{"id":20073,"date":"2016-04-21T06:53:16","date_gmt":"2016-04-21T04:53:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20073"},"modified":"2016-04-21T06:58:47","modified_gmt":"2016-04-21T04:58:47","slug":"google-porta-il-suo-migliore-alieno-virtuale-su-youtube","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20073","title":{"rendered":"Google porta il suo migliore alieno &#8220;virtuale&#8221; su YouTube"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/G-XZhKqQAHU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20074\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20075\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Google-Help-500x313.jpg\" alt=\"Google Help\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Google-Help-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Google-Help-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Google-Help.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conseguire risultati tangibili in un tempo ragionevole, quindi cambiare il proprio target, l&#8217;obiettivo. \u00c8 questo un metodo operativo che, per quanto possa sembrare all&#8217;opposto di un tipico iter creativo, non pu\u00f2 che essere alla base di qualunque impresa commerciale del contemporaneo. Che poi vorrebbe dire, il gesto proficuo o la missione di qualsiasi grande compagnia, sia questa operativa nell&#8217;ambiente tecnologico, ludico oppure cinematografico. Ed era\u00a0quindi naturale e inevitabile, ad esattamente un anno dal suo rilascio in esclusiva per alcuni cellulari Motorola poi allargato all&#8217;intera area degli Android, che il cortometraggio interattivo ad alto tasso di effetti speciali HELP giungesse infine presso la pi\u00f9 celebre ed aperta piattaforma di distribuzione video, usata fianco a fianco dalle major dell&#8217;<em>entertainment<\/em>\u00a0e dai proprietari di&#8230; Micetti, che fanno cose carine. Proprio cos\u00ec: c&#8217;\u00e8 qualcosa di nuovo su YouTube, che non \u00e8 un felino, e che potreste anche non avere visto. Ed \u00e8 un kolossal nel suo settore, dei video di effetti speciali lunghi\u00a0poco pi\u00f9 di tre minuti, un vero genere creatosi negli ultimi anni per dare soddisfazione alla curva d&#8217;attenzione dei moderni, che sempre pi\u00f9 spesso incorpora una gobba brusca come quella di un cammello; sarebbe a dire, irrimediabile entusiasmo, seguito da immediata noia e un cambio di canale. Ma vi sfido, io, a guardare soltanto una\u00a0parte di questa vicenda a 360 gradi! Definibile in tal modo, non tanto nel modo in cui disanima la familiare\u00a0questione della bestiolina aliena, un tema che comunque affronta con stile, quanto per la maniera in cui lo spettatore era chiamato, per lo meno nella sua versione originale, a riorientare l&#8217;inquadratura grazie a bruschi movimenti del suo <em>smartphone<\/em>, tanto per, nell&#8217;idea pubblicamente nota della sua istigatrice a capo del dipartimento Google ATAP (Advanced Technology and Projects) &#8220;Sfruttare finalmente il processore video e gli accelerometri fin troppo spesso trascurati&#8221; Beh, si. Da chi non gioca affatto ai videogame, aggiungerei. Ora, nella versione proposta al pubblico dell&#8217;ormai vecchio web cliccabile col mouse, questo particolare aspetto funzionale \u00e8 ovviamente venuto a mancare. [Per] ora, si controlla con il mouse. E forse \u00e8 anche meglio cos\u00ec! Una tale meraviglia visuale, ridotta alla grandezza di 7, al massimo 10 pollici di schermo, magari posizionati dinnanzi agli occhi grazie all&#8217;uso di una scatoletta di cartone? Quale indubbia\u00a0crudelt\u00e0.\u00a0Soprattutto con l&#8217;incombente tecnologia dei nuovi splendidi visori virtuali all&#8217;orizzonte, vedi Oculus, HTC Vive e tutto il resto della compagnia.<br \/>\nDefinito brevemente l&#8217;interessante fenomeno, passiamo ora al corto propriamente detto. Che \u00e8 l&#8217;opera per una volta, va notato, di comprovati\u00a0professionisti di Hollywood, tra i quali spicca niente meno che il regista di Fast &amp; Furious 4, 5, e 6, nonch\u00e9 del prossimo film in uscita appartenente all&#8217;interminabile\u00a0serie di Star Trek. Il quale, accogliendo con gioia la proposta e la sfida del colosso delle ricerche online verso l&#8217;inizio del 2014, ha affrontato l&#8217;occasione creativa come una sorta di sfida, cercando un piglio emozionale che potremmo definire quasi Spielberg-iano. \u00c8\u00a0dopotutto innegabile che la breve vicenda di HELP, infarcita d&#8217;azione ultra-moderna nello stile del franchise Man in Black, presenti anche degli evidenti\u00a0richiami ai due classici del maestro\u00a0<em>Incontri ravvicinati del terzo tipo<\/em> (1977) ed\u00a0<em>E.T. l&#8217;extra-terrestre<\/em> (1982) sopratutto nei momenti d&#8217;apertura e nel suo epilogo, in qualche maniera, positivo. Anche la scelta del luogo dell&#8217;azione \u00e8 significativa: niente meno che Los Angeles, la vasta citt\u00e0 simbolo dell&#8217;industria cinematografica occidentale, tra le cui strade, e nei cui canali di drenaggio, si sono svolti alcuni dei pi\u00f9 fantastici e memorabili inseguimenti nella storia della cellulosa narrativa. Ma forse mai prima d&#8217;ora, con questa specifica metodologia stilistica&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20076\" aria-describedby=\"caption-attachment-20076\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/prQF4iLLiFw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20076\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20076 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Help-Making-Of-500x313.jpg\" alt=\"Help Making Of\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Help-Making-Of-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Help-Making-Of-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Help-Making-Of.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20076\" class=\"wp-caption-text\">Per realizzare il cortometraggio, Justin Lin ha fatto costruire un particolare apparato di quattro videocamere appese ad un lungo palo, definito SPIDERCAM. L&#8217;impiego di un numero di obiettivi ancora superiore si era rivelato poco pratico, per la complessit\u00e0 inerente nell&#8217;amalgamare i fotogrammi l&#8217;uno all&#8217;altro.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia, se cos\u00ec si pu\u00f2 definire, \u00e8 piuttosto semplice (come poteva essere altrimenti, con appena 3 minuti di svolgimento). Durante una serata all&#8217;apparenza simile a tutte le altre, un meteorite cade in centro citt\u00e0. Roccia cosmica che si rivela poi essere la capsula, o il guscio, di una buffa creaturina aliena di taglia simile ad un cane medio, non cos\u00ec dissimile da un Murlock dell&#8217;universo fantasy di Warcraft. La quale emerge dai rottami, apparentemente illesa, ed inizia subito a guardarsi intorno. Una donna umana che passava di l\u00ec, incuriosita, si avvicina e raccoglie un\u00a0piccolo oggetto luminoso che si trova vicino al luogo dello schianto, che potrebbe essere forse&#8230;Un trasmettitore? Quindi lo porge gentilmente al suo legittimo proprietario. Il gesto, tuttavia, si rivela particolarmente infausto, perch\u00e9 l&#8217;arnese rilascia un qualche tipo di scarica luminosa ai danni della creaturina, che immediatamente inizia ad arrabbiarsi. Ma quel che \u00e8 peggio, inizia a crescere nelle dimensioni a una velocit\u00e0 decisamente preoccupante. Ora, qualsiasi persona razionale, a questo punto avrebbe lasciato cadere a terra l&#8217;infelice arnese, affinch\u00e9 l&#8217;alieno potesse riprenderselo e proseguire felicemente per la sua strada. Tuttavia, nel presente caso, questo non avviene. Perch\u00e9? Chiamatele le leggi del dramma, e volete.\u00a0Cos\u00ec, non \u00e8 chiaro se l&#8217;intenzione mostrata sia quella di divorare la malcapitata signorina in un sol boccone, piuttosto che riprendersi semplicemente il suo prezioso oggettino elettronico, il mostro sempre pi\u00f9 grosso inizia a corrergli dietro, mentre un poliziotto che si trovava casualmente sulla scena\u00a0tenta di aiutarla a mettersi in salvo. I due scappano in metropolitana, dove lui tenta senza risultati di sparare all&#8217;alieno, quindi salgono sul treno ed iniziano una folle corsa verso mete ignote. Nulla di efficace, ad ogni modo, visto come il mostro riesca facilmente ad afferrare l&#8217;ultimo vagone, e corra freneticamente tutto attorno all&#8217;area ritenuta ipoteticamente &#8220;sicura&#8221;. Continuando, nel frattempo, a diventare sempre pi\u00f9 grande, sempre pi\u00f9 grande. Alla fermata successiva quindi, i fuggitivi scendono precipitosamente, finendo per sbucare (guarda caso) proprio nell&#8217;iconico letto eternamente prosciugato del Los Angeles River, gi\u00e0 sito d&#8217;innumerevoli scene famose, tra cui la gara clandestina del film <em>Grease<\/em> (1978) e l&#8217;inseguimento di <em>Terminator 2<\/em> con Schwarzenegger (1991) ma ce ne sono stati mille altri&#8230; Tra le pareti scoscese del canale in cemento, quindi, avviene l&#8217;impensabile: l&#8217;alieno s&#8217;ingigantisce ulteriormente fino a dimensioni godzilliane (size K, dove K sta per <em>kaiju<\/em>) e svetta per qualche tragico momento sopra la citt\u00e0. Ed \u00e8 allora che la geniale fanciulla, telefonino spaziale alla mano, comprende finalmente cosa diavolo stia succedendo, e molto intelligentemente porge finalmente quella cosa all&#8217;essere da cui l&#8217;aveva impropriamente allontanata. Allora il mostro ridiventa immediatamente piccolo, anzi addirittura carino, e gemendo un incomprensibile ringraziamento ne riprende finalmente possesso. Nel\u00a0celestiale\u00a0momento risolutivo, la creatura assurge in cielo in un vortice di apocalittica energia mentre, possiamo soltanto sperarlo, il poliziotto ammanetta la poco perspicace protagonista, per portarla a meditare sulla sua decisamente inappropriata xeno-cleptomania.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20074\" aria-describedby=\"caption-attachment-20074\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OqTHce5kKnM\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20074 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/360-Video-Counterstrike-500x313.jpg\" alt=\"360 Video Counterstrike\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/360-Video-Counterstrike-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/360-Video-Counterstrike-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/360-Video-Counterstrike.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20074\" class=\"wp-caption-text\">I video a 360\u00b0 sono l&#8217;ultima frontiera. Eppure, non c&#8217;\u00e8 niente di nuovo in tutto questo, come potrebbe facilmente farci notare chiunque abbia giocato su computer fin dall&#8217;epoca di Quake. Eppure, un abile regista potr\u00e0 sempre fare in qualche modo la differenza&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il qui discusso progetto della divisione definita originariamente\u00a0Motorola ATAP, fatto iniziare verso la fine del 2013, \u00e8 stato uno dei prodotti pi\u00f9 interessanti di questo gruppo di lavoro, condotta a realizzazione da niente meno che l&#8217;ex-direttrice\u00a0della DARPA statunitense,\u00a0Regina Dugan. Ferma sostenitrice del metodo &#8220;risultati entro due anni&#8221; che passando dall&#8217;ambito della difesa a quello dell&#8217;elettronica di consumo aveva pensato, fin dal\u00a0primo momento, di realizzare finalmente la visione di una tecnologia che fosse in grado di coinvolgere ed emozionare, anche tutti coloro che\u00a0scegliessero di fruirla solamente in modo superficiale. Ovvero, senza scegliere di sprofondare totalmente nelle regioni del media digitale interattivo. Non creando propriamente dei videogame, quindi, ma alcuni video in qualche maniera partecipativi, in cui ogni momento invitasse l&#8217;utente finale a sperimentarli in prima persona, guardandosi attorno con i movimenti rapidi del suo telefonino. Fu fin da subito chiaro, ad ogni modo, che l&#8217;obiettivo richiedeva la partecipazione di esperti del settore, quali registi e animatori di un certo calibro comprovato. Con l&#8217;avvenuta\u00a0vendita\u00a0della Motorola da parte di Google a Lenovo quindi, avvenuta a gennaio del 2014, l&#8217;ATAP \u00e8 stata spostata da un punto di vista organizzativo all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione Alphabet stessa (il vero nome della societ\u00e0 proprietaria di The Big G.) ricevendo fondi e finanziamenti ancor\u00a0pi\u00f9 significativi. Ed \u00e8 cos\u00ec che si \u00e8 verificato il coinvolgimento di\u00a0Justin Lin, con la creazione del fenomenale cortometraggio HELP, presentato come contenuto di lancio della nuova applicazione per cellulari Android: Google Spotlight Stories.<br \/>\nIl tutto, a mio parere, potrebbe tuttavia essere veicolato in modo migliore. Il fatto \u00e8 che nell&#8217;ambito dell&#8217;interazione diretta, l&#8217;interfaccia \u00e8 tutto e chiaramente, questo intero sforzo creativo \u00e8 stato finalizzato fin da subito ad un singolo obiettivo: vendere cellulari con gli accelerometri ed il giroscopio. Ora che il video si trova su YouTube, tuttavia, \u00e8 impossibile non notare quanto la sua fruizione sia migliore grazie ad uno schermo di dimensioni appropriate. Il sistema di controllo, tuttavia, resta largamente inefficace: colui che segue l&#8217;azione, chiamato a far muovere l&#8217;inquadratura per seguire i bruschi movimenti dell&#8217;alieno, deve in effetti cliccare ogni volta sullo schermo\u00a0e &#8220;trascinarlo&#8221; in giro, come in un vecchio punta &amp; clicca dei primi anni &#8217;90. Quando in effetti, quanto sarebbe meglio poter muovere direttamente il mouse, come fosse il proprio stesso sguardo, alla maniera di una semplice partita di Counter-Strike? Una soluzione simile, probabilmente, gioverebbe all&#8217;intera selezione in continua crescita dei video a 360\u00b0 caricati sul Tubo. Anzi, sappiate quanto segue: che se un nell&#8217;immediato futuro\u00a0dovreste vedere implementata questa idea da parte di Google, \u00a0in effetti\u00a0potrei avergliela data io. Ah, ah, ah!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conseguire risultati tangibili in un tempo ragionevole, quindi cambiare il proprio target, l&#8217;obiettivo. \u00c8 questo un metodo operativo che, per quanto possa sembrare all&#8217;opposto di un tipico iter creativo, non pu\u00f2 che essere alla base di qualunque impresa commerciale del contemporaneo. 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