{"id":19569,"date":"2016-02-21T07:16:15","date_gmt":"2016-02-21T06:16:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19569"},"modified":"2016-02-21T07:48:19","modified_gmt":"2016-02-21T06:48:19","slug":"i-maestri-zen-delle-teiere-di-tokoname","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19569","title":{"rendered":"I maestri Zen delle teiere di Tokoname"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ybb-HhSrtxA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19570\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19572\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tokoname-500x313.jpg\" alt=\"Tokoname\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tokoname-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tokoname-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tokoname.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una casualit\u00e0 pi\u00f9 volte ripetuta, nella storia delle arti e dei mestieri\u00a0giapponesi, quella per cui un sistema\u00a0mutuato dai paesi confinanti di Corea e Cina, portato verso Oriente dai commerci e le testimonianze dei viaggiatori, fosse entrato a far parte del repertorio nazionale in forza del buon gusto della collettivit\u00e0. Eppure, il paese degli alfabeti sillabici e dei samurai non fu mai alla stregua di una mera\u00a0provincia culturale, per il semplice fatto che ciascun influsso era studiato, scorporato e modificato, sulla base di esigenze estremamente specifiche nonch\u00e9 sentite. \u00c8 innegabile.\u00a0Che un simile discorso generico\u00a0sia appropriato, pi\u00f9 che mai, a descrivere l&#8217;esperienza di vita del monaco\u00a0Eisai, colui che recatosi in un centro religioso buddhista\u00a0presso\u00a0la regione continentale di Jingde, aveva avuto\u00a0modo di studiare molto a fondo il suo respiro, la sua mente, il fondamentale pezzo di terra e la proverbiale piccola pietra. Diventando quindi attorno al 1191 d.C, da semplice studente che era, a sua volta un insegnante, di quello che a partire da quel giorno sarebbe stato nazionalizzato con il termine di Zen &#8211; &#8220;meditazione&#8221;. Non riuscendo, strano a dirsi, a lasciare un segno nelle usanze del suo paese che potesse dirsi\u00a0maggiore, a conti fatti, dell&#8217;impatto avuto dal contenuto del suo borsello: alcune foglie di un&#8217;umile pianta,\u00a0le cui foglie riscaldate\u00a0sopra al fuoco assieme all&#8217;acqua avevano la dote di liberare un infuso dal sapore, se non estremamente buono al primo sorso, per lo meno&#8230;\u00a0Interessante. Stratificato e pregno della sostanza stessa di quel mondo sopra il quale si doveva ricercare l&#8217;Illuminazione, attraverso una conoscenza sensoriale irrimediabilmente imperfetta. E quella pianta era il\u00a0\u8336. Pardon! Quella pianta era l&#8217;<em>o-cha <\/em>(Giappone). Anzi\u00a0per essere pi\u00f9 chiari:\u00a0volevo dire <em>chuan\u00a0<\/em>(dinastia Han)\u00a0No,\u00a0dai. Si trattava del\u00a0<em>ming <\/em>(cinese mandarino). Ovvero, t\u00e8. Si, proprio <em>the<\/em>: come dicevano a Xiaomen, la citt\u00e0 da cui parecchi anni dopo, questa sostanza sopraffina sarebbe stata imbarcata e trasportata fino in Occidente. Dai nonni dei nostri trisavoli, che invece di assaporarlo per ci\u00f2 che era e meditare, ci misero lo zucchero dentro. Che terribile occasione perduta,\u00a0di&#8230;<br \/>\nMa sarebbe certamente ingenuo, e intriso della presunzione dei moderni, immaginarsi gli antichi che intingevano bustine o utilizzavano il colino, come anacronistici tecnocrati del bar dello sport. \u00c8 anzi un fatto largamente acclarato, che le metodologie impiegate per la preparazione di una simile bevanda erano esse stesse considerate alla stregua\u00a0di un rito, che i seguaci di Eisai acquisivano attraverso la lettura del suo testo<em>\u00a0Kissa y\u014dj\u014dki\u00a0<\/em>(\u55ab\u8336\u990a\u751f\u8a18 &#8211;\u00a0Come guarire bevendo il t\u00e8 &#8211; 1214). Considerato dai primi abati dei templi, per il suo carattere sacrale, preferibilmente al di sopra delle rustiche ceramiche possedute dai giapponesi dell&#8217;epoca, risalenti ancora all&#8217;artigianato nazionale delle trascorse epoche\u00a0J\u014dmon\u00a0e\u00a0Yayoi, nient&#8217;altro che terra cotta nei vasti forni sotterranei detti <em>anagama, <\/em>qualche volta decorate dall&#8217;impressione di un tratto di corda. Durante tutto il corso dell&#8217;epoca Heian e la prima parte dello shogunato\u00a0di Kamakura, quindi (1185\u20131333) si fecero alcuni\u00a0timidi tentativi di applicare la vetrinatura a tre colori a base di piombo mutuata dai popoli vicini, bench\u00e9\u00a0i recipienti preferiti\u00a0per abbeverarsi\u00a0alla sorgente della creazione, da parte di chiunque potesse permetterselo, fossero\u00a0sempre rigorosamente importati da lontano. Quasi come se le genti del Regno di Mezzo disponessero di un canale preferenziale per comunicare con il Buddha, il suo l\u00e0scito, la\u00a0fluidifica sapienza della sostanza usata per avvicinarsi a Lui. Finch\u00e9 non avvenne, attorno all&#8217;XI-XII secolo, che quattro dei forni pi\u00f9 celebri del paese di Yamato non prendessero spontaneamente, e ciascuno per un&#8217;iter differente, a migliorare\u00a0le proprie tecniche e il prodotto che recava i loro marchi: erano costoro i &#8220;sei\u00a0grandi&#8221; di\u00a0Shigaraki, Tamba, Bizen, Seto, Echizen e Tokoname. Proprio lo scenario, quest&#8217;ultimo centro, assurto al ruolo di citt\u00e0 durante le riforme catastali della Restaurazione Meiji (1889) dell&#8217;opera del mastro ceramista del video di apertura, l&#8217;uomo noto con il nome d&#8217;arte di\u00a0Hokujo (al secolo &#8211;\u00a0Genji Shimizu). Certificato nel 2013, nel corso di un&#8217;importante cerimonia, come patrimonio vivente della nazione e dell&#8217;umanit\u00e0. Un traguardo, se vogliamo, non proprio alla portata di chiunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19573\" aria-describedby=\"caption-attachment-19573\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.artisticnippon.com\/product\/tokoname\/tokonameindex.htm\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19573\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19573 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/a-nippon-500x353.jpg\" alt=\"a-nippon\" width=\"500\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/a-nippon-500x353.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/a-nippon-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/a-nippon.jpg 1125w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19573\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Da vedere:<\/strong> le teiere di Tokonome assumono una variet\u00e0 fantastica di forme, metodi realizzativi e colori.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.artisticnippon.com\/product\/tokoname\/tokonameindex.htm\" target=\"_blank\">Il sito Artistic Nippon<\/a>, ad esempio,\u00a0offre un ampio catalogo di offerte, dai prezzi estremamente\u00a0vari. Ma ce ne sono molti altri, tra cui <a href=\"http:\/\/www.tokoname.or.jp\/teapot\/\" target=\"_blank\">quello dello stesso Hokujo<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli abitanti di questo luogo, del resto, prendono la questione delle ceramiche estremamente sul serio. Tanto che le\u00a0<em>Tokoname-yaki,\u00a0<\/em>un particolare tipo di recipienti, stoviglie e teiere, diventarono nella mente dell&#8217;intero paese al partire dal XIV secolo una sorta di sinonimo del concetto stesso di terra plasmata, in forme particolari che potessero considerarsi utili alla societ\u00e0 civile, dei devoti del teismo Zen, come di tutti gli altri, che ancora quel mondo non l&#8217;avevano conosciuto. Deve\u00a0del resto sempre permanere un certo grado di umilt\u00e0, nell&#8217;opera di un grande maestro, pena la perdita proprio di quello stato di grazia che gli permette di essere quello che \u00e8. Come si pu\u00f2 osservare, senza dubbio, nell&#8217;opera mostrata di\u00a0Hokujo.<br \/>\nLa scena si svolge all&#8217;interno del suo laboratorio, dove l&#8217;artigiano pare intento a mostrare l&#8217;antico mestiere a una bambina ed al turista\u00a0Petr Machek, colui che successivamente, a nostro grande beneficio, ha scelto di condividere l&#8217;esperienza sul web. E si comincia in modo molto semplice, con la creazione del tipico recipiente di sostanze argillose. Come nella celebre scena del film Ghost con Demi Moore (riusciremo mai a toglierla dalla memoria collettiva?) il mucchietto di terra inumidita viene fatto roteare sul tornio tipico di questa tradizione. Che non \u00e8, sia chiaro, del tipo a pedali, bens\u00ec molto pi\u00f9 semplice dal punto di vista progettuale: si tratta infatti semplicemente di un disco, in cui il moto rotatorio viene indotto da principio, grazie alla spinta reiterata di una semplice bacchetta. Affidandosi all&#8217;inerzia, per tutto\u00a0il resto del lavoro. Che dovr\u00e0 essere quindi rapido, preciso: e da questo punto di vista, l&#8217;uomo certamente non delude. La forma si innalza, quindi si allunga ed allarga, quindi acquisisce una svasatura che dovr\u00e0 servire a sostenere il suo coperchio. In questa fase della sua creazione, naturalmente, ci appare ancora priva di un manico e un beccuccio. Che verranno prontamente realizzati a seguire, da un&#8217;estrusione successiva della stesso materiale, quindi disposti a lato di detto bulboso recipiente. Ogni pezzo, perfetto nelle sue proporzioni, separato dal resto in un solo fluido movimento, tramite l&#8217;impiego di un sottile filo tagliente. \u00c8 affascinante notare come lo stesso manico della teiera, essendo lavorato anch&#8217;esso al tornio, assuma l&#8217;aspetto di una manopola di forma cilindrica, che come da tradizione delle\u00a0<em>ky\u016bsu <\/em>(<span class=\"t_nihongo_kanji\" lang=\"ja\" xml:lang=\"ja\">\u6025\u9808 &#8211; teiere per il t\u00e8 verde) potr\u00e0 essere alla fine essere applicata\u00a0lateralmente (<em>yokode k.<\/em>) o posteriormente (<em>ushirode k.<\/em>) nel prodotto finito. Qualcuno si \u00e8 prodigato nel\u00a0definire un simile curioso implemento come l&#8217;approssimazione di una trombetta. Personalmente, ci vedrei\u00a0maggiormente\u00a0l&#8217;acceleratore di una moto.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_19571\" aria-describedby=\"caption-attachment-19571\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WZa45ST4X_A\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19571\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19571 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tokoname-2-500x313.jpg\" alt=\"Tokoname 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tokoname-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tokoname-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tokoname-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19571\" class=\"wp-caption-text\">Il maestro Murakoshi Fugetsu all&#8217;opera. Riprese di Shizuka Maitani effettuate durante la Passeggiata nel Villaggio delle Teiere del 2014, un evento dedicato alla tradizione delle ceramiche di Tokoname. Si \u00e8 trattato di una fantastica occasione di apprendimento, durante la quale i visitatori sono stati accompagnati per i caratteristici viali cittadini con intere pareti ricoperte di ceramiche, si \u00e8 dimostrata una tecnica alternativa al tornio, ma ormai raramente utilizzata, per creare teiere con colpetti attentamente calibrati ed \u00e8 stata offerta loro anche l&#8217;opportunit\u00e0 di partecipare ad alcune brevi cerimonie del t\u00e8.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi si procede nella creazione del tappo, misurato grazie all&#8217;impiego di un apposito calibro e che ci viene dimostrato, s&#8217;incastrer\u00e0 perfettamente con il corpo centrale della\u00a0<em>ky\u016bsu.\u00a0<\/em>Terminata la plasmazione dei diversi componenti, quindi, il maestro li dispone tutti in parallelo e compie il gesto che forse, fra tutti quelli compiuti fino a quel punto, resta quello maggiormente mirato a stupire gli spettatori. Prende infatti il recipiente, lo mostra alla bambina ed al turista e poi senza mai smettere di sorridere lo taglia a met\u00e0, impiegando un apposito ferro ricurvo. Apparentemente, lo scopo era mostrare meglio lo spessore delle pareti del recipiente, oltre alla straordinaria malleabilit\u00e0 dell&#8217;argilla usata nella regione. \u00c8&#8230;Assolutamente terribile. La distruzione del fiore, l&#8217;appassimento delle aspettative, l&#8217;annullamento di quello stesso oggetto che, in pochi minuti, era riuscito ad affascinarci fino ad un tal punto. Una dimostrazione, tra l&#8217;altro, che quella cosa che a noi appariva tanto meravigliosa, per lui, non era nient&#8217;altro che una prova, forse tutt&#8217;altro che conforme ai suoi standard qualitativi totalmente differenti. Del resto, quante teiere avr\u00e0 realizzato quest&#8217;uomo nel corso della propria lunga vita? 100.000, un milione? E quante, ancora, ne potr\u00e0 assemblare su quello stesso tavolo, per noi che rimaniamo\u00a0ad osservare, formando un ulteriore beccuccio con le nostre stesse labbra&#8230;<br \/>\nEcco: l&#8217;impermanenza di tutte le cose, la transitoriet\u00e0 della vita stessa e di tutto ci\u00f2 che la connota, \u00e8 uno dei pilastri stessi di una visione del mondo che possa definirsi, veramente, Zen. Ed \u00e8 proprio nella semplicit\u00e0 dei gesti, unita alla noncuranza verso la bellezza che comunque resta solamente un&#8217;illusione, che il vero maestro scorge una via d&#8217;accesso alla meditazione. L&#8217;opportunit\u00e0\u00a0di sorseggiare il t\u00e8, nel corso di questo viaggio di primaria importanza, resta solamente un piccolo dettaglio. Nient&#8217;altro che una foglia verde, trasportata dal vento sul viale che conduce a colloquio con se stessi e\u00a0la purissima realt\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19570\" aria-describedby=\"caption-attachment-19570\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7tt7NBIVeMY\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19570 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tea-Ceremony-500x313.jpg\" alt=\"Tea Ceremony\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tea-Ceremony-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tea-Ceremony-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Tea-Ceremony.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19570\" class=\"wp-caption-text\">Ci siamo. Perch\u00e9 non si pu\u00f2 parlare di ky\u016bsu, senza includere almeno uno scorcio accidentale della cerimonia del <em>cha no yu<\/em>. Ma se davvero volete approfondire la storia di quest&#8217;arte, assieme alla vicenda personale del suo riscopritore in senso moderno Sen no Riky\u016b (1522-1591) b\u00e9, dovrete aspettare il mio prossimo articolo sull&#8217;argomento. Oppure aprire Wikipedia. In fondo, \u00e8 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cha_no_yu\" target=\"_blank\">l\u00ec<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una casualit\u00e0 pi\u00f9 volte ripetuta, nella storia delle arti e dei mestieri\u00a0giapponesi, quella per cui un sistema\u00a0mutuato dai paesi confinanti di Corea e Cina, portato verso Oriente dai commerci e le testimonianze dei viaggiatori, fosse entrato a far parte del repertorio nazionale in forza del buon gusto della collettivit\u00e0. Eppure, il paese degli alfabeti &#8230; <a title=\"I maestri Zen delle teiere di Tokoname\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19569\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I maestri Zen delle teiere di Tokoname\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,1556,299,584,46,1002,82,71,1542,97,1546,1024],"class_list":["post-19569","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-artisti","tag-ceramica","tag-cultura","tag-giappone","tag-personaggi","tag-scultura","tag-storia","tag-te","tag-tecnologia","tag-teiere","tag-tradizioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19569","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19569"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19569\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19577,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19569\/revisions\/19577"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}