{"id":19755,"date":"2016-03-15T06:59:48","date_gmt":"2016-03-15T05:59:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19755"},"modified":"2016-03-15T07:05:19","modified_gmt":"2016-03-15T06:05:19","slug":"il-limone-che-fa-il-fuoco-ed-altre-strane-fonti-di-energia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19755","title":{"rendered":"Il limone che fa il fuoco ed altre strane fonti di energia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Bv2vT665bGI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19756\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19758\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Fire-Lemon-500x313.jpg\" alt=\"Fire Lemon\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Fire-Lemon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Fire-Lemon-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Fire-Lemon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrebbe capitare. Voglio dire, cio\u00e9, non \u00e8 impossibile. Che un giorno in viaggio verso mete interessanti, come Sidney\u00a0o le Hawaii, il nostro aereo precipiti nel mezzo del Pacifico, trasformando uomini e donne moderne in naufraghi, del tutto privi di comodit\u00e0. Come l&#8217;impianto di riscaldamento, la presa elettrica per caricare il cellulare o i vestiti (quest&#8217;ultimo punto, evidenziato con particolare enfasi dai reality televisivi, chiss\u00e0 poi perch\u00e9!) Magari trovando successivamente nella stiva dei bagagli, con un sommo senso di dislocamento spazio-temporale, un&#8217;intera cassetta di pregiati agrumi di Sorrento, assieme a\u00a0una fornita collezione di ci\u00f2 che potremmo definire unicamente &#8220;simpatica chincaglieria&#8221;. Come?\u00a0Non siamo nel regno del probabile? Ma il mondo \u00e8 pieno di sorprese: le <em>clips<\/em> decorative in rame esistono, cos\u00ec come il filo\u00a0elettrico, la lana ferrosa ed i chiodi zincati. Qualche volta, si trovano persino in un raggio di poche decine di metri uno dall&#8217;altro! Il che alla fine, da il principio di un&#8217;idea potenzialmente utile, di quelle che gi\u00e0 in precedenza abbiamo avuto modo di trovare su YouTube. Fare il fuoco senza l&#8217;accendino. N\u00e9 il cerino, la lente d&#8217;ingrandimento, i bastoncini da strofinare, un lanciafiamme della seconda guerra mondiale. Una missione apparentemente impossibile, ma che come molte altre, pu\u00f2 essere risolta con l&#8217;intelligenza. Ed un particolare tipo di esperienza pregressa.<br \/>\nChe per inciso, il qui presente genio della sopravvivenza dal nome d&#8217;arte North Survival, non avr\u00e0 acquisito in un contesto meramente accademico,\u00a0giacch\u00e9 questo particolare tipo di esperimento, per quanto sia utile a dimostrare il principio della batteria di Alessandro Volta,\u00a0\u00e8 praticato assiduamente\u00a0solo nelle scuole americane. Mentre nella sua nativa Svezia d&#8217;Europa, come qui da noi del resto, si preferisce apprendere simili nozioni scientifiche solamente grazie alla teoria. Con eterna gratitudine di rane e vermi, salvati dal destino didattico di un poco invidiabile\u00a0sezionamento. E che dire invece, di cinghiali, scimmie, creepers esplosivi, orsi, lupi, falchi d&#8217;acciaio e squali di terra, soltanto alcune delle\u00a0possibili creature tropicali, che con l&#8217;uomo non hanno alcun tipo di familiarit\u00e0, n\u00e9 mai vorrebbero acquisirla&#8230;Ma che uno spuntino, dopo tutto, non potrebbero mai rifiutarlo? L&#8217;unica speranza: impugnare l&#8217;arma di cui Prometeo ebbe l&#8217;ardire di fornirci, accettando di pagare il pi\u00f9 tremendo prezzo. Evocandone lo spirito, per quanto possibile, attraverso gli strumenti di cui disponiamo. Ah! McGyver ne sarebbe molto fiero. Perch\u00e9 l&#8217;ingegno nasce, in ogni situazione, dalla capacit\u00e0 di creare connessioni, partendo se possibile a ritroso. Che \u00e8 poi il principio di un qualsiasi tipo di creativit\u00e0. Postulato: devo fare luce nella notte, prima che l&#8217;oscurit\u00e0 nasconda il mondo agli occhi della mia disperazione. Per produrlo, occorre una scintilla. Per fare quest&#8217;ultima, che c&#8217;\u00e8 di meglio, &#8220;Eureka!&#8221; Che impiegare l&#8217;elettricit\u00e0? Ora, non lo nego: probabilmente voi ed io, in mezzo alla natura incontaminata, non evocheremmo simili pensieri neanche in via ipotetica, figuriamoci poi mettersi ad agire in conseguenza! Eppure,\u00a0l&#8217;essere documentati aiuta. E chi pu\u00f2 davvero dire, dove potrebbe trasportarci la memoria, nel momento del bisogno pi\u00f9 terribile e opprimente? Come ad esempio, a questo giorno di marzo, in cui vedemmo questo\u00a0giovane infiggere con forza i suoi chiodini e clips oltre la scorza dell&#8217;asprissimo esocarpo, collegandoli quindi in serie con il filo fatto in materiale conduttivo. Onde generare, senza neanche un&#8217;attimo di esitazione, una corrente elettrica di circa un volt, che poi sarebbe a dire, un rapido spostarsi di elettroni, da un capo all&#8217;altro dell&#8217;intero meccanismo. Ora, se fossimo stati alla fiera scolastica di scienze di Springfield, a questo punto ai fili si sarebbe collegato un piccolo orologio, oppure una lucina al LED. Per dimostrare l&#8217;efficacia delle fisica, nella risoluzione dei problemi! Ma poich\u00e9 qui ci troviamo, devo forse ricordarvelo? Nel bel mezzo del &#8220;selvaggio nulla&#8221;, l&#8217;exploit conduce a una risoluzione totalmente differente: i due fili scoperti, posti a contatto con la lana di ferro, generano un piccolo, ma efficace corto circuito. E sfrigolando, danno fuoco a&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19756\" aria-describedby=\"caption-attachment-19756\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vIHfUJu3aKo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19756\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19756 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Coin-Battery-500x313.jpg\" alt=\"Coin Battery\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Coin-Battery-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Coin-Battery-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Coin-Battery.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19756\" class=\"wp-caption-text\">La batteria a base di penny \u00e8 compatta, versatile, nella maggior parte dei casi, poco costosa. Ma difficile da potenziare: volendo trarne ad esempio 150 watt, la quantit\u00e0 di energia assorbita da una casa in 24 ore, sarebbe necessario disporre di 373.000 dollari in pezzi da un centesimo ciascuno. E molto spazio a disposizione&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Sono salvo! Sono vivo!&#8221; Con questa fiamma, cuocer\u00f2 enfaticamente i giorni che mi restano da trascorrere in completa solitudine, siano questi i tropici o le lande irraggiungibili del freddo Nord.&#8221;Ma che devo fare,&#8221; mi sembra quasi di sentirvi: &#8220;Se sul mio aereo non c&#8217;erano limoni, n\u00e9 chiodi zincati di alcun tipo?&#8221; Beh, siete fr&#8230; No, tutt&#8217;altro. La realt\u00e0, cos\u00ec ben esemplificata dagli esperimenti simili a quello d&#8217;apertura, \u00e8 che l&#8217;elettricit\u00e0 non \u00e8 una cosa rara, n\u00e9 puramente\u00a0artificiale. Il nostro stesso pianeta, in effetti, \u00e8 racchiuso in una bolla di elettromagnetismo, la ionosfera, che caricata dai raggi solari, lo circonda e\u00a0crea un&#8217;impressionante scia. Cos\u00ec come il fulmine di Zeus, colpito il primo albero al princ\u00ecpio della civilt\u00e0, don\u00f2 ai suoi servitori e discendenti la sovrana conoscenza della combustione, di nuovo l&#8217;esperienza pu\u00f2 essere ridefinita, su scala pi\u00f9 ridotta e personale. Purch\u00e9 si abbiano le giuste informazioni. Vedi per l&#8217;appunto, quelle offerte da DaveHax, un altro produttore di contenuti su YouTube, che non potremmo fare a meno di definire &#8220;folgoranti&#8221;. Siamo di nuovo nel reame degli esperimenti scientifici, bench\u00e9 stavolta di un tipo potenzialmente pi\u00f9 utile, anche al di fuori della semplice sopravvivenza. Una batteria a monete, essenzialmente, non \u00e8 che una diversa applicazione dello stesso principio del limone di apertura, bench\u00e9 fondato su un diverso tipo di tesoro del quotidiano: invece che\u00a0il cibo, il denaro. Nella patria d&#8217;Oltreoceano, si prende un certo numero di monetine da un centesimo,\u00a0che la zecca americana ha forgiato per molti anni a partire dallo zinco, mediante il processo della galvanizzazione. Nel frattempo invece qui da noi, almeno stando a Wikipedia, la soluzione ideale potrebbe trovarsi nelle monetine da 10 centesimi di Euro, bench\u00e9 la loro massa estremamente ridotta, purtroppo, sia destinata a fornire un voltaggio anche minore. Tra ciascuna coppia di tali pezzi d&#8217;insignificante conio, quindi, si dispongono due cose: un ritaglio nella carta argentata a base d&#8217;alluminio, che\u00a0crei un gradiente di tensione elettrica tra due metalli, ovvero la stessa forza usata nell&#8217;esperimento del limone. Il cui fluido di attivazione, in questo caso, non essendo gi\u00e0 fornito dall&#8217;acido citrico del frutto, dovr\u00e0 essere aggiunto mediante alcuni dischetti di cartone ritagliato, imbevuti in una sostanza dal pH estremamente basso, come l&#8217;aceto. Tripudio, esaltazione, un attimo di gioia ed entusiasmo: eccola, ci siamo, \u00e8 dunque giunta l&#8217;elettricit\u00e0. \u00c8 importante notare come, in questo caso come in quello precedente dell&#8217;agrume, la fonte dell&#8217;energia elettrica non siano gli elettroliti, ovvero l&#8217;aceto (<em>viz.<\/em> il succo di limone) ma il metallo stesso, che immerso in essi va incontro ad un processo di ossidazione. Scatenando, quindi, l&#8217;energia accumulata durante il suo processo di produzione, e tendendo a degradarsi col trascorrere del tempo. La risultanza di una simile trasformazione, io credo, la conoscete molto bene: si tratta della ruggine. L&#8217;elettrolisi spontanea e indesiderata \u00e8 un problema possibile, incidentalmente, in\u00a0tutte le strutture costituite da due o pi\u00f9 metalli diversi, come la Statua della Libert\u00e0. Pu\u00f2 infatti succedere, a seguito d&#8217;infiltrazioni d&#8217;acqua accidentali, che in esse prenda a generarsi una lieve corrente elettrica, con la conseguenza deleteria di cui sopra. Su scala ridotta, la situazione non migliora. Pu\u00f2 persino bastare una semplice padella lasciata nel forno, piena di un cibo umido come una\u00a0lasagna e ricoperta con la carta argentata a generare la corrosione di quest&#8217;ultimo elemento. E gli ioni sciolti di metallo, si sa, non sono un condimento particolarmente salutare&#8230;<br \/>\nLa portata della piccola batteria \u00e8 questa volta maggiormente significativa, nonch\u00e9 infinitamente variabile. Grazie al particolare sistema impiegato, che pu\u00f2 essere allungato in serie senza limiti di sorta (mentre un limone, come sappiamo, \u00e8 tondo e non poi cos\u00ec grande) la batteria a monete pu\u00f2 moltiplicare gli appena 0,8 volt prodotti da ciascuna cella (moneta+carta argentata+cartone acetato) per la quantit\u00e0\u00a0di volte ritenuta desiderabile, fino all&#8217;ottenimento di una prestanza elettrica che potrebbe dimostrarsi persino sufficiente a caricare un cellulare. Basterebbe, ipoteticamente, disporre un&#8217;intera scatola di scarpe in monetine. Oppure due. Nessuno aveva\u00a0detto che fosse\u00a0SEMPLICE&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19757\" aria-describedby=\"caption-attachment-19757\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aCCK132OIGA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19757\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19757 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Earth-Battery-500x313.jpg\" alt=\"Earth Battery\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Earth-Battery-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Earth-Battery-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Earth-Battery.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19757\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Mamma, posso prendere il contenitore per il ghiaccio? No, niente, non preoccuparti. Lo riempio un attimo con la pulitissima\u00a0terra del nostro giardino&#8230;&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finch\u00e9 non ti accorgi, verso il sopraggiungere del pomeriggio, che neppure tutte le monete di cui disponevi, e quattro batterie a limone sono bastate a fare il fuoco delle avulse circostanze. C&#8217;\u00e8 soltanto un ultima speranza, dunque, per salvarti: ricorrere alla Earth Battery, sarebbe a dire, la favoleggiata batteria di terra. Oppure, tanto per essere un filino pi\u00f9\u00a0allegorici, della Terra stessa, ridotta nelle dimensioni per servire maggiormente allo scopo. Questo tipo di batteria sperimentale, questa volta difficilmente\u00a0riconducibile alla pila di Volta, si basa nuovamente su due elettrodi metallici, il ferro o lo zinco galvanizzato di bulloni Vs. generalmente dei fili rame, posti a contatto con una sostanza elettrolitica. Che stavolta, \u00e8 del tipo pi\u00f9 comune immaginabile: il semplice suolo, raccolto e deposto in una serie di vaschette (ad esempio\u00a0di quelle\u00a0per il ghiaccio) usate per delimitare ciascuna singola cella della batteria. Ci\u00f2 che succede nuovamente, in questo caso, \u00e8 che una corrente ionizzata si trovi spontaneamente a circolare tra i fili,\u00a0tendendo ad accrescere se stessa fino alla potenza di quattro, cinque volt. Se neppure questi vi bastano a generare il fuoco da un corto circuito, beh, che devo dirvi&#8230; Lasciate stare la sopravvivenza, che chiaramente non fa\u00a0per voi!<br \/>\nNel finale del video, il dimostratore\u00a0desertsun02 mostra\u00a0quindi, quasi casualmente e soltanto per alcuni secondi, quello che potrebbe definirsi l&#8217;esperimento pi\u00f9 interessante di tutta la serie. Egli realizza, infatti, l&#8217;unica vera batteria di terra, infiggendo un lungo chiodo di zinco galvanizzato ed un tubo di rame nel terreno stesso, poi collegandoli tra loro. \u00c8 un qualcosa di simile a quanto teorizzato inizialmente nel XVI e XVII secolo dagli scienziati\u00a0Friedrich Gauss e Carl August von Steinheil, venendo quindi brevettato attorno ai primi del &#8216;900 dall&#8217;americano\u00a0Daniel Drawbaugh, che lo sfrutt\u00f2 per far funzionare alcuni inarrestabili\u00a0orologi. Il nostro suolo \u00e8 infatti percorso da correnti elettriche, che nel corso della storia hanno avuto molti nomi. Il serpente delle profondit\u00e0, il grande drago cosmico, la prototipica\u00a0<em>ley line,<\/em>\u00a0percepita istintivamente dagli antichi che tendevano a poggiarci i loro menhir.<em>\u00a0<\/em>Una spina dorsale del mondo stesso, che non si cura di essere a noi nota. Ma pur sempre esiste, persiste ed offre a noi i suoi frutti senza tempo. Siano questi commestibili, oppure gustosamente\u00a0elettrificati. E i lupi non rispettano niente e nessuno. Tranne il fuoco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potrebbe capitare. Voglio dire, cio\u00e9, non \u00e8 impossibile. Che un giorno in viaggio verso mete interessanti, come Sidney\u00a0o le Hawaii, il nostro aereo precipiti nel mezzo del Pacifico, trasformando uomini e donne moderne in naufraghi, del tutto privi di comodit\u00e0. Come l&#8217;impianto di riscaldamento, la presa elettrica per caricare il cellulare o i vestiti (quest&#8217;ultimo &#8230; <a title=\"Il limone che fa il fuoco ed altre strane fonti di energia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19755\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il limone che fa il fuoco ed altre strane fonti di energia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[519,231,1617,480,1616,509,1100,1427,78,1615,1618,1619],"class_list":["post-19755","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-elettricita","tag-esperimento","tag-frutti","tag-fuoco","tag-limoni","tag-metalli","tag-monete","tag-rame","tag-scienza","tag-sopravvivenza","tag-terra","tag-zinco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19755","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19755"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19755\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19763,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19755\/revisions\/19763"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19755"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19755"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19755"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}