{"id":20051,"date":"2016-04-18T07:04:45","date_gmt":"2016-04-18T05:04:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20051"},"modified":"2016-04-18T07:16:45","modified_gmt":"2016-04-18T05:16:45","slug":"la-cerimonia-piu-importante-del-polo-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20051","title":{"rendered":"La cerimonia pi\u00f9 importante del Polo Sud"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nbEOGtf4hv8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20052\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20053\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Geographic-South-Pole-500x313.jpg\" alt=\"Geographic South Pole\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Geographic-South-Pole-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Geographic-South-Pole-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Geographic-South-Pole.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un astrofisico, un geologo\u00a0ed un tedesco entrano in un bar. Fuori c&#8217;\u00e8 bel tempo\u00a0ma fa un po&#8217; freddino.\u00a0Il geologo\u00a0dice agli altri due: &#8220;Allora, come ci si sente a trovarsi sul\u00a090\u00b0 parallelo?&#8221; E l&#8217;astrofisico risponde: &#8220;Pi\u00f9 che altro, vorrei poter guardare con il mio telescopio la stella di Sigma Octanis, ma come sapete qui il sole non tramonta praticamente mai&#8230;&#8221; Al che il tecnico addetto alle comunicazioni, pilastro\u00a0a pieno titolo della stazione di ricerca americana Amundsen-Scott, appoggiato sul bancone il suo bicchiere di succo d&#8217;ananas, esclama con perfetto accento berlinese: &#8220;E ti credo! Ogni volta che spostate quel dannato palo, cambiate il fuso orario di sei-sette ore!&#8221; Cala il silenzio in sala. Qualcuno, dalla direzione della porta, sghignazza sguaiatamente. Altri restano in silenzio, contemplativi. Perch\u00e9 ben sanno cosa c&#8217;\u00e8 in fondo al corridoio, vicino alla porta a tenuta stagna che la collocazione relativa, l&#8217;abitudine e le circolari\u00a0delle diverse generazioni di direttori hanno fatto eleggere ad ingresso principale: una vetrina su cinque livelli, ciascuno dei quali carico della pi\u00f9 bizzarra selezione di modellini metallici, di bussole, edifici a misura di gnomo, piccoli pianeti di vario tipo&#8230; Siamo alla fine di dicembre, ormai, \u00e8 tutti qui\u00a0sanno che presto, un&#8217;altro curioso oggettino dovr\u00e0 unirsi alla collezione. Mentre un gruppo di addetti\u00a0attentamente selezionato,\u00a0avventurandosi\u00a0nella relativa calura estiva (quaggi\u00f9 le stagioni sono invertite) di -15, &#8211; 20 gradi, raggiungeranno un punto specifico della pianura presso cui sorgono queste solide mura, ad un altitudine di\u00a02.835 metri sul livello del suolo. Per piantare un qualcosa di splendido e straordinariamente significativo: un attrezzo che se fosse una pianta, sarebbe l&#8217;albero del mondo. Se si trattasse di una stella, costituirebbe l&#8217;astro benedicente del mattino.<br \/>\n\u00c8 un momento solenne. Una vecchia tradizione. Questo centro di ricerca del resto, il pi\u00f9 famoso tra i circa 70 che poggiano sui ghiacci eterni del continente meno ospitale del pianeta, \u00e8 abbastanza vecchio da aver acquisito un certo numero di abitudini considerate sacrali. L&#8217;Amundsen\u2013Scott, intitolato ai due esploratori che\u00a0all&#8217;inizio dello scorso secolo raggiunsero per primi questi luoghi, nel secondo dei casi\u00a0perdendo subito dopo la vita, \u00a0fu fondato per la prima ed ultima volta nel 1956, come parte dei progetti scientifici istituiti per l&#8217;Anno Geofisico Internazionale (IGY) un significativo momento in cui le comunicazioni tra certe frange della ricerca americana e sovietica ricominciarono a verificarsi normalmente, permettendo l&#8217;interscambio che c&#8217;era stato in passato ed avrebbe dovuto continuare ad esistere, necessariamente e nonostante la tensione tra i due paesi. Con il riuscito lancio dello Sputnik I soltanto l&#8217;anno successivo, quindi, gli americani decisero di investire seriamente in questo e numerosi altri progetti. Cos\u00ec l&#8217;edificio principale della stazione fu progressivamente ampliato, per ospitare fino a 200 persone allo stesso tempo. E da allora, non fu mai pi\u00f9 lasciato. E molti di coloro che assistono alle buffe iniziative degli astronauti che oggi si trovano sull&#8217;ISS (la Stazione Spaziale Internazionale), tra cui suonare la cornamusa, giocare a palla o fare bizzarri esperimenti personali con l&#8217;acqua, tendono a stupirsi che persone spedite in un luogo cos\u00ec irraggiungibile possano trovare il tempo per se stesse, a discapito degli onerosi\u00a0impegni di missione. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che la mente umana funziona in un determinato modo. E senza un certo grado di svago e digressione, non potrebbe mai mantenere il grado d&#8217;acume necessario a compiere\u00a0il proprio dovere. Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 vero, in un luogo come il Polo Sud, che per quanto remoto, pu\u00f2 avere quanto meno il lusso di uno spazio a disposizione relativamente significativo. Con un&#8217;area dedicata alla libreria, un&#8217;altra con mansioni di mini-cinema e persino una sala da musica, fornita di molti\u00a0degli strumenti pi\u00f9 suonati alle latitudini pi\u00f9 diverse. Ma forse il luogo pi\u00f9 inaspettato ed insolito, all&#8217;interno di queste spesse mura, \u00e8 lo spazio dedicato\u00a0a raccogliere i precedenti <em>marker<\/em> del Polo Sud Geografico, dei curiosi e gradevoli oggetti usati come segnalino sulla cima del palo, un anno dopo l&#8217;altro, per indicare in maniera chiara il punto attraverso cui passa l&#8217;asse della rotazione terrestre, nel preciso momento di ogni giorno di capodanno. Ma perch\u00e9, mi sembra quasi di sentire la domanda, una tale luogo\u00a0SI SPOSTA? Beh, ecco&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20052\" aria-describedby=\"caption-attachment-20052\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xIq_ZNTkTvs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20052\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20052 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Amundsen-Pole-Station-500x313.jpg\" alt=\"Amundsen Pole Station\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Amundsen-Pole-Station-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Amundsen-Pole-Station-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Amundsen-Pole-Station.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20052\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;utente Centaclaus ci fece fare un giro in prima persona all&#8217;interno della Amundsen-Scott nel 2011, attraverso l&#8217;impiego dello strumento della telecamera da cellulare. Le immagini non sono stabilizzate, ma lo scorcio che ci viene offerto di un luogo tanto particolare ed unico risulta decisamente degno d&#8217;interesse.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la scena d&#8217;apertura, girata per il canale scientifico Sixty Symbols dall&#8217;astrofisico attualmente residente <em>in-loco<\/em> Denis Barkats, vestitosi per l&#8217;occasione con giacca elegante (sopra l&#8217;obbligatorio giubbotto tecnico) ed un cappellone con parrucca incorporata degno dei migliori <em>cosplayers<\/em> appassionati dei fumetti di Topolino e Paperon de&#8217; Paperoni. L&#8217;atteso momento, del resto, sembra essere visto come un occasione per gli scienziati e gli addetti alla stazione di lasciarsi un po&#8217; andare nel vestiario, con almeno un&#8217;altra persona\u00a0intabarrata da un cappuccio con cresta verde di drago sputafuoco. Raggiunto quindi il luogo del Polo\u00a0dell&#8217;anno trascorso, l&#8217;autore del video inquadra brevemente il <em>marker\u00a0<\/em>uscente, che verr\u00e0 comunque lasciato in posizione per qualche altro giorno, prima di essere solennemente rimosso e trasportato nella solita vetrina designata. Si tratta di un oggetto esteticamente ricercato, simile ad un astrolabio ma con una componente centrale in vetro, su cui \u00e8 stato raffigurato in modo simbolico il continente dell&#8217;Antartico, circondato da simboli astronomici che potrebbero raffigurare le diverse costellazioni. Ma l&#8217;adorabile segnaposto, esclama scherzosamente Barkats\u00a0all&#8217;indirizzo del collega pi\u00f9 vicino, \u00e8 ormai: &#8220;Brutto, sporco, praticamente da buttare via!&#8221; In realt\u00e0 \u00e8 PERFETTO &#8220;Sar\u00e0 giunta anche l&#8217;ora, di gettarlo via, giusto?&#8221; Il vicino sorride nervosamente. Inizia, quindi, il momento lungamente atteso. Ciascun <em>marker\u00a0<\/em>disegnato, costruito e trasportato fino alla stazione dall&#8217;annuale team del periodo invernale, che rimane rintanato per mesi all&#8217;interno delle sue mura con una temperatura esterna di fino a -80 gradi. E ce ne sono stati di ogni tipo, ma il modello apparentemente preferito \u00e8 sempre stato quello a tema astronomico, come i principali pronostici annuali sembrano aver indicato anche per il 2016. L&#8217;addetto, quindi, solleva il drappo di stoffa che copre il nuovo paletto, rivelando&#8230;Una sfera tondeggiante con striature cromate e color oro, con un vistoso disco centrale. &#8220;Vedete, sembra Giove. Ma ha gli anelli di Saturno?! Non lo capisco, per\u00f2 gi\u00e0 mi piace.&#8221; Afferma Barkats. In effetti, si tratta di una figura allegorica piuttosto astratta, ma bella.<br \/>\nIl che ci porta al perch\u00e9, effettivamente, ci sia bisogno di\u00a0produrne una nuova ogni anno. O meglio, di sicuro non \u00e8 esattamente necessario (in teoria basterebbe spostare l&#8217;altra) quanto piuttosto una semplice scelta arbitraria, ma resta il bisogno di ricalcolare continuamente un qualcosa che dovrebbe, in teoria, restare identico a tempo indeterminato. Ed in effetti, lo fa: sebbene l&#8217;asse terrestre sia, teoricamente, sottoposto a variazioni, queste non sono di certo cos\u00ec significative in un tempo breve come quello di 365 giorni. Letteralmente un alito di fiato, su simile scale di grandezza. Ci\u00f2 che si muove, invece, \u00e8 il suolo stesso su cui poggia la stazione, che pur essendo vera e propria terra ferma, a differenza del Polo Nord, \u00e8 pur sempre ricoperto da uno spessissimo strato di ghiaccio eterno. Che continuamente si sposta, in una sorta di versione superficiale della deriva dei continenti. Ma ecco un dato curioso: ogni anno, in effetti, la stazione\u00a0Amundsen-Scott si sta avvicinando al Polo Sud geografico. E verr\u00e0 un giorno, non tanto imminente, in cui il fondamentale palo dovr\u00e0 essere posto tra le sue stesse mura. Chiss\u00e0 se allora, dovranno spostare la vetrina?<\/p>\n<figure id=\"attachment_20054\" aria-describedby=\"caption-attachment-20054\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5W1R2OGyQtY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20054\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20054 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Ice-Tunnels-South-Pole-500x313.jpg\" alt=\"Ice Tunnels South Pole\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Ice-Tunnels-South-Pole-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Ice-Tunnels-South-Pole-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Ice-Tunnels-South-Pole.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20054\" class=\"wp-caption-text\">Nel sotterraneo della stazione, metri e metri di tubi riscaldanti, dal diametro comparabile a quello di un impianto per l&#8217;aria condizionata industriale. Quando vivi in mezzo alla pi\u00f9 spessa calotta di ghiaccio della Terra, trovare l&#8217;acqua potabile non sar\u00e0 certo un problema. Ma stai sicuro che ti servir\u00e0 un sistema per farla tornare allo stato LIQUIDO&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una questione che alla fine potrebbe essere definita, in qualche maniera, sintomatica e dimostrativa. Di come non esista niente di stabile e chiaro, in questo vasto mondo, neppure l&#8217;origine di tutte le coordinate ed i numeri geografici che usiamo quotidianamente. Di poli sud, in effetti, ce ne sono ben quattro. A poca distanza da questo Geografico, che viene\u00a0spostato annualmente (ma in realt\u00e0 \u00e8 sempre\u00a0alla deriva) c&#8217;\u00e8 il primo <em>marker<\/em>\u00a0che venne disposto dagli addetti alla stazione, una sfera metallica sulla sommit\u00e0 di quello che sembra a tutti gli effetti un palo da barbiere. Circondata da niente meno che le bandiere dei principali paesi che firmarono il Trattato\u00a0di Washington, l&#8217;accordo internazionale che regolamentava la costruzione delle stazioni di ricerca dell&#8217;Antartico, vietando la costruzione di installazioni militari o minerarie. Ed \u00e8 inutile che spostare ogni anno quello che viene oggi detto &#8220;il polo Cerimoniale&#8221; sarebbe stato fin troppo oneroso. A molte miglia di distanza, oltre il bordo delle terre emerse, campeggia invece il polo Magnetico, ovvero il punto determinato dagli influssi della ionosfera\u00a0terrestre, verso cui puntano tutte le bussole del mondo. Nel pi\u00f9 estremo entroterra, invece, \u00e8 sito il cosiddetto polo dell&#8217;Irraggiungibilit\u00e0, ovvero il punto pi\u00f9 lontano da un possibile luogo di sbarco, considerato il luogo meno vivibile\u00a0dell&#8217;intero pianeta Terra.<br \/>\nNel 1957 i sovietici, per non essere da meno degli americani, proprio qui costruirono la base operativa Poljus Nedostupnosti, che ben presto si rivel\u00f2 tuttavia troppo onerosa, nonch\u00e9 complessa, da mantenere in stato di funzionamento operativo. Oggi di quel vecchio edificio, ricoperto da molti metri di neve, resta a fare capolino solamente l&#8217;ornamento del tetto, un maestoso busto di Lenin, che riflette in modo catartico la battente luce del Sole. Il suo sguardo, perennemente intento a fissare l&#8217;orizzonte, sembra carico di nostalgia ed aspettativa&#8230;Chiss\u00e0! Forse per il giorno, pi\u00f9 che mai vicino, in cui anche lui sparir\u00e0 del tutto. Nulla\u00a0resiste all&#8217;influsso insistente della Natura,\u00a0neppure la Storia. A meno che qualcuno, anno dopo anno, non si preoccupi di spostarlo un po&#8217; pi\u00f9 vicino. Fino a che&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20058\" aria-describedby=\"caption-attachment-20058\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=20058#main\" rel=\"attachment wp-att-20058\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20058 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/South-Pole-1-500x360.jpg\" alt=\"South Pole 1\" width=\"500\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/South-Pole-1-500x360.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/South-Pole-1.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20058\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/icestories.exploratorium.edu\/dispatches\/big-ideas\/the-south-poles\/\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_20059\" aria-describedby=\"caption-attachment-20059\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=20059#main\" rel=\"attachment wp-att-20059\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20059 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/South-Pole-2-500x550.jpg\" alt=\"South Pole 2\" width=\"500\" height=\"550\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/South-Pole-2-500x550.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/South-Pole-2-768x845.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/South-Pole-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20059\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/www.southpolestation.com\/trivia\/2015marker.html\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un astrofisico, un geologo\u00a0ed un tedesco entrano in un bar. 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