{"id":20003,"date":"2016-04-13T07:04:15","date_gmt":"2016-04-13T05:04:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20003"},"modified":"2016-04-13T07:13:29","modified_gmt":"2016-04-13T05:13:29","slug":"zapata-e-lhoverboard-che-sta-dividendo-il-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20003","title":{"rendered":"Zapata e l&#8217;hoverboard che sta dividendo il web"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KEDrMriKsFM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20004\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20005\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Zapata-Flyboard-500x313.jpg\" alt=\"Zapata Flyboard\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Zapata-Flyboard-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Zapata-Flyboard-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Zapata-Flyboard.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mantenuti dalle macchine all&#8217;interno di una realt\u00e0 parziale, siamo naturalmente diffidenti di quanto ci viene presentato come &#8220;nuova tecnologia&#8221;. Montaggio ad arte, effetti digitali realizzati al computer, i pannelli monocromatici del\u00a0<em>chroma key:\u00a0<\/em>non sono questi altro che i tre pilastri di un intero edificio di potenziali bugie, dondolante ma solido nel vento delle valide occasioni. <em>Chances<\/em> di far notizia, generare un clamoroso impatto, cavalcare lo tsunami di una situazione dalle munifiche opportunit\u00e0 di guadagnare. Il che non significa, necessariamente, che quanto quest&#8217;azienda, di propriet\u00e0 del campione di moto d&#8217;acqua (Personal Water Craft)\u00a0Franky Zapata, ci sta mostrando fieramente fin dall&#8217;altro giorno sia frutto esclusivo di finzione scenica e una pura faccia tosta. Dopo tutto, stiamo qui parlando dei produttori del popolarissimo Flyboard, un\u00a0dispositivo che permette di fluttuare sopra l&#8217;acqua ad un&#8217;altezza di 15 metri, grazie al motore di una\u00a0PWC collegata ad un lungo tubo ed un ugello a reazione direzionabile. Il tutto controllato da un dispositivo wireless rigorosamente impermeabile. Sistema\u00a0dall&#8217;alto valore d&#8217;intrattenimento, che vende nelle sue diverse versioni svariate migliaia di pezzi l&#8217;anno, generando un fatturato probabilmente assai\u00a0considerevole. E perch\u00e9 mai costui dovrebbe rischiare online la sua credibilit\u00e0 latente, mostrando al pubblico un qualcosa di totalmente falso e creato attraverso artifici grafici di vario tipo? Non avrebbe letteralmente, nulla e poi nulla da guadagnarci.<br \/>\nEppure, qualcosa di strano in questa presentazione di un ipotetico prodotto futuro, c&#8217;\u00e8. Innanzi tutto, la mancanza d&#8217;informazioni fornite al pubblico o inquadrature eccessivamente rivelatorie, scelte comunque giustificabili dal bisogno di non mostrare\u00a0anticipatamente i propri segreti ai potenziali <em>competitors<\/em> di settore. Ma soprattutto\u00a0le tre specifiche prestazionali dichiarate nella descrizione. Con il nuovo Flyboard &#8220;Air&#8221; (la continuit\u00e0 nei nomi, ci insegna Apple, \u00e8 un valido strumento dei brand) che sarebbe in grado\u00a0di raggiungere i 10.000 piedi d&#8217;altitudine (3000 metri) fare i 150 Km\/h e restare in volo per fino a 10 minuti. Dei quali tre punti, i primi due sono teoricamente anche possibili per quanto concerne il dispositivo stesso, ma difficilmente immaginabili nella configurazione che prevede una persona posta in equilibrio sulla sua sommit\u00e0, a gambe lievemente divaricate\u00a0come il cattivo dei fumetti Green Goblin. Ma \u00e8 proprio il terzo dei valori, in definitiva, ad aver suscitato le maggiori critiche nelle migliaia di commenti postati negli ultimi giorni sul web: secondo la maggior parte delle persone, sarebbe semplicemente impossibile restare in aria tanto a lungo con un dispositivo cos\u00ec piccolo. In effetti, basta considerare la maggior parte dei dispositivi di volo individuale costruiti fino ai tempi pi\u00f9 recenti, per trovare\u00a0un tempo di volo misurabile in semplici secondi piuttosto che minuti, e in definitiva, sicuramente meno\u00a0estesi. Vediamo, quindi, la questione in maggior\u00a0dettaglio.<br \/>\nAffinch\u00e9 un simile arnese\u00a0possa restare in aria per un periodo relativamente prolungato sostenendo il peso di una persona, l&#8217;unico metodo di propulsione attualmente probabile\u00a0\u00e8 quello di una specifica classe di turbine per aeromodellismo, le\u00a0P200-RX, che hanno <a href=\"http:\/\/www.jetcatusa.com\/rc-turbines\/turbine-details\/p200-sx\/\" target=\"_blank\">un consumo dichiarato di 0,7 litri al minuto<\/a>. Ora, il dispositivo di Zapata mostra in una delle ultime inquadrature del video esattamente quattro ugelli nella sua parte inferiore. E questo\u00a0senza contare le due micro-turbine di colore rosso ai lati che dovrebbe teoricamente impiegare, secondo la teoria pi\u00f9 accreditata, come metodo principale di spinta lungo l&#8217;asse orizzontale. Stiamo quindi parlando, nella migliore delle ipotesi, di circa 28-30 litri di combustibile\u00a0(0,7 litri x4 motori x10 minuti). E se nella piattaforma, poco pi\u00f9 grande di uno zainetto, ci sono i motori,\u00a0dovrebbe potrebbe mai trovarsi un simile <em>quibus sine-qua-non<\/em>? C&#8217;\u00e8 una sola residua possibilit\u00e0: nello zainetto portato dal pilota, che per l&#8217;appunto risulta collegato alla piattaforma da un grosso tubo, il cui impiego a questo punto, sar\u00e0 pi\u00f9 che mai chiaro. Per intenderci,\u00a028 litri corrispondono alla capienza di un forno a microonde di dimensioni medie. Ed \u00e8 quindi\u00a0difficile, ma non certamente impossibile, che Zapata\u00a0disponesse di riserve sufficienti per i tre effettivi minuti del suo primo test. Versioni successive del velivolo potrebbero, teoricamente, vedere l&#8217;impiego di borse pi\u00f9 grandi&#8230; Chi lo sa. Tale aspetto, ad ogni modo, non \u00e8 insuperabile. Ci\u00f2 che invece agita\u00a0il mio senso della credulit\u00e0, \u00e8 un altro aspetto del dispositivo in questione: ovvero in quale misterioso modo, colui che si trova a cavalcarlo, possa riuscire a tenersi in equilibrio perfettamente verticale. Specie considerato come, in tale condizione, una semplice svista possa portare ad una morte sicura ed estremamente rapida&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20004\" aria-describedby=\"caption-attachment-20004\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OurHIJsEYGE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20004\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20004 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Flyboard-Riviera-500x313.jpg\" alt=\"Flyboard Riviera\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Flyboard-Riviera-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Flyboard-Riviera-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Flyboard-Riviera.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20004\" class=\"wp-caption-text\">Il &#8220;vecchio&#8221; Flyboard (forse adesso dovremmo chiamarlo F. water?) \u00e8 diventato negli ultimi anni un momento irrinunciabile di molte vacanze votate agli sport pi\u00f9 o meno estremi. In questo nuovissimo video della community ufficiale FLYCAPTAIN, alcuni abili piloti lo impiegano per compiere fantastiche evoluzioni sulla Riviera francese.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che ci viene effettivamente dato ad intendere\u00a0in merito al nuovo dispositivo, \u00e8 che il sistema di controllo sia totalmente equivalente a quello dei classici dispositivi a getto della Zapata Racing, risultando a tutti gli effetti conforme ad affrontare lo stesso ventaglio di situazioni. Se cos\u00ec fosse realmente, la sicurezza di volo del Flyboard Air sarebbe davvero ridotta. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un&#8217;enorme differenza, inutile dirlo, tra il trovarsi sollevati a qualche metro da terra al di sopra una vasta colonna d&#8217;acqua, che tende naturalmente a spingere verso il basso per l&#8217;effetto dell&#8217;interazione delle forze in gioco, con l&#8217;affidarsi a\u00a0degli ugelli direzionabili a turbina di un vero e proprio aeromobile compatto, in grado di capovolgersi nel giro di un mezzo secondo. Perci\u00f2\u00a0un dispositivo come questo, sostanzialmente, non potrebbe mai esistere senza un qualche sistema in grado di\u00a0mantenerlo in volo livellato. Si tratterebbe, essenzialmente, di qualcosa di simile a quanto visto sul jet a decollo verticale Harrier, che grazie ai suoi ugelli multipli riesce a compensare ogni principio di instabilit\u00e0. Ma con motori tanto pi\u00f9 piccoli e ravvicinati, come per l&#8217;appunto quelli del nuovo hoverboard, la gestione del pericolo diventerebbe estremamente complessa e molto al di l\u00e0 di quanto un pilota comune, per quanto abile, possa riuscire a gestire manualmente. Soprattutto impiegando un singolo joystick manuale, con un controllo della velocit\u00e0 gestito soltanto dal pollice sul pulsante! Si, certo: \u00e8 sempre possibile affidarsi a\u00a0giroscopi ed accelerometri per svolgere una simile mansione. Ma i droni, lo si sa bene, precipitano di continuo&#8230;<br \/>\nQuesti, dunque, gli aspetti tecnici della questione per cos\u00ec dire, scettica. Ma ce ne sono degli altri: il video della Zapata \u00e8 per sua sfortuna, o per un furbesco doppio gioco da parte degli autori, improntato all&#8217;effetto scenografico piuttosto che alla dimostrazione pratica del dispositivo. La piattaforma non viene quindi mostrata nel momento del decollo, n\u00e9 quasi mai ripresa da vicina. Il suo utilizzatore si staglia per la maggior parte del tempo contro il cielo (ovvio) superficie uniforme su cui una qualsiasi elaborazione video sarebbe pi\u00f9 che mai facile da realizzare. Cosa ancora peggiore, verso il minuto e quaranta c&#8217;\u00e8 una breve sequenza ad alta quota ripresa &#8220;in prima persona&#8221; girata tramite GoPro, che \u00e8 molto probabilmente girata\u00a0da un drone multi-elica, per la rapidit\u00e0\u00a0con cui gira su stessa e si ferma, in modo innaturalmente repentino e preciso. Simili\u00a0movenze, con un peso come quello teorico del Flyboard completo di pilota, sarebbero decisamente improbabili e niente meno che fantascientifiche. A costituire la vera ciliegina della torta, c&#8217;\u00e8 un effetto di distorsione dell&#8217;aria evidentemente causato dalle turbine rivolte verso il basso, che in qualche maniera compromettono e rendono sfocata la visibilit\u00e0 del fondale. C&#8217;\u00e8 un fugace momento, a 1:50 del video, in cui la piattaforma passa davanti a dei cavi della luce. E fili di quest&#8217;ultimo, letteralmente, paiono sparire magicamente nell&#8217;aria. Quasi come se qualcuno, operando in post-produzione, avesse rimosso rapidamente il getto d&#8217;acqua presente sotto un&#8217;ipotetica nuova versione del classico Flyboard a getto!<\/p>\n<figure id=\"attachment_20006\" aria-describedby=\"caption-attachment-20006\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gMaDhkNJA2g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20006\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20006 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Zapata-Hoverboard-500x313.jpg\" alt=\"Zapata Hoverboard\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Zapata-Hoverboard-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Zapata-Hoverboard-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Zapata-Hoverboard.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20006\" class=\"wp-caption-text\">Il progetto dello hoverboard non \u00e8 del tutto nuovo a Franky Zapata, che gi\u00e0 produce da qualche tempo una versione simile ad una tavola del suo classico sistema di volo a reazione. Eccola in un video del celebre creativo registico Devin Supertramp, all&#8217;interno del quale viene sfruttata per\u00a0un indimenticabile airshow.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 perduto, dunque? Non proprio. Preoccupati per le critiche rilevate online, alcuni sostenitori del progetto hanno diffuso dapprima su Facebook, quindi usando YouTube, un <a href=\"https:\/\/youtu.be\/xLXjAt26xB8\" target=\"_blank\">secondo video realizzato da una persona che avrebbe\u00a0assistito casualmente al test<\/a>, Nel quale si pu\u00f2 osservare, da una posizione fissa, Zapata che vola\u00a0agilmente di fronte a fondali pi\u00f9 variegati, incluse le colline attorno al lago di prova, ed infine atterra su un molo in maniera decisamente convincente. Non viene tuttavia mostrato, neppure in questo caso, il decollo. E realizzare in modo fittizio una simile scena sarebbe stato decisamente pi\u00f9 complesso. Ma tutt&#8217;altro che impossibile, sia chiaro.<br \/>\nEd in definitiva, siamo di fronte ad una questione dal marcato dualismo, necessariamente infuso di\u00a0\u00a0una certa dose di furbizia. Perch\u00e9 se questo dispositivo realmente esiste, quest&#8217;uomo \u00e8 un genio del marketing. Riuscendo\u00a0a sollevare un simile vespaio di critiche e discussioni prima ancora del rilascio, gli \u00e8 sostanzialmente riuscito non soltanto di far conoscere la sua ultima\u00a0creazione, ma di abbinarla ad un&#8217;opinione diffusa del &#8220;troppo bello per essere vero&#8221;. Quando alla fine, dunque, egli\u00a0riveler\u00e0 al mondo prove inconfutabili dell&#8217;esistenza del suo tangibile e favoloso\u00a0hoverboard, lo far\u00e0 dall&#8217;alto di un senso di stupore collettivo assolutamente senza precedenti. Mentre nel caso opposto, di una vera e propria bufala costruita ad arte, gli sar\u00e0 comunque riuscito di far parlare di se. La quale cosa, come affermava gi\u00e0\u00a0Oscar Wilde, \u00e8 pur sempre una condizione da invidiare. Nonch\u00e9, una piattaforma di lancio verso nuove, incredibili avventure.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mantenuti dalle macchine all&#8217;interno di una realt\u00e0 parziale, siamo naturalmente diffidenti di quanto ci viene presentato come &#8220;nuova tecnologia&#8221;. Montaggio ad arte, effetti digitali realizzati al computer, i pannelli monocromatici del\u00a0chroma key:\u00a0non sono questi altro che i tre pilastri di un intero edificio di potenziali bugie, dondolante ma solido nel vento delle valide occasioni. Chances &#8230; <a title=\"Zapata e l&#8217;hoverboard che sta dividendo il web\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20003\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Zapata e l&#8217;hoverboard che sta dividendo il web\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[231,1496,167,136,1088,118,97,126,1167,557,333],"class_list":["post-20003","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-esperimento","tag-hoverboard","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-prototipi","tag-sport-estremi","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-turbine","tag-veicoli","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20003"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20003\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20012,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20003\/revisions\/20012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}