{"id":20013,"date":"2016-04-14T07:19:01","date_gmt":"2016-04-14T05:19:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20013"},"modified":"2016-04-14T07:25:31","modified_gmt":"2016-04-14T05:25:31","slug":"il-cannone-che-avrebbe-distrutto-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20013","title":{"rendered":"Il cannone che avrebbe distrutto il mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZHkEYgiC3EM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20014\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20015\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Artillery-500x313.jpg\" alt=\"Nuclear Artillery\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Artillery-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Artillery-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Artillery.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 5:45 del 23 maggio 1944, la zona rurale oltre la spiaggia di Anzio rimbomb\u00f2 del concerto apocalittico\u00a0di 1.500\u00a0bocche da fuoco, che contemporaneamente iniziavano lo sbarramento\u00a0contro le postazioni tedesche dei comandanti\u00a0Kesselring e Mackensen. Erano passati ben cinque mesi da quando si era deciso per\u00a0l&#8217;attacco anfibio, dopo innumerevoli tentativi fallimentari\u00a0da parte degli Alleati\u00a0di sfondare sull&#8217;imprendibile Linea Gotica degli Appenini. Con forze inglesi, americane e canadesi, che avendo sbarcato\u00a0da 374 navi, approdavano nel tratto di mare tra Nettuno e Torre Astura, rinominato per l&#8217;occasione Peter Beach ed X-Ray Beach. Il loro obiettivo:\u00a0catturare\u00a0in breve tempo l&#8217;obiettivo strategico della citt\u00e0 di Roma. Giungeva\u00a0cos\u00ec al suo culmine l&#8217;operazione Shingle, concepita da Winston Churchill mentre si trovava degente a Marrakech per i sintomi residui di una polmonite. Fu un momento di svolta nella guerra, ma anche la prova generale di un qualcosa di ancor pi\u00f9 grande. Gi\u00e0 l&#8217;alto comando statunitense infatti, su pi\u00f9 livelli della sua area strategica ed amministrativa, era intento a definire le basi di quello che sarebbe diventato\u00a0di l\u00ec a poco il fatale, tragico D-Day. Ma\u00a0i metodi di una volta, erano spariti da tempo. Gi\u00e0 s&#8217;intuiva nell&#8217;aria quel punto chiave, all&#8217;epoca tutt&#8217;altro che prevedibile, per cui la complessiva potenza di fuoco di una nazione, ivi incluse le divisioni di fanteria, i carri armati, i cannoni e l&#8217;aviazione, poteva giungere a scaricare una tale quantit\u00e0 di munizioni sul nemico da renderne l&#8217;avanzata sostanzialmente impossibile. Ed in quel caso, a pi\u00f9 riprese, cos\u00ec fu. Nella prima giornata di quel drammatico scontro, la Prima Divisione Corazzata dei &#8220;Vecchi Ironsides&#8221; giunse a perdere 955 uomini, il numero pi\u00f9 alto di vittime subite nel corso di un tempo tanto breve nell&#8217;intera storia del secondo conflitto mondiale. Mentre i tedeschi combattevano strenuamente e, nonostante il numero minore di forze in campo (circa 140.000 soldati inclusi due battaglioni italiani, contro 150.000 uomini fortemente determinati) rispondevano al fuoco con enfasi ampiamente comprensibile. La loro forza, come gi\u00e0 avvenuto in precedenti frangenti dello spietato conflitto, era la qualit\u00e0 di determinate soluzioni tecnologiche. Come scoprirono ben presto gli aspiranti liberatori della penisola, che furono a pi\u00f9 riprese colpiti fin nelle pi\u00f9 remote retrovie, da un tipo di cannone\u00a0sostanzialmente\u00a0ignoto ai loro comandanti: si trattava di un mostro da 218 tonnellate, con una canna lunga 21 metri, che poteva sparare fino a 64 Km di distanza. Il Krupp K5, un&#8217;arma talmente grande che poteva essere spostata soltanto mediante le ferrovie, e che prima di sparare richiedeva l&#8217;edificazione di una speciale piattaforma girevole, definita\u00a0V\u00f6gele. Una volta portata in posizione, tuttavia, diventava sostanzialmente inavvicinabile. Simili strumenti bellici, purch\u00e9 mantenuti nascosti alle incursioni aeree, potevano scaricare un volume di fuoco sul nemico niente meno che terrificante: fino a 15 colpi l&#8217;ora. Si calcola che nel 1944, sui fronti in cui furono schierati anche soltanto un paio di simili implementi, la quantit\u00e0 delle vittime fatte dell&#8217;artiglieria in determinate divisioni\u00a0si aggirasse attorno all&#8217;83% del totale. Le truppe alleate li avevano soprannominati Whistling Willie, per il rumore che facevano i loro proiettili da 255 Kg mentre piombavano con la furia di una grandine infernale. E ad Anzio, guarda caso, ce n&#8217;erano due, che dopo ogni operazione di lancio si ritiravano nei tunnel ferroviari circostanti alle zone della battaglia, risultando sostanzialmente invisibili al fuoco di risposta. I nomi erano Robert e Leopold, nel paese di costruzione, ma passarono alla storia con l&#8217;appellativo datogli dal loro nemico, ovvero rispettivamente, Anzio Annie ed Anzio Express. Questo perch\u00e9 ad oggi, le due armi in questione si trovano a Fort Lee negli Stati Uniti, all&#8217;interno del museo dell&#8217;esercito della Virginia, dove furono portati in tutta fretta al termine delle operazioni belliche in Italia. La ragione, riuscite ad immaginarla? Costruirne una versione che fosse ancor pi\u00f9 pericolosa. Il primo vero cannone nucleare.<br \/>\nLa battaglia di Anzio non fu il successo strategico che si era sperato. Dopo i molti mesi di combattimento, tutto quello che gli alleati riuscirono ad ottenere fu una situazione di stallo, mentre i combattimenti sulla Linea Gotica continuavano indisturbati e con gravi perdite da parte di entrambi gli schieramenti. La liberazione delle cartine d&#8217;Europa dalla ragnatela delle fortificazioni tedesche avrebbe dovuto attendere ancora qualche tempo. Tuttavia, nel frattempo, attraverso l&#8217;intero\u00a0anno successivo, l&#8217;inasprimento del conflitto nel Pacifico avrebbe portato al progressivo disfacimento della macchina bellica giapponese, fino allo spietato cataclisma finale. Due intere citt\u00e0, cancellate dalla faccia della Terra, in nome del bisogno di dimostrare&#8230;Qualcosa. E i vecchi &#8220;nemici dei nostri nemici&#8221; che all&#8217;improvviso venivano riqualificati come un rischio per la sicurezza della collettivit\u00e0. Un pericolo, per usare la terminologia dell&#8217;epoca, che non poteva che definirsi profondamente rosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20014\" aria-describedby=\"caption-attachment-20014\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/H6gy_krPau8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20014 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Artillery-2-500x313.jpg\" alt=\"Nuclear Artillery 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Artillery-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Artillery-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Artillery-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20014\" class=\"wp-caption-text\">Un video di propaganda d&#8217;epoca dimostra le caratteristiche ed il funzionamento della versione americana del Krupp K5, l&#8217;M65 Atomic Cannon. Non pu\u00f2 naturalmente mancare la dimostrazione finale con l&#8217;immancabile fungo gigante, probabilmente estratta dall&#8217;unica volta nella storia in cui una di queste armi fu fatta sparare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tende a considerare l&#8217;intera guerra fredda come un unico monolite, in cui gli addetti ai pulsanti, rintanati in colossali bunker sotterranei, non aspettavano altro che ricevere l&#8217;ordine di dare fuoco alle polveri, scatenando l&#8217;apocalisse completa dei viventi. Milioni di missili, con gi\u00e0 scritto sopra il nome delle rispettive citt\u00e0 e capitali&#8230; Ma la realt\u00e0 \u00e8 che una simile immediatezza distruttiva, in effetti non ci fu mai. E soprattutto non sarebbe stata possibile prima degli anni &#8217;70 ed &#8217;80, quando i progressi compiuti in campo missilistico, e la costruzione dei primi bombardieri strategici e sommergibili a lungo raggio, avrebbero permesso di costituire la famosa triade delle contromisure atomiche,\u00a0che doveva permettere a ciascuna superpotenza di rispondere comunque al fuoco, non importa quanto fosse immediato ed inaspettato l&#8217;assalto nemico. Per tutta la prima decade successiva alla seconda guerra mondiale, l&#8217;ipotesi di un conflitto futuro con l&#8217;Unione Sovietica prendeva\u00a0una strada totalmente diversa: si sarebbe trattato, concordavano gli esperti di entrambe le parti, di un assalto corazzato su Francoforte, condotto attraverso una particolare strettoia tra i monti al confine della Germania, il cosiddetto\u00a0Varco di Fulda. Proprio in quel luogo tatticamente fondamentale, affermavano gli analisti, si sarebbe svolta l&#8217;equivalenza modernizzata dell&#8217;Offensiva delle Ardenne della fine del 1944, con una concentrazione di carri, cannoni ed uomini quale il mondo non aveva conosciuto prima di allora. Ci\u00f2 che serviva, dunque, per assistere l&#8217;esercito incaricato di difendere il fronte, era l&#8217;arma campale pi\u00f9 potente immaginabile. Uno strumento che potesse scaricare sugli avversari la versione tangibile dell&#8217;ira degli Dei: il che significava, sostanzialmente, soltanto una cosa. L&#8217;M65 Atomic Cannon, versione ricostruita di quella stessa temibile bocca da fuoco\u00a0che un tempo era stata rivolta contro i fedeli sostenitori\u00a0dello Zio Sam, ma\u00a0connotata dalla presenza dal carico ancor pi\u00f9 esiziale di una bomba atomica da 15 kilotoni, ovvero soltanto leggermente pi\u00f9 grande di quella impiegata sulla citt\u00e0 di Hiroshima nel 1945.<br \/>\nIl cannone atomico rappresent\u00f2 una fase preliminare\u00a0della guerra fredda, in cui la distanza di ingaggio degli ordigni nucleari non superava ancora le diverse decine di miglia. L&#8217;idea, a quei tempi, era di posizionare numerosi esemplari di quest&#8217;arma lungo i confini sensibili, con le truppe all&#8217;estero o affidandole agli alleati considerati fedeli. La loro dislocazione, naturalmente, era segreta, ma sappiamo che ne furono prodotti almeno una quarantina, al costo unitario di 800.000$\u00a0l&#8217;uno (dollari degli anni &#8217;50, sia chiaro). La ragione di un simile investimento, e fiducia operativa, andavano ricercati in diversi aspetti della questione. Innanzi tutto, queste armi erano state significativamente migliorate rispetto alla versione tedesca, e disponevano di un sistema di spostamento favolosamente efficiente. Ciascun cannone aveva, in effetti, due motrici poste ai suoi lati, che potevano spostarlo lungo le strade convenzionali, purch\u00e9 avessero una carreggiata sufficientemente ampia. Inoltre, l&#8217;indipendenza funzionale dei veicoli in questione, che potevano sterzare indipendentemente, gli garantiva un&#8217;agilit\u00e0 simile a quella di un camion dei pompieri, bench\u00e9 su scala estremamente maggiorata. Prima dell&#8217;esistenza dei silos missilistici impossibili da individuare, la nuova guerra atomica sembrava aver\u00a0assunto una forma ipotetica notevolmente diversa: un conflitto di posizionamento preventivo, con la versione internazionale di quello che Q. Tarantino avrebbe definito un &#8220;conflitto alla messicana&#8221;. E poich\u00e9 naturalmente, la sola teoria non bastava ad incutere un timore sufficiente nel cuore dei propri avversari, gli americani si premurarono anche di mettere alla prova la nuova arma, in un celebre test che si svolse il 25 maggio del 1953 in Nevada, di fronte al capo dello stato maggiore congiunto\u00a0Arthur W. Radford e al segretario della difesa\u00a0Charles Erwin Wilson. La prova fu definita un successo e divent\u00f2 la base per numerosi video di propaganda, tra cui quelli riportati fino a questo specifico capoverso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20016\" aria-describedby=\"caption-attachment-20016\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/khyZI3RK2lE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20016\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20016 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Rifle-500x313.jpg\" alt=\"Nuclear Rifle\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Rifle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Rifle-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Nuclear-Rifle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20016\" class=\"wp-caption-text\">In ogni momento della storia tecnologica, coesistono due celebri tendenze: fare le cose &#8220;sempre pi\u00f9 grandi&#8221; e poi subito dopo, &#8220;sempre pi\u00f9 piccole, minuscole.&#8221; Una bomba atomica portatile, come un cellulare da taschino, ha i suoi innegabili vantaggi. E qualche significativo, notevole svantaggio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;artiglieria di questo tipo, per quanto si fosse cauti, aveva naturalmente un&#8217;imponenza estremamente significativa, che avrebbe permesso al nemico d&#8217;individuarla, prima o poi. Gli americani decisero quindi, con la stessa finalit\u00e0 di difendere il\u00a0Varco di Fulda, di dotare le loro truppe della pi\u00f9 piccola bomba atomica concepibile, una grossa granata sostanzialmente, che una singola squadra poteva mantenere nascosto dagli occhi di un&#8217;ipotetica ricognizione aerea, sfoderandola improvvisamente nel momento della verit\u00e0. Stiamo parlando, e forse qualcuno l&#8217;avr\u00e0 gi\u00e0 capito tra i videogiocatori, del cannone M-28 Davy Crockett, l&#8217;arma al centro della vicenda spionistica di Metal Gear Solid 3: Snake Eater, forse la pi\u00f9 influente creazione narrativo-interattiva della prima met\u00e0 degli anni 2000. Un cannone privo di rinculo (come il celeberrimo bazooka) in cui la detonazione del propellente avrebbe scagliato una bomba da 34 Kg alla distanza di 4 Km, previa una fase preparativa di appena qualche minuto. Pi\u00f9 che di artiglieria, dunque, si trattava di un vero e proprio pugnale, che un gruppo ridotto di uomini avrebbe potuto tenere puntato alla gola del nemico, restando pronto a colpire in caso di necessit\u00e0. La potenza, naturalmente, era relativamente ridotta: meno di un singolo kilotone. Ma l&#8217;effetto di una simile esplosione all&#8217;interno di un esercito in fase di schieramento, non importa quanto corazzato, avrebbe avuto conseguenze niente meno che devastanti. C&#8217;era, tuttavia, un singolo ed &#8220;insignificante&#8221; problema: la distanza a cui il Davy Crockett scagliava la sua granata era purtroppo\u00a0inferiore\u00a0a quella di sicurezza. E i suoi utilizzatori, a seguito del lancio, sarebbero stati inevitabilmente irradiati dall&#8217;ordigno, a rischio\u00a0immediato della loro stessa vita. L&#8217;arma fu testata a pi\u00f9 riprese tra il 1962 ed il 1968, nel Nevada ed in alcune isole sperdute dell&#8217;arcipelago delle Hawaii. Alla fine l&#8217;alto comando, giudicandola in qualche maniera utile, ne fece produrre 2.100 esemplari, da inviare nei principali paesi oppositori del Patto di Varsavia. Elenco tra cui figurava, ovviamente, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/3%C2%AA_Brigata_missili_%22Aquileia%22\" target=\"_blank\">l&#8217;Italia<\/a>.<br \/>\nIl mondo, dunque, era pronto. Prima ancora di essere pronto. Gli Stati Uniti, dopo la clamorosa dimostrazione di forza effettuata nella devastazione delle due citt\u00e0 giapponesi (un sacrificio&#8230;Giustificato? Qualcuno avrebbe mai OSATO\u00a0giustificarlo?) iniziavano a dubitare della propria posizione di invincibilit\u00e0. Nel frattempo l&#8217;Unione Sovietica, a partire dal 1949, aveva iniziato il suo pi\u00f9 lungo e riuscito programma di test nucleari, acquisendo pubblicamente, anch&#8217;essa, il Potere del Pulsante Finale. Armi come l&#8217;M65 o l&#8217;artiglieria portatile M-28, di l\u00ec a poco si sarebbero dimostrate inutili e desuete. Ma furono prodotte ancora per anni, a causa del loro valore psicologico e di prestigio. Uno spreco colossale di risorse e d&#8217;ingegno, secondo molti. Eppure, un momento importante nella storia della politica internazionale. Nel quale\u00a0il mondo si rese conto che, se il campo di battaglia futuro sarebbe stato deciso da chi &#8220;poteva produrre pi\u00f9 bombe&#8221; tanto valeva mettersi a produrre qualcosa d&#8217;altro. Ed iniziare un\u00a0lungo processo d&#8217;integrazione economica, che un giorno avrebbe condotto fino alla globalizzazione. Andando incontro a problemi di ben altro tipo, ma quella, si sa, \u00e8 tutta un&#8217;altra storia&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle 5:45 del 23 maggio 1944, la zona rurale oltre la spiaggia di Anzio rimbomb\u00f2 del concerto apocalittico\u00a0di 1.500\u00a0bocche da fuoco, che contemporaneamente iniziavano lo sbarramento\u00a0contro le postazioni tedesche dei comandanti\u00a0Kesselring e Mackensen. 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