{"id":20099,"date":"2016-04-25T07:18:03","date_gmt":"2016-04-25T05:18:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20099"},"modified":"2016-04-25T07:25:23","modified_gmt":"2016-04-25T05:25:23","slug":"la-complicata-vita-di-un-popolo-che-ha-perso-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20099","title":{"rendered":"La complicata vita di un popolo che ha perso il mare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NfwTuqfpNWY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20100\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20100\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-500x313.jpg\" alt=\"Aral\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terra smossa e timide sterpaglie\u00a0nel\u00a0Karakalpakstan, la repubblica indipendente che costituisce un territorio un tempo umido, ora secco\u00a0quanto il bordo esterno del Sahara. Quando a un tratto, poco fuori il centro di Nukul, s&#8217;immagina un dialogo tra navi del deserto: &#8220;Rugginoso, svettante, rovinato\u00a0peschereccio, chi pu\u00f2 averti trasportato in questo luogo? Non c&#8217;\u00e8 spiaggia, non c&#8217;\u00e8 molo, non c&#8217;\u00e8 acqua di alcun tipo! La tua utilit\u00e0, mi siano testimoni le orde\u00a0dell&#8217;antico\u00a0K\u0101t, \u00e8 ormai trascorsa come il sole dell&#8217;impero del Gran Khan! E\u00a0invece io, marciando, vedo chiaramente il mio futuro&#8230;&#8221; Lo zoccolo che batte sul terreno. Un sibilo e un grugnito, di maest\u00e0 lesa per l&#8217;interruzione ad opera di quel grande\u00a0vascello rianimato: &#8220;Ah, cammello. Sei tu. Vieni sotto l&#8217;ombra del mio scafo. Del vasto lago\u00a0di Aral, tu non sai nulla. Dei pesci, della pioggia e delle stagioni di quell&#8217;abbondanza evaporata. Gli uomini ti nutrono e ti rendono importante, come hanno sempre fanno\u00a0con il mondo e la natura. Ma tu ricorda sempre questa cosa: trascorsa la tua utilit\u00e0 per loro, sarai solamente il Nulla. Esattamente come tutto ci\u00f2 che vedi attorno a te.&#8221;<br \/>\nSvariati chilometri pi\u00f9 a nord, sorge la cittadina da 17.000 anime\u00a0di Moynaq. Sopra un altopiano che fu in epoca recente un istmo, da cui moli s&#8217;irradiano in diverse direzioni. E canali con appena un metro d&#8217;acqua, scavati freneticamente fino al cimitero delle navi. Esiste\u00a0ancora, in questi lidi, un qualche tipo di vitalit\u00e0 e speranza, con gente che si muove, parla, effettua scambi delle merci che provengono da fuori. Ma ogni anno, irrimediabilmente, altra gente prende, parte e se ne va. Passando innanzi\u00a0a quel cartello triangolare, certamente risalente all&#8217;epoca sovietica, ove campeggia l&#8217;immagine di un pesce che sobbalza sopra le onde stilizzate. Gradevoli ricordi, di un&#8217;economia fiorente ormai sparita! Mentre tutto attorno, adesso \u00e8 sabbia, sale, arido rimpianto. Il pi\u00f9 grande, certamente, degli Uzbeki. E dei loro vicini nel pastorale Kazakhistan, che ancora custodiscono\u00a0una parte di quella distesa d&#8217;acqua, gelosamente racchiusa\u00a0grazie ad una diga costruita nel 2005. Negli ultimi tempi, le piogge hanno trattato bene quella zona. E gradualmente, la minima parte settentrionale di un bacino idrico un tempo vasto quanto il lago Victoria (68,000 km quadrati) si \u00e8 riempita nuovamente, ritornando a una profondit\u00e0 di 30 metri. Eppure di quell&#8217;acqua, preziosa ed insostituibile, soltanto una minima parte viene lasciata filtrare oltre il confine. Per andare a perdersi tra queste sabbie eterne, nonostante tutto, prive di malinconia. Cos\u00ec, ove\u00a0un tempo nuotavano i pinnuti, adesso \u00e8 territorio di cammelli. Che allegramente, non comprendono la verit\u00e0.<br \/>\n&#8220;Ah si, \u00e8 cos\u00ec che pensi, peschereccio inutile di un altro tempo?! Sappi che i quadrupedi resistono da un tempo assai pi\u00f9 lungo, di voi altri ammassi di sostanze minerali raffinate dalla societ\u00e0 industriale! Se un domani l&#8217;intera civilt\u00e0 di costoro, i grandi sfruttatori, dovesse scomparire tutto a un tratto&#8230;Noi torneremmo ad inselvatichirci, per brucare l&#8217;erba dalle crepe del cemento impolverato.&#8221; Fedele cavalcatura, produttore di latte, animale da soma. Tutto questo lui era stato, e quella vita, faticosa ma soddisfacente, l&#8217;aveva condotto fino a questo punto d&#8217;invidiabile prosperit\u00e0. Ma il richiamo della sabbia era sempre presente, tra le orecchie ridirezionabili e le due svettanti gobbe posteriori. &#8220;Ah, si, \u00e8 cos\u00ec che pensi? Credi che l&#8217;umanit\u00e0 sia come un parassita&#8230;Pronto da estirpare, per restituire il mondo al suo splendore primigenio&#8230;&#8221; Animata dalle sue argomentazioni, la nave parve sussultare per il vento lieve delle circostanze. In alto, sbattendo sul pennone principale, il vessillo irriconoscibile produsse un suono simile ad un colpo di fucile. &#8220;Bestia. Guardati attorno: cosa vedi? Quale odore percepiscono le tue famose n\u00e0ri?&#8221; Sale, detersivo, additivi chimici. Pi\u00f9 un lieve accenno di qualcosa&#8230; D&#8217;indefinibile. L&#8217;olezzo atroce di sostanze misteriose. Una minaccia senza volto e senza tempo. &#8220;Si, puoi starne certo&#8230; Questi obl\u00f2 comprendono\u00a0la tua espressione. Ora, taci! Lasciami parlare&#8230;&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci sono dubbi, nella letteratura specialistica e nell&#8217;opinione degli esperti, che la scomparsa progressiva del\u00a0Bahri Aral (&#8220;Mare delle 100 isole&#8221; in lingua persiana) sia il pi\u00f9 vasto e drammatico disastro ecologico causato dall&#8217;uomo. Questa grande risorsa ambientale dell&#8217;Asia Centrale, un tempo il quarto lago pi\u00f9 vasto della Terra, che nel giro di un paio di generazioni \u00e8 stato letteralmente condannato a morte dalle autorit\u00e0, col fine di favorire un&#8217;attivit\u00e0\u00a0estremamente redditizia e letteralmente sconosciuta in questi luoghi: l&#8217;agricoltura. E non stiamo parlando, sia chiaro, di piccoli orti o piantagioni autogestite, ma di un vero sforzo centralizzato, con finanziamenti governativi e compropriet\u00e0 giganteggianti, finalizzato alla produzione di un particolare\u00a0tipo di cotone in grado di pagare per la parziale modernizzazione di BEN DUE\u00a0interi paesi, senza industria pesante, senza risorse energetiche, senza preziosi giacimenti di alcun tipo. Tutto ebbe inizio attorno agli anni &#8217;40, quando qui non c&#8217;era nulla. E giunse al suo fatale culmine a partire dal 1988, quando l&#8217;Uzbekistan si trasform\u00f2 nel primo esportatore al mondo di materia tessile vegetale. Quindi, la produzione raddoppi\u00f2 ancora. Proprio cos\u00ec, avete capito bene&#8230;\u00a0Un luogo in cui le temperature estive raramente scendono sotto i 40 gradi centigradi, e cadono all&#8217;incirca 150 mm di pioggia in tutto l&#8217;anno, trasformato in una distesa coltivabile e persino favolosamente redditizia!<br \/>\nLa ragione di un tale &#8220;miracolo&#8221;, naturalmente, \u00e8 da ricercarsi nell&#8217;ingegnosa opera\u00a0dell&#8217;uomo. Se tale, nonostante tutto, pu\u00f2 essere tutt&#8217;ora\u00a0definita in questo tragico e drammatico caso&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20101\" aria-describedby=\"caption-attachment-20101\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cbSkRS8Ih7o\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20101\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20101 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-2-500x313.jpg\" alt=\"Aral 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20101\" class=\"wp-caption-text\">Lo strumento del time-lapse (la visione accelerata) \u00e8 estremamente utile nel comprendere la rapidit\u00e0 con cui sta scomparendo l&#8217;Aral. Nel 2000, il bacino principale del sud era ancora collegato ai suoi vicini. Con il trascorrere del decennio successivo, non soltanto questo si \u00e8 ridotto sensibilmente, ma abbiamo assistito alla scomparsa totale della sua intera controparte sud-orientale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica di sfruttamento per l&#8217;irrigazione degli unici due affluenti dell&#8217;Aral, che era sempre stato un bacino endoreico, ovvero privo di sbocchi sul mare e creatosi grazie alle piogge ed ai ghiacciai, fu fortemente voluta dal governo durante l&#8217;epoca dell&#8217;Unione Sovietica, quando era ritenuto appropriato che ciascuna singola regione amministrativa di un\u00a0<em>oblast\u00a0<\/em>contribuisse, in qualche maniera, al prodotto lordo dell&#8217;intero grande blocco orientale. E questo, senza una particolare attenzione agli specifici\u00a0problemi locali. Tom Bissel\u00a0riporta, nel suo saggio\u00a0del 2002\u00a0sull&#8217;argomento\u00a0<em>Eternal Winter: Lessons of the Aral Sea Disaster<\/em>, le affermazioni di alcuni ufficiali\u00a0russi fatte nel 1968, secondo cui il lago di Aral sarebbe stato\u00a0un &#8220;errore della natura&#8221; destinato ad evaporare in un tempo quanto mai breve. Dal che derivava che il corso dell&#8217;Amu Darya e del\u00a0Syr Darya, per come andava a perdersi in quel vasto bacino, era sostanzialmente sprecato, ed occorreva fare quanto mai presto nel ridirezionarlo altrove. Fu quindi iniziata una grande opera di irrigazione, condotta senza risparmio di risorse finanziarie ed umane, che port\u00f2 allo scavo, fra gli altri, del canale di\u00a0Qaraqum, il pi\u00f9 capiente dell&#8217;Asia Centrale. I lavori, tuttavia, furono condotti tutt&#8217;altro che a regola d&#8217;arte, portando a\u00a0significativi difetti di progettazione portando ad uno spreco\u00a0tutt&#8217;ora ammontante, secondo le ipotesi pi\u00f9 nere, a circa il 75% dell&#8217;acqua\u00a0prelevata. Dei\u00a047,750 Km di vie acquatiche tra una fattoria e l&#8217;altra, inoltre, soltanto il 28% hanno pareti anti-infiltrazioni (<a href=\"http:\/\/www.cawater-info.net\/aral\/aral0_e.htm\" target=\"_blank\">Via<\/a>) e soltanto il 77% regolatori di flusso, in grado di condurre a destinazione un buon 15% in pi\u00f9 del prezioso fluido sottratto al mare. E questa non \u00e8 che la minore parte del problema!<\/p>\n<figure id=\"attachment_20102\" aria-describedby=\"caption-attachment-20102\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7-qEAwgSiTY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20102\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20102 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-3-500x313.jpg\" alt=\"Aral 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Aral-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20102\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ottimismo continua nonostante a tutto a persistere tra i discendenti delle orde tatare, che da molti secoli sopravvivevano pescando. Nella parte kazaka dell&#8217;Aral, infatti, una diga costruita con i finanziamenti della Banca Mondiale ha permesso di sperimentare una risalita del livello del mare, permettendo ad alcune comunit\u00e0 di ricominciare la loro vecchia attivit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 le ragioni dell&#8217;agricoltura di scala, per inattenzione o pura e semplice necessit\u00e0, hanno portato\u00a0in epoca recente ad un altro grave errore: l&#8217;impiego indiscriminato di pesticidi ed a concimi a base chimica, che negli anni hanno impregnato il suolo e le falde acquifere circostanti. Cos\u00ec ad oggi, man mano che si scopre l&#8217;antico fondale, il terreno risultante \u00e8 tutt&#8217;altro che fertile, ma piuttosto ricoperto di uno strato maleodorante di sali velenosi e residui chimici mortali. Occasionalmente, le tempeste di sabbia che si scatenano in queste terre sollevano tali sostanze, portandole a depositarsi nei polmoni di chi vive l\u00ec attorno. Proprio per questo, le popolazioni della regione sperimentano una quantit\u00e0 superiore alla media internazionale di cancri,\u00a0malattie ai polmoni, anemia, problemi al fegato e difficolt\u00e0 collegate alla vista, per il pulviscolo che viene a contatto con diretto con gli occhi. C&#8217;\u00e8 inoltre la grave questione dell&#8217;isola di\u00a0Vozro\u017edenie, un luogo un tempo distante dalla terra ferma, in cui \u00e8 stato recentemente scoperto che il governo sovietico faceva testare vari tipi di armi chimiche e batteriologiche, tra cui l&#8217;antrace. Con il ritirarsi delle acque quindi, tale area abbandonata dal 1991 \u00e8 diventata per la prima volta accessibile via terra,\u00a0portando alla sua accessibilit\u00e0 da parte di vari tipi di animali, o anche individui\u00a0in cerca di materiali da far riciclare per un piccolo profitto, come i &#8220;pirati del mare defunto&#8221; di cui parlava il nostro video di apertura. E bench\u00e9 a partire dal 2002 siano stati fatti numerosi passi per tentare la bonifica del sito, sopratutto ad opera di un team guidato dall&#8217;ingegnere biochimico statunitense\u00a0Brian Hayes, il rischio di infezioni potenzialmente letali\u00a0tra la popolazione inconsapevole resta pur sempre presente.<br \/>\n&#8220;Perci\u00f2, vedi. Dondolante, gobbuta creatura. O forse no? Quanto \u00e8 davvero irrisolvibile la nostra condizione. Vittime di una congrega di menti dissimili tra loro, che perseguono obiettivi molto spesso&#8230;Logici. Altre volte, l&#8217;esatto contrario. Ma tu resta\u00a0certo di una cosa, cammelliforme dromedario: eliminato il fattore umano, gli effetti che i suoi promotori hanno\u00a0avuto sopra il territorio permarranno ancora, per molti millenni a venire.&#8221; Tutto quello che ci resta da fare, quindi, \u00e8 mantenere flessibile il timone. Ben alte le vele. Per andare incontro alle onde, superando (forse?) L&#8217;arida tempesta della siccit\u00e0. Sperando di essere gi\u00e0 polvere di stelle, prima che sopraggiunga il\u00a0giorno della verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terra smossa e timide sterpaglie\u00a0nel\u00a0Karakalpakstan, la repubblica indipendente che costituisce un territorio un tempo umido, ora secco\u00a0quanto il bordo esterno del Sahara. Quando a un tratto, poco fuori il centro di Nukul, s&#8217;immagina un dialogo tra navi del deserto: &#8220;Rugginoso, svettante, rovinato\u00a0peschereccio, chi pu\u00f2 averti trasportato in questo luogo? 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