{"id":20151,"date":"2016-05-02T07:07:03","date_gmt":"2016-05-02T05:07:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20151"},"modified":"2016-05-02T07:18:03","modified_gmt":"2016-05-02T05:18:03","slug":"alle-maldive-unisola-di-spazzatura-in-bilico-sulla-barriera-corallina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20151","title":{"rendered":"Alle Maldive, un&#8217;isola di spazzatura in bilico sulla barriera corallina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_QAvvdKkGgY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20152\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20154\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-500x313.jpg\" alt=\"Thilafushi\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non siamo mai abbastanza grati alla natura per i posti brulli, oltre alle valli cariche di fiori e alle montagne candide che ci sovrastano brillando sotto il Sole. Le distese desolate, i recessi meno am\u00e9ni, scevri di fascino ma carichi di possibilit\u00e0. Perch\u00e9 l&#8217;uomo, per sua predisposizione innata, tende\u00a0necessariamente consumare. Fauna, flora ed animali. Ma\u00a0se tutto attorno noi dovesse diventare sacro, prezioso ed inviolabile, cosa mai potrebbe rimanere del nostro futuro? Unicamente&#8230; Un\u00a0segno di divieto, unito all&#8217;immagine di una rovina soverchiante. Sempre al centro del pensiero collettivo. Sarebbe\u00a0decisamente istintivo e molto facile, come gi\u00e0 fatto molte volte in precedenza, lanciarsi in un&#8217;invettiva contro la tragica situazione della pi\u00f9 grande discarica a cielo aperto dell&#8217;Oceano Indiano, collocata su di un&#8217;intera terra emersa lunga appena 3,50 Km, ricavata nel 1991 a partire dalla laguna maldiviana di Thilafalhu, poco distante dall&#8217;affollata capitale di Mal\u00e9. Quasi scontato: quale orribile degrado, certamente dovuto a una pessima situazione organizzativa&#8230;L&#8217;inefficienza dello smaltimento! La corruzione dei politici! E cos\u00ec via, fino all&#8217;esaurirsi del residuo fiato&#8230;Eppure\u00a0basta per\u00a0un attimo provare ad indicare questi luoghi su una mappa, perch\u00e9 germogli nella nostra mente il seme dirompente\u00a0del dubbio: eccoci davanti, infatti, ad un&#8217;intera Repubblica dalla superficie calpestabile di 298 Km\u00b2 (appena il doppio della citt\u00e0 di Firenze) abitata da oltre 393.000 persone e visitata, annualmente, da circa altre 600.000 complessive. Per di pi\u00f9 dispersa per un\u00a0braccio di mare considerevole, e distante 1.000\u00a0Km circa dalla costa della pi\u00f9 vicina terra emersa, il subcontinente indiano. Il fatto stesso che\u00a0luogo sostanzialmente privo di risorse tranne il pescato, e in cui persino l&#8217;acqua potabile \u00e8 un bene prezioso nonch\u00e9 raro, sia in grado di sostenere una simile economia fiorente, \u00e8 l&#8217;assoluta dimostrazione che qui non viga pi\u00f9 alcun tipo di logica spontanea delle circostanze. Mentre l&#8217;intero iter delle procedure seguite dalla popolazione locale, per adeguare un simile sistema al susseguirsi dei tempi moderni, \u00e8 un purissimo prodotto della globalizzazione. Ed un nome, dal suono esotico e misterioso:\u00a0Thilafushi. Un&#8217;isola evitata addirittura dai gabbiani.<br \/>\nImmaginate, a tal proposito, lo sforzo necessario per nutrire, ospitare e rendere in qualsiasi modo soddisfatto il vero e proprio\u00a0esercito stagionale, dei signori ricchi o benestanti che sono portati a considerare \u00a0un simile recondito paese,\u00a0sostanzialmente come il paradiso sulla Terra. Colpa, se vogliamo, del marketing e del senso comune. Grazie allo strumento dei trasporti e dell&#8217;investimento finanziario, oggi, tutto diventa possibile ma resta una variabile fondamentale: quella del tempo. Cos\u00ec fra tutte le sfide\u00a0nate da un simile incontro sfortunato, tra spazi piccoli, e grandi quantit\u00e0 di persone, quella preponderante diviene la risultanza inevitabile di un tale consumismo: la produzione di rifiuti. Pensateci. Un problema che non passa con il tempo, ma piuttosto tende a peggiorare, quanto maggiormente si ritarda nel trovare un&#8217;efficiente soluzione. Ben conoscono questo dilemma alcuni luoghi urbani d&#8217;Italia, che famosamente negli ultimi anni hanno affrontato dei periodi con le strade invase dai sacchetti neri, e molte altre sgradevoli, maleodoranti cose. C&#8217;\u00e8 tuttavia una differenza di fondo, e fondamentalmente vantaggiosa, tra un luogo in cui \u00e8 sempre possibile far transitare i camion (purch\u00e9 disponibili) per trasportare la materia del collaterale, altrove&#8230; Ed un mondo sperduto in mezzo al nulla, invece? In cui l&#8217;unico vicino \u00e8 il mare? Cosa poteva mai restare da fare&#8230;<br \/>\nSi, forse c&#8217;erano altre strade. Nessuna delle quali per\u00f2 transitabile, pratica, e davvero pronta all&#8217;utilizzo in tempi sufficientemente brevi. Dave Hakkens, imprenditore internettiano del web 3.0 ed ambientalista particolarmente attivo, ci accompagna nel video soprastante ad una visita di un simile\u00a0luogo unico al mondo, almeno quanto le candide spiagge dell&#8217;atollo di\u00a0Landaa Giraavaru, con pi\u00f9 posti letto che secondi\u00a0necessari a percorrerlo da un lato all&#8217;altro in bicicletta. Finch\u00e9 non venne&#8230;L&#8217;ora della Scelta. Ed il cemento cominci\u00f2 a colare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20152\" aria-describedby=\"caption-attachment-20152\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/x6tvVPvMDyY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20152\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20152 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-2-500x313.jpg\" alt=\"Thilafushi 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20152\" class=\"wp-caption-text\">Sull&#8217;isola di Thilafushi sono stati girati molti documentari, film e video di denuncia. In questo documentario del 2010, intitolato alquanto appropriatamente <em>Lost in Paradise<\/em>, veniva presentato uno spaccato della vita dei circa 100 immigrati del Bangladesh. che devono occuparsi quotidianamente di far funzionare la discarica fumante.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu terribile, mostruoso. Orribilmente spettacolare: all&#8217;incirca un anno dopo l&#8217;approvazione del progetto, nel 1990, vennero scavate delle buche\u00a0sufficientemente profonde presso il\u00a0fondale della bassa laguna, dove le secrezioni di carbonato di calcio\u00a0dei coralli formavano\u00a0le prime strutture di un&#8217;accenno di barriera, destinata a diventare FORSE un&#8217;altro habitat meraviglioso degno di entrare nella lista dei patrimoni dell&#8217;UNESCO. Ma questo, molto chiaramente, noi non lo sapremo mai. Ciascuna\u00a0voragine, quindi, \u00a0fu riempita con le tonnellate e tonnellate di arretrato non smaltito, raccolto dalla maggior parte delle isole centrali dell&#8217;arcipelago e in particolare da Mal\u00e9, il centro amministrativo ed aeroportuale dell&#8217;intero paese. Quinta isola con la maggiore densit\u00e0 di popolazione al mondo, con una quantit\u00e0 di persone e condizioni comparabili a quelle di\u00a0Ap Lei Chau, parte dell&#8217;area metropolitana di Hong Kong. Patria di gente\u00a0dalla variabile coscienza ambientalista (come potrebbe mai essere altrimenti?) ma che collettivamente non poteva\u00a0in alcuna maniera prescindere dalla risorsa\u00a0di un&#8217;ambiente pulito e vivibile, fondamentale per le due industrie dominanti della loro quotidianit\u00e0. Che si voglia pescare pesci, oppure turisti, non c&#8217;\u00e8 niente di peggio che trovarsi a tirare in barca dei sacchi di plastica, o altra materia ancor pi\u00f9 innominabile o sgradita&#8230;<br \/>\nCos\u00ec, una scelta difficile: ma necessaria. Piuttosto che continuare a scaricare in mare i propri rifiuti, pronunciare\u00a0la condanna di un singolo luogo, in cui concentrarli tutti assieme. Giungendo, gradualmente, alla costituzione di un intero nuovo spazio, costruito sullo scheletro dei rimasugli, poi ricoperto nuovamente col cemento. Ed altra spazzatura da\u00a0smaltire, grazie al fuoco. In quei primi, frenetici anni, non ci si preoccup\u00f2 nemmeno di costruire delle pareti di contenimento per separare il materiale dal mare: semplicemente non c&#8217;erano sufficiente tempo e risorse, per farlo. Ci\u00f2 che tra l&#8217;altro\u00a0non fu\u00a0considerato in prima analisi, era quanto in effetti una simile area sarebbe diventata sfruttata e indispensabile alla sopravvivenza continuativa della piccola Repubblica sperduta nell&#8217;Oceano. Cos\u00ec oggi, se si considera l&#8217;elevazione trascurabile di queste terre emerse (massimo 2 metri sul livello del mare) le loro montagne maggiormente significative sono diventate proprio i cumuli di spazzatura di\u00a0Thilafushi, per di pi\u00f9 sovrastati da un pennacchio di fumo e diossina, visibile a decine e centinaia di chilometri di distanza. Non \u00e8 in effetti raro, addirittura, che la prima vista dal finestrino dell&#8217;aereo, dell&#8217;ultima turba di turisti sopraggiunti nella perla dell&#8217;interminabile distesa verd&#8217;azzurra, sia proprio questa macchia palese\u00a0nel cielo, comparabile alle esalazioni delle miniere di Orthanc, sotto la torre dello stregone Saruman nel Signore degli Anelli. Parallelo che pu\u00f2 ritrovarsi ulteriormente riconfermato, poi, con la presa di coscienza dei recenti sviluppi industriali della terra reclamata dalle acque grazie alla spazzatura stessa, che cresce secondo le stime pi\u00f9 aggiornate di un metro quadro circa al giorno. Soltanto per ritrovarsi ricoperta di stabilimenti per il trattamento del gas, la produzione del cemento e cantieri navali. L&#8217;energia dei fuochi maleodoranti, tuttavia, non viene efficientemente riciclata, n\u00e9 c&#8217;\u00e8 alcun tentativo di riciclo:\u00a0simili impianti tecnologici, a quanto \u00e8 stato dichiarato, sarebbero troppo costosi per il governo locale. Cos\u00ec questo mondo infernale continua a crescere, senza limiti di sorta.<br \/>\n\u00c8 come un grido d&#8217;aiuto silenzioso, eppure facilmente\u00a0udibile a chi non copre le sue orecchie con una carenza d&#8217;empatia. Del tutto senza soluzione: perch\u00e9 la riduzione del turismo, oggi sarebbe devastante per le Maldive. Mentre la sua continuazione a questi ritmi, \u00e8 del tutto palese, porter\u00e0 a una dannazione lenta ma pur sempre inesorabile. Sempre che l&#8217;innalzamento del livello delle acque, dovuto al riscaldamento globale, non faccia prima a spazzare via l&#8217;intero paese, e pace fatta (pi\u00f9 o meno) per tutti noi. Esiste dunque, un qualche tipo di speranza residua? Soltanto una: la conoscenza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20153\" aria-describedby=\"caption-attachment-20153\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8J7JZcsoHyA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20153\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20153 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-3-500x313.jpg\" alt=\"Thilafushi 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Thilafushi-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20153\" class=\"wp-caption-text\">Il linguaggio del web moderno finalizzato alla raccolta fondi \u00e8 ormai tremendamente ripetitivo e scontato: tutto \u00e8 semplice, magnifico, coinvolgente. La tecnologia commuove e rende liberi. Tutto ci\u00f2 che occorre fare, \u00e8 ascoltare la voce suadente dell&#8217;ultimo fantastico &#8220;genio &amp; inventore&#8221; (nel presente caso, per lo meno, tutto questo \u00e8 a fin di bene).<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 indubbio che il nostro Virgilio\/Dave Hakkens\u00a0di origini olandesi (<a href=\"https:\/\/davehakkens.nl\/\" target=\"_blank\">il suo sito<\/a> ha l&#8217;estensione .nl)\u00a0nel video di apertura, in effetti, qualche cosa di notevolmente significativo lo stia pur facendo. Con il suo progetto denominato Precious Plastic, che mira alla realizzazione di una serie di seminari nei paesi pi\u00f9 a rischio, tra cui ovviamente le Maldive, per educare la popolazione all&#8217;utilit\u00e0 e la semplicit\u00e0 di riciclo della plastica, anche tramite l&#8217;impiego di strumenti fatti in casa.\u00a0<a href=\"http:\/\/preciousplastic.com\/en\/machines\/\" target=\"_blank\">Sul portale\u00a0dedicato<\/a>, chiaramente\u00a0non a fini di lucro, ciascuna di esse viene presentata e sono offerti piani per costruirla a vantaggio della propria comunit\u00e0 locale. Si tratta di: estrusore, iniettore, compressore, trituratore. Esattamente quello\u00a0che serve, in parole povere, per prendere un&#8217;intera distesa di materiale apparentemente inutile ma pur sempre carico di utilit\u00e0 potenziale, trasformandolo in qualcosa di rinnovato e soprattutto, evitando di mandarlo ad inquinare l&#8217;atmosfera. O ancora peggio, il mare. Certo, persino una fiorente industria di questo tipo potrebbe fare ben poco per osteggiare la crescita incontrollata di un luogo come Thilafushi. Ma certamente, ogni aiuto \u00e8 bene accetto. E non a caso, come target di utilizzo dell&#8217;approccio specifico, vengono proposte non le isole dalla popolazione pi\u00f9 corposa, ma quelle dei resort privati, dove comunque la raccolta quotidiana della spazzatura dalle spiagge \u00e8 una realt\u00e0 del tutto imprescindibile. Condotta alacremente dal personale stipendiato. E tutto il\u00a0materiale frutto della loro opera di bene, alla fine, dove potrebbe mai finire? Ve lo lascio (facilmente) immaginare. Cos\u00ec l&#8217;accumulo continua, dando luogo a quella che l&#8217;organizzazione ecologica BluePeace aveva gi\u00e0 definito, nel 2008 ed in funzione della preziosit\u00e0 ambientale di questi luoghi, come &#8220;una bomba tossica ad orologeria&#8221;.<br \/>\nUn volto segreto delle\u00a0Maldive, certamente meno noto di innumerevoli altri da brochure. Consiglierei di diffidare, a tal proposito, delle immagini TROPPO\u00a0perfette&#8230; Dato che in questo mondo, tutto deve rispondere ad una ragione d&#8217;equilibrio, che sostanzialmente permea ogni aspetto dello scibile e della realt\u00e0. Per ciascuno specchio limpido, dall&#8217;altro lato, non pu\u00f2 che campeggiare il piombo opaco della sua materiale sussistenza. Senza distruzione, non pu\u00f2 esservi sopravvivenza. Tranne quella fittizia, e puramente fantastica, del regno trascendente delle idee.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non siamo mai abbastanza grati alla natura per i posti brulli, oltre alle valli cariche di fiori e alle montagne candide che ci sovrastano brillando sotto il Sole. Le distese desolate, i recessi meno am\u00e9ni, scevri di fascino ma carichi di possibilit\u00e0. Perch\u00e9 l&#8217;uomo, per sua predisposizione innata, tende\u00a0necessariamente consumare. Fauna, flora ed animali. Ma\u00a0se &#8230; <a title=\"Alle Maldive, un&#8217;isola di spazzatura in bilico sulla barriera corallina\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20151\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Alle Maldive, un&#8217;isola di spazzatura in bilico sulla barriera corallina\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,187,730,233,1202,400,949,1702,747,87],"class_list":["post-20151","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-ecologia","tag-geografia","tag-industria","tag-maldive","tag-oceano","tag-oceano-indiano","tag-smaltimento","tag-spazzatura","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20151","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20151"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20151\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20160,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20151\/revisions\/20160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20151"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20151"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}