{"id":19769,"date":"2016-03-17T06:59:15","date_gmt":"2016-03-17T05:59:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19769"},"modified":"2016-03-17T07:05:25","modified_gmt":"2016-03-17T06:05:25","slug":"un-intero-lago-di-acido-solforico-corro-a-prendere-il-canotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19769","title":{"rendered":"Un INTERO lago di acido solforico? Corro a prendere il canotto!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UOUN2hXvn6Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19770\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19771\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-lake-500x313.jpg\" alt=\"kawah Ijen lake\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-lake-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-lake-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-lake.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se davvero esiste, in qualche luogo irraggiungibile, la mitica\u00a0pentola piena di monete d&#8217;oro, come auspicato dagli esploratori di ogni nazionalit\u00e0, la sua funzione potr\u00e0 essere soltanto una. Costituire, sotto al termine dell&#8217;arcobaleno, una prova dell&#8217;avvenuto pagamento da parte dell&#8217;Iperboreo, a\u00a0compensare il mondo della Terra per le sue infinite traversie e tribolazioni. Una sorta di ricchezza nascosta, offerta a tutti gli esseri che pensano e respirano. Ma disponibile soltanto per colui che avr\u00e0 la capacit\u00e0, e la voglia, di trovarla. Il tutto perch\u00e9 ovviamente, deve persistere\u00a0una sorta di Equilibrio. Permettendo, per ogni meraviglia, a un corrispondente contrappeso di desolazione di trovare\u00a0posto, fra gli aridi deserti, le saline inabitabili, le regioni artiche intrappolate nella morsa dei ghiacci senza fine&#8230;Per ciascun luogo, un disco di metallo sfavillante, la preziosa base del pensiero e della conoscenza. Con un intero secondo recipiente, a quanto pare, dedicato alla caldera di\u00a0Ijen nella provincia orientale dell&#8217;isola di Giava, terra d&#8217;Indonesia. Un luogo cos\u00ec terribile, infernale fino a un tale punto, che se Dante dovesse essere trasportato ai giorni nostri, probabilmente ne uscirebbe a ricercar le sue solite Stelle. Dove l&#8217;aria \u00e8 percorsa da irrespirabili vapori, la pietra intrisa di zolfo maleodorante, e l&#8217;acqua stessa della pioggia, raccolta tra le alte pareti rocciose della perdizione, non \u00e8 pi\u00f9 il divino fluido che dona la vita, ma un qualcosa di completamente diverso. Assai&#8230;Peggiore. Lo so, \u00e8 difficile da credere: in questa polla esteticamente non dissimile da ogni altra, se non fosse per la tinta vagamente verdeggiante della superficie, non vive, non cresce e non si abbevera alcunch\u00e9. I suoi pesci primordiali, se mai vi avevano nuotato, si sono &#8220;evoluti&#8221; ormai da tempo in lische lievi sul fondale, poi una fine polvere, ed infine neanche quella. Se un uccello particolarmente sciocco, diciamo una rondine\u00a0ubriaca, dovesse posarsi presso queste rive e decidere di farsi un rapido bagnetto,\u00a0qui troverebbe invece la ragione di restare. Molto a lungo: quasi per l&#8217;eternit\u00e0.<br \/>\nEd \u00e8 qui che viene il bello. Perch\u00e9 quei\u00a0curiosi, entusiastici esploratori, difficilmente ci fermiamo alle apparenze. Tutto \u00e8 soggettivo, a questo mondo, tranne la necessit\u00e0 di comprendere quanto prima la maniera in cui, per l&#8217;appunto, ogni cosa sia del tutto soggettiva. E alla stessa maniera in cui il personaggio\u00a0Appleby di Catch-22, il romanzo sulla guerra di Joseph Heller, aveva le &#8220;mosche negli occhi&#8221; ma non poteva vederle a differenza dei protagonisti, perch\u00e9 appunto subiva di una simile aleatoria condizione (in realt\u00e0, un&#8217;allegoria) \u00e8 il fato stesso di\u00a0George Kourounis, celebre viaggiatore, uomo di mondo e cacciatore di tempeste dalle origini canadesi, di non comprendere il concetto di pericolo, assumendolo alla stessa maniera che impieghiamo noi per l&#8217;ossigeno, il cappuccino o il caff\u00e8 dell&#8217;ora di pranzo. Altrimenti, come si potrebbe mai spiegare una simile sequenza? Costui che si reca, con incomprensibile entusiasmo, presso i minatori di questi recessi, uomini che rischiano la vita ogni giorno, estraendo la preziosa sostanza giallastra che da origine alla contaminazione, e si fa aiutare per gonfiare una comune imbarcazione in gomma, di quelle che nei film, lo Squalo ingoia\u00a0con un singolo boccone. Perch\u00e9 va da se, che non c&#8217;era un altro modo a disposizione, per riuscire a misurare finalmente l&#8217;effettiva acidit\u00e0 del lago nella sua parte centrale, un mistero che attanaglia da generazioni&#8230;Assolutamente nessuno, assai probabilmente. Eppure tutti quanti, da un&#8217;altro punto di vista. Non sapere di sapere un qualcosa, \u00e8 gi\u00e0 piuttosto\u00a0difficile. Ma l&#8217;esatto contrario pu\u00f2 apparire ancora pi\u00f9 terribile, a una mente impreparata&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19772\" aria-describedby=\"caption-attachment-19772\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/W6TXLcQ6Z88\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19772\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19772 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-miners-500x313.jpg\" alt=\"kawah Ijen miners\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-miners-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-miners-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-miners.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19772\" class=\"wp-caption-text\">Il lago della caldera di Ijen \u00e8 celebre in particolare per i lavoranti della miniera locale di zolfo, che lavorando presso alcune condutture che convogliano i vapori del vulcano fino alle rive del lago, ne estraggono la condensazione pietrosa, per trasportarla quindi su per le pareti di roccia, e poi a valle fino al villaggio vicino, dove ricevono una paga di circa 10 euro al giorno. La loro aspettativa di vita, purtroppo, raramente supera i 30 anni di et\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, dopo un rapido pompaggio del battello, viene l&#8217;ora delle prove tecniche.\u00a0Kourounis, come prima cosa, misura il pH delle acque della riva grazie a un qualche strumento che purtroppo non viene mostrato nei dettagli, ottenendo un valore di 0,5. Come probabilmente gi\u00e0 saprete, nella scala di misurazione di questo criterio di classificazione delle sostanze, un valore superiore a 7 viene definito basico, mentre al di sotto di quel numero si va verso le tipiche sostanze usate per la lavorazione dei metalli nobili. L&#8217;aumento della corrosione \u00e8 logaritmico, e indica una\u00a0quantit\u00e0 dieci volte superiore di ioni di idrogeno rimasti liberi nella sostanza. Ogni diminuzione di un punto, quindi, \u00e8 una differenza estremamente sostanziale, visto come si passi dal 2 di un semplice limone, allo 0\u00a0della batteria di un&#8217;automobile. Proprio cos\u00ec: stiamo parlando di un&#8217;intero lago, pi\u00f9 corrosivo di un qualcosa che di certo non tocchereste mai con le mani. Meno che mai, fareste in modo di trovarvi al suo centro su una piccola barchetta, che potrebbe teoricamente ribaltarsi in caso di movimenti bruschi ed improvvisi. Come ampiamente dimostrato grazie alla lattina di alluminio, che l&#8217;uomo dispone a nostro beneficio presso il bagnasciuga della pozza infernale, ottenendone la sfrigolante corrosione. &#8220;Guardate qui che roba!&#8221; Esclama, poco prima di lanciare nelle acque mortifere un cuscino fatto dello stesso materiale del suo canotto, tanto per vedere l&#8217;effetto che fa. &#8220;Nessuno, perfetto!&#8221; Visto che, come sapr\u00e0 molto bene chi ha visto la serie di Breaking Bad, i polimeri a base di plastica\u00a0dimostrano capacit\u00e0 di resistenza all&#8217;acido talvolta imprevedibili, e ci\u00f2 che pu\u00f2 diluire addirittura le sembianze\u00a0umane, si trover\u00e0 perfettamente contenuto in una ciotola. Purch\u00e9 sia del giusto materiale.<br \/>\nViene dunque finalmente, l&#8217;attimo del varo. \u00c8 piuttosto inaspettato, ed al tempo stesso inquietante, vedere questo esperto conoscitore della natura e del pericolo (in patria,\u00a0Kourounis ha condotto in passato\u00a0un programma tv intitolato Angry Planet &#8211; il pianeta rabbioso) che rema goffamente, al fine di minimizzare la quantit\u00e0 di acido corrosivo fatto sollevare dalla superficie. A distanza della riva, quindi, l&#8217;uomo effettua la nuova misurazione, rilevando un valore impressionante di 0,13, pericolosamente prossimo, se non proprio vicinissimo, a quello di concentrazioni\u00a0immediatamente letali anche soltanto dalle esalazioni, come l&#8217;acido idroclorico (-1), nitrico (-1,2) o quello\u00a0solforico ad uso industriale (-1,3).\u00a0Non mancano, naturalmente, le critiche alla sua tecnica di locomozione estremamente cauta nei commenti, visto che Internet \u00e8 al solito piena di esperti, che tuttavia si dimostra, alla fine dei fatti, addirittura insufficiente. Visto come una piccola quantit\u00e0 dell&#8217;acqua del lago, nonostante le precauzioni, finisca per riempire il fondo del canotto, iniziando quasi subito a bruciargli le gambe attraverso i pantaloni. Tornato a riva, quindi, il coraggioso navigante proceder\u00e0 a trasformarli prontamente in <em>shorts<\/em>, grazie all&#8217;impiego dell&#8217;inseparabile coltello. Una scena dal\u00a0melodramma hollywoodiano, guarda caso,\u00a0niente affatto indifferente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19770\" aria-describedby=\"caption-attachment-19770\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nBjlyZsW1z4\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19770 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-blue-fire-500x313.jpg\" alt=\"kawah Ijen blue fire\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-blue-fire-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-blue-fire-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/kawah-Ijen-blue-fire.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19770\" class=\"wp-caption-text\">Non tutto, tra i vulcani di Ijen, \u00e8 esteticamente orribile e mostruosamente scoraggiante. Nel profondo della notte, infatti, le esalazioni solforose che fuoriescono ad alta temperatura dalle fumarole circostanti la montagna prendono fuoco, generando il raro\u00a0spettacolo del fuoco blu. Una\u00a0visione resa\u00a0celebre negli ultimi anni dal fotografo francese Olivier Grunewald, che con i suoi documentari sull&#8217;argomento ha incrementato notevolmente le visite turistiche nella regione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Missione compiuta. Ma cosa sarebbe successo, in effetti, se il protagonista si fosse ribaltato col gommone, trovandosi costretto a nuotare fino a riva? Il tipico gusto macabro dei commentatori del web ha prodotto, in merito all&#8217;ipotesi, un&#8217;ampia ed ansiogena letteratura. La bassa concentrazione dell&#8217;acido nell&#8217;acqua piovana del lago, come potrete immaginare, avrebbe contenuto relativamente\u00a0i danni. La pelle umana, inoltre, \u00e8 sufficientemente spessa da resistere per un tempo breve all&#8217;immersione in un pH di 0\/0,5, purch\u00e9 una volta fuoriusciti dall&#8217;improbabile lago, si proceda immediatamente a ripulirsi con generosi dosi di acqua limpida e pura. Tutte le mucose esterne, tuttavia, non sarebbero state altrettanto fortunate: labbra, orecchie, naso, parti intime avrebbero subito lesioni&#8230; Mentre le conseguenze maggiormente\u00a0deleterie, ovviamente, le avrebbero riportate gli occhi: persino danni permanenti alla vista, di una gravit\u00e0 variabile in base alla rapidit\u00e0 con cui si fosse riusciti a chiudere le palpebre, non sarebbero stati distanti dall&#8217;orribile orizzonte degli eventi. Tutto considerato, un&#8217;esperienza decisamente&#8230;Evitabile. Soprattutto dal punto di vista degli astanti all&#8217;operazione, questi stoici lavoratori che da generazioni traggono sostentamento dalla produzione quotidiana di zolfo del vulcano, condannando loro stessi a una vera Odissea di sofferenze, soltanto per dare sostentamento alle proprie famiglie disagiate. Vendendosi la vita, per pochi euro al giorno di guadagno? Usando semplici pezzi di stoffa arrotolati, al posto di respiratori? Intrattenendo, quando possibile, i turisti di passaggio? E che dovrebbero mai fare, sprofondare?<br \/>\nMentre resta forse la questione pi\u00f9 incredibile, il fatto stesso che per riportare una semplice misurazione dell&#8217;acidit\u00e0 di un lago, una persona proveniente da lontano sia disposta a correre un tale pericolo! Eppure, considerate questo: non c&#8217;era nessun altro modo di farlo. E a molte generazioni da questo giorno, probabilmente, quando i posteri extra-solari si troveranno a leggere della caldera di Ijen sull&#8217;equivalente futuribile del web spaziale, troveranno ancora scritto: &#8220;Il primo essere umano a navigare sopra l&#8217;acido:\u00a0George Kourounis.&#8221; Potr\u00e0 forse sembrarvi una questione di poco conto, ma in effetti, dopo tutto, non lo \u00e8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se davvero esiste, in qualche luogo irraggiungibile, la mitica\u00a0pentola piena di monete d&#8217;oro, come auspicato dagli esploratori di ogni nazionalit\u00e0, la sua funzione potr\u00e0 essere soltanto una. Costituire, sotto al termine dell&#8217;arcobaleno, una prova dell&#8217;avvenuto pagamento da parte dell&#8217;Iperboreo, a\u00a0compensare il mondo della Terra per le sue infinite traversie e tribolazioni. Una sorta di ricchezza &#8230; <a title=\"Un INTERO lago di acido solforico? 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