{"id":19602,"date":"2016-02-25T07:12:13","date_gmt":"2016-02-25T06:12:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19602"},"modified":"2016-02-25T07:23:27","modified_gmt":"2016-02-25T06:23:27","slug":"gli-sbalorditivi-mutamenti-della-valle-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19602","title":{"rendered":"Gli sbalorditivi mutamenti della Valle della Morte"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pgfpPBOOyo0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19605\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19603\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Downpours-500x313.jpg\" alt=\"Death Valley Downpours\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Downpours-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Downpours-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Downpours.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos&#8217;\u00e8 giallo, profumato e superficialmente\u00a0conforme a quel comune fiorellino del tarassaco, che noi\u00a0spesso accomuniamo ai due concetti, variabilmente\u00a0prosaici, del &#8220;dente di leone&#8221; e de &#8220;l&#8217;orinatoio per cani&#8221;?\u00a0Che cosa, se non il\u00a0<em>Gearaea canescens,\u00a0<\/em>soprannominato l&#8217;Oro del Deserto, che ricorda vagamente il girasole pur essendo pi\u00f9 piccolo, e risulta caratterizzato da uno stelo piuttosto sottile nonch\u00e9 ricoperto di una fine peluria vegetale. Ed \u00e8 proprio questa pianta, generalmente diffusa in Arizona, California, Nevada e nello Utah, ad aver ricolorato\u00a0nel giro delle ultime due settimane le pendici di un luogo normalmente tra i pi\u00f9 brulli del pianeta: la Death Valley della contea di Inyo, che si estende per 225 Km di lunghezza tra le alte pareti dei monti Sylvania a nord, Owlshead a sud, Amargosa ad est e Panamint ad ovest, nonch\u00e9 ricoperta da una cappa di calore che, in specifici mesi dell&#8217;anno, viene accomunata all&#8217;aria dalla temperatura pi\u00f9 alta del pianeta Terra: fino a 56 gradi centigradi tra luglio ed agosto, nella zona molto appropriatamente nota come Furnace Creek. Tanto che tutt&#8217;ora vige tra i turisti, che\u00a0occasionalmente\u00a0scelgano di visitare questi lidi, lo stereotipo secondo cui sarebbe possibile cuocere un uovo in padella semplicemente poggiandolo sopra la terra spaccata di un simile suolo, calda quasi quanto il tipico fornello da cucina. Ma con una significativa differenza: dagli attrezzi\u00a0per la cottura, come si usa dire, non cresce nulla. Una pentola \u00e8 per sempre.<br \/>\n\u00c8 il valore problematico delle immagini rimaste impresse nel senso comune: se un recesso\u00a0si guadagna la connotazione di un valore tetro e spiacevole, tra l&#8217;altro rinforzato dal suo nome indubbiamente inquietante, tale resta nella mente di chi crede di conoscerlo profondamente, quando in effetti, dopo tutto, non \u00e8 cos\u00ec. Tutto in natura scorre fluidamente, si modifica grazie al trascorrere dei giorni. E pu\u00f2 succedere persino, nel giro di un paio di settimane di piogge intense, che il grande nulla si arricchisca di un lago alluvionale oppure due. Nella fattispecie: il Badwater ed il Manly, come li chiamano da generazioni. Destinati ad evaporare molto presto, ma non prima di aver lasciato, in un simile luogo, il dono invisibile della sommersa umidit\u00e0. Nascosta sottoterra, assieme ai semi di un ritorno atteso, eppure non di meno, straordinario. Ci\u00f2 perch\u00e9 il clima della Valle della Morte, normalmente, \u00e8 tanto originale quanto prevedibile: trovandosi\u00a0incassata in una zona sub-tropicale, tra i rilievi che non lasciano passare le alcun tipo d&#8217;influenza esterna e ad 86 metri sotto il livello del mare,\u00a0qui il calore del Sole pu\u00f2 riuscire a concentrarsi sul terreno, riscaldandolo in maniera significativa. Causando delle correnti d&#8217;aria calda che iniziano a rincorrersi tendendo naturalmente a salire. In seguito\u00a0poich\u00e9 nulla \u00e8 caldo quanto loro, una volta lasciata la cocente conca dette masse si ritrovano\u00a0immediatamente raffreddate, ricadendo gi\u00f9 pi\u00f9 compresse. Con un\u00a0effetto di addensamento e aumento della temperatura il quale, sostanzialmente, ricorda da vicino quello di un moderno forno a convezione.<br \/>\nEd\u00a0ecco che succede quando un fronte d&#8217;aria umida\u00a0proveniente dal vicino golfo della California, in funzione di una particolare concomitanza di fattori e interazione tra le parti, riesce ad oltrepassare le alte pareti di questa fortezza ritenuta inabitabile: qui cade una pioggia sottile, spesso destinata a evaporare\u00a0prima di giungere a impregnare\u00a0il suolo, nel\u00a0manifestarsi del\u00a0fenomeno meteorologico che viene definito <em>virga<\/em>. Il cui verificarsi\u00a0gi\u00e0 pu\u00f2 bastare, da queste parti, a far notizia. Senza il bisogno di lasciarsi andare ai deleteri eccessi dello scorso ottobre 2015, quando una serie di insolite perturbazioni, originatesi nel modo qui descritto, si sono scontrate proprio sopra questo inospitale luogo. Generando in quel caso circa 6,8 cm di pioggia, una quantit\u00e0 tre volte superiore\u00a0a quella che usualmente cade nell&#8217;intero periodo di un anno. Arrivando a causare danni alquanto significativi nello Scotty&#8217;s Castle, la villa coloniale che dal 1922 fa da centro d&#8217;accoglienza per i visitatori della valle, e depositando detriti e sedimenti all&#8217;interno del Buco del Diavolo, una polla naturale contenente l&#8217;intera popolazione globale dei <em>pupfish (Cyprinodon diabolis) <\/em>il pesce pi\u00f9 raro del mondo. Che potevamo perdere, cos\u00ec. Mentre invece, abbiamo ritrovato nuove meraviglie&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19604\" aria-describedby=\"caption-attachment-19604\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LJbcWFTBn08\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19604\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19604 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Full-Bloom-500x313.jpg\" alt=\"Death Valley Full Bloom\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Full-Bloom-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Full-Bloom-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Full-Bloom.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19604\" class=\"wp-caption-text\">Sembra quasi un paesaggio delle Alpi svizzere. Manca soltanto la capretta, pardon, il bisonte?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un magnifico tripudio di colori ed il principio di una rinascita, come la descrive il ranger del presente video\u00a0Alan Van Valkenburg, quale se ne vede una, al massimo, ogni periodo di 10 anni. Quindi lui, che qui dichiara di viverci da 25, dovrebbe averla sperimentata almeno un&#8217;altra volta. Il che si riesce facilmente a comprendere, dal senso nostalgico ed al tempo stesso entusiasta con cui parla di un simile effimero momento, destinato a scomparire molto presto con l&#8217;arrivo delle prime propaggini del caldo primaverile. Eppure, nel frattempo, che meraviglia! Il fatto che la Valle della Morte sia un luogo totalmente disabitato, come dicevamo, \u00e8 in massima parte uno stereotipo\u00a0attentamente costruito. \u00c8 dopo tutto proprio questa sua presunta caratteristica che riesce a renderla, nella mente della gente, una meraviglia geografica unica e preziosa, bench\u00e9 terribile e da cui sarebbe meglio, prudentemente, tenersi alla larga. Con grande profitto delle 260 variet\u00e0\u00a0di uccelli che vi transitano e qualche volta vanno a caccia, delle 40 specie di mammiferi, insidiante da 19 tipi di serpenti, per non parlare delle 17 comunit\u00e0 di\u00a0rettili d&#8217;altro tipo, che zampettano allegramente schivando i gusci d&#8217;uovo cotti dai turisti e quindi abbandonati sguaiatamente, proprio nel bel mezzo del parco naturale. Perch\u00e9 non ci sono cestini, nella Valle della Morte, ahim\u00e9!<br \/>\nEd \u00e8 quindi evidente che alla stampa internazionale, questa lontananza dall&#8217;essere asservita alle preferenze ed alle fisime degli uomini, caratteristica un tempo esclusiva del crepaccio per massima eccellenza, appaia subordinata al bisogno di far conoscere qualcosa di tanto bello ed insolito, attraverso il tripudio di articoli che sono stati scritti, in questi giorni, sulla fioritura fantastica delle pendici non soltanto ingiallite dai <em>G.<\/em>\u00a0<em>canescens<\/em>, ma anche guarnite da corpose infiorescenze di rossi e bianchi\u00a0Cinque-punti del Deserto (<em>Eremalche rotundifolia<\/em>) dalle pallide\u00a0asteracee note come Fantasmi della Ghiaia (Atrichoserus platyphylla) e dai riflessi violacei\u00a0della cosiddetta Erba degli Scorpioni (<em>Phacelia crenulata<\/em>) per di pi\u00f9 mostranti dei fenomeni di accrescimento fuori dal comune, con un aumento dei petali e crescita del tutto smisurata. Richiamando una quantit\u00e0 di turisti decisamente superiore alla media e portando ad una sovra-produzione di reportage fotografici su Facebook, Twitter e tutti gli altri\u00a0social networks della compagnia contemporanea. Perch\u00e9 naturalmente al giorno d&#8217;oggi, non si pu\u00f2 conoscere qualcosa senza condividerlo. Ed anche questo \u00e8 un ottimo proposito, sebbene talvolta portato in primo piano dal\u00a0bisogno di emergere e persino, guadagnare in visibilit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19605\" aria-describedby=\"caption-attachment-19605\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uyHcs7B27Zk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19605 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Rocks-Move-500x313.jpg\" alt=\"Death Valley Rocks Move\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Rocks-Move-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Rocks-Move-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Death-Valley-Rocks-Move.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19605\" class=\"wp-caption-text\">Le pietre semoventi della Valle della Morte: un mistero dei secoli trascorsi. Ma mai grande, per lo meno all&#8217;occhio dei non iniziati, quando quello delle lastre di ghiaccio, nella Valle della Morte.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutto questo, in fondo, non \u00e8 che una fase. Gi\u00e0 i primi fiori iniziano\u00a0ad appassire, con il caldo che aumenta in modo esponenziale. Molto presto, tra la polvere soffiata dal vicino deserto del Mojave, non resteranno che le pietre bollenti, bitorzolute e silenziose. Ma mai, immobili. Perch\u00e9 anche questo, fa parte delle meraviglie ambientali\u00a0di questo luogo: da lungo tempo \u00e8 noto il fenomeno, spesso\u00a0ritenuto misterioso, dei grossi sassi che sembrerebbero spostarsi, ad un ritmo estremamente rallentato, da un lato all&#8217;altro della valle, lasciandosi dietro tanto di una scia visibile sul suolo. A fornire una possibile spiegazione ci pens\u00f2 finalmente, nel 2014, il paleo-oceanografo\u00a0Richard Norris, che nel corso di quello che lui definisce &#8220;l&#8217;esperimento pi\u00f9 noioso della storia&#8221; si era premurato di applicare dei dispositivi GPS su alcune pietrose partecipanti al fenomeno, nella speranza di determinarne la causa. Arrivando alla conclusione, nient&#8217;altro che incredibile, secondo cui la causa andasse ricercata nel formarsi di un sottile strato di ghiaccio che si forma sul terreno nel corso\u00a0dei mesi invernali. Proprio cos\u00ec: ghiaccio, qui, nell&#8217;antro pi\u00f9 caldo della Terra. \u00c8 in effetti piuttosto sorprendente apprendere\u00a0di come determinate zone della Valle, ivi inclusa la quasi leggendaria Furnace Creek, possano trovarsi caratterizzate, per brevi periodi,\u00a0da temperature inferiori ai -9 gradi Celsius. E sarebbe proprio in simili momenti, ci spiega lo scienziato, che l&#8217;umidit\u00e0 residua della notte formerebbe la\u00a0lastra trasparente, destinata a sciogliersi e spazzarsi nelle prime ore del mattino. Ma non prima di essere aver mandato alla deriva, come altrettanti piccoli iceberg, i pluri-secolari macigni che ivi si trovavano, presumibilmente immoti.<br \/>\nUn&#8217;ulteriore valida dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, della suprema ultima verit\u00e0: che nulla dura \u00e8 statico, nel regno naturale, e ci\u00f2 che \u00e8 caldo torna freddo, viceversa e via verso il domani. Un uomo cammina, con lo sguardo perso all&#8217;orizzonte, sulla pianura che circonda la salina della playa Racetrack, il territorio ricco di borace che costituisce uno dei maggiori punti d&#8217;interesse geologico della regione. Sapendo che un domani, quel terreno potrebbe scomparire sotto l&#8217;acqua, oppure ritrovarsi ricoperto da vegetazione, i cui semi, persino in quel momento, giacciono in attesa della loro splendida opportunit\u00e0. Sopra il Golfo della California, nubi fosche si addensano. Mentre la lucertola, infine soddisfatta, depone allegramente\u00a0le sue\u00a0uova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos&#8217;\u00e8 giallo, profumato e superficialmente\u00a0conforme a quel comune fiorellino del tarassaco, che noi\u00a0spesso accomuniamo ai due concetti, variabilmente\u00a0prosaici, del &#8220;dente di leone&#8221; e de &#8220;l&#8217;orinatoio per cani&#8221;?\u00a0Che cosa, se non il\u00a0Gearaea canescens,\u00a0soprannominato l&#8217;Oro del Deserto, che ricorda vagamente il girasole pur essendo pi\u00f9 piccolo, e risulta caratterizzato da uno stelo piuttosto sottile nonch\u00e9 ricoperto di &#8230; <a title=\"Gli sbalorditivi mutamenti della Valle della Morte\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19602\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gli sbalorditivi mutamenti della Valle della Morte\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,472,312,544,187,381,730,1402,1560,147,1559],"class_list":["post-19602","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-california","tag-clima","tag-deserto","tag-ecologia","tag-fiori","tag-geografia","tag-mojave","tag-piogge","tag-stati-uniti","tag-valle-della-morte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19602","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19602"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19602\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19613,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19602\/revisions\/19613"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}