{"id":19785,"date":"2016-03-19T07:10:15","date_gmt":"2016-03-19T06:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19785"},"modified":"2016-03-19T07:20:15","modified_gmt":"2016-03-19T06:20:15","slug":"la-torre-thailandese-avvolta-nelle-spire-di-un-dragone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19785","title":{"rendered":"La torre thailandese avvolta nelle spire di un dragone"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HUvf6HTPDb8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19786\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19788\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-500x313.jpg\" alt=\"Wat Samphran\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli artigli che ghermiscono, la coda che si avvolge. Gli occhi fiammeggianti\u00a0che cercano l&#8217;alto Kama-Loka, il reame paradisiaco di chi si \u00e8 lasciato dietro le tribolazioni terrene. Forse nessuno aveva immaginato, all&#8217;epoca del grande boom degli anni &#8217;80 e &#8217;90, che la capitale della Thailandia, Bangkok,\u00a0avrebbe avuto la sua personale e specifica Manhattan, nel distretto dagli alti grattacieli di Sathorn. Un&#8217;elevarsi di cemento con migliaia di finestre, da cui scrutare l&#8217;orizzonte di un paese che guardava, allora pi\u00f9 che mai, verso il futuro. Questo grande paese che, a differenza di Taiwan, Corea, Singapore ed Hong Kong, non fu mai eletto in quegli anni come\u00a0prototipica &#8220;tigre d&#8217;Asia&#8221; ovvero una potenza economica nascente, che rischiava di mangiarsi l&#8217;economia globale a colazione. Ma ci and\u00f2 davvero molto, molto vicino. Perch\u00e9 fu allora che, grazie agli investimenti provenienti dall&#8217;estero ma soprattutto dal Giappone, il paese usc\u00ec dall&#8217;economia di sussistenza, creando un&#8217;intero settore industrializzato a sostegno della sua fiorente agricoltura. E la ricchezza, si sa, conduce dall&#8217;attaccamento e all&#8217;avidit\u00e0. Cos\u00ec, un palazzo dopo l&#8217;altro, l&#8217;antica sede del potere temporale dell&#8217;impero di\u00a0Ayutthaya, detta la citt\u00e0 dai molti tesori sull&#8217;oceano, ha visto i suoi templi circondarsi di edifici torreggianti, che soffocavano il contatto col passato. E un destino simile, bench\u00e9 meno verticalizzato, si ritrova espletato\u00a0anche nella regione circostante\u00a0di\u00a0Nakhon Pathom, sede fra le altre cose, dello stupa pi\u00f9 alto al mondo, lo spettacolare\u00a0Phra Pathommachedi. Un luogo semi-rurale, tranne per l&#8217;omonima cittadina di 120.000 anime presso cui ha sede il grande tempio, dove strade s&#8217;incrociano verso utilitaristici punti di riferimento: l&#8217;universit\u00e0, le aziende del settore primario, la scuola della polizia locale. Ed \u00e8 proprio l\u00ec, presso un&#8217;incrocio che s&#8217;inoltra in mezzo alla campagna, che \u00e8 possibile scorgere una vista totalmente inaspettata: \u00e8 rossa, questa torre. Alta 14 piani, con dozzine di finestre. E una creatura gigantesca che la avvolge, perennemente immobile nella sua apparenza chiaramente statuaria. Fermo restando che sull&#8217;immediato, l&#8217;analogia tipica del turista occidentale potrebbe configurarsi come: &#8220;Sar\u00e0 un parco giochi?&#8221; Oppure, approssimare nella mente\u00a0una simile spiazzante immagine a quella delle insegne sulle autostrade, costruite per attrarre le persone verso un autogrill o centro commerciale, la seconda ipotesi non pu\u00f2 che trarre ispirazione dal contesto: dovr\u00e0 trattarsi, ovviamente, di un luogo di culto&#8230;<br \/>\nInternet \u00e8 piena di visioni culturalmente affascinanti, che pur colpendo l&#8217;occhio, tendono a restare largamente non spiegate. E il tempio torreggiante del\u00a0Wat Samphran, in larga parte, tende a restare tale, con alcuni siti che consigliano di visitarlo, specificando unicamente come manchino le indicazioni sulle guide turistiche, ma senza spendere parole sulla sua misteriosa storia. Il che, da una parte, \u00e8 utile a dargli un&#8217;ipotetica importanza storica, un valore che da sempre, porta soldi al clero e ai suoi occupanti laici d&#8217;occasione. Mentre la realt\u00e0, facilmente intuibile dai metodi impiegati per la costruzione, \u00e8 che si tratta di una struttura piuttosto moderna, una che un commento al\u00a0video di apertura colloca attorno a una trentina di anni fa, collegandola all&#8217;opera di insegnamento e proselitismo di Bhavana Buddho (al secolo Chamlong Konsue) un uomo presunto santo ma che verso la met\u00e0 degli anni &#8217;90 si scopr\u00ec essere implicato\u00a0a una brutta storia di molestie ai minori, assieme ad 8 monache del suo prestigioso luogo di culto. Ma non prima di averlo reso splendido, variopinto e costellato di meravigliose viste, tra cui l&#8217;immancabile\u00a0statua dorata di Buddha\u00a0alta diversi metri e\u00a0un&#8217;intero edificio a forma di tartaruga, presso cui rendere omaggio a questo longevo animale, venerato come bodhisattva (santo salvatore) dalla dottrina del Buddhismo Theravada. E poi, naturalmente, c&#8217;\u00e8 la piccola questione del drago. Un vero e proprio mostro architettonico, costruito in ferro e probabile fibra di vetro, all&#8217;interno del quale, pare, \u00e8 addirittura possibile camminare, bench\u00e9 sia totalmente buio, e la maggior parte dei turisti preferisca usare l&#8217;ascensore. L&#8217;interno della torre, a quanto ci raccontano, ha un&#8217;aria vaga di abbandono. Come del resto\u00a0buona una parte delle altre insolite creazioni della Thailandia trionfante di fine secolo, lasciate a loro stesse con lo scoppio dell&#8217;inevitabile, sempre temuta bolla finanziaria.<br \/>\nCon l&#8217;incarceramento del sacro fondatore, che si dice aveva avuto una visione che lo indusse a costruire il tempio in mezzo a quella che era, allora, una foresta, una buona parte dei suoi fedeli smisero di frequentare questi luoghi, collegati a troppi brutti ricordi. Nel libro\u00a0<em>A Secret History of the Bangkok Hilton<\/em> (autori: Chavoret Jaruboon, Pornchai Sereemongkonpol) <a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=TAYYBgAAQBAJ&amp;pg=PT137&amp;lpg=PT137&amp;dq=bhavana+buddho&amp;source=bl&amp;ots=I73ju9TER0&amp;sig=6N6yCesCg6vA_M0qQm4ULcVAF8Q&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwikobiY9cvLAhXkNJoKHUEXC60Q6AEILjAD#v=onepage&amp;q=bhavana%20buddho&amp;f=false\" target=\"_blank\">un cui estratto \u00e8 disponibile liberamente<\/a>\u00a0su Google Books, si parla brevemente dell&#8217;insolita situazione degli anni seguenti ed invero molto probabilmente, anche attuali, dell&#8217;ex monaco che viene ancora visitato presso la sua cella, da dove tiene lunghi sermoni a vantaggio dei seguaci pi\u00f9 fedeli, continuando ad affermare la sua impossibile innocenza. Mentre il grande drago, nel frattempo, resta silenzioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19787\" aria-describedby=\"caption-attachment-19787\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_tBx8xbL038\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19787\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19787 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-2-500x313.jpg\" alt=\"Wat Samphran 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19787\" class=\"wp-caption-text\">Il tempio del drago non risponde alle comuni norme progettuali dei Wat thailandesi, che prevedono normalmente una divisione tra Phutthawat (area dedicata al Buddha) e Sangkhawat (luogo di residenza dei monaci). Stando al resoconto dei turisti, pare che i suoi occupanti vivano infatti ai piani superiori della torre stessa.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La torre centrale del\u00a0Wat Samphran non \u00e8 comunque, un edificio privo di una certa grazia contestuale residua. Bhavana Buddho era stato, prima di ricevere la sua sentenza di 150 anni di prigione, un personaggio di enorme importanza nel buddhismo thailandese. I camionisti ed i taxisti, in particolare, erano soliti adornare i loro mezzi di trasporto con la sua foto, che si diceva potesse proteggere dagli incidenti. Cos\u00ec gli\u00a0adepti che si lasci\u00f2 dietro, i molti monaci e le monache che seguivano\u00a0l&#8217;insegnamento pi\u00f9\u00a0meritorio della sua tormentata vita (quello, per l&#8217;appunto, meramente religioso) scelsero di comune accordo che era giunto il momento di prendere in mano le redini della situazione, trasformando il tempio in una sorta di attrazione turistica, soprattutto in forza del suo aspetto alquanto\u00a0stravagante. \u00c8 interessante notare come, sostanzialmente, il grande drago variopinto possa essere interpretato come una versione portata agli estremi del\u00a0<em>lamyong<\/em>, il tipico finale dei tetti dei templi del Buddhismo Theravada, in cui una sagoma\u00a0frastagliata dovrebbe\u00a0richiamarsi alle forme dei N\u0101ga, i divini uomini serpente, e alle piume dei Garuda, le loro controparti alate. Ma mentre \u00e8 l&#8217;usanza, in tali elementi, che una testa di drago, se presente, si trovi nella parte inferiore della struttura, rivolta verso l&#8217;alto, il drago del Samphran tende con enfasi\u00a0verso il cielo, costituendo una sorta di\u00a0scala simbolica verso le regioni del Paradiso. \u00c8 questa, una funzione allegorica di primo piano, che allude alle fondamentali Quattro Nobili Verit\u00e0:\u00a0del dolore, dell&#8217;origine del dolore, della cessazione del dolore, della via che porta alla cessazione del dolore. Fu proprio nella metodologia presunta pi\u00f9 utile nell&#8217;acquisirle che, all&#8217;epoca del Secondo Concilio Buddhista (380 a.C.) si verific\u00f2 lo scisma tra Mah\u0101y\u0101na (il Grande Veicolo) e la corrente periferica dei Theravadin, gli studiosi che ricercavano la salvezza nell&#8217;analisi, ovvero lo studio della propria condizione umana. Una visione, sostituita alla pura fede nella sapienza del Buddha, attraverso cui il simbolismo delle creature mitiche diventava incidentalmente, fondamentale. Chi infatti, meglio della tartaruga e del drago, poteva raggiungere il <em>nibb\u0101na<\/em>, grazie alla natura pi\u00f9 efficace dei loro sensi, sia materiali che ultraterreni? Al confronto dei quali, le nostre vista e udito sono poco pi\u00f9 che un debole luc\u00f2re, nella nebbia senza fine dello sconveniente desiderio. Se soltanto il grande monaco, che si offriva di salvare le bambine della strada ed una vita di prostituzione per prostituzione (secondo la tristemente antica\u00a0usanza locale) avesse potuto vivere secondo i suoi precetti, invece che cedere alle tentazioni della sua follia!<\/p>\n<figure id=\"attachment_19786\" aria-describedby=\"caption-attachment-19786\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NMUHcH_EqCk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19786 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Phra-Pathommachedi-500x313.jpg\" alt=\"Phra Pathommachedi\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Phra-Pathommachedi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Phra-Pathommachedi-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Phra-Pathommachedi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19786\" class=\"wp-caption-text\">Il Wat del dragone impallidisce di fronte al Phra Pathommachedi, un edificio a forma di campana alto ben 120 metri. All&#8217;interno del quale, attraverso i lunghi secoli trascorsi dal 193 a.C, sono stati accumulati innumerevoli tesori della storia dell&#8217;arte.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La curiosa forma di questa torre, ad ogni modo, non dovrebbe spiazzare lo spettatore impreparato. A differenza della concezione occidentale, che vede le chiese cristiane come rispondenti a dei precisi crismi costruttivi, l&#8217;entit\u00e0 architettonica del Wat thailandese sembra essere soggetta ad interpretazioni tra le pi\u00f9 diverse. A poca distanza dal nostro edificio di apertura, nella stessa regione di Nakhon Pathom, sorge quella che potrebbe essere definita come l&#8217;espressione pi\u00f9 spettacolare della forma tradizionale, con una prima struttura ad ombrello costruita sopra la camera del Tripitaka, i testi con gli insegnamenti del Buddha. Sopra la quale, inizialmente per analogia con il grande stupa indiano di Sanchi, fu eretto un pinnacolo slanciato, mirato ad accrescere il prestigio di un luogo tanto sacro.<br \/>\nSecondo la leggenda, il tempio fu costruito dal sovrano\u00a0Phaya Phan di Nakhon Chai Si, che era stato allontanato dal padre a causa di una profezia, che affermava che ne sarebbe stato l&#8217;assassino. Cresciuto in esilio con un&#8217;anziana donna chiamata\u00a0nonna\u00a0Hom, il giovane divent\u00f2 adulto\u00a0senza conoscere la verit\u00e0 sulla sua nascita, finch\u00e9 non ebbe l&#8217;occasione, per un vezzo del fato, di diventare un eroe presso lo stato vassallo di\u00a0Ratchaburi: era infatti capitato che un elefante si fosse imbizzarrito ma che lui, balzando sulla sua groppa, fosse riuscito a calmarne la furia. Eletto a condottiero, venne quindi convinto a liberare il paese, sfidando il sovrano\u00a0Phaya Gong in duello, in groppa al suo nuovo pachiderma\u00a0da guerra. Il presunto rivale\u00a0accett\u00f2, venne sconfitto e come da programma, mor\u00ec. Evento a seguito del quale, il coraggioso Phaya Phan scopr\u00ec di aver ucciso niente meno che il suo stesso padre, proprio come era stato profetizzato nel giorno nefasto della sua nascita remota. Allora, accecato\u00a0dall&#8217;ira, uccise anche la vecchia Hom, colpevole di non avergli rivelato la verit\u00e0, conducendolo al fatale errore. Realizzata tardivamente la crudelt\u00e0 di questo ulteriore gesto, ma ereditato come da programma il potere sull&#8217;intero regno, il nuovo re decise di fare ammenda, facendo costruire il pi\u00f9 grande tempio che la Terra avesse mai conosciuto. All&#8217;interno, colloc\u00f2 un titanico gong, assieme a una reliquia del dente di Buddha, secondo le precise istruzioni ricevute dagli arhat, gli uomini santi del regno. Molte generazioni dopo, il re di Bago, volendo per se il gong, lo fece rimuovere dall&#8217;antico edificio. Come immediata riposta all&#8217;offesa sub\u00ecta, lo stupa croll\u00f2. Ma il\u00a0Phra Pathommachedi sarebbe stato ricostruito infinite volte, da quel giorno, fino\u00a0all&#8217;eternit\u00e0&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19789\" aria-describedby=\"caption-attachment-19789\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19789#main\" rel=\"attachment wp-att-19789\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19789 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Yannawa-500x375.jpg\" alt=\"Wat Yannawa\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Yannawa-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Yannawa-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Yannawa.jpg 1049w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19789\" class=\"wp-caption-text\">Il Wat Yannawa, sul fiume Chao Phraya in pieno centro di Bangkok, ha la forma di una giunca cinese. Questo tempio vecchio di 240 anni, abbellito in tale\u00a0foggia all&#8217;epoca di re Rama III (1788 \u2013 1851) fu ristrutturato per rendere un omaggio ai commerci con la Cina, grande risorsa di arricchimento per l&#8217;intera classe dirigente di allora. Sopra la sua armoniosa presenza, l&#8217;ombra di imponenti grattacieli&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Buddha, in qualit\u00e0 di\u00a0concetto assoluto ancor prima che personalit\u00e0 effettivamente\u00a0vissuta, non ha forma, ma \u00e8 piuttosto, l&#8217;assenza stessa di una forma. Perch\u00e9, dunque, i suoi templi dovrebbero rispondere a una visione architettonica precisa? E persino il\u00a0principale\u00a0elemento ricorrente nell&#8217;architettura sacra del Sud-Est Asiatico, la presenza di pi\u00f9 tetti sovrapposti, pu\u00f2 essere sovvertita nella ricerca di una utile, proficua analogia. Il drago che si arrampica sull&#8217;impervio palo, aspirando al superamento della sua inutile immortalit\u00e0, \u00e8 un&#8217;allegoria potente. Che parla di uno spirito immane, pi\u00f9 potente di ogni essere che si sia limitato a vivere le sue reincarnazioni, non importa quanto terribile o possente, talvolta. Come\u00a0i palazzi abbandonati delle antiche ricchezze, delle glorie ormai trascorse, si sgretolano lentamente tra l&#8217;indifferenza collettiva, cos\u00ec i templi torneranno un giorno polvere, nell&#8217;eterna ruota di\u00a0mulino delle Ere. Mentre sar\u00e0 il nostro ricordo, e quello di chi viene dopo, ad elevarsi verso il cielo. Assieme alle scaglie di colui che ci precede.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19792\" aria-describedby=\"caption-attachment-19792\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19792#main\" rel=\"attachment wp-att-19792\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19792 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-3-500x333.jpg\" alt=\"Wat Samphran 3\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-3-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Wat-Samphran-3.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19792\" class=\"wp-caption-text\">Via: <a href=\"http:\/\/www.thailandfromabove.com\/giant-dragon-temple-at-wat-samphran\/\" target=\"_blank\">Richard Barrow<\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli artigli che ghermiscono, la coda che si avvolge. Gli occhi fiammeggianti\u00a0che cercano l&#8217;alto Kama-Loka, il reame paradisiaco di chi si \u00e8 lasciato dietro le tribolazioni terrene. 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