{"id":19835,"date":"2016-03-25T07:00:20","date_gmt":"2016-03-25T06:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19835"},"modified":"2016-03-25T07:05:06","modified_gmt":"2016-03-25T06:05:06","slug":"estate-2016-la-lunga-stagione-delle-zanzare-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19835","title":{"rendered":"Estate 2016: la lunga stagione delle zanzare robot"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bAhLW1eq8eM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19836\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19837\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/SCAMP-Robot-500x313.jpg\" alt=\"SCAMP Robot\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/SCAMP-Robot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/SCAMP-Robot-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/SCAMP-Robot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte parole sono state spese sulla presunta inutilit\u00e0 del dittero succhiasangue, che disturba le nostre notti, si riproduce con estrema efficacia e talvolta\u00a0finisce per diffondere problematiche malattie. Piccole forme saettanti, appena visibili nella luce del Sole al tramonto; creature ronzanti (persino il rumore d\u00e0 fastidio!) che ben pochi esitano ad uccidere, persino tra coloro che si dicono amanti degli insetti. Perch\u00e9 in fondo, cos&#8217;ha di paragonabile, la vicina genetica del pappatacio o del flebotomo comune, con un utile e benamata ape, o persino una feroce vespa predatrice, che per lo meno elimina la diffusione di altre piccole creature\u00a0invasive&#8230; \u00a0Esse semplicemente sono, e attraverso\u00a0quel fitto e insistente svolazzare, mettono alla prova l&#8217;umana pazienza? Certo. Eppure, a volerla comprendere, c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;utile lezione che possiamo apprendere dalla vicenda esistenziale di simili creature. Se c&#8217;\u00e8 qualcosa di cui sarebbe difficile dubitare, in effetti, \u00e8 proprio la sua efficacia nel portare a termine quello che fa. Un animale parassita, naturalmente, dovrebbe essere del tutto incapace di sopravvivere sulle sue forze, totalmente incapace di procacciarsi il cibo sulle sue forze. Mentre la forma della zanzara, per invertire\u00a0una famosa citazione del web sul calabrone, attribuita, a seconda dei casi a personalit\u00e0 del calibro di Albert Einstein o Marilyn Monroe, \u00e8 perfettamente adatta a volare. E lei lo sa benissimo. Come anche il qui presente robotista, parte del gruppo di ricercatori del laboratorio BDML dell&#8217;Universit\u00e0 di Stanford (Biomimetics and Dextrous Manipulation Lab) il quale\u00a0ne ha ripreso le caratteristiche assieme ai suoi colleghi, per creare un dispositivo volante che non solo rivoluziona il concetto di drone, ma apre la strada a numerose innovazioni tecnologiche che di qui a pochi mesi\u00a0potremmo anche ritrovare nei campi pi\u00f9 diversi, incluso quello militare.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un che di lievemente inquietante, in effetti, nel vedere il gesto disinvolto con cui il \u00a0giovane lascia decollare il suo SCAMP, questo l&#8217;acronimo\u00a0del robo-quadricottero, dal palmo aperto di una mano, soltanto per vederlo fluttuare verso il muro ed attaccarvisi, iniziando la sua inesorabile scalata verso la cima. La suggestione \u00e8 un po&#8217; la\u00a0stessa creata a suo tempo dalla scena del film Dracula di Bram Stoker, con l&#8217;attore\u00a0Gary Oldman nel ruolo dell&#8217;improbabile Conte, che risaliva la torre del castello aggrappandosi come una sorta di gigantesco ragno umano. Ed anche l&#8217;utilit\u00e0, sostanzialmente \u00e8 quella: giacch\u00e9 possiamo presumere, nell&#8217;analisi scientifica di quell&#8217;altro goloso\u00a0d&#8217;emoglobina, che la &#8220;modalit\u00e0 pipistrello&#8221;, per cos\u00ec dire, comporti un dispendio di energie vampiresche relativamente congruo. Mentre possiamo presumere che sfruttare la propria agilit\u00e0 e forza sovrumane, per aggrapparsi alle asperit\u00e0 di un vecchio maniero e fare ritorno alla propria bara (rigorosamente prima dell&#8217;alba) sia un&#8217;impresa assolutamente da nulla, per il signore delle tenebre perennemente redivivo. Lo SCAMP ad ogni modo, nonostante il suggestivo acronimo, che sta per\u00a0Stanford Climbing and Aerial Maneuvering Platform ma significa anche un qualcosa di affine a &#8220;simpatico malandrino&#8221;, \u00e8 uno strumento creato rigorosamente al servizio del bene. Come gi\u00e0 altri progetti comparabili fuoriusciti dallo stesso ambito accademico, la sua presunta\u00a0finalit\u00e0 in tale\u00a0forma sar\u00e0 l&#8217;assistere in caso di disastri naturali, volando sulla scena per effettuare rilevamenti e trovare i sopravvissuti. Con in pi\u00f9 il vantaggio aggiunto, come dicevamo, di poter risparmiare la limitata energia a disposizione nelle sue piccole batterie, posandosi a riposare sulle superfici verticali, prima di spiccare nuovamente il volo verso localit\u00e0 maggiormente accoglienti. Cos\u00ec facendo, inoltre, potr\u00e0 aggrapparsi e salire verso l&#8217;alto, guadagnando quota senza ricorrere alla dispendiosa accensione continuativa delle sue quattro pale. Ed \u00e8 una visione certamente inaspettata, questa di un essere cos\u00ec evidentemente artificiale, che tuttavia si comporta in maniera del tutto paragonabile a quella dell&#8217;insetto pi\u00f9 odiato del mondo! Che di sicuro, mentre risaliva gli edifici dell&#8217;universit\u00e0, deve aver fatto voltare parecchie teste, dando adito a un senso diffuso d&#8217;entusiasmo misto a sorpresa. Quest&#8217;ultima, tuttavia, soltanto per le matricole, o tutti coloro che si trovavano l\u00ec in via occasionale. Questo perch\u00e9 in effetti, il robot in questione non \u00e8 un&#8217;invenzione che viene dal nulla, ma soltanto l&#8217;ennesima, e forse pi\u00f9 affascinante applicazione di un vasto ventaglio di concetti,\u00a0che il laboratorio\u00a0BDML sta prendendo in analisi da ormai diversi anni, portandoli fino alle loro conseguenze pi\u00f9 estreme. Un progetto trasversale, che mira a dimostrare, reimpiegandola, l&#8217;utile capacit\u00e0 di certi animali ad aderire alle superfici, trovandosi quindi avvantaggiati nella loro locomozione, o dotati di una forza di molto superiore al dovuto. Pensate, ad esempio, a una formica che trascina un qualcosa di molto superiore al suo peso. Potrebbe davvero farlo, se non avesse l&#8217;innata dote di &#8220;aggrapparsi&#8221; al suolo, prima di ciascun singolo oh, issa! Seguito da un singolo\u00a0passo e poi di nuovo, piedi ben saldi e tirare? Un&#8217;impresa che la camminatrice\u00a0pu\u00f2 compiere, unicamente grazie a una cuticola flessibile presente sotto ciascuna delle sue sei zampe. Mentre la zanzara robot di Stanford, in effetti, sfrutta un sistema notevolmente diverso&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19838\" aria-describedby=\"caption-attachment-19838\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/270CKEXGAno\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19838\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19838 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Spinybot-climber-500x313.jpg\" alt=\"Spinybot climber\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Spinybot-climber-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Spinybot-climber-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Spinybot-climber.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19838\" class=\"wp-caption-text\">Mano della Famiglia Addams, versione cyberpunk.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo perch\u00e9 l&#8217;idea, che fu resa pubblica\u00a0nel 2006 con la pubblicazione dell&#8217;articolo<em>\u00a0Scaling Hard Vertical Surfaces with Compliant Microspine Arrays<\/em> (The International Journal of Robotics,\u00a0Volume 25 Numero\u00a012) era sempre stata quella di disporre di un approccio che fosse al tempo stesso scalabile e adatto a un tipo di superfici pi\u00f9 diffuse per le pareti degli edifici, quali ad esempio cemento, muratura, stucco, mattoni&#8230; Tutte situazioni ricche di asperit\u00e0, in cui l&#8217;approccio della formica avrebbe potuto funzionare a piena efficacia soltanto su\u00a0una scala notevolmente\u00a0ridotta. Cos\u00ec l&#8217;idea fu, con il qui mostrato Spinybot II, di costruire un sistema\u00a0basato su un alto numero di piccole spine uncinate, ovvero rivolte verso una direzione preferita ed utile ad aggrapparsi, in modo assolutamente automatico, a qualsiasi minuscola rientranza esistente. Ci\u00f2 sfruttando un particolare tipo di sospensioni, operanti su ciascuna zampa dell&#8217;insetto robotico, che potessero massimizzare l&#8217;aderenza alla parete in ogni possibile circostanza. Con l&#8217;obiettivo, rigorosamente teorico, di trasportare verso l&#8217;alto un carico pressoch\u00e9 equivalente al suo peso, portando soccorsi alle\u00a0ipotetiche vittime del solito disastro, stavolta misteriosamente rimaste bloccate sulla cima di un edificio. Un tema che ritorner\u00e0 successivamente nei robottini\u00a0\u00b5Tug dello scorso anno, basati invece sul principio dell&#8217;adesione anisotropica, la stessa, per intenderci delle zampe del geco, che si arrampica sfruttando la deformazione direzionale di un alto numero di estrusioni carnose, che massimizzando la superficie a contatto con la parete, diventano in grado di sostenere il suo stesso peso, nella maggior parte delle possibili situazioni. Mentre nella versione artificiale della stessa cosa, il principio si era dimostrato soprattutto utile su vetro, o pareti estremamente lisce, dimostrandosi quindi perfettamente complementare con il sistema dello Spinybot (nonch\u00e9 dello SCAMP). Un progetto per abbinare i due metodi, per averli\u00a0a disposizione nelle versioni\u00a0future di questi o di altri robot, \u00e8 ovviamente in studio da tempo. Ma la sua realizzazione, da un punto di vista meramente ingegneristico, si sta rivelando pi\u00f9 complessa del previsto e per questo non la troviamo applicata, n\u00e9 qui n\u00e9 altrove.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19836\" aria-describedby=\"caption-attachment-19836\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wU8Q7gIdiMI\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19836 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/LETs-pull-together-500x313.jpg\" alt=\"LET's pull together\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/LETs-pull-together-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/LETs-pull-together-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/LETs-pull-together.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19836\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ultimo video realizzato sul tema dei \u00b5Tug \u00e8 un perfetto veicolo d&#8217;empatia verso l&#8217;oggetto inanimato. Intere squadre di robottini, con o senza zampe, dimostrano la loro capacit\u00e0 di traino congiunta, arrivando, nel finale, a spostare un&#8217;intera automobile. A chi volesse approfondire la loro storia e caratteristiche, consiglio il <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17112\" target=\"_blank\">mio precedente articolo su di loro<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia comunque di nuovo chiaro che la zanzara SCAMP non dimostra soltanto capacit\u00e0 di aderenza, bens\u00ec, per la prima volta tra le auguste (o anguste?)\u00a0sale del BDML, anche la dote assai significativa del volo. Ed \u00e8 proprio dal\u00a0metodo usato per coniugare i due aspetti, che si trova evidenziato l&#8217;ingegno notevole dei suoi progettisti. Ci\u00f2 che sembrano essere, infatti, le antenne dell&#8217;insetto, sono in realt\u00e0 i suoi due piedi di traino verso l&#8217;alto, ciascuno dotato delle microspine per aggrapparsi alle pareti. L&#8217;impiego di passi pi\u00f9 lunghi, per minimizzare il dispendio di energia ed aumentare la capacit\u00e0 di aggrapparsi ad ogni superficie, non importa quanto diseguale, \u00e8 una soluzione presa in prestito dagli insetti pi\u00f9 grandi, come le cavallette o le mantidi religiose. Nella fase di transizione dal volo alla scalata, il drone dovr\u00e0 quindi voltarsi, mettendo avanti la sua &#8220;coda&#8221; in realt\u00e0 una sorta di asticella finalizzata al ribaltamento. Con l&#8217;urto di quest&#8217;ultima contro l&#8217;edificio, quindi, e il ritrovarsi in verticale dell&#8217;intero robot, le sue pale si troveranno a spingere verso la parete stessa, assicurando, o per lo meno, rendendo molto probabile, l&#8217;aderenza degli arti anteriori alla superficie verticale. A questo punto, con movimento alternato, lo SCAMP inizier\u00e0 la sua lunga scalata. Ma poich\u00e9, naturalmente, gli incidenti possono sempre capitare, i tecnici di Stanford hanno anche previsto l&#8217;evenienza\u00a0che entrambe le zampe perdano presa allo stesso tempo, generando un pericoloso inizio di caduta. Caso in cui, prendendo di nuovo ispirazione dal mondo naturale, la zanzara robot praticher\u00e0 automaticamente un&#8217;ulteriore, breve accensione dei rotori indotta dai suoi sensori, spingendo con tutta la sua forza verso il muro, per ritrovarcisi nuovamente attaccata, senza quindi rovinare\u00a0al suolo. Nel momento del decollo, quindi, gli baster\u00e0 impiegare uno speciale arto retrattile posto sulla sua parte a contatto col muro, per ribaltarsi nuovamente all&#8217;indietro, accendendo di nuovo i quattro rotori. Per spostarsi o tornare a casa, completata la sua misteriosa missione.<br \/>\nSorveglianza? Rilevamenti? Misurazioni? Telecomunicazioni? La consegna di un pacco molto piccolo, estremamente prezioso? Sarebbe\u00a0teoricamente possibile, cos\u00ec per dire, montarvi sopra un sistema d&#8217;armi, per usarla come il pi\u00f9 insolito\u00a0strumento d&#8217;assassinio nella storia dell&#8217;uomo? Per fortuna, al momento no. La sua capacit\u00e0 di carico\u00a0\u00e8, semplicemente,\u00a0troppo ridotta. Viviamo tuttavia in un epoca, prendiamone atto, in cui le zanzare robot esistono. E presto verranno a visitarci.\u00a0Sar\u00e0 meglio dotarci, qualora\u00a0possibile, di <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19643\" target=\"_blank\">un cannone a rete<\/a><\/span>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte parole sono state spese sulla presunta inutilit\u00e0 del dittero succhiasangue, che disturba le nostre notti, si riproduce con estrema efficacia e talvolta\u00a0finisce per diffondere problematiche malattie. 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