{"id":19888,"date":"2016-03-31T07:17:01","date_gmt":"2016-03-31T05:17:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19888"},"modified":"2016-03-31T07:30:22","modified_gmt":"2016-03-31T05:30:22","slug":"come-spostare-una-barriera-lunga-quattro-chilometri-in-unora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19888","title":{"rendered":"Come spostare una barriera lunga quattro chilometri in un&#8217;ora"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hMkLcAstxgA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19889\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19891\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Zipper-Truck-500x313.jpg\" alt=\"Zipper Truck\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Zipper-Truck-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Zipper-Truck-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Zipper-Truck.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ogni giorno, mattina e sera, il camion giallo del Golden Gate lascia ancora una volta il suo deposito, per avventurarsi lungo il suo tragitto da un lato all&#8217;altro di quello che costituisce, da ormai 83 anni, il singolo ponte pi\u00f9 famoso e fotografato del mondo intero. Tanto che la\u00a0prassi di\u00a0cui tale veicolo \u00e8 il protagonista, in atto da circa un anno, non pu\u00f2 che essere definita\u00a0una sostanziale novit\u00e0. La scena si verifica\u00a0al termine\u00a0delle due ore di punta maggiormente temute, ovvero quando gli abitanti della zona residenziale a nord del grande ponte hanno finalmente concluso la loro marcia, con auto, moto e vari tipi di furgoni, verso\u00a0il centro cittadino, diciamo verso\u00a0le 9:00\/9:30 circa;\u00a0quindi, ancora una volta di\u00a0sera, in senso contrario e dopo le 19:00, quando l&#8217;ingorgo di ritorno a casa si \u00e8 finalmente districato e tutti si apprestano al consumo della meritata cena. \u00c8 una visione insolita, ma niente affatto incomprensibile: dopo il primo attimo di spiazzamento, persino a dei turisti provenienti da fuori come potremmo essere noi, appare totalmente chiaro quello che sta succedendo. Una squadra di circa 6 uomini, egualmente suddivisi\u00a0nelle due cabine di comando del bizzarro veicolo, sono impegnati a manovrare\u00a0la pi\u00f9 grande chiusura lampo che si sia mai vista. Proprio cos\u00ec. Beh, non esattamente&#8230; Tuttavia, se ci fosse della stoffa attaccata agli oggetti della loro attenzione, ed un altro camion due corsie pi\u00f9 in l\u00e0, tale descrizione corrisponderebbe esattamente all&#8217;assoluta e chiara verit\u00e0.<br \/>\nSi tratta di un&#8217;esigenza piuttosto gravosa, eppure del tutto inscindibile da questo luogo. Il fatto \u00e8 che il vecchio e magnifico ponte,\u00a0la cui costruzione condotta secondo i crismi estetici dell&#8217;Art Dec\u00f2 fu portata a termine\u00a0proprio al\u00a0culmine\u00a0della grande depressione americana degli anni &#8217;30, fu costruito pensando al futuro, ma non abbastanza. Ed ebbe un successo superiore alle aspettative; giacch\u00e9 la promettente citt\u00e0 di San Fran, rispetto agli altri grandi centri della Costa Occidentale, non sembrava crescere in modo sufficientemente veloce. Eppure nessuno sembrava pensare, in quell&#8217;epoca, che sarebbe diventata di l\u00ec a un paio di generazioni la 13\u00b0\u00a0per popolazione degli interi Stati Uniti. Con quasi un milione di persone concentrate in 600 Km quadrati, proprio sulla punta nord dell&#8217;omonima penisola californiana. Con una densit\u00e0 tale, da raggiungere quella della metropoli di New York! E tutta quella gente, che sarebbe restata unita alla terra ferma da un solo lato, se non per quella sottile striscia di cemento sospesa ai possenti cavi, lanciata coraggiosamente da un lato all&#8217;altro di una baia ventosa e soggetta a correnti particolarmente violente, tanto che per molti anni il progetto fu ritenuto &#8220;sconsigliabile ed imprudente&#8221;. Ma il fatto \u00e8 che il ponte si fece, eccome. Anzi a chiedere agli odierni pendolari che ne fanno l&#8217;impiego pi\u00f9 assiduo, ce ne sarebbero voluti anche\u00a0due. Non credo sia nemmeno lontanamente comparabile al consueto\u00a0concetto di ingorgo stradale, questa situazione di una vera e propria strettoia\u00a0geograficamente insuperabile, attraverso cui devono filtrare quotidianamente, come i granelli di una clessidra, tutti gli appartenenti alla <em>working class<\/em> locale,\u00a0che nella loro vita non sono stati abbastanza fortunati, o facoltosi, da procurarsi un&#8217;abitazione nella vera e propria Citt\u00e0 della Nebbia (che non \u00e8 Avalon, ma&#8230;) Sei corsie. Soltanto tre in ciascun senso, ed anche piuttosto strette, al punto che nei momenti di traffico leggero e veloce, il sorpasso diventa un&#8217;impresa complicata ed ansiogena per qualsiasi automobilista inesperto. Ora, in simili situazioni sulla terra ferma, generalmente si opta per un ampliamento del tratto stradale, tramite l&#8217;aggiunta di qualche costoso metro ai due lati della carreggiata, che si estenda per l&#8217;intero tratto oggetto del sistematico congestionamento. E qualcosa di simile, incredibile a dirsi, fu fatto anche nel caso di almeno un ponte, quello di Auckland in Nuova Zelanda, che nel 1965 fu visto arricchirsi delle due celeberrime &#8220;Nippon Clip-on&#8221;, delle aggiunte posticce alla carreggiata, prodotte e messe in opera dalla compagnia giapponese\u00a0Ishikawajima-Harima (il buffo nome \u00e8 un&#8217;eredit\u00e0 della diffidenza popolare rimasta dall&#8217;epoca dell&#8217;allora vivida seconda guerra mondiale). Grandi opere ingegneristiche, che tuttavia comportarono una spesa estremamente considerevole, ed iniziarono ad essere oggetto di continue limitazioni d&#8217;utilizzo dopo pochi anni dal completamento, quando si scopr\u00ec che un ipotetico, sebbene quasi impossibile ingorgo di grandi camion, avrebbe potuto teoricamente portare ad un cedimento catastrofico della loro struttura.<br \/>\nMentre\u00a0qui negli Stati Uniti della vecchia frontiera, fu chiaro da subito, si sarebbe scelto un approccio\u00a0pi\u00f9 semplice\u00a0e tradizionalista. La definizione di una corsia mediana, o per cos\u00ec dire, &#8220;ballerina&#8221;, che venisse impiegata a turno dalla maggiore parte della collettivit\u00e0. Ed\u00a0il problema fu, fin da subito, trovare un metodo per regolamentare la cosa&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19892\" aria-describedby=\"caption-attachment-19892\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/116304512\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19892\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19892 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/San-Fran-Cones-500x313.jpg\" alt=\"San Fran Cones\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/San-Fran-Cones-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/San-Fran-Cones-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/San-Fran-Cones.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19892\" class=\"wp-caption-text\">I coni mobili del Golden Gate non offrivano alcun tipo di protezione per il traffico, spesso sfuggivano alla vista o venivano spazzati via dai forti venti della baia. La corsia centrale, in conseguenza di ci\u00f2, veniva definita colloquialmente &#8220;la via dei suicidi&#8221; e molti abitanti locali sceglievano di non utilizzarla mai.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vecchia tradizione ebbe inizio nel 1968, soltanto tre anni dopo la questione del ponte di Auckland, e si rivel\u00f2 quasi subito un successo. A ogni giro dell&#8217;astro solare del cielo, negli stessi orari dell&#8217;odierno camioncino miracoloso mostrato in apertura, un furgone delle autorit\u00e0 stradali della California intraprendeva la traversata del ponte a una velocit\u00e0 sostenuta, con due predellini, uno nella parte frontale destra, l&#8217;altro sul retro a sinistra. Su questi, due persone, incaricate rispettivamente di prendere al volo e collocare dei coni di plastica gialla, si occupavano di spostare in maniera sistematica i delimitatori di corsia, creando a tutti gli effetti l&#8217;esistenza di una sesta corsia virtuale, a disposizione, volta per volta, di chi ne aveva maggiormente bisogno. Una soluzione intelligente, resa possibile in primo luogo da\u00a0una considerevole abilit\u00e0 manuale degli operatori, che in un mondo perfetto, \u00e8 probabile, sarebbe stata pi\u00f9 che sufficiente. Ma poich\u00e9 la realt\u00e0 dei fatti \u00e8 tutt&#8217;altro che priva d&#8217;imprevisti, l&#8217;approccio dei coni fu purtroppo alla base di diverse tragedie. Il fatto \u00e8 che il limite di velocit\u00e0, sul Golden Gate, sarebbe fissato a soli 72 Km\/h\u00a0(fu ridotto dagli 80 nel 1989) ma ahim\u00e9,\u00a0nessuno lo rispetta. E si tratta di uno di quei luoghi, mi sentirei di ipotizzare, in cui osservare al 100% le norme del codice stradale espone a dei rischi ulteriori, con l&#8217;imprudente collettivit\u00e0 che semplicemente non si aspetta di trovare automobili intenzionate a\u00a0muoversi, su quello che comunque rimane un lungo rettilineo, ad un ritmo inferiore a ci\u00f2\u00a0che l&#8217;apparenza sembra erroneamente\u00a0suggerire (purtroppo). Cos\u00ec, gli incidenti con sconfinamento nella corsia opposta furono molteplici, con 128 collisioni frontali che hanno portato, dall&#8217;istituzione della corsia mediana fino al 2015, ad un gran totale di 16 decessi.<br \/>\nE numerosi infortuni\u00a0gravi, tra cui quello sub\u00ecto dalla ricercatrice medica di fama Grace Damman, che nel 2008 proprio percorrendo la corsia mediana\u00a0sub\u00ec un incidente che la lasci\u00f2\u00a0paralizzata dalla vita in gi\u00f9, a causa di un automobilista dell&#8217;altro lato\u00a0che aveva avuto\u00a0un malore. Da allora, la donna si era fatta una grande promotrice della necessit\u00e0 d&#8217;istituire una barriera mobile sul Golden Gate, un&#8217;ipotesi tecnologica tutt&#8217;altro che accessibile e priva di complicazioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19889\" aria-describedby=\"caption-attachment-19889\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uf4h7j6ypFg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19889\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19889 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Road-Zippers-500x313.jpg\" alt=\"Road Zippers\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Road-Zippers-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Road-Zippers-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Road-Zippers.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19889\" class=\"wp-caption-text\">La macchina che sposta la barriera del Golden Gate non \u00e8 la prima della sua classe. Simili sistemi, in effetti, hanno trovato l&#8217;impiego da circa una ventina d&#8217;anni, in America, Europa ed Australia. Lo stesso citato ponte di Auckland, a partire dal 1990, impiega in aggiunta alle <em>clip-ons<\/em> una corsia mediana, spostata quotidianamente dall&#8217;apposita coppia di <em>zipper trucks<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ecco che giunse, a sostegno dell&#8217;arduo proposito, l&#8217;aiuto inaspettato della tecnologia. Il &#8220;camion chiusura lampo&#8221; del Golden Gate \u00e8 in effetti il componente principale di quello che viene definito in gergo un sistema di trasferimento della barriera, ovvero un metodo per spostare, con tempi e costi relativamente ridotti, un&#8217;intero muro di blocchi in cemento armato\u00a0da una parte all&#8217;altra di una corsia stradale. L&#8217;installazione del sistema\u00a0\u00e8 stata completata l&#8217;11 gennaio del 2015, al termine di una storica chiusura del ponte durata circa 45 ore e mezzo, la pi\u00f9 lunga dal giorno della sua inaugurazione, ad un costo complessivo di circa 2 milioni di dollari. Che pu\u00f2 apparire significativo ma in realt\u00e0, su questa scala di opere pubbliche, \u00e8 una cifra assolutamente trascurabile, persino insignificante. A comporlo, oltre alla macchina BTM (Barrier Transfer Machine) 3.500 blocchi cementizi spessi appena 15 cm e potenziati\u00a0con il sistema\u00a0<a href=\"http:\/\/www.barriersystemsinc.com\/how-it-works\" target=\"_blank\">ABSORB 350 della Lindsay Corporation<\/a>, concepito per ammortizzare gli urti senza spostarsi, nonostante il peso unitario relativamente ridotto di ciascun singolo\u00a0componente. I blocchi sono uniti tra loro attraverso dei cardini di acciaio, ed hanno una particolare forma a T, che permette alla macchina di sollevarli e riposizionarli durante la marcia, senza\u00a0bisogno di un operatore a terra che diriga i lavori. L&#8217;intera operazione di spostamento, da un lato all&#8217;altro del pluri-chilometrico ponte, non richiede neppure un&#8217;ora di tempo. Al termine dell&#8217;impresa, quindi, il veicolo non dovr\u00e0 neppure voltarsi, vista la presenza di una cabina di controllo per ciascun lato, ciascuna delle quali dotate della necessaria strumentazione per condurre il recupero\u00a0o il riposizionamento della barriera. La necessit\u00e0 di sorpassare questo insolito mezzo di trasporto, che procedendo con una disposizione assurdamente\u00a0diagonale, modifica l&#8217;andamento del traffico direttamente in corso d&#8217;opera, dev&#8217;essere un&#8217;esperienza piuttosto impressionante. Ed alcuni automobilisti, si legge su Internet, hanno sviluppato un&#8217;istintiva diffidenza contro gli <em>zipper trucks<\/em>, che in funzione della\u00a0loro barriera, sostengono, porterebbero\u00a0a una pericolosa\u00a0riduzione del gi\u00e0 ridotto spazio disponibile per ciascuna corsia. Inoltre, dall&#8217;installazione del sistema, i rilevamenti statistici parlano di un ulteriore aumento della velocit\u00e0 tenuta da\u00a0un&#8217;altra parte degli utilizzatori del ponte, evidentemente infusi di un pericoloso senso di sicurezza.<br \/>\nDifficilmente, tuttavia, si potrebbe definire l&#8217;implementazione della barriera come un insuccesso: sul San Francisco Chronicle <a href=\"http:\/\/www.sfchronicle.com\/bayarea\/article\/Golden-Gate-Bridge-barrier-a-success-except-6762734.php\" target=\"_blank\">si parlava a gennaio di quest&#8217;anno<\/a>, dopo esattamente 12 mesi dall&#8217;installazione, dei quattro incidenti avvenuti da quello storico giorno, in cui secondo gli studi effettuati una o pi\u00f9 delle automobili coinvolte avrebbero immancabilmente\u00a0invaso la carreggiata del senso opposto. Portando a conseguenze terribili e potenziali perdite di vite umane. Basta un attimo distrazione, una vertigine, un mancamento&#8230; Quando ci si mette al volante, in molti particolari\u00a0momenti, l&#8217;imprevisto pu\u00f2 sopraggiungere alla velocit\u00e0 del Fulmine o del Tuono. Ed \u00e8 a questo punto, se si \u00e8 sufficientemente fortunati, che dovranno entrare\u00a0in gioco\u00a0le chiusure Lampo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni giorno, mattina e sera, il camion giallo del Golden Gate lascia ancora una volta il suo deposito, per avventurarsi lungo il suo tragitto da un lato all&#8217;altro di quello che costituisce, da ormai 83 anni, il singolo ponte pi\u00f9 famoso e fotografato del mondo intero. Tanto che la\u00a0prassi di\u00a0cui tale veicolo \u00e8 il &#8230; <a title=\"Come spostare una barriera lunga quattro chilometri in un&#8217;ora\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19888\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Come spostare una barriera lunga quattro chilometri in un&#8217;ora\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,472,637,256,280,473,402,147,220,97,126,329],"class_list":["post-19888","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-california","tag-camion","tag-guida","tag-ponti","tag-san-francisco","tag-sicurezza","tag-stati-uniti","tag-strade","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19888","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19888"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19888\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19898,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19888\/revisions\/19898"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}