{"id":19748,"date":"2016-03-14T06:59:23","date_gmt":"2016-03-14T05:59:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19748"},"modified":"2016-03-14T07:02:13","modified_gmt":"2016-03-14T06:02:13","slug":"la-tokyo-imprevedibile-delle-ragazze-di-harajuku","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19748","title":{"rendered":"La Tokyo imprevedibile delle ragazze di Harajuku"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WblNctc3ys0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19749\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19750\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Decora-Girls-500x313.jpg\" alt=\"Decora Girls\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Decora-Girls-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Decora-Girls-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Decora-Girls.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><br \/>\n<\/a>Shigoto, shigoto; nakama, nakama. Devi lavorare, ganbare! Impegnarti, onorare i tuoi insegnanti, la famiglia, i genitori. Dal momento in cui una bambina, o un bambino giapponese giungono alla scuola media, spesso si attiva un meccanismo, fatto di aspettative sociali, convenzioni, lo stesso stile di vita imposto dalla collettivit\u00e0, che mira a condurre queste piccole persone lungo una strada attentamente definita, come quella di un moderno samurai. Non per niente, coloro che falliscono gli esami di ammissione e devono studiare in proprio, vengono chiamati in via informale\u00a0<em>r\u014dnin,\u00a0<\/em>alla stregua dei guerrieri itineranti dell&#8217;epoca medievale e pre-moderna, che rimasti senza un clan, dovevano vagare per il paese come gli spiriti dei\u00a0trapassati, soffrendo quotidianamente la fame, la solitudine, la mancanza di una posizione chiara. E ripensando alla pi\u00f9 celebre vicenda collegata nell&#8217;immaginario collettivo alla questione qui citata, sarebbe difficile non citare\u00a0ci\u00f2 che fecero, prima dell&#8217;ultima battaglia, i Sette Samurai di Kurosawa:\u00a0prima di\u00a0rischiare la propria vita per difendere un villaggio, occorre\u00a0aver dipinto una bandiera! Sulla quale, sei cerchietti ed un triangolo, perch\u00e9\u00a0Kikuchiyo, dopo tutto, rimaneva un contadino. Ma la costituzione del gruppo supera i confini imposti dalla societ\u00e0. Perch\u00e9 permette, all&#8217;individuo, di trovare validato il suo pensiero, in un qualsivoglia modo che la grande societ\u00e0 non pu\u00f2, o non vuole fare. Naturalmente, perch\u00e9 avvenga un&#8217;integrazione pari a quella dei compagni che annientarono\u00a0i briganti del riso, \u00e8 vantaggioso\u00a0cancellare totalmente le reciproche distinzioni, di carattere e\/o predisposizioni. E quale miglior modo, per farlo, che indossare un&#8217;uniforme?<br \/>\nIl Giappone, che ama la moda giovanile almeno quanto gli altri paesi del primo mondo, in cui tale forma d&#8217;espressione \u00e8 per lo meno possibile\u00a0in potenza, l&#8217;ha sempre fatto in modo trasversale, obliquo e fuori dagli schemi. Ci\u00f2 perch\u00e9, come sappiamo da infiniti manga, anime &amp; intrattenimenti interattivi, non importa che frequenti un istituto pubblico o privato: se sei un uomo, dovrai vestire con la giacca militare e i pantaloni neri, in uno stile mai cambiato fin dall&#8217;epoca della riforma Meiji. Se invece sei una donna, ancora meglio, c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 pronta per te la gonna quadri alle ginocchia, la camicia bianca, il soprabito alla marinara. E non scordarti il cravattino!\u00a0<em>Seifuku<\/em> (\u5236\u670d) questo \u00e8 il nome. Si tratta di un punto d&#8217;orgoglio, non un obbligo. O cos\u00ec, del resto, ci viene fatto credere con enfasi e completa convinzione. Tu sei quello che vesti, ed in funzione di quello che sei, diventi forti. Ci\u00f2 \u00e8 letteralmente la premessa, ad esempio, della recente quanto rinomata serie di\u00a0Hiroyuki Imaishi, Kill la Kill. In cui i diversi club di un apocalittico liceo futuro, a seconda del vestiario intriso di un potere misterioso, acquisivano poteri\u00a0oltre l&#8217;umano. Nel Giappone\u00a0tangibile del <em>sushi<\/em> e <em>sashimono<\/em>, naturalmente, questo non succede. Ma il senso d&#8217;identit\u00e0, rafforzato nello spirito samuraico del vestire, resta un punto fermo a cui si appoggia il metodo delle generazioni.<br \/>\nUna questione tanto efficacemente messa in mostra nel presente video del canale\u00a0Refinery29, in cui la conduttrice\u00a0Asha Leo viaggia fino a un polo fondamentale del mondo del vestire tokyoita, il celeberrimo quartiere di Harajuku. Dove incontra, a fargli da Virgilio, la giovane stilista e condottiera\u00a0Kurebayashi, che l&#8217;introduce al mondo variopinto ed improbabile del Decora. Uno stile ultra-moderno, evolutosi in questi anni a partire da un trend degli ultimi anni &#8217;90, che consisteva nel connotare un abbigliamento relativamente sobrio con una ricca collezione di accessori, fermagli, borse, pupazzetti e cos\u00ec via. Che grazie all&#8217;applicazione reiterata \u00e8 diventato infine, come spesso capita, qualcosa di davvero\u00a0estremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste da tempo immemore, al centro del concetto stesso di buon gusto giapponese, un concetto che pu\u00f2 essere tradotto con il termine &#8220;armonia&#8221;. Secondo cui niente pu\u00f2 raggiungere la vera eccellenza, senza il giusto grado di sobriet\u00e0: per questo, i santuari dello shinto e i templi buddhisti devono essere attraenti, ma non eccessivamente sfarzosi. La casa da t\u00e8 un ambiente attentamente calibrato, con opere d&#8217;arte disposte ad arricchire l&#8217;esperienza della comunione con il mondo superiore, ma comunque, inevitabilmente, semi-vuota. Il troppo \u00e8 inopportuno. Persino un vialetto che sia stato completamente privato delle foglie morte, risulta estremamente poco interessante. Proprio in risposta\u00a0questo, una vera ragazza Decora dovrebbe indossare almeno una dozzina di spillette con curiosi personaggi, una decina abbondante di fiocchetti, perline colorate ai polsi, al collo, alle caviglie, tingersi i capelli ed indossare sciarpe, turbanti, cappellini con le orecchie. E poi vestirsi a strati, con un primo che \u00e8 magari una maglietta gialla, sopra la quale trova posto un gil\u00e9 viola, ricoperto, a sua volta, da una mantellina a strisce verdi e bianche. Davvero ci\u00f2 che torna in mente, \u00e8 la panoplia protettiva del sempre temibile guerriero a cavallo, colui che unific\u00f2 il paese tra gli scoppi dei cannoni e i colpi delle lance sotto l&#8217;ombra dei cespugli minacciosi. Sempre, cos\u00ec terribilmente, carichi d&#8217;invidia&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19751\" aria-describedby=\"caption-attachment-19751\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/THKMxEIkPVU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19751\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19751 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Shironuri-Girls-500x313.jpg\" alt=\"Shironuri Girls\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Shironuri-Girls-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Shironuri-Girls-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Shironuri-Girls.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19751\" class=\"wp-caption-text\">Nel XIX secolo, Kawanabe Ky\u014dsai realizz\u00f2 la serie di stampe dedicata alla leggendaria Hyakki Yagy\u014d, la parata dei mostri notturni condotta dal loro supremo signore, un vecchio dalla testa enorme dal nome di Nurarihyon. Probabilmente egli non immaginava in che maniera, nel suo remoto futuro, tale essenza si sarebbe trasformata in verit\u00e0. La corrente delle Shironuri (&#8220;dipinte di bianco&#8221;) \u00e8 un&#8217;applicazione della prassi delle geisha, che si truccano per dare un risalto ultramondano al proprio volto.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, Decora non \u00e8 che una delle molte possibilit\u00e0 a disposizione. Se c&#8217;\u00e8 una cosa che viene offerta, dal semplice contesto pregresso, alle giovani ed ai giovani giapponesi in cerca di un valido stendardo d&#8217;appartenenza, \u00e8 la possibilit\u00e0 di scelta. Pi\u00f9 per impossibilit\u00e0 di impedirne la presenza manifesta, che per gentile concessione degli &#8220;adulti&#8221;. Una delle correnti pi\u00f9 interessanti e di vecchia data, assieme a quella ormai arcinota\u00a0delle Lolita (gotiche o d&#8217;altro tipo) \u00e8 lo stile multiforme e variegato delle <em>gyaru<\/em> (dal termine inglese <em>girls<\/em>). Ciascuna\u00a0appartenente a\u00a0questo gruppo, contrariamente alle ragazze delle alternative citate fino ad ora, non rifiuta o nasconde la propria sensualit\u00e0, ma piuttosto la riconosce e tenta di enfatizzarla attraverso una variegata serie di espedienti. Le <em>gyaru<\/em>, normalmente, seguono pedissequamente le ultime mode provenienti dagli Stati Uniti e dall&#8217;Europa, bench\u00e9 non disdegnino l&#8217;impiego di accessori fuori dal contesto, come braccialetti hawaiani, sarong o improbabili fermagli floreali. Un sottogenere di questo possente corpo d&#8217;armata, piuttosto popolare negli ultimi anni, \u00e8 riconoscibile nello stile del\u00a0<em>ganguro\u00a0<\/em>(contrazione di\u00a0<em>gangankuro &#8211;<\/em>\u00a0\u30ac\u30f3\u30ac\u30f3\u9ed2, estremamente scuro) le cui esponenti di spicco tendono a spendere una fortuna nei solarium, per\u00a0scurire all&#8217;inverosimile la propria pelle grazie all&#8217;abbronzatura. Costoro, quindi, indossano un trucco pesante e molto chiaro, per creare una sorta di spiazzante ragione di contrasto. Nel caso pi\u00f9 diametralmente opposto alla convenzione, queste <em>gyaru<\/em> vengono occasionalmente definite\u00a0Yamanba, dal nome della strega di montagna\u00a0che allev\u00f2 il bimbo forzuto\u00a0Kintar\u014d, destinato a diventare un celebre guerriero al servizio del clan dei Minamoto.<br \/>\nIn tali casi,\u00a0la loro tenuta include capelli tinti nei colori del neon e acconciati in stile rasta, cerchiatura argentata o color oro degli occhi, pupazzi di peluche a profusione e fiori d&#8217;ibisco. Gli accessori di tipo\u00a0polinesiano in questo caso, tuttavia, risultano meno frequenti. Peccato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19749\" aria-describedby=\"caption-attachment-19749\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8-z15n4utsY\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19749 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Bosozoku-Girls-500x313.jpg\" alt=\"Bosozoku Girls\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Bosozoku-Girls-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Bosozoku-Girls-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Bosozoku-Girls.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19749\" class=\"wp-caption-text\">Non tutte le cattive ragazze diventano B\u014ds\u014dzoku, ma tutte le B\u014ds\u014dzoku diventano cattive ragazze. \u00c8\u00a0proprio insito nella categoria. Certo, paragonare lo stile femmineo delle gang motociclistiche a quello delle ragazze in et\u00e0 scolare pu\u00f2 apparire inappropriato. Ma considerate come, molto spesso e in valide maniere, siano proprio le seconde ad imitare le prime.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi visita in prima persona il quartiere di Harajuku, sulla linea ferroviaria di Yamanote, a Shibuya, dove in un tempo ormai remoto vivevano i servitori pi\u00f9 poveri dello shogunato, tende a riportare un&#8217;impressione di dislocazione nello spazio-tempo e nel contesto situazionale. In questa zona, resa un simbolo delle mode di strada nipponiche anche grazie all&#8217;opera di riviste come l&#8217;intramontabile\u00a0FRUiTS, il cui editore viene visitato non a caso da\u00a0Asha Leo nel video di apertura, popolose trib\u00f9 dei tipi pi\u00f9 diversi si incrociano tra loro, salutandosi a vicenda e senza nessun tipo di conflitto. Sembra quasi una positiva modificazione del concetto delle gang giovanili, che private della possibilit\u00e0 di trasgredire in modo deleterio, con droghe, estorsione o rapine, si sono finalmente modernizzate, scegliendo di produrre un qualcosa che comunque, nonostante le potenziali critiche dei grandi vecchi del settore, creature mitiche quanto gli arhat buddhisti, \u00e8 in qualche sottile modo, pura arte. Del tipo pi\u00f9 prezioso, perch\u00e9 vissuto nel costante quotidiano. Nessuno pu\u00f2 davvero negarlo: guardate il successo internazionale di un artista come\u00a0Takashi Murakami, che allo stile della controcultura giovanile si \u00e8 ispirato, nei suoi trascorsi, in molte valide maniere&#8230;<br \/>\nEd \u00e8 veramente curioso, e in qualche maniera deludente, vedere come fra tutte le multiformi maniere creative di abbigliarsi del mondo dei giovani giapponesi, l&#8217;unico ad aver attecchito fuori dai confini dell&#8217;arcipelago sia quello del <em>cosplay<\/em> (\u30b3\u30b9\u30d7\u30ec). Che consiste, essenzialmente, nel copiare in modo fedele l&#8217;estetica dei personaggi della fantasia commercializzata, siano questi protagonisti dell&#8217;ennesimo fumetto, film o videogioco. Quando vestirsi da Superman, Batman, One Punch Man o Ezio Auditore da Firenze, non \u00e8 molto pi\u00f9 creativo che acquistare l&#8217;ultimo LP di una boyband, per ascoltarlo con gli amici.<br \/>\nMentre gli strumenti, a questo capo dell&#8217;Eurasia come l\u00ec nella distante\u00a0patria della ribellione variopinta, sono sempre pienamente a disposizione. Manca soltanto, in ultima analisi, chi abbia voglia di suonarli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Shigoto, shigoto; nakama, nakama. Devi lavorare, ganbare! Impegnarti, onorare i tuoi insegnanti, la famiglia, i genitori. Dal momento in cui una bambina, o un bambino giapponese giungono alla scuola media, spesso si attiva un meccanismo, fatto di aspettative sociali, convenzioni, lo stesso stile di vita imposto dalla collettivit\u00e0, che mira a condurre queste piccole persone &#8230; <a title=\"La Tokyo imprevedibile delle ragazze di Harajuku\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19748\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La Tokyo imprevedibile delle ragazze di Harajuku\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,1613,46,1612,1614,1611,550,768,1610,1147,1609,1608],"class_list":["post-19748","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-gang","tag-giappone","tag-giovani","tag-gruppi","tag-harajuku","tag-moda","tag-societa","tag-stile","tag-tokyo","tag-trucco","tag-vestiti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19748","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19748"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19748\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19754,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19748\/revisions\/19754"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}