{"id":19764,"date":"2016-03-16T06:54:50","date_gmt":"2016-03-16T05:54:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19764"},"modified":"2016-03-16T06:54:50","modified_gmt":"2016-03-16T05:54:50","slug":"palle-che-ti-salvano-la-vita-in-caso-dincendio-tirare-lestintore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19764","title":{"rendered":"Palle che ti salvano la vita: in caso d&#8217;incendio, tirare l&#8217;estintore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SyGjUnJKbZk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19765\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19766\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/ELIDE-Ball-500x313.jpg\" alt=\"ELIDE Ball\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/ELIDE-Ball-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/ELIDE-Ball-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/ELIDE-Ball.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo breve video dimostrativo della ELIDE, compagnia thailandese, viene mostrato all&#8217;opera una formidabile arma portatile contro una delle pi\u00f9 antiche conoscenze dell&#8217;uomo: spesso un amico, qualche volta problematico da controllare, occasionalmente, in casi veramente sfortunati, distruttivo e inarrestabile, persino micidiale. Avevate mai pensato di lanciargli una granata? Il fuoco \u00e8 una di quelle reazioni chimiche che iniziano con relativa semplicit\u00e0, specie in condizioni particolarmente favorevoli, ma che poi richiedono interventi complessi al fine di tornare ad una condizione di normalit\u00e0. Tra i primi diagrammi studiati nella teoria della prevenzione e contrasto di un tale pericolo, c&#8217;\u00e8 quello del cosiddetto triangolo della combustione, in cui ciascun lato rappresenta uno dei diversi elementi necessari affinch\u00e9 sia possibile il verificarsi della situazione: ossigeno, materiale da bruciare, calore. Nella versione pi\u00f9 moderna della stessa cosa, ciascuna di tali diciture\u00a0\u00e8 invece essa stessa posta su un triangolo completo, a formare nel complesso un tetraedro che poggia sulla dicitura &#8220;reazione chimica (a catena)&#8221;. Ci\u00f2 perch\u00e9 l&#8217;interruzione, anche soltanto momentanea, della capacit\u00e0 di generare i radicali liberi a sostentamento delle fiamme, come ben sanno i pompieri, porta immancabilmente all&#8217;immediato dissolversi del rischio rosseggiante d&#8217;ustione, bench\u00e9 tale strada sia ormai percorsa raramente, in quanto richiede l&#8217;impiego di un tipo di gas estremamente nocivo per l&#8217;ambiente. Ma\u00a0\u00e8 proprio per intervenire negli altri ambiti citati, che si rendono\u00a0generalmente utili gli estintori. Apparecchiature caricate a pressione, con diversi tipi di polvere o schiuma mescolati a un propellente, che\u00a0espulsi direttamente sul combustibile, lo privano, a seconda dei casi, dell&#8217;aria o dell&#8217;alta temperatura, portando a termine la loro importante mansione. Ma poich\u00e9 qualsiasi strumento, per sua implicita natura, non pu\u00f2 essere migliore di colui che lo impiega, non esiste un sistema antincendio manuale che possa definirsi, realmente, a prova di bomba. Innanzi tutto perch\u00e9 esistono diversi tipi di emergenza termica incontrollata, classificati secondo uno schema internazionale preciso, che classifica: A &#8211; fiamme di tipo convenzionale; B &#8211; liquidi infiammabili o sostanze chimiche; C &#8211; una combinazione dei primi due, con l&#8217;aggiunta di materiale elettrico in corto circuito; D &#8211; metalli combustibili, quali il litio, il titanio\u00a0o il magnesio (si tratta di contesti per lo pi\u00f9 industriali); K &#8211; incendio in cucina, con sostanze grasse ed oleose; sia dunque chiaro\u00a0che il tipo di approccio da usare in ciascuna situazione \u00e8 differente, cos\u00ec come la classe di estintore maggiormente idonea. Ma questo \u00e8 soltanto l&#8217;inizio del problema: metteteci pure che una persona non addestrata, magari colta dal panico, dovrebbe\u00a0tradizionalmente raccogliere un oggetto cilindrico del peso di diversi Kg, trasportarlo fino alla zona\u00a0colpita, quindi eseguire la precisa serie di gesti: TIRA, la linguetta di sicurezza; PUNTA, la manichetta di lancio circa 15 cm sopra\u00a0la base del fuoco; PREMI, la leva di attivazione; SPAZZA, da un lato all&#8217;altro, cercando di spegnere quanto di dovuto. E se non dovesse andare come auspicato, a quel punto ci si trova a pochi metri dalla fonte del pericolo, senza altra speranza che voltarsi e correre, sperando nell&#8217;arrivo dei soccorsi. Non a caso, all&#8217;origine di questo prodotto ELIDE, la compagnia cita la vicenda tragica che colp\u00ec particolarmente il fondatore della compagnia\u00a0Mr. Phanawatnan Kaimart, di un incendio scoppiato nel 1998 presso il\u00a0Royal Jomtien Hotel di\u00a0Pattaya, Thailand. Circostanza in cui morirono 94 persone, e nelle quali, si scopr\u00ec successivamente, il primo scopritore delle fiamme avrebbe potuto (ipoteticamente) prevenire il diffondersi del disastro. Se soltanto, spaventato e ferito dal calore, non avesse\u00a0tentato di mettersi in salvo, ritenendo erroneamente che un estintore convenzionale, qualora lanciato nel bel\u00a0mezzo alle fiamme, sarebbe ad un certo punto\u00a0esploso, arrestandone in qualche maniera l&#8217;avanzata. Un fatto assolutamente non vero.<br \/>\nMa c&#8217;\u00e8 una scuola di pensiero, nell&#8217;ingegneria e nella tecnica applicata, che da lungo tempo afferma: &#8220;Se l&#8217;impiego di un dispositivo tecnologico non risulta immediatamente comprensibile, anche per\u00a0un bambino, allora i suoi costruttori hanno fallito.&#8221; Questione che diventa tanto pi\u00f9 vitale, nelle situazioni d&#8217;emergenza in cui il cervello umano finisce per affidarsi alle sue pulsioni pi\u00f9 istintive, regredendo allo stato evolutivo del rettile o del procariota primordiale. Perch\u00e9 dunque, se una porta d&#8217;emergenza ha una maniglia concepita in maniera tale che basta spingerla, per aprirla, l&#8217;impiego di un estintore dovrebbe invece richiedere ben quattro passaggi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19767\" aria-describedby=\"caption-attachment-19767\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ki517Xp1l7k\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19767\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19767 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Laswell-Grenades-500x313.jpg\" alt=\"Laswell Grenades\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Laswell-Grenades-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Laswell-Grenades-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Laswell-Grenades.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19767\" class=\"wp-caption-text\">Esistono numerose varianti del prodotto di ELIDE, tra cui questa interessante linea della Laswell, che include bottiglie da lancio, bombolette portatili e speciali pacchi per gli incendi di tipo K (la tipica &#8220;padella in fiamme&#8221;). Un&#8217;altro importante produttore di estintori lanciabili \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hWdwJwxsda4\" target=\"_blank\">la SOTERIA, compagnia della\u00a0Malesia<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Enters<\/em>: questa tipologia di sfere, cilindretti o bottiglie esplosive. Un concetto certamente, tutt&#8217;altro che nuovo (i primi estintori lanciabili risalgono alla met\u00e0 del\u00a0XIX Secolo) ma che in quest&#8217;epoca tecnologica pu\u00f2 finalmente raggiungere un livello d&#8217;efficienza pari, o persino superiore, a quello delle bombole di tipo convenzionale. I vantaggi sono diversi: innanzi tutto, una di queste sfere non pesa pi\u00f9 di un chilo e mezzo, risultando facilmente sollevabile anche da parte di bambini, diversamente abili o anziani. Inoltre il suo impiego risulta, per usare un&#8217;espressione particolarmente amata dagli anglofoni, <em>fool-proof<\/em> (&#8220;a prova d&#8217;idiota&#8221;) poich\u00e9 non \u00e8 semplicemente possibile compiere il tipico errore delle persone inesperte, che spesso orientano il manicotto dell&#8217;estintore verso la cima delle fiamme, incoraggiati da una falsa impressione di efficacia sulle stesse. Perch\u00e9 una palla, trainata dalla gravit\u00e0, cade sempre verso il basso, prima di esplodere un vortice di schiuma o polvere della salvezza. Il contenuto della sfera propriamente detta pu\u00f2 essere, a seconda dei casi, della tipologia adatta per privare di ossigeno gli\u00a0incendi di tipo A o B (fosfato di mono ammonio) o vari tipi di schiuma di contenimento, maggiormente\u00a0indicati per\u00a0le classi di incendio pi\u00f9 complesse. La manutenzione di questa tipologia di estintori, inoltre, pu\u00f2 risultare maggiormente semplice ed intuitiva, visto che al termine della loro durata funzionale, che si estende generalmente per un periodo di circa cinque anni, non devono essere ricaricati, ma integralmente sostituiti. Facendo quindi riferimento ad una semplice data di scadenza, come il cibo.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 poi un ultimo punto di forza, letteralmente sconosciuto, come dicevamo, all&#8217;estintore di tipo tradizionale: le sfere antincendio\u00a0funzionano in ogni caso, anche se non c&#8217;\u00e8 nessuno a lanciarle. Nel caso di un brusco aumento di temperatura, infatti, il loro involucro \u00e8 concepito per corrodersi spontaneamente, inducendo la reazione chimica che porta all&#8217;esplosione (sia chiaro che quest&#8217;ultima non priva l&#8217;ambiente di prezioso ossigeno, n\u00e9 risulta sufficientemente forte da ferire gli astanti). A quel punto, la schiuma si diffonde per ogni dove, con in pi\u00f9 il valore aggiunto che il fragoroso botto prodotto, idealmente, funger\u00e0 da avviso del pericolo imminente. Non \u00e8 certo un caso se simili dispositivi, costruiti con metodologie notevolmente pi\u00f9 semplici, erano una visione estremamente comune nelle fabbriche o fonderie di inizio secolo, dove piuttosto che affidarsi alla fallibilit\u00e0 dell&#8217;uomo, si preferiva premunirsi in fase di progettazione dell&#8217;edificio. Peccato soltanto che le ampolle di quei tempi, il cui involucro era un semplice vetro molto sottile, fossero talvolta pi\u00f9 pericolose dell&#8217;incendio stesso!<\/p>\n<figure id=\"attachment_19765\" aria-describedby=\"caption-attachment-19765\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1GyqmmcteOk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19765\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19765 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/AUTOFYRSTOP-500x313.jpg\" alt=\"AUTOFYRSTOP\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/AUTOFYRSTOP-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/AUTOFYRSTOP-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/AUTOFYRSTOP.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19765\" class=\"wp-caption-text\">Esistono due tipi di ampolle antincendio precedenti al contemporaneo: la prima, in tutto e per tutto simile ad una bottiglia, veniva esclusivamente lanciata all&#8217;indirizzo delle fiamme. Mentre la seconda, inventata successivamente e qui mostrata, aveva la forma di una lampadina e una speciale staffa a parete, con un fusibile simile a quello degli spruzzatori ritardanti da soffitto, concepito per lasciarla cadere a terra in caso di necessit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione delle granate antincendio \u00e8 un problema largamente noto ai collezionisti d&#8217;antiquariato americani, che come \u00e8 noto acquistano ogni sorta di memorabilia risalente anche soltanto a un paio di generazioni f\u00e0. La prima generazione di questa classe di dispositivi, fortunatamente, non ha nulla di particolare: fino al 1900, le bottiglie antincendio erano delle letterali ampolle di vetro (tra l&#8217;altro, molto ornate ed esteticamente appaganti) riempite di una soluzione di acqua e sale, affinch\u00e9 non si congelassero nei climi freddi, con alcuni grammi di bicarbonato di soda e\u00a0cloruro di ammonio. Tale soluzione, tuttavia, si rivel\u00f2 insoddisfacente, e nel trentennio successivo ebbe ampia diffusione una classe di prodotti che vedevano l&#8217;impiego di un sostanza chimica in grado di generare una sorta di nebbiolina in fase d&#8217;impatto, all&#8217;interno della quale, semplicemente, non poteva sussistere la creazione dei radicali liberi alla base di qualsiasi incendio. Tale liquido, che si presentava con un colore rossastro quasi trasparente, era il\u00a0tetracloruro di carbonio, uno strumento d&#8217;innegabile efficacia in ogni situazione\u00a0di prima risposta alle emergenze, in attesa dell&#8217;arrivo dei pompieri. C&#8217;era, tuttavia, un gravissimo problema: tale composto risultava, si scopr\u00ec successivamente, estremamente velenoso per esseri umani ed animali. Bastava infatti respirarlo per alcuni minuti, o persino assumerlo attraverso i pori della pelle, per riportare danni ai reni o al fegato, e in caso di calore molto intenso, trasformandosi spontaneamente in gas fosgene,\u00a0persino la morte improvvisa per asfissia. L&#8217;utilizzatore della formidabile granata avrebbe dunque dovuto, idealmente, lanciarla e scappare via lontano, esattamente come il suo antesignano militare della prima o seconda guerra mondiale. Una soluzione che, \u00e8 inutile dirlo, tendeva a renderla notevolmente meno utile di un estintore di tipo convenzionale, in cui per lo meno, un eventuale utilizzo improprio non peggiorava la gi\u00e0 terribile situazione!\u00a0Con l&#8217;uscita dal commercio di\u00a0simili oggetti deleteri, tuttavia, il pericolo non \u00e8 ancora stato risolto: la maggior parte dei collezionisti, infatti, si rifiuta di far svuotare le proprie ampolle (un&#8217;operazione che risulta, tra l&#8217;altro, pericolosa) e continua a riempirsi\u00a0la casa di letterali granate vetrose, pronte ad infrangersi con le conseguenze che potrete facilmente immaginare.\u00a0Al giorno d&#8217;oggi, tuttavia, con le moderne soluzioni chimiche a disposizione, il concetto della sfera da lancio antincendio \u00e8 tornato potenzialmente utilizzabile, nonch\u00e9 innegabilmente funzionale. Resta tuttavia, come spesso capita, la questione del condizionamento pregresso: siamo davvero sicuri, in quest&#8217;epoca in cui film, tv e ogni sorta di altro media ci mostrano continuamente il funzionamento del tipico estintore a getto, una semplice palla possa ispirare una maggiore fiducia nei suoi accidentali, importantissimi utilizzatori? Nel caso citato dell&#8217;incendio a Pattaya, un simile strumento sarebbe stato assolutamente provvidenziale. Ma ogni situazione \u00e8 diversa.<br \/>\nSarebbe bello vedere, in un futuro ipotetico, entrambi gli strumenti a disposizione nello stesso fabbricato. Per soddisfare, al tempo stesso, gli amanti del tiro e segno e quelli della pallacanestro. Non si sa mai quale\u00a0sport potrebbe giungere a salvarti la vita, un giorno non lontano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo breve video dimostrativo della ELIDE, compagnia thailandese, viene mostrato all&#8217;opera una formidabile arma portatile contro una delle pi\u00f9 antiche conoscenze dell&#8217;uomo: spesso un amico, qualche volta problematico da controllare, occasionalmente, in casi veramente sfortunati, distruttivo e inarrestabile, persino micidiale. Avevate mai pensato di lanciargli una granata? Il fuoco \u00e8 una di quelle reazioni &#8230; <a title=\"Palle che ti salvano la vita: in caso d&#8217;incendio, tirare l&#8217;estintore\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19764\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Palle che ti salvano la vita: in caso d&#8217;incendio, tirare l&#8217;estintore\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1621,374,1070,1622,480,1620,559,233,136,97,343],"class_list":["post-19764","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-dimostrazioni","tag-disastri","tag-emergenza","tag-estintori","tag-fuoco","tag-granate","tag-incendi","tag-industria","tag-invenzioni","tag-tecnologia","tag-thailandia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19764","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19764"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19764\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19768,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19764\/revisions\/19768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}