{"id":19899,"date":"2016-04-01T07:08:23","date_gmt":"2016-04-01T05:08:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19899"},"modified":"2016-04-01T07:13:08","modified_gmt":"2016-04-01T05:13:08","slug":"le-tre-flotte-fantasma-sui-confini-degli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19899","title":{"rendered":"Le tre flotte fantasma sui confini degli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Loy1L9J01IQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19900\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19901\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Suisun-Bay-500x313.jpg\" alt=\"Suisun Bay\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Suisun-Bay-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Suisun-Bay-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/Suisun-Bay.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il vento della guerra soffia e infuria la tempesta, i pollini del desiderio e dell&#8217;ingegno imperversano sui mari della Terra. Sono fatti di metallo, plastica fibra di vetro. Plutonio, tritolo e petrolio; dove attecchiscono, nascono le navi. Incommensurabili e possenti, oppure rapide, agili e scaltre: gli strumenti dell&#8217;umanit\u00e0 in guerra sono tutto, tranne che uguali a loro stessi. E persino la prototipica capacit\u00e0 di variare delle cose naturali, al loro confronto, impallidisce nella sua essenza. Perch\u00e9 in quell&#8217;altro luogo, in cui\u00a0vige il passo dell&#8217;evoluzione, tutto \u00e8 costruito sulla base di una logica, che sopra ad ogni cosa aborrisce gli sprechi. Laddove\u00a0le nazioni, fallibili quanto\u00a0coloro che le costruiscono e sostengono, talvolta operano in forza del &#8220;Se puoi farlo, fallo. L&#8217;utilit\u00e0? La troveremo. Altrimenti&#8230;&#8221; Sopraggiunge l&#8217;abbandono, inevitabile, tragico e indesiderato. A tal punto che non c&#8217;\u00e8 mai stato, nella storia militare\u00a0degli Stati Uniti, un momento in cui qualcuno ha detto: abbiamo troppo di QUESTA particolare cosa. E tanto meno ci\u00f2 \u00e8 avvenuto nell&#8217;ambito della marina, dove c&#8217;\u00e8 un intero ente, il\u00a0MARAD (United States Maritime Administration) che tra le sue molte mansioni, annovera il custodire e mantenere semi-operativo l&#8217;intero catalogo in arretrato degli scafi-surplus della sua nazione. Un proposito operativo non esattamente semplice, quando si considerano gli impressionanti costi implicati dall&#8217;operazione ed un budget che, per quanto tutt&#8217;altro che insignificante, non pu\u00f2 fare a meno di essere influenzato dalle fisime della finanza\u00a0odierna. Ma sopratutto, cos\u00ec terribilmente, mostruosamente ingombrante&#8230;<br \/>\nAl momento culmine della sua storia verso la met\u00e0 degli anni &#8217;50, la Flotta Nazionale di Riserva (NDRF) contava ben 2.277 navi, ripartite tra otto distinti\u00a0siti di ancoraggio:\u00a0Astoria, Oregon; Stony Point, New York; Wilmington, North Carolina; Mobile, Alabama; Olympia, Washington; James River, Virginia; Beaumont, Texas e Suisun Bay, California. Le navi ivi custodite,\u00a0ancora dotate di una certa patina residua d&#8217;utilizzabilit\u00e0, furono impiegate in diversi significativi casi, con il ruolo di\u00a0trasporti di approvvigionamento, oppure per le truppe stesse da inviare al fronte, in Corea e Vietnam. Oltre a servire da risorsa ipotetica, da utilizzare in caso dello scoppio di una nuova guerra mondiale, furono inoltre tenute presenti, e qualche volta schierate, in diversi momenti di crisi del commercio internazionale. Ma col trascorrere degli anni, gli effetti dell&#8217;erosione atmosferica, dell&#8217;acqua salata e della ruggine hanno intaccato l&#8217;antica patina di splendore e funzionalit\u00e0, lasciando solamente il guscio e l&#8217;apparenza di quello\u00a0che un tempo era stato tanto formidabile. Oggi sopravvivono soltanto tre degli antichi siti:\u00a0James River,\u00a0Beaumont\u00a0e Suisun Bay. In buona parte, sono diventati dei veri e propri cimiteri sul mare.<br \/>\nIl termine tecnico \u00e8 <em>mothballed fleet<\/em> &#8211; flotta (messa) sotto naftalina. Una metafora in realt\u00e0 tutt&#8217;altro che calzante, visto come la strutturale risultanza della nostra ingegneria navale non possa, purtroppo, essere tratta in salvo alla maniera dell&#8217;abbigliamento, venendo chiusa dietro le ante di un sicuro armadio. Ma purtroppo sia costretta, per la sua imponenza e attraverso il corso dell&#8217;intera vita operativa e pensionamento, a giacere nell&#8217;equivalenza di un lenzuolo, attaccato a un filo del bucato e poi lasciato a sventolare, tra le alte e basse pressioni di mesi, anni, generazioni. I risultati, purtroppo, sono difficili da trascurare. In particolare il punto d&#8217;approdo pi\u00f9 famoso, che si trova a poca distanza dalla citt\u00e0 di San Francisco, in prossimit\u00e0 del delta risultante dalla confluenza dei fiumi Sacramento e San Joaquin, offre uno spettacolo impressionante e senza eguali nel mondo, con le poche navi residue ancora saldamente ancorate al fondale basso della baia, a perenne monito di chi comprende a pieno l&#8217;ardua verit\u00e0: non c&#8217;\u00e8 niente, senza tempo. Tranne il tempo stesso. E quegli svettanti pennoni d&#8217;altri tempi (in realt\u00e0 ben pi\u00f9 prosaiche e moderne antenne) svaniscono nella nebbia, all&#8217;orizzonte&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19900\" aria-describedby=\"caption-attachment-19900\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gRC3v1SQrEg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19900\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19900 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/James-River-Fleet-500x313.jpg\" alt=\"James River Fleet\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/James-River-Fleet-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/James-River-Fleet-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/James-River-Fleet.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19900\" class=\"wp-caption-text\">La flotta di James River pare mantenersi in stato pi\u00f9 prossimo al funzionamento, probabilmente anche in forza di un utilizzo pi\u00f9 frequente (l&#8217;Atlantico \u00e8 sempre stato un Oceano strategicamente fondamentale). Queste sarebbero inoltre, stando ai sottotitoli, le navi della Ready Reserve Force, dotate persino di un equipaggio nominale, pronto ad accorrere in caso di emergenza dichiarata.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I siti della Flotta di Riserva Nazionale, \u00e8 inutile dirlo, sono attentamente sorvegliati 24 su 24, con navi pattuglia dotate di moderni riflettori. Nonostante questo, gli adepti della moderna disciplina dell&#8217;urbex (esplorazione dei luoghi abbandonati) sono riusciti pi\u00f9 volte a fare breccia, con considerevoli rischi personali, per guadagnare l&#8217;accesso ai grandi scafi e qualche volta trascorrervi la notte, tra gli agi decrepiti delle cabine pi\u00f9 lussuose. Ed \u00e8 possibile trovare, su Internet, i loro racconti entusiastici, ovviamente privi di una firma, che narrano dell&#8217;esperienza adrenalinica ed il senso opprimente degli eventi. Ci\u00f2 perch\u00e9 in effetti, i vascelli che tutt&#8217;ora qui sopravvivono allo smaltimento per il mercato dei metalli non sono semplici relitti, ma veri ricettacoli di eventi ricchi di significato storico; a Suisun Bay\u00a0albergano, tra le altre, le uniche superstiti\u00a0della classe Victory, spina dorsale delle armate inviate sui fronti della seconda guerra mondiale e di Corea. C&#8217;\u00e8 la\u00a0Mission Santa Ynez, l&#8217;ultimo vascello costruito dai cantieri navali di Sausalito nel 1943, con la sponsorizzazione di Mrs. Ralph Davies, la stessa donna, presumibilmente molto facoltosa, che pag\u00f2 per l&#8217;edificazione della\u00a0Davies Symphony Hall a\u00a0San Francisco. Per non parlare della\u00a0USNS Hughes Glomar Explorer, nave di trivellazione che fu fatta costruire nel 1972 su specifico progetto del magnate totalmente fuori-dagli-schemi Howard Hughes (ricorderete di sicuro il film con Leo di Caprio) con l&#8217;obiettivo segreto di recuperare un sottomarino nucleare russo, naufragato nel Pacifico quattro anni prima. Una storia che, una volta rivelata alla stampa, port\u00f2 la marina americana ad inventare la famosa risposta del &#8220;non confermiamo e non smentiamo&#8221; una posizione pubblica che ancora oggi viene definita in gergo, &#8220;alla Glomar&#8221;.<br \/>\nScafi accanto a cui\u00a0era\u00a0risieduta,\u00a0fino al 2012, la corazzata USS Iowa, l&#8217;ultima e pi\u00f9 performante nave di un&#8217;epoca precedente, al tempo stesso gloriosa e tragica, quando i paesi cozzavano per la ricerca di una inutile o fondamentale verit\u00e0. Ben 45.000 tonnellate di cannoni ed armi terribili che giunsero fino ad Okinawa nel 1945, per assistere nella feroce battaglia che fu combattuta su quell&#8217;isola, verso la fine\u00a0del singolo conflitto pi\u00f9 spietato\u00a0dell&#8217;intera storia umana. Un ammasso di metallo cos\u00ec straordinariamente glorificato nelle cronache ufficiali\u00a0che mai nessuno,\u00a0negli anni intercorsi tra il suo primo e secondo de-commissionamento (la nave fu modernizzata\u00a0e riportata in servizio\u00a0il 1982 e il 1989) ha mai realmente considerato di smontarla, portando ad un lungamente atteso spostamento presso il porto di Los Angeles a Long Beach, dove nel corso degli ultimi tre anni\u00a0\u00e8 stata convertita in\u00a0museo. E per la prima\u00a0risuonano le voci di bambini in gita, tra i suoi angusti e un tempo\u00a0cupi\u00a0corridoi!<\/p>\n<figure id=\"attachment_19902\" aria-describedby=\"caption-attachment-19902\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dW83U4bkC_k\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19902\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19902 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/USS-Iowa-500x313.jpg\" alt=\"USS Iowa\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/USS-Iowa-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/USS-Iowa-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/04\/USS-Iowa.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19902\" class=\"wp-caption-text\">Il giro fatto dall&#8217;avventuriero AdamTheWoo tra i recessi off-limits della USS Iowa, grazie ad un qualche tipo di permesso speciale, ha offerto l&#8217;occasione per un video estremamente memorabile. Nel quale si parla anche del terribile incidente, che nel 1989 port\u00f2 all&#8217;esplosione di uno degli anacronistici cannoni della nave durante un&#8217;esercitazione, con la perdita di 47 vite umane. Un incidente che resta misterioso, ma viene oggi attribuito ad un potenziale suicidio per truffa assicurativa.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec le flotte sopravvivono, immote e largamente silenziose, tranne per il grido dei gabbiani ed il vociare degli occasionali intrusi. E chi afferma: &#8220;Da una nave non cresce nulla&#8221; chiaramente non ha visto l&#8217;erba che in qualche maniera misteriosa \u00e8 riuscita a crescere su questi scafi, insinuandosi nelle fessure e tra le crepe delle ormai cadenti\u00a0strutture. \u00c8 una situazione, per certi versi, molto scomoda. Perch\u00e9 il MARAD non ha mai dichiarato, ufficialmente, la disattivazione della flotta\u00a0o dei suoi riservisti, e per questo l&#8217;operazione di smaltimento dei vascelli ormai inutilizzabili procede tutt&#8217;ora a rilento. Smontare una nave, del resto, non \u00e8 un&#8217;impresa economicamente da nulla, soprattutto in un paese del primo mondo dove la manodopera comporta crismi operativi sicuri, tutele personali e uno stipendio minimo imposto. Senza guerra, il vento delle epoche soffia altrettanto forte. Ma in modo maggiormente discontinuo. Il sito di Suisun Bay, in particolare, confinante con il pi\u00f9 grande acquitrino degli Stati Uniti, preoccupa gli esperti, vista la sua importanza ecologica di primo piano. Pare infatti che alcune delle navi pi\u00f9 vecchie, ormai da molti anni, stiano perdendo a scaglie la vernice dei loro scafi, disperdendo nell&#8217;ambiente sostanze chimiche che possono\u00a0causare danni estremamente gravi sulla flora e fauna locale. Tanto che dal gennaio del 2008, l&#8217;Ente Nazionale dell&#8217;Amministrazione Oceanica ed Atmosferica (NOAA) si sta occupando della questione, effettuando studi ripetuti ed imponendo nuove norme di smaltimento. In funzione delle quali, da novembre dello stesso anno, molte delle navi presenti nella baia sono state gi\u00e0 rimosse, con il proposito di liberare completamente l&#8217;area entro il 2017.<br \/>\nE riportare finalmente il mondo in pace,\u00a0cancellando l&#8217;incancellabile presenza, distruggendo gli ultimi residui e residuati di un&#8217;antico tempo. Che occupa molto, troppo spazio.\u00a0Ma da tenere ben presente. Nella mente, nella mente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre il vento della guerra soffia e infuria la tempesta, i pollini del desiderio e dell&#8217;ingegno imperversano sui mari della Terra. Sono fatti di metallo, plastica fibra di vetro. Plutonio, tritolo e petrolio; dove attecchiscono, nascono le navi. Incommensurabili e possenti, oppure rapide, agili e scaltre: gli strumenti dell&#8217;umanit\u00e0 in guerra sono tutto, tranne che &#8230; <a title=\"Le tre flotte fantasma sui confini degli Stati Uniti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19899\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le tre flotte fantasma sui confini degli Stati Uniti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[630,782,1234,241,534,570,473,1015,147,126,1370],"class_list":["post-19899","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-guerra","tag-luoghi-abbandonati","tag-marina","tag-militari","tag-navi","tag-navigazione","tag-san-francisco","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-stati-uniti","tag-trasporti","tag-urbex"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19899"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19899\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19905,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19899\/revisions\/19905"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}