{"id":19956,"date":"2016-04-07T07:21:42","date_gmt":"2016-04-07T05:21:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19956"},"modified":"2016-04-07T07:25:01","modified_gmt":"2016-04-07T05:25:01","slug":"seattle-supera-ogni-record-per-sostituire-il-ponte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19956","title":{"rendered":"Seattle supera ogni record per sostituire il ponte"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/naPoDAIOzB0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19957\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19959\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Point-Bridge-500x313.jpg\" alt=\"Floating Point Bridge\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Point-Bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Point-Bridge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Point-Bridge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorso sabato 2 aprile, come da precisa delibera dell&#8217;ufficio del sindaco, si \u00e8 proceduto all&#8217;inaugurazione dell&#8217;ultima meraviglia ingegneristica di questo mondo: un ponte lungo 2,3 Km (record mondiale nella sua classe) costruito sul lago di Washington, nel Pacific Northwest degli Stati Uniti. Oltre 12.000 persone, stipate sulla sua eminenza estremamente\u00a0tangibile, hanno partecipato all&#8217;atteso evento, potendo prendere visione di alcuni\u00a0stand espositivi, rifocillarsi presso un certo numero di furgoncini con vivande ed infine partecipare a una vera e propria maratona celebrativa, che si racconta aver avuto un&#8217;atmosfera agonistica particolarmente <em>easy-going<\/em>. Grossi assenti all&#8217;occasione, soltanto loro: i piloni. E verrebbe anche da chiedersi, a\u00a0questo preoccupante\u00a0punto, cosa mai abbia potuto sostenere un tale peso spropositato, impedendo a cittadini, operatori, strutture, panini e autoveicoli di sprofondare nella gelida acqua del bacino idrico sottostante. Ricominciamo, quindi, dal Princ\u00ecpio. Non uno qualsiasi, s&#8217;intenda&#8230; Bens\u00ec quello fondamentale di\u00a0Archimede in persona, il quale famosamente affermava che: &#8220;Ogni corpo immerso in un fluido riceve una spinta verticale dal basso verso l&#8217;alto, uguale per intensit\u00e0 al peso del volume del fluido spostato.&#8221; La ragione, guarda caso, per cui possono esistere le navi moderne, costruite guarda caso in acciaio. Mentre quello a cui molti \u00a0di noi non pensano, in effetti, \u00e8 che la stessa cosa\u00a0possa funzionare pure col cemento. Tanto che se si\u00a0prendesse un intero titanico grattacielo, sradicandolo, quindi ponendolo in orizzontale sopra il mare (o un lago sufficientemente grande) c&#8217;\u00e8 una qualche remota possibilit\u00e0, in effetti, che una tale\u00a0cosa non sprofondi affatto. Quando invece\u00a0usando\u00a0una struttura &#8220;fatta apposta&#8221;, come per l&#8217;appunto il 520 &#8220;Evergreen Point&#8221; State Road Bridge, tale ipotesi diventa una certezza. Quasi totalmente&#8230;Beh, si. Per lo pi\u00f9, assoluta. Dopo tutto, se l&#8217;unica\u00a0versione precedente di questa stessa cosa, che tutt&#8217;ora corre accanto al suo fratello pi\u00f9 corto di 40 metri, \u00e8 stata prenotata per la demolizione entro la fine di quest&#8217;anno, beh! Una ragione doveva pur esserci&#8230;<br \/>\nUn solo punto sulla mappa, con un nome di due sillabe, Seattle. Che per convenzione cartografica, permetta da lontano d&#8217;identificare il punto esatto in cui teoricamente \u00e8 sita la citt\u00e0, con tutta la sua dotazione di quartieri, strade, piazze, zone commerciali ed industriali. E un numero preciso di persone: 608.660 (al censimento del 2010). Eppure\u00a0non \u00e8 questa, forse, la suprema\u00a0semplificazione? Un centro abitato non pu\u00f2 costituire\u00a0l&#8217;equivalenza terrigena di un planetoide perso nello spazio siderale. Intorno ad essa, non sussiste il vuoto. Tutt&#8217;altro: Basta provare un attimo a prendere in considerazione per il vostro conto l&#8217;intera area urbana,\u00a0per trovarsi\u00a0sulle proprie carte 3 milioni e 59.000 individui. Aggiungete quindi l&#8217;intera regione metropolitana, incluse le periferie ed i paesi che si appoggiano alle infrastrutture del gigante, per raggiungere addirittura i 3.733.580 di teste e d&#8217;anime di americani. Ma la crescita della scala d&#8217;analisi, volendo, pu\u00f2 spingersi persino al di l\u00e0 di questo. La mitica Cascadia, l&#8217;hanno talvolta definita: un singolo conglomerato, per la maggior parte degli aspetti ancora\u00a0tutt&#8217;al pi\u00f9\u00a0ipotetico, che includa oltre alla pi\u00f9 grande citt\u00e0 dello stato di Washington, anche\u00a0Abbotsford, Boise, Eugene, Portland, Salem, Tacoma, Spokane, Tri-Cities e perch\u00e9 no, le due grandi canadesi Vancouver e Victoria. Proprio cos\u00ec. Se la popolazione dovesse continuare a crescere. Se la crisi economica e degli strumenti\u00a0finanziari raggiungesse il suo desiderato epilogo. Se molte grandi compagnie continuassero, come si spera,\u00a0ad investire in questi lidi. Un giorno qui si troverebbe a sorgere una vera e propria megalopoli, un po&#8217; come sussiste, gi\u00e0 di questi tempi, attorno a certe tentacolari capitali dell&#8217;Asia Orientale. Ma che dire, a un tale punto, degli ostacoli geografici? Mantenere in un <em>unicum<\/em> una regione tanto grande, \u00e8 facile capirlo, va ben oltre la visione prototipica dei sette colli. Prevedendo, piuttosto, sedici montagne, due dozzine di fiumi, un numero spropositato di altri tipi d&#8217;ostacoli che neanche immaginiamo&#8230;E in questo particolare caso, almeno un grande lago: il Washington che condivide il nome con l&#8217;intero stato. Quello, per l&#8217;appunto, su citato, che ha avuto l&#8217;arroganza ed intempestivit\u00e0 di collocarsi\u00a0proprio nel bel mezzo (o forse \u00e8 andata al contrario?) dell&#8217;intera situazione. Con su una sponda aziende come Amazon, Tableau Software, Zillow&#8230;E sull&#8217;altra, Microsoft, Expedia, T-Mobile&#8230; Roba da far girare la testa a qualsiasi ispettore del traffico, per non parlare dei responsabili urbanistici della citt\u00e0. Il problema, ovviamente, \u00e8 di vecchia data e ben precedente a simili titani dell&#8217;informatica contemporanea. Nell&#8217;intero corso della storia di Seattle, sia ben chiaro, non mancano di certo i ponti. Ciascuno dei quali costruito, in effetti, sulla base di una problematica particolare: perch\u00e9 il lago in questione, guarda caso, \u00e8 particolarmente profondo (fino a 65 metri) ed il suo suolo fangoso non si \u00e8 rivelato adatto a far poggiare qualsivoglia componente architettonico. Meno che mai, un qualsivoglia pilone. Ogni singola strada che l&#8217;attraversi, quindi, dovr\u00e0 fare un qualche cosa che saremmo tentati di considerargli avverso: galleggiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19958\" aria-describedby=\"caption-attachment-19958\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GdvEf9AWfAo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19958\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19958 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Point-Bridge-2-500x313.jpg\" alt=\"Floating Point Bridge 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Point-Bridge-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Point-Bridge-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Point-Bridge-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19958\" class=\"wp-caption-text\">Tim, del canale Diary of a Fat Geek, attraversa il vecchio 520 SR durante una giornata di vento particolarmente intenso. Le onde del lago minacciano a pi\u00f9 riprese d&#8217;invadere la carreggiata.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea trov\u00f2 la sua prima applicazione nel 1940, anno dell&#8217;inaugurazione del\u00a0Lacey V. Murrow Memorial (ad oggi secondo ponte galleggiante pi\u00f9 lungo del mondo) prolungamento lacustre dell&#8217;interstatale I-90. Grande opera dell&#8217;ingegnere Homer Hadley, proposta per la prima volta ben 20 anni prima, ma che richiese interminabili manovre politiche prima di essere effettivamente messo in costruzione. Finch\u00e9 alla fine, con un considerevole investimento di 9 milioni di dollari di allora, e dopo oltre un anno di lavoro a partire dal &#8217;39, la sottile striscia galleggiante non fu portata compimento, non senza un particolare errore progettuale: una parte mobile, concepita per far passare le barche, che necessitava della presenza nel suo punto centrale di un doppio dosso metallico, che portava le automobili a sterzare per evitarlo. Il che, aggravato dal sistema di corsie reversibili impiegato sul ponte, port\u00f2 a diversi gravi incidenti negli anni. Appena due decadi dopo, in prossimit\u00e0 del\u00a0vicino stretto di Puget e sopra il canale di Hood, fu costruito un altro ponte sul modello del Murrow, che aggirava in modo ben riuscito questa problematica. Entrambe le strutture, tuttavia, sarebbero andate incontro a un fato particolarmente sventurato. Nel 1979, a causa di una tempesta con venti stimati sui 190 Km\/h (evento classificato come da una volta ogni 100 anni) la sezione ovest del ponte di Hood\u00a0si stacc\u00f2 e and\u00f2 a fondo. Mentre il Murrow, in modo ancor pi\u00f9 assurdo, sarebbe affondato nel distante 1990, a causa delle operazioni di restauro e ricostruzione a cui stava venendo sottoposto. Successe infatti che la compagnia incaricata delle operazioni, malauguratamente, avesse pensato d&#8217;impiegare l&#8217;idrodemolizione con getto per velocizzare i lavori. Immagazzinando l&#8217;acqua risultante, che le normative ambientali consideravano contaminata, negli stessi galleggianti di cemento del ponte, che avrebbero dovuto\u00a0contenerla con facilit\u00e0. Se non che il 24 novembre, una pioggia particolarmente intensa non fin\u00ec per per riempirli del tutto, facendone affondare una parte. Il che, poich\u00e9 i galleggianti erano saldamente assicurati l&#8217;uno all&#8217;altro, port\u00f2 all&#8217;affondamento dell&#8217;intera struttura. In entrambi i casi non ci furono vittime, per il semplice fatto che simili catastrofi hanno una progressione molto graduale. Non c&#8217;\u00e8 il crollo immediato dei ponti sospesi, che cadendo dall&#8217;alto finiscono direttamente sul fondale. E poich\u00e9 i ponti servivano, furono immediatamente ricostruiti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19960\" aria-describedby=\"caption-attachment-19960\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/m7XOaXK_kDc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19960\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19960 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/I-90-disaster-500x313.jpg\" alt=\"I-90 disaster\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/I-90-disaster-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/I-90-disaster-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/I-90-disaster.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19960\" class=\"wp-caption-text\">Il disastro del ponte I-90 fu ripreso in diretta Tv e fatto oggetto di numerosi approfondimenti ed analisi pubbliche dell&#8217;accaduto. L&#8217;incidente, dovuto essenzialmente ad un errore umano, ebbe un costo complessivo di 69 milioni di dollari.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo ponte galleggiante moderno di Seattle arriva nel 1989, con la finalit\u00e0 di ampliare l&#8217;offerta stradale a supporto dell&#8217;interstatale 90. Proprio per questa ragione, l&#8217;Homer M. Hadley Memorial sorge in parallelo al ricostruito Murrow, in una situazione simile a quella che sta vivendo temporaneamente il nuovo SR 520. La struttura include soluzioni tecniche per la sicurezza pi\u00f9 avanzate ed inoltre, essendo pi\u00f9 larga\u00a0di quella precedente, prevede anche due corsie per il <em>carpooling<\/em>, ovvero riservate agli autoveicoli con pi\u00f9 passeggeri a bordo. Si tratta del quinto ponte galleggiante pi\u00f9 lungo al mondo. Ma la visione pi\u00f9 avanzata per un ponte galleggiante sul lago Washington sarebbe arrivata soltanto quest&#8217;anno, con la gloriosa inaugurazione dell&#8217;Evergreen Point &#8220;2.0&#8221;.\u00a0Le prime avvisaglie di una percepita necessit\u00e0 di sostituire il precedente ponte\u00a0sono rilevabili online, grazie ad <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/wsdot\/videos?view=0&amp;sort=p&amp;flow=list\" target=\"_blank\">alcuni video di 10 anni fa presenti<\/a> sul canale ufficiale del WSDOT (Washington State Department of Transportation) in cui la vecchia presenza del viadotto precedente viene mostrata crollare, prima per l&#8217;effetto di forti venti, quindi per un ipotetico terremoto. L&#8217;impressione che se ne ricava, quindi, \u00e8 quella di una struttura costruita secondo crismi decisamente superati, e che avrebbe potuto fare la stessa fine, in un ipotetico futuro, del ponte sul canale di Hood o\u00a0del\u00a0Murrow Memorial. Nel 2010 quindi, tra le immancabili proteste popolari, \u00e8 stato riattivato il sistema dei pedaggi a pagamento, con la finalit\u00e0 di finanziare una nuova e pi\u00f9 sicura versione della stessa cosa. La costruzione \u00e8 quindi iniziata nel 2012, con l&#8217;approvazione ed il patrocinio di 47 rappresentanti di diverse organizzazioni tra agenzie pubbliche e private, grandi aziende e associazioni dei concittadini.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19957\" aria-describedby=\"caption-attachment-19957\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BjetsEf3FCA\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19957 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Bridge-Anchor-Cable-500x313.jpg\" alt=\"Floating Bridge Anchor Cable\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Bridge-Anchor-Cable-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Bridge-Anchor-Cable-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Floating-Bridge-Anchor-Cable.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19957\" class=\"wp-caption-text\">In questo video del WSDOT, viene mostrato il delicato processo di sostituzione dei cavi che assicurano il viadotto al fondale del lago, tramite un sistema di enormi contrappesi. Anche con l&#8217;adeguata manutenzione, ad ogni modo, questi ponti andrebbero integralmente sostituiti dopo un tempo medio di 30-40 anni.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo SR-520 \u00e8 ovviamente un significativo passo avanti nelle prestazioni e le caratteristiche dei ponti galleggianti di Seattle. Il ponte prevede 21 galleggianti longitudinali, dal peso complessivo di 11.000 tonnellate, pi\u00f9 54 supplementari per aumentare la stabilit\u00e0. Ha quindi strumenti di galleggiamento pressoch\u00e9 doppi rispetto al ponte precedente, oltre a trovarsi considerevolmente pi\u00f9 in alto rispetto alla superficie del lago, risultando quindi pi\u00f9 protetto dalle onde occasionali. La carreggiata prevede quattro corsie normali e due per il <em>carpooling<\/em>, oltre ad un passaggio sottostante per pedoni e biciclette, poggiato sulla superficie degli stessi galleggianti. Alcuni dei quali, aspetto senza precedenti, sono stati dotati di un serbatoio\u00a0di raccoglimento dell&#8217;acqua proveniente dai chiusini soprastanti, che viene quindi filtrata riunita a quella del lago in maniera graduale e filtrata, contribuendo alla salvaguardia dell&#8217;ambiente. Dette cisterne, tuttavia, finivano per intrappolare occasionalmente anatre, cormorani ed altri uccelli, cos\u00ec si \u00e8 proceduto ad includervi delle rampe oblique, utilizzabili dagli animali per fuggire. Ma il vero fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;intero progetto \u00e8 il sistema di controllo remoto della situazione di ciascun galleggiante, collegato tramite sistemi informatici ad un edificio di manutenzione sito sotto la rampa d&#8217;accesso orientale del ponte, che permette al personale di gestione di acquisire informazioni in tempo reale sul potenziale sopraggiungere di vari tipi d&#8217;emergenze. Si pu\u00f2 quindi affermare\u00a0che Seattle abbia, finalmente, trovato il suo ponte &#8220;inaffondabile&#8221;? Possibile, quasi sicuro. Come in tutte le grandi imprese, non mancano i detrattori: un anonimo &#8220;ispettore delle costruzioni&#8221; avrebbe affermato nel novembre del 2012, rivolgendosi ad alcuni quotidiani cittadini, che la WSDOT si fosse\u00a0affidata in un primo momento a fornitori inefficienti, e soprattutto abbia voluto imporre la propria supervisione tecnica su aspetti che le risultavano insufficientemente familiari. Ed \u00e8 un dato certo\u00a0che la costruzione dei nuovi galleggianti fosse\u00a0andata incontro a diverse problematiche, come l&#8217;impiego dei rinforzi in acciaio\u00a0non corretti, o la colata del cemento effettuata in giorni troppo umidi o freddi, portando a crepe indesiderabili e pericolose. Ma ogni problema \u00e8 stato risolto, nel tempo. Tranne quello pi\u00f9 grande ed ingombrante: per l&#8217;appunto, il trascorrere del tempo stesso.\u00a0Per i molti lunghi anni a venire.<br \/>\nIl nuovo 520 non \u00e8 ancora aperto al traffico degli autoveicoli, ma soltanto a quello pedonale. L&#8217;inaugurazione di un simile\u00a0fondamentale aspetto, quindi, \u00e8 prevista per l&#8217;11 aprile in un senso (quello Ovest) e il 25 per l&#8217;altro. Non c&#8217;\u00e8 dubbio in merito al fatto che gli abitanti della citt\u00e0 siano pronti ad accogliere con gioia la riduzione notevole del traffico quotidiano. Come pure che qualcuno di essi, inoltrandosi sopra le fredde acque, sia gi\u00e0 pronto a incrociare gli pneumatici ed a trattenere il fiato. Dopo tutto, non si sa mai!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso sabato 2 aprile, come da precisa delibera dell&#8217;ufficio del sindaco, si \u00e8 proceduto all&#8217;inaugurazione dell&#8217;ultima meraviglia ingegneristica di questo mondo: un ponte lungo 2,3 Km (record mondiale nella sua classe) costruito sul lago di Washington, nel Pacific Northwest degli Stati Uniti. Oltre 12.000 persone, stipate sulla sua eminenza estremamente\u00a0tangibile, hanno partecipato all&#8217;atteso evento, &#8230; <a title=\"Seattle supera ogni record per sostituire il ponte\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19956\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Seattle supera ogni record per sostituire il ponte\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,625,167,795,1148,280,1655,147,220,97,126,329],"class_list":["post-19956","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-citta","tag-ingegneria","tag-laghi","tag-pacific-northwest","tag-ponti","tag-seattle","tag-stati-uniti","tag-strade","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19956","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19956"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19956\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19963,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19956\/revisions\/19963"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}