{"id":19906,"date":"2016-04-02T07:04:12","date_gmt":"2016-04-02T05:04:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19906"},"modified":"2016-04-02T07:14:36","modified_gmt":"2016-04-02T05:14:36","slug":"unaltra-vittima-del-cactus-piu-veloce-del-west","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19906","title":{"rendered":"Un&#8217;altra vittima del cactus pi\u00f9 veloce del West"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MthiCqDJRco\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19907\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19909\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Teddy-Bear-Cholla-500x313.jpg\" alt=\"Teddy Bear Cholla\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Teddy-Bear-Cholla-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Teddy-Bear-Cholla-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Teddy-Bear-Cholla.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 che la natura lo faccia di proposito, sia chiaro. E qui nemmeno siamo\u00a0di fronte a una temuta\u00a0situazione del tipo &#8220;Chi estrarr\u00e0 la spina dalla gamba, sar\u00e0 re di Inghilterra.&#8221; In primo luogo, perch\u00e9 di punte\u00a0all&#8217;interno del malcapitato arto ce ne saranno almeno una dozzina lunghe (visibili) pi\u00f9 altrettante piccole (invisibili) destinate a infliggere dolore nei momenti maggiormente inaspettati al proprietario, per settimane oppure addirittura mesi. E poi del resto, qui non ci troviamo di\u00a0certo nella fredda terra di re Art\u00f9, in prossimit\u00e0 del cupo\u00a0Settentrione. Ma verso la met\u00e0 assolata di\u00a0quell&#8217;altro continente, stretto e lungo, che si estende da un polo del Pianeta fin quasi all&#8217;altro, attraverso un tripudio di paesaggi che chiamare mutevoli, oppure variegati, sarebbe estremamente riduttivo. Non tutti egualmente ospitali, eppure ciascuno innegabilmente\u00a0perfetto, dal punto di vista dell&#8217;evoluzione degli organismi che si sono adattati a viverci attraverso le generazioni. Cos\u00ec capita al turista, un giovane venuto in Arizona fin dall&#8217;umido e remoto Michigan, di appropinquarsi con fare scherzoso e farsesco\u00a0ad una pianta di\u00a0<em>Cylindropuntia bigelovii,\u00a0<\/em>quella che i nativi chiamano, con sardonico <em>sense-of-humour <\/em>dovuto al suo aspetto falsamente morbido e grazioso, la Cholla Orsacchiotto di Peluche. Quasi come non fosse la singola esistenza vegetale pi\u00f9 odiata dell&#8217;intera area geografica che si estende dal Sud-ovest degli Stati Uniti al Messico del Nord, ivi incluso il vasto deserto del Colorado e di Sonora, quello del Nevada e la sottile penisola della Baja California. La ragione del cui sentimento appare pi\u00f9 che mai giustificata, dalle successive tragiche tribolazioni: il ragazzo infatti non sapeva, o in quel momento non ricordava, della problematica abitudine di questo vegetale a perdere letteralmente i pezzi, un po&#8217; come\u00a0fossero foglie\u00a0d&#8217;albero in autunno. Ma a differenza di quelle altre cose, per l&#8217;intero corso dell&#8217;anno, e con lo\u00a0scopo ben preciso di attaccarsi a tutto ci\u00f2 che gli capita a tiro con le loro acuminate spine. Cos\u00ec egli ne calpesta uno\u00a0<em>con i sandali aperti<\/em>,\u00a0soltanto per ritrovarsi quest&#8217;oggetto impossibile da toccare saldamente attaccato alla suola dell&#8217;impropria calzatura&#8230; Che cosa avrebbe potuto fare? Se non dare un gran calcio, nel tentativo di far volare via lontano l&#8217;orribile granata vegetale. Lancio\u00a0che prontamente si verifica secondo il progetto, ma orribilmente, inaspettatamente, proprio all&#8217;indirizzo di un suo compagno di viaggi rimasto fino a quel momento fuori dell&#8217;inquadratura, colpendolo all&#8217;altezza della caviglia sinistra.<br \/>\nOra, se l&#8217;amico fosse stato dotato di blue jeans piuttosto spessi, o pesanti pantaloni da lavoro, forse gli sarebbe andata pure bene. Come del resto, se soltanto si fosse trovato un po&#8217; pi\u00f9 in la. Se, se&#8230; Ma naturalmente, qui non siamo in clima adatto a un abbigliamento invernale, e lui non poteva fare a meno di assistere ai vezzi proto-naturalistici del compare. O almeno cos\u00ec sembra. Fatto sta che il pezzo di pianta, conclusa la sua parabola, non soltanto perfora la gamba dell&#8217;indumento, ma anche quella del proprietario. E l\u00ec rimane, allegramente conficcato. Assurdo. Un attimo di panico. L&#8217;involontario responsabile, colto da un improvviso moto d&#8217;empatia e dispiacere, corre per assistere la vittima saltellante ed in preda alle imprecazioni, ritrovandosi quasi immediatamente un certo numero di spine nelle dita della propria mano. Il ragazzo appare sempre pi\u00f9 sofferente e\u00a0dispiaciuto, ed arriva ad esclamare per assurdo: &#8220;Ok, ok, pi\u00f9 tardi potrai lanciarmi anche tu un cactus [e saremo pari!]&#8221; mentre ancora tenta faticosamente di rimuovere il crudele corpo estraneo. Operazione che finalmente riesce, grazie ad un provvidenziale tubo dell&#8217;acqua, che liberato il tutt&#8217;uno creato dal proiettile, permette\u00a0di tirare su la gamba del pantalone, per assistere finalmente al&#8230;Disastro completo. La gamba \u00e8 ridotta alla stregua del peggior puntaspilli immaginabile, con gi\u00e0 sangue, gonfiore e irritazione a profusione. Ci\u00f2 che inevitabilmente viene\u00a0dopo, quindi, \u00e8\u00a0la complessa fase di estrazione degli aculei vegetali. Una missione in se e per se particolarmente gravosa, a causa di certe speciali caratteristiche della pianta&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19908\" aria-describedby=\"caption-attachment-19908\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/m_1XGgb805I\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19908 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Intro-to-Cholla-500x313.jpg\" alt=\"Intro to Cholla\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Intro-to-Cholla-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Intro-to-Cholla-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Intro-to-Cholla.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19908\" class=\"wp-caption-text\">Selica di Peak Survival, atleta della gara estrema Spartan Race, ci descrive le caratteristiche della Cholla assieme al suo collega Mike Knarzer, mostrando anche l&#8217;approccio migliore per rimuoverla senza ferirci a nostra volta: due pietre, prontamente raccolte dal suolo&#8230;E se da quelle parti non dovessero esserci, delle pietre?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora le piante di <em>Cylindropuntia<\/em>, che appartengono alla stessa famiglia del nostro familiare fico d&#8217;India, non sono come dicevamo state create appositamente per ferire l&#8217;uomo. Ma svolgono questa funzione con estrema efficacia, e sono per di pi\u00f9 estremamente prolifiche e invasive. Si tratta di succulente del deserto, e\u00a0nello specifico\u00a0di cactus, che come molte altre appartenenti alla loro classe\u00a0hanno sviluppato la capacit\u00e0 di riprodursi con i getti. Ovvero parti\u00a0di loro stesse, in grado di sopravvivere autonomamente pur restando geneticamente identiche, senza dover attraversare la fase intermedia d&#8217;esistenza\u00a0vulnerabile ed improduttiva del seme. Ci\u00f2 significa che per diffondersi a distanze significative nel deserto, una prassi di cui tali creature necessitano per il principio della proliferazione, esse dovranno affidarsi ad animali di una certa stazza, che possano trasportare a distanza l&#8217;intero pezzo, in quel caso\u00a0ritenuto necessario alla continuazione\u00a0del prezioso codice della vita. Ed affinch\u00e9 ci\u00f2 si verifichi, hanno perfezionato per il tramite della selezione naturale un particolare tipo di spine ricurve, in grado di svolgere la doppia funzione di protezione del fusto principale, nonch\u00e9 letterale uncino di peli, epidermide o qualsiasi altra cosa possa capitargli a tiro. Ma questo non \u00e8 che l&#8217;inizio. Le armi della detestabile Cholla, infatti, hanno anche una particolare capacit\u00e0 di gonfiarsi reagendo ai tessuti umidi dell&#8217;organismo colpito, diventando ancor pi\u00f9 difficili da estrarre. Aggiungete a questo il fatto che ciascun aculeo, inoltre, presenta una superficie di minuscole estrusioni rivolte nel senso opposto a quello della rimozione, e capirete come rimuovere un tale dono dell&#8217;inconsapevole natura dalla propria gamba non sia affatto facile. Nei casi pi\u00f9 gravi, di persone che letteralmente cadono sul cactus, occorre talvolta l&#8217;intervento di personale medico, per procedere all&#8217;intervento soltanto dopo la somministrazione di un anestetico di qualche tipo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19907\" aria-describedby=\"caption-attachment-19907\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_qmaeOQYBCA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19907\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19907 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Golf-Course-Cholla-500x313.jpg\" alt=\"Golf Course Cholla\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Golf-Course-Cholla-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Golf-Course-Cholla-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Golf-Course-Cholla.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19907\" class=\"wp-caption-text\">Durante il PGA Tour del 2014, distratto da un difficile passaggio della giocata del golfista Rory McIlroy, un uomo del pubblico cade inavvertitamente contro una pianta di <em>Cylindropuntia imbricata,\u00a0<\/em>anche detta\u00a0Cholla a catena, per il modo in cui i getti successivi pendono dal tronco principale. Da quel momento, la sua giornata assume una piega inaspettata. Nonch\u00e9, alquanto sgradevole&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dato che non \u00e8 possibile mangiare un cactus (come fanno gli uccelli con i semi) in condizioni tipiche, le vittime della Cholla sono soprattutto\u00a0del tipo che cammina a quattro zampe. In particolare la pecora cornuta delle montagne rocciose (<em>Ovis canadensis<\/em>) l&#8217;animale cornuto che nella stagione secca, spesso si avvicina a queste piante per suggerne i frutti, non molto dissimili da quelli delle opunzie diffuse anche in Italia. L&#8217;ovino ha infatti sviluppato, grazie allo spessore della pelle e il folto vello, una parziale immunit\u00e0 dalla perforazione delle spine, che tuttavia restano saldamente attaccate al suo dorso, assieme ad intere parti della pianta. Quindi, procedendo nel suo spensierato divagare, la pecora finisce per lasciarli in giro, assistendo il diabolico piano del vegetale. Un&#8217;altra tipica vittima delle piante\u00a0\u00e8 il coyote, che spingendosi occasionalmente in prossimit\u00e0 dei centri abitati di Messico e Stati Uniti, finisce per depositare i getti nel terreno un tempo usato per far pascolare mandrie, tutt&#8217;oggi\u00a0privo di una copertura erbosa o di altra vegetazione. In questo modo, da un singolo pezzetto il cactus pu\u00f2 attecchire\u00a0diffondersi a macchia d&#8217;olio, anche nel giro di appena\u00a0un paio di stagioni. Questo perch\u00e9 negli ambienti tropicali, ovviamente, manca quell&#8217;escursione termica a cadenza annuale che che rende ciclica la crescita delle nostre verzure. Se una pianta prolifera di giorno, e anche di notte, potr\u00e0 farlo per tutti i giorni e le notti a venire. Inoltre la pianta\u00a0pu\u00f2 diffondersi anche per il solo effetto del vento, dato che basta a volte una semplice folata, per far decollare un getto e mandarlo a distanza idonea per attecchire al suolo, o ancora meglio, contro la pecora, il coyote o il turista in visita dal Michigan. Proprio per questo viene talvolta chiamata, <em>jumping cholla<\/em>. A quel punto, persino la persona\u00a0provveder\u00e0 quindi a rimuoverla, dolorosamente, per gettarla via con gesto di stizza. Nel luogo preciso in cui essa germoglier\u00e0 di nuovo. Neppure i piccoli possono esimersi dal partecipare: il topo del deserto (<i>Neotoma lepida<\/i>) ha l&#8217;abitudine di impossessarsi dei getti del cactus malefico, per trascinarli in prossimit\u00e0 della sua tana ed usarli come una sorta di barriera protettiva dai predatori. Una strategia decisamente efficace. Ma\u00a0anche l\u00ec, prima o poi ed inevitabilmente, sar\u00e0 Cholla a profusione!<br \/>\nE questi sono solo alcuni, dei molti modi a disposizione. Succede fin troppo spesso che un&#8217;intera foresta di avvenenti piante-orsacchiotto,\u00a0o di\u00a0una qualsiasi delle altre 21 specie classificate di Cholla, sembri sorgere all&#8217;improvviso come il ponte del diavolo a Lucca, costituendo in effetti la risultanza genetica di un singolo pezzetto, l&#8217;avamposto\u00a0un tempo solitario della specie che proviene dall&#8217;alto deserto. C&#8217;\u00e8 un che di alieno e sinistro, in tutto ci\u00f2. I molti manuali reperibili online sulla rimozione della sgradita infestante consigliano, per contrastarne la presenza dilagante, l&#8217;impiego di apposite piccozze da giardinaggio, se non\u00a0addirittura del fuoco. Ma in ultima analisi, la decisione resta in mano al detentore della propriet\u00e0 invasa. E qualcuno potrebbe anche trovarle, chi lo sa, Carine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 che la natura lo faccia di proposito, sia chiaro. 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