{"id":20092,"date":"2016-04-24T07:07:41","date_gmt":"2016-04-24T05:07:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20092"},"modified":"2016-04-24T07:11:56","modified_gmt":"2016-04-24T05:11:56","slug":"cose-da-sapere-prima-di-toccare-il-cane-papera-australiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20092","title":{"rendered":"Cose da sapere prima di toccare il cane-papera australiano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/a6QHzIJO5a8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20093\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20095\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-500x313.jpg\" alt=\"Platypus\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo non \u00e8 altamente probabile che voi abbiate gi\u00e0 programmato, in questo specifico momento, di partire per lo stato sud-orientale dell&#8217;Australia, Victoria, al fine di recarvi presso lo zoo-santuario di Healesville, l&#8217;unico luogo al mondo dove sia permesso al pubblico di accarezzare e coccolare questo graziosissimo\u00a0animale. Del resto\u00a0tutto \u00e8 possibile, chiss\u00e0. E poi, l&#8217;ornitorinco dal becco d&#8217;anatra, cos\u00ec chiamato per distinguerlo da un suo antenato che l&#8217;aveva pi\u00f9 sottile, non \u00e8 propriamente una creatura rara. Bench\u00e9 schiva, e abile a nascondersi nel suo naturale habitat di fiume. Cosa estremamente comprensibile, quando si considera che i predatori a cui deve sfuggire includono serpenti, topi d&#8217;acqua, piccoli varani, aquile, falchi e gufi. Mentre lui \u00e8 dopo tutto, nonostante le apparenze, un piccolo mammifero che mangia soprattutto vermi. Che cosa potrebbe mai riuscire a fare, per difendersi? Beh, tanto per cominciare&#8230;Pu\u00f2 ricorrere al veleno. L&#8217;incontro con un\u00a0<em>Ornithorhynchus anatinus<\/em>\u00a0\u00e8 del tipo che pu\u00f2 rimanere MOLTO impresso nella mente. A causa dei\u00a0due speroni calcarei, nascosti presso l&#8217;articolazione delle sue zampe posteriori, in grado di secernere la speciale sostanza che interagisce direttamente con i recettori del dolore della vittima, causando una sofferenza che neanche\u00a0la scienza medica pu\u00f2 mitigare. Il veleno in questione non attacca i nervi, non addensa il sangue e non \u00e8 tale da mettere (generalmente) in\u00a0pericolo un essere umano adulto, ma nella peggiore delle ipotesi, ci si pu\u00f2 ritrovare a soffrire\u00a0gravemente per settimane o mesi. Fa tanto pi\u00f9 impressione, dunque, osservare questo attimo di tenerezza condiviso fra l&#8217;ospite pi\u00f9 rinomato della prestigiosa istituzione e una persona che, a giudicare dalla breve descrizione del video, si trovava l\u00ec nel corso di una visita turistica della regione. Ovvero in parole povere, non lavorava l\u00ec. Com&#8217;\u00e8 possibile? Qualcuno ipotizza, nei commenti, che l&#8217;animale potesse essere &#8220;stato operato&#8221; quando in realt\u00e0 non esiste nessun tipo d&#8217;intervento che possa privare questo piccolo armigero delle sue fiocine incorporate. Quindi, per fortuna, non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nSi tratta di un mistero, tuttavia, davvero semplice da chiarire: sia i maschi che le femmine hanno gli speroni. Ma soltanto i primi, per ragioni largamente ignote, dispongono della capacit\u00e0 di usarli assieme col veleno. E del resto anche loro, perch\u00e9 mai dovrebbero, vista la vita pacifica che conducono fra queste mura!\u00a0Cibo gratis tutti i giorni, gente sempre nuova da conoscere, nessun tipo di mancanza; tranne, ovviamente, quella fondamentale della libert\u00e0. Non credo, del resto, che la controparte tangibile del Pok\u00e9mon Psyduck, meno il colore giallo ed i poteri mentali telecinetici, abbia\u00a0la stessa notevole capacit\u00e0 d&#8217;introspezione. Perch\u00e9 in\u00a0realt\u00e0, \u00e8 inutile tentare di negarlo,\u00a0come potrebbe averne mai bisogno&#8230;.Quando ha gi\u00e0, praticamente, TUTTO il resto: il becco simile a quello degli uccelli anseriformi (quack, quack) il pelo impermeabile della lontra, la coda in grado d&#8217;immagazzinare il grasso nello stesso modo del\u00a0castoro e delle zampe che sono dotate, in contemporanea, di artigli e strutture palmate, per muoversi quasi altrettanto bene in acqua e sul terreno del selvaggio sottobosco. Cosa che l&#8217;animale fa pi\u00f9 raramente, bench\u00e9 la sua natura spiccatamente territoriale, unita al bisogno di nutrirsi di continuo, lo portino talvolta a vagheggiare.\u00a0E non siamo ancora giunti alla caratteristica pi\u00f9 singolare: l&#8217;ornitorinco pu\u00f2 percepire l&#8217;elettricit\u00e0, non importa quanto fioca e distante. Questo grazie proprio alla caratteristica dominante della sua fisionomia, quel becco morbido che in realt\u00e0 non potrebbe essere pi\u00f9 differente da ci\u00f2 a cui assomiglia tanto da vicino. \u00c8 una dote condivisa, questa, con l&#8217;intero genere dei\u00a0Monotremi, mammiferi primitivi di cui sopravvivono a questo mondo unicamente quattro specie; tre delle quali, sono echidne. Mentre l&#8217;altra, eccola qui.<br \/>\nCos\u00ec, passando da queste parti, considerate in primo luogo di trovarvi all&#8217;essere pi\u00f9 prossimo al concetto medievaleggiante di chimera, quindi confermate che sia appartenente al\u00a0sesso femminile. In una situazione simile, immagino che dovrete fidarvi! Fatto questo, siete pronti a dargli da mangiare con le vostre stesse mani.\u00a0Conoscere la parte residua della storia \u00e8 pi\u00f9 che mai facoltativo, superfluo, distraente. Eppure, cos\u00ec dannatamente\u00a0interessante&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20093\" aria-describedby=\"caption-attachment-20093\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YGKomvAY8oU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20093\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20093 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-2-500x313.jpg\" alt=\"Platypus 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20093\" class=\"wp-caption-text\">Il custode specializzato Ian Elton gioca graziosamente con Ember, un&#8217;altra ornitorinca del santuario di Healesville. Dal tono di voce usato, sembrerebbe trattarla esattamente come un cucciolo di creatura domestica di qualche tipo. L&#8217;animale tasta con il becco perch\u00e9 ci vede relativamente\u00a0poco, tanto che gli occhi vengono del tutto\u00a0chiusi durante l&#8217;immersione e il nuoto.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fatto spesso ripetuto in materia di <em>platypus<\/em>, come gli anglofoni sono usi a definire questa creatura in funzione dei suoi piedi piatti, \u00e8 che nel XIX secolo nessuno scienziato europeo riusciva a credere alla sua esistenza. A quell&#8217;epoca priva di un network d&#8217;interconnessioni tra i diversi continenti, la notizia di una nuova scoperta viaggiava spesso per mare, a mezzo dei campioni biologici da preservare con la formaldeide. E fu proprio cos\u00ec, nel 1799, che il primo esemplare defunto di ornitorinco fu spedito fino in Gran Bretagna, per l&#8217;iniziativa del capitano John Hunter, governatore della colonia in Oceania del Nuovo Galles del Sud. Ed ancora adesso \u00e8 possibile osservare su tale\u00a0importante testimonianza scientifica, custodita nei magazzini del Museo di Storia Naturale di Londra, i segni delle sforbiciate che furono date sulla pelle preservata dal biologo\u00a0George Shaw, nel fallimentare tentativo di individuare le cuciture, a suo parere effettuate da un qualche imbalsamatore, come talvolta capitava, alla ricerca di una semplice occasione di guadagno. Eppure\u00a0il mammifero\u00a0che i primi coloni inglesi erano soliti definire la talpa d&#8217;acqua era verissimo, bench\u00e9 la comunit\u00e0 scientifica ci sarebbe voluto ancora\u00a0un secolo e mezzo, prima di giungere all&#8217;accettazione del suo aspetto di rottura maggiormente significativa con l&#8217;ordine naturale delle cose gi\u00e0 acquisite: la riproduzione ovipara, ovvero mediante la deposizione del tipico sferoide con il guscio affine a quello di gallina. Ma molto pi\u00f9 minuto: un piccolo di ornitorinco infatti,\u00a0al momento di venire al mondo, misura appena pochi centimetri, ed \u00e8 quindi estremamente dipendente dalla madre per nutrirsi, sopravvivere e guadagnarsi finalmente l&#8217;et\u00e0 adulta. Proprio per questo, lei \u00e8 solita scavare una tana profonda fino a 10 metri, il cui unico ingresso\u00a0ostruisce con un certo numero di tappi in terra compattata, tali da complicare\u00a0l&#8217;ingresso per qualsiasi aspirante predatore. Quindi vi depone fra una e quattro uova (generalmente due) che custodisce gelosamente tra il corpo e la coda. Bench\u00e9 debba ben presto lasciarle necessariamente incustodite, visto come la sua specie abbia la necessit\u00e0 particolare di nutrirsi di continuo, consumando il 20% del suo peso ogni giorno in anellidi, larve d&#8217;insetto e gamberi d&#8217;acqua dolce, che caccia sia cercandoli tra la sabbia del fondale grazie alla sua capacit\u00e0 di percepire gli insignificanti campi elettrici generati dal loro sistema nervoso, sia afferrandoli al volo mentre nuota. Alla schiusa, quindi, l&#8217;ornitorinca allatta i suoi piccoli tramite un sistema particolare: le sue ghiandole si trovano infatti sottopelle, in quanto la particolare conformazione della bocca dei cuccioli non potrebbe mai permettere loro di attaccarsi a dei capezzoli. Il latte si raccoglie, quindi, presso degli appositi spazi concavi nella struttura fisica della madre, da cui loro lo succhiano con allegro trasporto.<br \/>\nJessica Thomas, un&#8217;altra custode dello zoo-santuario di Healesville, racconta <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=R7ptN_5BWCc\" target=\"_blank\">in un suo video<\/a> di come nutrire uno solo di questi animali richieda una spesa annua di niente meno che 13.000 dollari (australiani). Il che potrebbe anche essere interpretato, da un certo punto di vista, come un&#8217;indiretta richiesta di finanziamenti&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20094\" aria-describedby=\"caption-attachment-20094\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/U3AfIld9Qig\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20094\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20094 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-AP-500x313.jpg\" alt=\"Platypus AP\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-AP-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-AP-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Platypus-AP.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20094\" class=\"wp-caption-text\">Non ci sono molti dubbi sul fatto che l&#8217;Healesville riesca a guadagnarsi un fatturato di tutto rispetto. Per essere la location con &#8220;il pi\u00f9 avanzato e realistico habitat artificiale per ornitorinchi&#8221; \u00e8 indubbio che l&#8217;istituzione si dimostri pi\u00f9 che propensa a tirarne fuori i piccolini per il divertimento dei visitatori paganti. Del resto, come biasimarli. Agli animali sembra piacere, eccome!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, un tale dato va interpretato come linea guida di massima dell&#8217;intera situazione. In primo luogo, perch\u00e9 una caratteristica dell&#8217;ornitorinco \u00e8 il suo variare notevolmente di stazza, da un esemplare all&#8217;altro, senza una chiara ragione logica o d&#8217;evoluzione. Il peso di un esemplare adulto pu\u00f2 infatti andare, addirittura, dagli 0,7 Kg ai 2,4 Kg.\u00a0I\u00a0maschi vantano una misura massima, coda inclusa, di 50 cm. Le femmine, nel frattempo, raramente superano i\u00a043 cm. Altro aspetto insolito \u00e8 la temperatura corporea di 32\u00b0, contro quella media degli altri mammiferi di 37\u00b0. Si ritiene che tale caratteristica, comune a tutto l&#8217;ordine dei Monotremi, sia derivante dal progressivo mutamento climatico della Terra, verificatosi a partire dalla loro esistenza ininterrotta fin dall&#8217;epoca della preistoria.<br \/>\nUn vero mistero che si perde tra le nebbie del tempo, quindi. Non di quelli che non ti fanno dormire la notte, almeno che tu abbia devoluto\u00a0interminabili giornate\u00a0alla classificazione degli esseri viventi, alla maniera di\u00a0Linneo o di Darwin, ma comunque sufficiente a far accendere i neuroni in modo imprevedibile e disordinato. C&#8217;\u00e8 del resto un&#8217;ottima ragione se i creazionisti americani, assieme ai loro seguaci internazionali, sono soliti definire questa creatura come: &#8220;La prova del senso dell&#8217;umorismo di Dio&#8221;. Per\u00a0fortuna che, a questo mondo, c&#8217;\u00e8 sempre un modo per superare ogni residuo dubbio esistenziale! Per lo meno, in materia d&#8217;animali. Ovvero guardare ben fissa negli occhi la creatura. Determinare se assomiglia in qualche modo a un cagnolino. Ed in quest&#8217;ultimo caso, fargli una carezza o due. Se pu\u00f2 diventare nostra amica, a quel punto, lo far\u00e0. Altrimenti, inutile soffermarsi per portargli\u00a0un qualche tipo di rancore. Il veleno ha fatto il suo doloroso ingresso\u00a0nell&#8217;organismo, e l&#8217;ospedale, a seconda della situazione, potrebbe gi\u00e0 essere troppo lontano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Certo non \u00e8 altamente probabile che voi abbiate gi\u00e0 programmato, in questo specifico momento, di partire per lo stato sud-orientale dell&#8217;Australia, Victoria, al fine di recarvi presso lo zoo-santuario di Healesville, l&#8217;unico luogo al mondo dove sia permesso al pubblico di accarezzare e coccolare questo graziosissimo\u00a0animale. Del resto\u00a0tutto \u00e8 possibile, chiss\u00e0. E poi, l&#8217;ornitorinco dal &#8230; <a title=\"Cose da sapere prima di toccare il cane-papera australiano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20092\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Cose da sapere prima di toccare il cane-papera australiano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,125,315,788,787,70,1097,369,109,1688,78],"class_list":["post-20092","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-animali","tag-australia","tag-carino","tag-cuccioli","tag-divertente","tag-evoluzione","tag-mammiferi","tag-natura","tag-ornitorinco","tag-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20092","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20092"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20092\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20098,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20092\/revisions\/20098"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}