{"id":19827,"date":"2016-03-24T07:03:58","date_gmt":"2016-03-24T06:03:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19827"},"modified":"2016-03-24T07:09:24","modified_gmt":"2016-03-24T06:09:24","slug":"limminente-decollo-del-sedere-piu-grande-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19827","title":{"rendered":"L&#8217;imminente decollo del sedere pi\u00f9 grande al mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lcs2eoaS0AU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19828\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19829\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-500x313.jpg\" alt=\"Airlander\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 un grande giorno, per le aspettative troppo a lungo disattese. Sar\u00e0 un momento storico per l&#8217;intera storia dell&#8217;aviazione. Sar\u00e0 grande, sar\u00e0 magnifico, davvero emozionante. Una visione pari a quella degli extraterrestri, che in tanto cinema di genere gettarono la loro ombra sopra le piazze o i monumenti della Terra. Proviamo per quanto possibile, con gli occhi della mente, a prefigurarci il varo del possente dirigibile HAV-3, volgarmente detto Airlander 10. E ancor pi\u00f9 volgarmente&#8230; Siamo nel Bedfordshire, tra Northampton e Cambridge, nel cuore di quel verdeggiante mondo che \u00e8 la dolce campagna inglese. \u00c8 una mattina dell&#8217;imminente estate del 2016, ovverosia quando il progetto pi\u00f9 che quinquennale, almeno stando alle pi\u00f9 realistiche previsioni, sar\u00e0 finalmente giunto a compimento. Dozzine, centinaia, ma che dico, decine di curiosi, oltre alla stampa richiamata per l&#8217;occasione e gli onorati potenziali investitori della compagnia produttrice, si saranno assai probabilmente radunati, sulla cima di un colle, a poca distanza dalla vecchia base militare della RAF a Cardington, dove notoriamente soggiaceva il grande Leviatano&#8230;<br \/>\nE sar\u00e0 un brusio continuo, di confronti e discussioni, compunte descrizioni delle alterne aspettative: &#8220;Hai sentito, si tratta dell&#8217;aeromobile pi\u00f9 grande al mondo! Ma non il maggiore che sia stato costruito. Quel record spetta ancora all&#8217;Hindreb-Hinderburg&#8230;Ah, che sfortuna! Davvero quei tedeschi&#8230;&#8221; Far\u00e0 Larry con l&#8217;inseparabile pipa, un agricoltore di Kempston; &#8220;Si, ma 91 metri? Capisci cosa significa? Una lunghezza paragonabile a quella di un campo da rugby, o in altri termini, 6 autobus a due piani. <em>Crickey<\/em>!\u00a0Stavolta si tratta di un&#8217;eccellenza nazionale, un qualcosa che soltanto noi inglesi, potevamo meritarci!&#8221; Risponder\u00e0 Steve, stimato panificatore della vicina comunit\u00e0 rurale di Clapham (non il quartiere di Londra, semplice\u00a0caso di omonimia toponomastica). Mentre i rispettivi cani, un entusiastico\u00a0Airedale Terrier ed un Labrador Retriever, continuano la folle corsa dietro a una palla da tennis, ritmicamente recuperata e riportata ai rispettivi\u00a0padroni, con lo sguardo perennemente rivolto all&#8217;orizzonte. Finch\u00e9 non ebbe a palesarvisi, come da precise aspettative, l&#8217;ombra di un qualcosa di meraviglioso. Uno sferoide, assai distante, eppure si capiva: totalmente colossale. &#8220;Guarda, eccolo l\u00ec!&#8221; Il grande velivolo, a distanza pluri-chilometrica, appariva ancora come una massa indistinta. Chiaramente puntata, con un soave senso d&#8217;esultanza, proprio verso loro due, con tutti gli altri spettatori. &#8220;Steve, io, io&#8230;Non so che dire!&#8221; Con le nubi a fargli da cornice, l&#8217;impossibile presenza non poteva che apparire in proporzione, ancor pi\u00f9 megalitica e imponente. Passarono i minuti. Lo spazio continu\u00f2 a ridursi. Finch\u00e9 ci\u00f2 che era stato un tutt&#8217;uno apparve, quasi all&#8217;improvviso, definibile da\u00a0proporzioni ben precise. Il davanti del colosso: due forme cilindriche, come globi allungati, con l&#8217;apogeo disposto a culmine, nel punto focale dell&#8217;intera incomparabile struttura. Ed in mezzo, un&#8217;attraente rientranza, come uno spazio tra due\u00a0alte colline che volavano nel cielo. Ma non proprio, una dolce valle. Bens\u00ec uno stretto canyon, angusto, misterioso. Come colti dal pathos dell&#8217;attimo fuggente, i due cani tacquero, sedendosi compunti ad osservare l&#8217;atmosfera. La palla giacque, ormai dimenticata. &#8220;Larry.&#8221; Fece l&#8217;altro, con la pipa bene stretta nella mano destra, lievemente scostata dalla sua bocca alzata all&#8217;angolo con smorfia carica di sottintesi: &#8220;Questa cosa. Non sembra tanto anche a te un divino&#8230;&#8221;<br \/>\nLo chiamano, ormai da qualche anno, con la denominazione commerciale Airlander 10. Non \u00e8 esattamente un dirigibile, n\u00e9 un aereo. E non \u00e8 di certo un elicottero, bench\u00e9 generi una parte significativa della sua portanza grazie all&#8217;uso di due eliche intubate, rigorosamente rivolte verso il suolo. Il fatto che ricordi vagamente, nella sua suggestiva forma, l&#8217;essenza incomparabile del <em>gluteus maximus<\/em> (muscolo pi\u00f9 grande e forte del corpo umano) \u00e8 una pura coincidenza, dovuta a considerazioni di tipo aerodinamico e utilitaristico. Semplicemente, volava meglio cos\u00ec. Se lo si osserva\u00a0dal retro, del resto, l&#8217;illusione svanisce, vista la presenza di ben tre tondeggiante preminenze, ovvero, una in pi\u00f9. Una questione accuratamente studiata e definita, poich\u00e9, contrariamente alle apparenze, questo velivolo pieno d&#8217;elio non \u00e8 di un\u00a0tipo che possa realmente definirsi pi\u00f9 leggero dell&#8217;aria. Appartenendo, piuttosto, alla classe degli aeromobili ibridi, che pur contando sulla propria naturale tendenza a fluttuare, non potrebbero mai rimanere a distanza dal suolo, senza sfruttare anche l&#8217;energia di uno o pi\u00f9 potenti motori. Una curiosa, e alquanto rara via di mezzo. Che presenta dei notevoli vantaggi operativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19828\" aria-describedby=\"caption-attachment-19828\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HHZH1N-RFgw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19828\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19828 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-2-500x313.jpg\" alt=\"Airlander 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19828\" class=\"wp-caption-text\">In questa breve animazione ufficiale, la HAV dimostra il funzionamento del suo aeromobile tramite l&#8217;utile strumento delle freccettine colorate. In un primo momento, il velivolo viene fatto sollevare grazie all&#8217;accensione a pieno regime dei suoi propulsori. Quindi saranno l&#8217;elio, e la sua suggestiva forma aerodinamica, a mantenerlo in aria.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Airlander 10, che secondo i piani dei suoi costruttori sar\u00e0 in realt\u00e0\u00a0il precursore di una sua versione ancor pi\u00f9 grande, destinata a trasportare fino a 50 tonnellate di carico (denominata, per l&#8217;appunto, Airlander 50) di motori ne ha ben quattro, ciascuno di tipologia diesel V8 con compressore volumetrico, in grado di erogare 350 cavalli di potenza. Due orientabili, con mansioni comparabili a quelle delle consuete superfici di controllo degli aerei, e due fissi e rivolti indietro, con la mansione di generare la forza di spostamento sufficiente a far muovere il candido titano a fino 80 nodi di velocit\u00e0 (148 Km\/h) una cifra certamente inferiore a quella di un jet di linea, ma pur sempre migliore rispetto a qualsiasi dirigibile di tipo convenzionale, superando persino quella del famoso Hinderburg, l&#8217;oggetto volante pi\u00f9 grande mai costruito nella storia dell&#8217;uomo (135 Km\/h). Dimostrando, per di pi\u00f9, un significativo vantaggio sul suo infiammabile, tragico predecessore: il dirigibile della HAV, essendo infatti pi\u00f9 pesante dell&#8217;aria (sebbene di poco) per fermarsi deve unicamente spegnere i motori, aspettando che la forza di gravit\u00e0 si occupi del resto. Ci\u00f2 gli consente, essenzialmente, di atterrare senza l&#8217;aiuto di un equipaggio a terra, che lo tiri faticosamente verso il suolo. Una vista fin troppo familiare nell&#8217;epoca tra le due guerre, quando la Zeppelin, assieme a tante\u00a0altre compagnie europee ed americane, credette brevemente in un futuro fatto di aeromobili volanti. E una grande limitazione funzionale, visto come permetteva a tali mezzi di trasporto di atterrare unicamente in luoghi ben precisi ed estremamente spaziosi. Mentre il grande &#8220;deretano volante&#8221; (come \u00e8 stato ufficialmente soprannominato: The Flying Bum) pu\u00f2 posarsi a terra essenzialmente ovunque, grazie alle due lunghe slitte rinforzate disposte nella parte inferiore del pallone, adatte a scivolare su qualsiasi superficie pi\u00f9 o meno pianeggiante. Una funzionalit\u00e0 che fu considerata essenziale fin da subito, vista l&#8217;origine dell&#8217;intero progetto. Una creazione, come innumerevoli altre grandi imprese ingegneristiche dei nostri tempi, di matrice puramente militare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19830\" aria-describedby=\"caption-attachment-19830\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/w8sGP7iB-5c\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19830\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19830 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/LEMV-take-off-500x313.jpg\" alt=\"LEMV take off\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/LEMV-take-off-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/LEMV-take-off-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/LEMV-take-off.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19830\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Airlander fa una prova di decollo nel 2012, staccandosi dal suolo di Lakehurst, nel New Jersey statunitense. All&#8217;epoca, il pallone riportava ancora sulla sua fiancata la scritta &#8220;United States Army&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ebbe inizio nel 2011, quando l&#8217;esercito statunitense pubblic\u00f2 un appalto per la costruzione del suo lungamente ipotizzato LEMV (Long Endurance Multi-intelligence Vehicle) un dispositivo volante che potesse rimanere a lungo sospeso in aria, effettuando rilevamenti di tipo logistico e coordinando le operazione delle truppe di terra. La nuova realt\u00e0 aziendale della Hybrid Air Vehicles, letteralmente sconosciuta prima di allora, fu introdotta alla questione dal <em>contractor<\/em> militare di vecchia data\u00a0Northrop Grumman, mentre la Lockheed Martin present\u00f2, a sua volta, un diverso dirigibile denominato\u00a0P-791. Ma come potrete a questo punto facilmente immaginare, a vincere fu proprio l&#8217;HAV-3 (il nostro &#8220;sederone&#8221;) rispondendo a pieno, almeno sulla carta, alle esigenze dichiarate dal committente: la capacit\u00e0 di operare a fino 6 Km di altitudine, avere 3.000 miglia di autonomia, poter restare operativo e pronto al decollo per un periodo di fino a 21 giorni e non dipendere in alcun modo da una pista di atterraggio. Il progetto ricevette quindi il via libera, assieme ad un finanziamento iniziale di diversi milioni di dollari (in pochi anni, si sarebbe arrivati a 36). La HAV aveva gi\u00e0 costruito\u00a0e fatto volare\u00a0con successo, del resto,\u00a0almeno un modello\u00a0in scala 1\/6 della sua visione per gli aeromobili ibridi, denominato\u00a0SkyCat (Da CAT-amarano del cielo) nell&#8217;accezione dello SkyKitten, un grazioso aeromobile fatto decollare\u00a0da questa stessa base di Cardington, Inghilterra. Ma naturalmente, la costruzione della sua versione a dimensioni effettive fu condotta proprio l\u00ec, negli Stati Uniti, con la finalit\u00e0 futura di trasportare l&#8217;aeromobile in Afghanistan, dove sarebbe stato sfruttato in alcune delicate operazioni militari. Il suo involucro in\u00a0Vectran, Kevlar\u00a0e\u00a0Mylar, sarebbe infatti stato non soltanto naturalmente resistente al fuoco delle armi leggere, ma anche nel caso di una penetrazione, non avrebbe perso la capacit\u00e0 di stare in aria se non dopo molte ore, permettendo un recupero del mezzo in assoluta serenit\u00e0. L&#8217;elio al suo interno, infatti, ha una pressione non maggiore a quella dell&#8217;aria, e per questo pu\u00f2 fuoriuscirne solo molto lentamente. Tale ipotesi, tuttavia, non fu mai messa alla prova, visti i tagli al budget avvenuti nel 2013, che costrinsero\u00a0l&#8217;esercito americano a cancellare il progetto, nonostante la gi\u00e0 congrua somma investita.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19831\" aria-describedby=\"caption-attachment-19831\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19831#main\" rel=\"attachment wp-att-19831\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19831 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-3-500x375.jpg\" alt=\"Airlander 3\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-3-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-3-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Airlander-3.jpg 1368w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19831\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/stephenyears.com\/airlander-10-hybrid-aircraft-test-flight-in-march\/\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A settembre di quell&#8217;anno, potevano succedere molte cose, tra cui la pi\u00f9 probabile appariva uno smantellamento completo del velivolo. Mentre\u00a0forse la pi\u00f9 proficua, per noi tutti, si verific\u00f2: la HAV si offr\u00ec infatti, trovandosi immediatamente assecondata, di riacquistare quanto aveva prodotto per il costo relativamente irrisorio di 301.000 dollari. L&#8217;Airlander quindi fu smontato e trasportato in Inghilterra, dove ormai si trova da diversi anni, mentre i circa 150 dipendenti dell&#8217;azienda lavorano alacremente, per migliorarne le condizioni operative e le funzionalit\u00e0. Fino al giorno, sull&#8217;inizio di questa settimana, in cui \u00e8 stato ri-presentato ufficialmente al pubblico e alla stampa, in occasione del completamento della sua nuova cabina di comando, dotata di strumentazione particolarmente avanzata. Ma erano gi\u00e0 stati in molti a credere nel suo futuro, tra cui niente meno che\u00a0Bruce Dickinson, il cantante principale degli Iron Maiden, tra i principali investitori nel progetto esterni al mondo dell&#8217;aviazione. L&#8217;idea futura, sua e di molti altri, sarebbe quella di trasformare un simile velivolo in grado di restare in aria per settimane in una sorta di nave da crociera dei cieli, in grado di permettere l&#8217;osservazione del mondo da un&#8217;angolazione nuova. Un&#8217;idea certamente affascinante. Che non mancher\u00e0 di attrarre l&#8217;attenzione, assieme al sostegno, di molte altre personalit\u00e0 facoltose.<br \/>\nTra l&#8217;altro, certe forme polarizzano lo sguardo. \u00c8 proprio insito nella natura umana. Perch\u00e9 la funzionalit\u00e0 e sinonimo di bellezza. E quando qualcosa di VOLANTE, assomiglia ad una parte fisica SEDUCENTE, ma al tempo stesso FORTE quanto AERODINAMICA, \u00e8 impossibile trascurarne il valore estetico, l&#8217;immagine applicata ad una sorta di marketing innato. Pura pubblicit\u00e0. Puro &#8220;fattore&#8221; Q.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 un grande giorno, per le aspettative troppo a lungo disattese. 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