{"id":19988,"date":"2016-04-11T07:08:39","date_gmt":"2016-04-11T05:08:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19988"},"modified":"2016-04-11T07:10:32","modified_gmt":"2016-04-11T05:10:32","slug":"artista-nostalgico-fa-muovere-fotografie-degli-anni-20-e-30","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19988","title":{"rendered":"Artista nostalgico fa muovere fotografie degli anni &#8217;20 e &#8217;30"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/160024074\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19989\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19991\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/The-Old-New-World-500x313.jpg\" alt=\"The Old New World\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/The-Old-New-World-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/The-Old-New-World-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/The-Old-New-World.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nuovo video dell&#8217;animatore russo trentaseienne\u00a0Alexey Zakharov, anche noto come Seccovan, c&#8217;\u00e8 un inizio molto particolare: una manciata di foto scattate durante tutta la prima met\u00e0 del XX secolo vengono sollevate da una qualche forza invisibile, e attentamente depositate all&#8217;interno di quello che pu\u00f2 soltanto essere definito un album <em>steampunk<\/em>. Ma come fa, potreste chiedervi a questo punto, un semplice libretto rilegato per dagherrotipi, ad essere effettivamente conforme a quel canone letterario che nacque all&#8217;inizio degli anni &#8217;80, nel quale l&#8217;estetica di certi romanzi vittoriani, per non parlare della loro ambientazione cronologica e tanto spesso\u00a0londinese, si mescola alla fantascienza pi\u00f9 sfrenata in un tripudio di anacronistico <em>divertissement<\/em>?\u00a0B\u00e9&#8230; Il segreto \u00e8 sopratutto nella copertina. In questo caso fittizia e creata rigorosamente al computer, ma con soluzioni grafiche che mirano a ricordare l&#8217;aspetto del metallo ribattuto, quindi ricoperto d&#8217;insensate valvole, ingranaggi, borchie dall&#8217;utilit\u00e0 improbabile ed addirittura un piccolo grammofono, incluso per impreziosire l&#8217;esperienza aurale di chiunque scelga di sfogliare un simile\u00a0oggetto\u00a0misterioso. E poi, naturalmente, un contatore meccanico con la data, come dall&#8217;esempio\u00a0di un&#8217;importane precursore contestuale\u00a0di questo genere, la macchina al centro romanzo <em>La macchina del tempo<\/em> di H.G. Wells (1895) in cui l&#8217;intraprendente scienziato Senza Nome, protagonista dell&#8217;intera vicenda, finiva per tornare da\u00a0un futuro distopico ed alquanto derelitto. Mentre ai nostri tempi pi\u00f9 che mai legati ad un contesto realistico e vicino, uno strumento in grado di spostarsi lungo l&#8217;asse dei mesi e degli anni, non pu\u00f2 che trovarsi al servizio di uno scopo ben pi\u00f9 nobile e per certi versi, affascinante: conoscere direttamente l&#8217;epoca dei nostri antenati. Con lo scopo di\u00a0comprendere come siamo giunti fino a questo punto e, se possibile, non fare i loro stessi errori. Ma questo che si trova innanzi a noi, persino nella finzione del creativo che l&#8217;ha disegnato, \u00e8 soltanto un piccolo marchingegno. Di quelli in cui difficilmente potrebbe entrare una cavia inviata nel senato di Roma per assistere alle Idi di Marzo, o uno scimpanz\u00e9 destinato a seguire Napoleone durante il suo sfortunato attacco a Hougoumont. Tutto quello che pu\u00f2 fare, \u00e8 alterare chimicamente o in modo quantistico le microparticelle che costituiscono le immagini portate alla nostra attenzione. Per riportare\u00a0a tutti gli effetti, le figure, gli scenari, le inquadrature, all&#8217;epoca dei nostri nonni, quando furono materialmente impresse su pellicola. Ed \u00e8 una visione&#8230;Estremamente affascinante.<br \/>\nTutto ebbe inizio, ha <a href=\"http:\/\/www.dailymail.co.uk\/sciencetech\/article-3530156\/See-1930s-America-come-life-Artist-uses-vintage-photos-create-animations-New-York-Boston-Detroit-Washington-DC.html\" target=\"_blank\">raccontato\u00a0Zakharov al Daily Mail,<\/a>\u00a0circa un annetto fa, quando l&#8217;artista ebbe modo di conoscere pi\u00f9 approfonditamente il blog fotografico\u00a0<a href=\"http:\/\/www.shorpy.com\/\" target=\"_blank\">Shorpy<\/a>, intitolato a un minatore dell&#8217;Alabama deceduto in uno sfortunato incidente del 1928, all&#8217;interno del quale uno o pi\u00f9 autori anonimi inseriscono innumerevoli foto dell&#8217;epoca moderna americana, molto spesso restaurate per le nuove generazioni. In quel caso, lui ne aveva scelta una da animare con la tecnica del <em>projection mapping<\/em>, che consiste nel ritagliarne virtualmente i singoli elementi per creare un vago effetto tridimensionale, riuscendo a creare un qualcosa che subito trov\u00f2 meraviglioso. Cos\u00ec decise che prima o poi, o comunque non appena avesse trovato il tempo, da quel punto di partenza avrebbe dato origine ad un intero Progetto, completo in ogni sua parte e pronto a prendere d&#8217;assalto la fantasia del vasto web. Che \u00e8 stato finalmente rilasciato al pubblico soltanto due settimane fa, col titolo altamente suggestivo e vagamente citazionistico di <em>The Old New World<\/em> (Il vecchio nuovo mondo). Per il quale, a\u00a0tale tecnica informatizzata\u00a0sono state sottoposte oltre una decina di fotografie delle prime due decadi del secolo scorso, scattate nei contesti pi\u00f9 diversi tra le citt\u00e0 di New York, Washington D.C, Boston, Detroit e niente meno che Wilmerding, Pennsylvania, cittadina famosa pi\u00f9 che altro per un&#8217;importante\u00a0compagnia produttrice di freni ferroviari, la\u00a0Westinghouse Air Brake Company. Ma oltre che fornire spessore a queste immagini, l&#8217;autore ha scelto di fare il passo ulteriore nel suo fantastico viaggio nel tempo: gli ha ridato, letteralmente, la vita&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19990\" aria-describedby=\"caption-attachment-19990\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Jr7JEitJTZQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19989\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19990 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/New-York-Projection-Mapping-500x313.jpg\" alt=\"New York Projection Mapping\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/New-York-Projection-Mapping-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/New-York-Projection-Mapping-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/New-York-Projection-Mapping.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19990\" class=\"wp-caption-text\">Il <em>projection mapping<\/em>, come dimostrato in questo video della SoulVFX, non \u00e8 un effetto concettualmente complicato. Gli elementi della foto che si trovano a diverse distanze vengono come prima cosa scontornati e suddivisi in pi\u00f9 &#8220;strati&#8221; (<em>layers<\/em>). Ad una movimentazione trasversale dell&#8217;immagine, quindi, viene simulato un effetto di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Parallasse\" target=\"_blank\">parallasse <\/a>che risulta estremamente credibile per l&#8217;occhio umano.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una visione che pare uscita da un vecchio videogame, dell&#8217;epoca del primo Resident Evil (1996) o\u00a0di Final Fantasy VII (1997) in cui ad un&#8217;immagine statica e\/o pre-renderizzata (in quei due casi, gli ambienti fantastici dell&#8217;avventura interattiva) venivano usati come sfondo per figure create in tre dimensioni. Ed \u00e8 proprio questo ci\u00f2 che ha fatto\u00a0Zakharov, nell&#8217;introdurre all&#8217;interno di ciascuna vignetta persone, cani, autoveicoli, ed altri effetti come il fumo, la foschia, la pioggia. \u00c8 tutto molto logico e sensato. Tra le strade della Manhattan di inizio secolo, automobili e motocicli coesistono con le ultime carrozze trainate da cavalli. Uno scorcio della cattedrale neogotica di San Patrizio, centro della religione cattolica sulla\u00a05th Avenue, si popola di una piccola folla apparentemente in attesa della messa mattutina. Con un radicale cambio di ambientazione, quindi (al video mancano purtroppo le didascalie) si passa ad un incrocio all&#8217;uscita dell&#8217;East Tunnel della citt\u00e0 di Boston, dove viene fatto comparire\u00a0questo affascinante emporio vecchio stile dal nome di Peoples Drugstore N\u00b02, fumatori, personaggi con bombetta, automobili parcheggiate e signore con la gonna in crinolina impreziosiscono la scena, bench\u00e9 data la vicinanza dell&#8217;inquadratura, in questo caso, se ne riesca a percepire il realismo tutt&#8217;altro che assoluto. Il negozio tra l&#8217;altro si trovava a Washington, ma pazienza. Si ritorna quindi brevemente a New York, per una visione di quella che non poteva esser altro che Chinatown, dove l&#8217;insegna criptica di &#8220;Chinese Tuxedo&#8221; tenta di richiamare l&#8217;attenzione dei passanti sulla celebre Opera House del 5-7 Doyers Street, in epoca\u00a0pi\u00f9 recente trasformata in ristorante su due piani. Continuando gli spostamenti a stretto giro di boa, quindi, l&#8217;autore ci trasporta dinnanzi all&#8217;edificio storico in stile Secondo Impero del municipio di Philadelphia, la cui torre alta 167 metri fu l&#8217;edificio abitabile pi\u00f9 alto del mondo dal 1894 al 1903, tornando ad esserlo brevemente nel 1953, a causa del crollo parziale subito dalla nostra\u00a0Mole Antonelliana di Torino. Ed \u00e8 dopo un tale scorcio vagamente simile ad una ripresa contemporanea con il drone, quindi, che qui vengono accesi i fuochi dell&#8217;industria, passando a mostrarci diverse scene di un&#8217;America a cavallo della grande depressione del &#8217;29 (non \u00e8 specificato quali\u00a0delle foto siano da collocarsi prima e quali\u00a0dopo un simile momento) tuttavia intenta ancora doverosamente a compiere le proprie grandi imprese quotidiane. Dopo una breve visione del deposito treni di\u00a0Wilmerding, senza purtroppo soffermarsi sul grande edificio detto &#8220;Il Castello&#8221; che costituiva la sede della locale azienda\u00a0Westinghouse, si passa a una famosa miniera di carbone di Pittsburg, Pennsylvania, punto cardine di un intero sistema di trasporto ferroviario. Seguono visioni della\u00a0Morgan &amp; Wright Detroit Rubber Works di Detroit e della\u00a0Bethlehem-Fairfield Shipyards di Baltimora.<br \/>\nNel glorioso finale del video, si passa ai pesi massimi dei punti di riferimento americani. Una foto dell&#8217;allora nuovo ponte di Queensboro sulla 59\u00b0 Strada (che fu inaugurato nel 1909 New York) offre l&#8217;occasione per usare nuovamente i modellini tridimensionali d&#8217;automobili, cavalli e passanti. Mentre uno scorcio del Campidoglio degli Stati Uniti a Washington D.C. si trova connotato da un convincente effetto neve. Gi\u00e0 una piccola figura virtuale, spalando l&#8217;indesiderabile materia bianca, tenta per quanto possibile di liberare la grande\u00a0scalinata che porta all&#8217;ingresso principale dell&#8217;iconico edificio. Nel frattempo, a Central Park, due uomini guardano verso gli alti edifici cittadini. Tra di loro, su un treppiedi alquanto instabile, campeggia lo strumento principale dell&#8217;intera carrellata:\u00a0la macchina che cattura la luce e l&#8217;imprime su pellicola. Spedendola a distanza di generazioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19989\" aria-describedby=\"caption-attachment-19989\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/102935595\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19989\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19989 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Making-of-Futurama-500x313.jpg\" alt=\"Making of Futurama\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Making-of-Futurama-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Making-of-Futurama-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Making-of-Futurama.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19989\" class=\"wp-caption-text\">Tra le opere precedenti di Alexey Zakharov, sarebbe impossibile non citare la breve ricostruzione a tre dimensioni di uno specifico momento della sigla del cartoon Futurama (1999-2003, Matt Groening) realizzata verso la met\u00e0 dell&#8217;anno scorso, in cui ogni singolo dettaglio della citt\u00e0 del 3000 d.C. \u00e8 stato ricostruito con estrema cura, fino ai cartelloni pubblicitari con i loghi della serie, affissi su improbabili palazzi spiraleggianti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che accomuna sempre le diverse animazioni di questo artista sulla strada di un successo, senza dubbio, \u00e8 la colonna sonora. Con una scelta che pare immancabilmente orientata sugli artisti di una certa epoca e momento storico, che vissero quell&#8217;attimo in bilico tra le due guerre, in cui il mondo pareva essersi fermato e i posti di lavoro si scioglievano come la neve al sole. Una visione stranamente attuale. E in definitiva da questo viaggio del tempo, che ci mostra un paese di\u00a0cui nonostante tutto, saremmo\u00a0indotti a desiderare\u00a0un giro esplorativo, si potrebbe\u00a0trarre la lezione che la vita continua, nonostante tutto, e c&#8217;\u00e8 sempre quella stessa luce alla fine del tunnel, che conduce verso un&#8217;epoca di nuove speranze e splendidi traguardi giusto dietro all&#8217;orizzonte. Voglio dire, tutto sembrava perduto! E invece, guardateci ora&#8230;Ehm.<br \/>\nNella sua intervista resa al Daily Mail, l&#8217;autore russo racconta con modestia di come non si fosse\u00a0mai aspettato di avere una grande visibilit\u00e0 con questo suo video, che non mostra alcuna tecnica operativa nuova e parafrasando le\u00a0sue stesse parole &#8220;Non \u00e8 certo animato come un film della Pixar&#8230;&#8221; Ma resta invece indubbio che lo stile, l&#8217;atmosfera e le scelte autorali siano assolutamente degne di essere notate. E personalmente non mi stupirei affatto, se proprio questo momento si trasformasse\u00a0nella\u00a0lungamente attesa\u00a0svolta della sua carriera di creativo. Di talenti come questo, al mondo, ce ne sono molti. Ma sprecarne anche soltanto uno, potrebbe avvicinarci al fato degli Eloi. Che i mostri cannibali divoravano tra le insidiose\u00a0pagine di un altro tempo, a causa del\u00a0residuo <em>karma<\/em>\u00a0dell&#8217;inedia accumulata nelle precedenti vite&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel nuovo video dell&#8217;animatore russo trentaseienne\u00a0Alexey Zakharov, anche noto come Seccovan, c&#8217;\u00e8 un inizio molto particolare: una manciata di foto scattate durante tutta la prima met\u00e0 del XX secolo vengono sollevate da una qualche forza invisibile, e attentamente depositate all&#8217;interno di quello che pu\u00f2 soltanto essere definito un album steampunk. Ma come fa, potreste chiedervi &#8230; <a title=\"Artista nostalgico fa muovere fotografie degli anni &#8217;20 e &#8217;30\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19988\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Artista nostalgico fa muovere fotografie degli anni &#8217;20 e &#8217;30\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[68,77,625,428,88,120,1664,749,116,147,71,1663],"class_list":["post-19988","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animazione","tag-arte","tag-citta","tag-computer-graphic","tag-fotografia","tag-grafica","tag-grande-depressione","tag-nostalgia","tag-russia","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-vecchi-tempi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19988","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19988"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19988\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19994,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19988\/revisions\/19994"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}