{"id":19715,"date":"2016-03-10T07:04:41","date_gmt":"2016-03-10T06:04:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19715"},"modified":"2016-03-10T07:06:43","modified_gmt":"2016-03-10T06:06:43","slug":"continua-la-sfida-uomo-macchina-sui-tabelloni-del-go","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19715","title":{"rendered":"Continua la sfida uomo-macchina sui tabelloni del Go"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/l-GsfyVCBu0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19716\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19716\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/AlphaGo-Second-Match-500x313.jpg\" alt=\"AlphaGo Second Match\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/AlphaGo-Second-Match-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/AlphaGo-Second-Match-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/AlphaGo-Second-Match.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando saranno passate circa tre\u00a0ore dal caricamento di questo post, si sar\u00e0 conclusa tra i fasti dell&#8217;hotel Four Seasons di Seul la seconda delle 5 partite previste tra Lee Sedol, l&#8217;attuale secondo praticante\u00a0pi\u00f9 forte al mondo del gioco del Go (nonch\u00e9 campione del mondo) e AlphaGo, il potente software fuoriuscito dai laboratori dell&#8217;azienda\u00a0DeepMind, acquistata nel 2010 da Google nell&#8217;ottica dei suoi recenti esperimenti nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale. L&#8217;una dopo l&#8217;altra, le pedine bianche e nere stanno trovando posto sulla griglia 19&#215;19, con un ticchett\u00eco attraente che richiama la musica stessa della creazione. Non \u00e8 questo, che l&#8217;ennesimo capitolo della presente, passata,\u00a0futura sfida tra metallo ed organismi, silicio e idrocarburi, calcoli automatici e ragionamento. Ma di un tipo che potrebbe, molto probabilmente, entrare a pieno diritto nella storia non soltanto di questo antico gioco, o di quella della tecnologia applicata alla simulazione dei cervelli umani, ma nella stessa cronaca di quello che ci aspetta di qui a poco, al giro instabile del susseguirsi generazionale. Il fatto \u00e8 che chiedendo cosa si aspettavano ai conoscitori di entrambi i settori citati, diciamo verso la met\u00e0 dell&#8217;anno scorso, tutti avrebbero concordato in un pronostico di questo tipo: &#8220;Ah, si, le macchine! I computer sono molto intelligenti. Ma non succeder\u00e0 mai che uno di loro, in un tempo prossimo e imminente, possa riuscire\u00a0a sconfiggere un professionista del pi\u00f9 imprevedibile, complesso e astratto gioco della storia&#8230;&#8221; Il problema fondamentale, in effetti, \u00e8 che bench\u00e9 il Go possa essere codificato con la matematica (dopo tutto, cosa non lo \u00e8) se tradotto in questi termini diventa essenzialmente ingestibile, persino alla mente artificiale pi\u00f9 complessa del mondo. Considerate questo: in una partita a scacchi, al primo turno, un giocatore ha disponibili esattamente venti\u00a0mosse, destinate a calare col procedere della partita. Un giocatore di Go, invece, ne ha 55 se si considera la simmetria. Ma non appena questa verr\u00e0 a mancare, inevitabilmente dopo i primi due minuti di gioco, egli dovr\u00e0 iniziare a considerare come possibili bersagli per le sue pedine tutti e 361 gli incroci della griglia di gioco.<br \/>\nProblema certamente complesso, se si cerca di impiegare una strategia ben precisa da implementare con le nostre mani in carne ed ossa, ma praticamente irrisolvibile coi metodi impiegati normalmente dai software che ricevano\u00a0l&#8217;incarico di far faville su scacchiere, tabelloni o cos\u00ec via. Immaginate, come riferimento, il tipico funzionamento di un programma scacchistico, come per esempio l&#8217;ultra-popolare Fritz, ormai giunto alla sua quindicesima versione. Un software che, essenzialmente, simula partite a gran velocit\u00e0. Ci\u00f2 che \u00e8 stato concepito per\u00a0fare, infatti, dal momento in cui riceve l&#8217;incarico di fare muro contro l&#8217;avversario di turno, \u00e8 costruire\u00a0virtualmente una struttura ad albero di possibili risultanze, in cui ciascuna mossa conduce a nuove ramificazioni. Quindi esso valuta, all&#8217;interno di un simile sistema, tutte le mosse future dell&#8217;avversario\u00a0fino al finale di partita, anc\u00f2ra e anc\u00f2ra e&#8230; Ora, un&#8217;affermazione spesso ripetuta per il gioco del Go, particolarmente amata e ripetuta, per comprensibili ragioni, da Demis Hassabis, uno dei capi del progetto AlphaGo, \u00e8 che &#8220;Ci sono pi\u00f9 possibili combinazioni in una partita di questo gioco, che atomi nell&#8217;universo intero.&#8221; Certamente un&#8217;esagerazione, se mai se n&#8217;era vista una prima d&#8217;ora. Eppure, difficile negarlo, anche un&#8217;affermazione con l&#8217;indubbia capacit\u00e0 di rendere l&#8217;idea. Nel frattempo, tuttavia, \u00e8 la stessa performance del suo figlioccio, l&#8217;inquietante sistema di calcolo che \u00e8 in realt\u00e0 qualcosa di totalmente differente, a sembrare smentire i nostri preconcetti sui limiti del finto-pensiero: gi\u00e0 ad ottobre del 2015, contrariamente a tutti i pronostici, il sistema di calcolo distribuito messo a disposizione da Google (un numero imprecisato, e probabilmente elevatissimo, di computer collegati a distanza per un fine comune) ha sconfitto\u00a0Fan Hui, il campione europeo di Go, valutato al secondo dei nove &#8220;dan&#8221; possibili nella graduatoria dell&#8217;abilit\u00e0 umana. Che potrebbe anche sembrare relativamente poco, se non fosse per l&#8217;alta competitivit\u00e0 dei massimi livelli della disciplina, che vedono assegnati premi di diverse centinaia di migliaia di dollari anche soltanto per un singolo torneo. Ma tutto questo non era ancora nulla, se comparato con l&#8217;esito del match di ieri, in cui AlphaGo ha sconfitto per la prima volta quello che potrebbe rivelarsi, nell&#8217;immediato futuro, il suo avversario pi\u00f9 difficile in assoluto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota:\u00a0<\/strong>l&#8217;immagine in apertura costituisce <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=l-GsfyVCBu0\" target=\"_blank\">un link al feed in diretta<\/a> della partita attualmente in corso. Trascorse le ore rimanenti del match, si trasformer\u00e0 in una registrazione dello stesso, consegnata\u00a0ai posteri e all&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19718\" aria-describedby=\"caption-attachment-19718\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/g-dKXOlsf98\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19718 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/The-Computer-That-Mastered-Go-500x313.jpg\" alt=\"The Computer That Mastered Go\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/The-Computer-That-Mastered-Go-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/The-Computer-That-Mastered-Go-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/The-Computer-That-Mastered-Go.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19718\" class=\"wp-caption-text\">In questo video di supporto alla pubblicazione (dietro paywall) del materiale di ricerca della DeepMind presso la rivista Nature, Demis Hassabis e il suo collega programmatore David Silver ci illustrano le caratteristiche del programma AlphaGo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella di ieri \u00e8 stata una partita, tutto sommato, piuttosto insolita. I commenti informati disponibili online, tra cui <a href=\"https:\/\/gogameguru.com\/alphago-defeats-lee-sedol-game-1\/\" target=\"_blank\">quello decisamente esauriente<\/a> del portale GoGameGuru, concordano nell&#8217;attribuire diversi errori ad entrambi i contendenti, uomo e macchina, affermando ottimisticamente che lo stimato\u00a0Lee Sedol avesse sottovalutato l&#8217;avversario, tentando forse di sorprenderlo e mandarlo fuori strada. Un proposito che si \u00e8 chiaramente rivelato, dopo quasi quattro ore di serrata contesa, totalmente irrealizzabile, portando al suo spontaneo quanto inevitabile <em>default<\/em>. A posteriori, il <em>gotha<\/em> del settore riconferma le impressioni avute in precedenza sul software AlphaGo che si dimostra ancora una volta &#8220;indistinguibile da un giocatore umano&#8221; e &#8220;uno stratega cauto e conservativo&#8221;. Qualcuno su Internet, scherzando all&#8217;indirizzo di\u00a0Aja Huang, il programmatore nonch\u00e9 giocatore qualificato con l&#8217;incarico di piazzare\u00a0le pedine secondo gli ordini del pensatore immateriale, ipotizza che egli stesse\u00a0in realt\u00e0 ricevendo l&#8217;aiuto di uno spirito defunto e resuscitato, come avveniva al protagonista del\u00a0popolare manga e cartone animato Hikaru no Go. Mentre la realt\u00e0 \u00e8 notevolmente pi\u00f9 semplice, ed al tempo stesso complessa, di cos\u00ec.<br \/>\nIl tipo di intelligenza artificiale che stiamo vedendo all&#8217;opera in questa monumentale cinque giorni di disfida, infatti, appartiene non a caso alla classe decisamente\u00a0innovativa dei network neurali, utilizzati negli ultimi tempi\u00a0per ogni sorta di applicazione pratica, dal riconoscimento della grafia alla guida automatica di veicoli, nonch\u00e9 altre meno pratiche, quali\u00a0le visioni immaginifiche, simili a trip indotti da droghe psicotropiche, create dal software grafico DeepThought (<a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18351\" target=\"_blank\">ecco un link al mio articolo precedente sull&#8217;argomento<\/a>). E si tratta di un sistema completamente differente da quanto avevamo visto fino ai primi anni del 2000, ovvero sistemi basati sostanzialmente ancora sul principio\u00a0delle macchine di Turing, in cui\u00a0un&#8217;analisi sequenziale dei problemi veniva intavolata sulla base del pre-esistente database. Metodo per il quale, molto spesso, si cita la metafora della catena, in cui ciascun anello pu\u00f2 essere un uno oppure uno zero, mentre un vasto dizionario interpreta tale sequenza binaria come parole, concetti, colori, possibilit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19719\" aria-describedby=\"caption-attachment-19719\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19719#main\" rel=\"attachment wp-att-19719\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19719 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Lee-Sedol-First-Move-500x336.jpg\" alt=\"Lee Sedol First Move\" width=\"500\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Lee-Sedol-First-Move-500x336.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Lee-Sedol-First-Move-768x515.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Lee-Sedol-First-Move.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19719\" class=\"wp-caption-text\">Questa pedina, la metter\u00f2 qui. Si, \u00e8 il posto perfetto per lei. &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/gogameguru.com\/alphago-defeats-lee-sedol-game-1\/\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci sono dei limiti, fondamentalmente insuperabili, in quello che pu\u00f2 essere compreso e implementato da un metodo di ragionamento che si estendo lungo l&#8217;unica dimensione del tempo, mentre il cervello umano \u00e8 un sistema interconnesso d&#8217;innumerevoli unicum neurali, ciascuno incaricato di passare ai suoi vicini una singola fondamentale informazione. Cos\u00ec si \u00e8 giunti, da una remota ipotesi degli emeriti\u00a0Warren McCulloch e Walter Pitts (pubblicata nel 1943) a creare un sistema in cui il programma in questione viene diviso in compartimenti indipendenti, che collaborando in modo imprevedibile producano la soluzione. Un sistema ritornato <em>in auge<\/em> nel 1986, con la pubblicazione delle ricerche di\u00a0David E. Rumelhart e James McClelland sul calcolo distribuito, ma che soltanto\u00a0negli ultimi 10 anni, grazie agli avanzamenti compiuti in campo informatico tecnologico, sta finalmente raggiungendo una meta collaterale che era stata originariamente considerata irraggiungibile: dimostrarsi migliori degli umani nella pratica del gioco del Go. Il concetto pu\u00f2 apparire relativamente insignificante per l&#8217;uomo della strada ma le implicazioni sono, semplicemente, rivoluzionarie&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19717\" aria-describedby=\"caption-attachment-19717\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gECcsSeRcNo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19717\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19717 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Go-Tutorial-500x313.jpg\" alt=\"Go Tutorial\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Go-Tutorial-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Go-Tutorial-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/03\/Go-Tutorial.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19717\" class=\"wp-caption-text\">Apprendere le basi del Go \u00e8 davvero molto facile, come esemplificato dal presente video di Goshawk Heron (un amante degli uccelli?) Si tratta &#8220;soltanto&#8221; di mettere una pedina ciascuno sugli incroci della griglia, cercando di catturare quelle nemiche circondandole con le proprie. Niente viene mai spostato e tutti i pezzi hanno lo stesso valore. Ed \u00e8 proprio da questa estrema semplicit\u00e0 di base che scaturiscono le virtualmente illimitate possibilit\u00e0 di gioco.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella giornata di ieri, nonostante la notizia abbia avuto una certa visibilit\u00e0, non si \u00e8 ancora giunti all&#8217;estrema popolarit\u00e0 avuta in Occidente dallo storico match tra Garry Kasparov e IBM DeepBlue, che tenne il mondo con il fiato sospeso il 10 febbraio del 1996. Una questione forse dovuta alla relativa poca popolarit\u00e0 di questo gioco dalle origini cinesi al di fuori dell&#8217;area estremo orientale, e per la difficolt\u00e0 nel seguire una partita ad alti livelli senza disporre di sufficienti nozioni di base. Non a caso, nel feed ufficiale della serie una buona met\u00e0 dello schermo viene occupata dal commento e le dimostrazioni pratiche di\u00a0Michael Redmond, l&#8217;unico giocatore non asiatico ad aver ottenuto il grado ufficiale del nono dan, pari a quello di Lee Sedol. La situazione, tuttavia, potrebbe cambiare di qui a poco: se il computer dovesse vincere, come ritengono alcuni, anche questo secondo match, saremmo in piena <em>terra incognita<\/em>, e sarebbe ormai difficile mantenere l&#8217;idea creata a posteriori, e poi ridefinita, secondo cui &#8220;un computer non potr\u00e0 mai vincere a Go. <em>Pardon<\/em>, non potr\u00e0 battere il secondo migliore al mondo&#8230;&#8221; Etc, etc. All&#8217;epoca del celebre match scacchistico, ad ogni modo, il campione russo Kasparov si lament\u00f2 famosamente del modo in cui il computer era stato aggiornato e modificato tra una partita e l&#8217;altra, impedendogli di leggere la strategia dell&#8217;avversario. Oggi, nell&#8217;epoca del calcolo distribuito e dei network neurali, una simile obiezione sarebbe impensabile. Perch\u00e9 \u00e8 ormai innegabile dal punto filosofico che quando si sfida un singolo computer, in effetti, \u00e8 come se si stessero affrontando tutte le macchine artificiali di questo mondo, costruite secondo specifiche essenzialmente comparabili tra loro. Mentre la mentalit\u00e0, e psicologia\u00a0di ciascun singolo essere umano\u00a0sono, per definizione, un incontro di fattori incidentali, pi\u00f9 vari e imprevedibili di un intero torneo di Go. Non a caso, per addestrare AlphaGo con un vasto database di riferimento, non sono state usate (dopo il primo momento) la\u00a0quantit\u00e0 pressoch\u00e9 illimitata di partite contro se stesso, o altri software di alto livello, ma l&#8217;intero <em>corpus<\/em> registrato di un paio di servizi di gioco online, per appassionati se non addirittura, meri principianti: KGS e\u00a0Tygem. Quasi come se un vasto catalogo dell&#8217;esperienza umana, sebbene di un tipo lontano dall&#8217;ideale, fosse preferibile allo sviluppo procedurale di una propria &#8220;finta&#8221; personalit\u00e0. Ma sar\u00e0 meglio fermarci, onde non sconfinare nel filosofico: si pu\u00f2 davvero dire che una macchina che simula il pensiero, sia di per se stessa, pensante? Secondo Cartesio&#8230;<br \/>\nEcco, premo Tab. Ci siamo quasi. Mentre scrivevo, la partita \u00e8 giunta al\u00a0suo culmine, con circa un&#8217;ora disponibile per decidere le mosse a ciascuno dei due contendenti. AlphaGo, che oggi gioca con il nero, sembra aver conquistato alcuni territori nella parte sud-ovest della scacchiera. Nel frattempo Lee Sedol, applicando alla situazione fluida le sue strategie di ieri, sta puntando sui tempi lunghi, implementando un qualche tipo di formazione ai confini periferici della griglia fatale. Il sole \u00e8 sorto e di qui a poco, i principali quotidiani online titoleranno con la vittoria dell&#8217;uno o dell&#8217;altro contendente. Ma nel frattempo, una cosa resta certa: da preciso contratto e lauto compenso, il campione umano e quello artificiale si sfideranno altre tre volte, qualunque sia l&#8217;esito di stamattina. E a guardarli, ci sar\u00e0 da preoccuparsi&#8230;\u00a0Del futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando saranno passate circa tre\u00a0ore dal caricamento di questo post, si sar\u00e0 conclusa tra i fasti dell&#8217;hotel Four Seasons di Seul la seconda delle 5 partite previste tra Lee Sedol, l&#8217;attuale secondo praticante\u00a0pi\u00f9 forte al mondo del gioco del Go (nonch\u00e9 campione del mondo) e AlphaGo, il potente software fuoriuscito dai laboratori dell&#8217;azienda\u00a0DeepMind, acquistata nel &#8230; <a title=\"Continua la sfida uomo-macchina sui tabelloni del Go\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19715\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Continua la sfida uomo-macchina sui tabelloni del Go\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[100,317,1598,140,488,1597,1599,78,24,97],"class_list":["post-19715","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-corea","tag-giochi","tag-go","tag-informatica","tag-intelligenza-artificiale","tag-network-neurali","tag-scacchiere","tag-scienza","tag-strategia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19715","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19715"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19715\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19721,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19715\/revisions\/19721"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19715"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19715"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19715"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}