad oggi, la base della passione del Sol Levante per i robot. Ma non divaghiamo. Il punto \u00e8 che la meccanica dei <em>karakuri<\/em>, soprattutto una volta connotata con le conoscenze acquisite tramite il contatto con l&#8217;Occidente (un ambito\u00a0definito del\u00a0<em>rangaku<\/em>, gli &#8220;studi olandesi&#8221;) fu alla base d&#8217;innumerevoli invenzioni e meraviglie nazionali, tra cui giocattoli, carri allegorici e particolari tipi d&#8217;orologi. Nonch\u00e9,\u00a0sono certo che sembrer\u00e0\u00a0palese pure a voi, della straordinaria macchina per trapiantare il riso!<\/p>\n<figure id=\"attachment_20177\" aria-describedby=\"caption-attachment-20177\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NxJeo3h-zDQ\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20177 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Epic-Kubota-500x313.jpg\" alt=\"Epic Kubota\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Epic-Kubota-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Epic-Kubota-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Epic-Kubota.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20177\" class=\"wp-caption-text\">Ecco un altro ottimo video dimostrativo del processo d&#8217;impiego, per di pi\u00f9 accompagnato da una colonna sonora degna del miglior cartone animato robotico o sul tema dei supereroi. Chiss\u00e0 se questo sapiente veterano della risaia \u00e8 stato messo al corrente di una simile interpretazione epica dei suoi abitudinari, semplici gesti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto chiave di una simile soluzione, \u00e8 che semplifica e velocizza notevolmente il lavoro. Portandolo alle linee guida imposte dal nostro quotidiano, che pretende una produttivit\u00e0 considerevole, prima che si riesca a generare il fondamentale profitto. La colpa? Pu\u00f2 essere soltanto\u00a0dell&#8217;industria, che ci ha dimostrato i risultati fantastici che possono essere conseguiti all&#8217;interno di un sistema controllato, in cui la produzione di scala permette di disporre di pezzi intercambiabili e procedure chiaramente definite. Ma l&#8217;agricoltura non pu\u00f2 essere, non sar\u00e0 mai cos\u00ec. Perch\u00e9 tutto quello che pu\u00f2 fare, dopo tutto, il suo praticante, \u00e8 preparare letteralmente il campo per una buona crescita. Ma sar\u00e0 sempre la pianta stessa, a doverci mettere del suo. E che dire dell&#8217;effetto del clima, del comportamento degli insetti, dei risvolti pratici ed imprevedibili della natura&#8230; Occorre, dunque, ritrovare il giusto grado di equilibrio. E lo strumento della macchina trapianta-riso \u00e8 molto funzionale in questo: perch\u00e9 permette di praticare l&#8217;antico metodo agricolo, senza sacrificare l&#8217;essenza genuina del vegetale, che viene mantenuto vulnerabile e sincero. Ma protetto nelle prime, fondamentali fasi della sua crescita, attraverso lo strumento della nursery separata. Il fatto che poi, le singole zolle del terreno\u00a0attentamente predisposto scorrano progressivamente a destinazione sul dispositivo, esattamente come il carrello di una stampante a getto d&#8217;inchiostro, \u00e8 soltanto un bonus ulteriore e inaspettato. Che ci ricorda chi siamo, dove ci troviamo. E l&#8217;importanza di stampare\u00a0secondo i vecchi metodi, se desideriamo imprimere a un qualcosa lo spirito del vero\u00a0Illuminismo. E una transitoria scheggia di\u00a0fondamentale Buddhit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piccole dita robotiche, un comodo posto a sedere. Persino l&#8217;uso di un volante, per sterzare! Siamo, a quanto si desume\u00a0dai cartelli, in una qualche zona rurale della Corea del Sud. Per assistere al funzionamento di un particolare metodo agricolo, che \u00e8 al tempo stesso utile, geniale e letteralmente sconosciuto dalle nostre parti. 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