{"id":19559,"date":"2016-02-19T07:08:07","date_gmt":"2016-02-19T06:08:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19559"},"modified":"2016-02-19T07:08:07","modified_gmt":"2016-02-19T06:08:07","slug":"la-stretta-di-mano-segreta-del-ragno-amblipige","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19559","title":{"rendered":"La stretta di mano segreta del ragno amblipige"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nWSIYlIag6w\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19560\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19562\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-500x313.jpg\" alt=\"Whipspider\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante. Cos&#8217;hai l\u00ec sul tuo tavolo? Um, otto occhi. Sei zampe poggiate a terra, pi\u00f9 due che si agitano in aria. Il corpo tondo e relativamente piccolo, racchiuso in un vortice di arti ed antenne. Pedipalpi minacciosamente acuminati. \u00c8 un aracnide? \u00c8 un insetto? Chi pu\u00f2 facilmente\u00a0capirlo&#8230;Anche perch\u00e9, se dovessimo fermarci soltanto alle apparenze, direi che\u00a0sembra semplicemente l&#8217;araldo terribile della distruzione. Per parafrasare un tipo di risposta che viene generalmente data alla vista di simili creature, restano\u00a0solo due possibilit\u00e0: bombardarlo dall&#8217;orbita del pianeta, oppure cercare di farselo amico. Fortunatamente, c&#8217;\u00e8 una sorta di gerarchia militare immaginifica, nell&#8217;insieme complessivo delle creature pi\u00f9 piccole, diciamo, di un topo. Mirmidoni come formiche, agili fanti d&#8217;assalto. Mosche, farfalle o zanzare: l&#8217;aviazione, ovviamente. Scolopendre che avanzano serpeggiando, sinuosi carri armati di chitina. E si vede chiaramente la cavalleria verde, in cavallette, o katididi d&#8217;altro tipo. Ma soltanto i migliori predatori, su questa come ogni altra scala di dimensioni, possono rappresentare il massimo di ogni armata, unit\u00e0 tattiche sperimentali, mirate a conquistare le postazioni maggiormente blindate\u00a0sui campi di guerre infinite. Come un robot con l&#8217;unica programmazione di <em>kill&#8217;em&#8217;all<\/em>, praticamente fuoriuscito da una sequenza &#8220;reale&#8221;\u00a0della serie dei film Matrix, l&#8217;amblipige si agita e avanza rabbioso. Le due sottili zampe anteriori, modificate dall&#8217;evoluzione in affusolate fruste (da cui il nome comune, guarda caso, di <em>whip spider<\/em>) protese non tanto a tastare il terreno, quanto la resistenza potenziale offerta da quello che c&#8217;\u00e8 davanti; un avversario estremamente pericoloso, forse il peggiore. Una colossale mano umana.<br \/>\n\u00c8 un video creato da Adrian Kozakiewicz di\u00a0Insecthaus, un negozio di artropodi (e presumibilmente, altri animali) tedesco, sito nel Baden-<wbr \/>W\u00fcrttemberg, ben inserito su Internet e dotato di varie pagine social, ivi incluso il presente profilo di YouTube. Su cui \u00e8 recentemente comparso, tra lo stupore e l&#8217;incertezza generale, questa scena di lui che sfida ed infastidisce, si spera bonariamente, una delle creature pi\u00f9 mostruose\u00a0immaginabili la quale, almeno all&#8217;apparenza, non sembra affatto\u00a0intenzionata a starsene buona ad attendere il concludersi dell&#8217;avversa contingenza. Cos\u00ec si sviluppa questa scena decisamente insolita, del ragno che tenta, in qualche maniera, di scacciare\u00a0l&#8217;aggressore, attraverso l&#8217;unico metodo che conosce: un tentativo reiterato di infilzarlo con una stoccata e portarlo vicino alla sua bocca, dove, l&#8217;istinto gli dice, i grandi pedipalpi di cui la natura lo ha dotato, non dissimili dalle chele di uno scorpione, saranno sufficienti a separarlo in parti pi\u00f9 piccole, da digerire amabilmente. Una missione, per cos\u00ec dire, improponibile, anche nel caso in cui si verifichino le condizioni ideali. Ci\u00f2 perch\u00e9 una caratteristica di questa classe di aracnidi, che include 150 specie largamente diffuse nelle aree tropicali di America, Africa ed Asia, \u00e8 la sostanziale mancanza di predatori, e quindi metodi di difesa davvero efficaci. L&#8217;unica creatura che se ne nutre con una certa frequenza, stando alle informazioni pi\u00f9 immediatamente reperibili, sarebbe\u00a0il solenodonte di Cuba, un piccolo mammifero affine al toporagno. Ma anche lui, raramente, perch\u00e9 gli amplipigi vivono in luoghi estremamente difficili da raggiungere\u00a0e grazie alla loro forma appiattita, s&#8217;insinuano spesso nelle fessure dei muri e sotto la corteccia. Che fortuna veramente, rara! Tutto quello che gli aracnidi\u00a0devono\u00a0fare, comunemente, per sopravvivere e prosperare, non \u00e8 altro che catturare il pasto quotidiano, scegliendolo liberamente tra un ampio ventaglio di possibilit\u00e0. In particolare le specie pi\u00f9 grandi, come questo\u00a0<em>Euphrynichus amanica<\/em> proveniente dalla Tasmania, risultano in grado di ghermire persino\u00a0gli insetti in volo, con un colpo ben mirato delle apposite manine prensili, ricoperte di aculei da cui non \u00e8 facile liberarsi. Per chi pesa, ovviamente, poco pi\u00f9 di un grammo, oppure due o tre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19561\" aria-describedby=\"caption-attachment-19561\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5uzuYRY2faQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19561\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19561 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-Molt-500x313.jpg\" alt=\"Whipspider Molt\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-Molt-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-Molt-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-Molt.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19561\" class=\"wp-caption-text\">Gli amblipigi, come tutti gli aracnidi, per crescere devono cambiare il proprio esoscheletro\u00a0pi\u00f9 volte nel corso della vita. \u00c8 un processo estremamente stressante per l&#8217;animale, come esemplificato da questo favoloso video\u00a0di precarious333 che, l&#8217;autore ci informa orgogliosamente, \u00e8 stato anche usato e interiorizzato dall&#8217;artista islandese Bj\u00f6rk. Durante la muta, risulta persino possibile vedere l&#8217;emolinfa che scorre\u00a0rapida nelle zampe semi-trasparenti. YUM!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli amblipigi vengono spesso accomunati ad un&#8217;altra tipologia di aracnidi, strettamente imparentata: quella dei <em>vinegaroon<\/em>, o scorpioni frusta, dal caratteristico flagello (coda sinuosa) sul posteriore, che costituisce un vero e proprio organo sensoriale sensibile alle vibrazioni. Uno strumento di cui l&#8217;<em>Euphrynichus\u00a0<\/em>di apertura, comunemente, ne dovrebbe avere due, posti frontalmente e con foggia pi\u00f9 convenzionale di antenne, ma tra\u00a0cui\u00a0purtroppo, ad un&#8217;analisi visuale pi\u00f9 approfondita, una risulta spezzata a met\u00e0. Ed \u00e8 stata proprio questo fatto, assieme all&#8217;apparente maniera rude usata dal proprietario per provocare\u00a0l&#8217;insolito animale domestico,\u00a0a scatenare\u00a0nei commenti al video alcune critiche piuttosto veementi da parte di alcuni &#8220;esperti&#8221; di passaggio. \u00c8 ad ogni modo\u00a0pur vero, come osservabile da diversi altri video reperibili online, che gli amblipigi sono estremamente delicati contrariamente alle apparenze, e spesso mancano di una o di entrambe le antenne anche in natura. Ed io sarei naturalmente propenso a dare per lo meno il beneficio del dubbio ad un individuo che, comunque, maneggia gli insetti ed aracnidi per professione.<br \/>\nMa c&#8217;\u00e8\u00a0anche, ci\u00f2 \u00e8 purtroppo inevitabile, chi esclama con enfasi: &#8220;Sei pazzo! Uccidilo, fallo fuori!&#8221; In una sorta di grido d&#8217;odio disarticolato, che del resto trova corrispondenza nell&#8217;immaginifico collettivo. Siamo di fronte, dopo tutto, ad una delle creature pi\u00f9 fraintese della storia, sostanzialmente assente\u00a0in Europa e nel Nord America, ma sulla quale hanno sempre girato voci estremamente preoccupanti. Il sito <a href=\"http:\/\/www.thewildclassroom.com\/biomes\/speciesprofile\/species\/amblypigid.html\" target=\"_blank\">The Wild Classroom<\/a> riporta, ad esempio, la storia di un biologo che recatosi nelle Seychelles nel\u00a01872 (il nome purtroppo non ci \u00e8 comunicato) avrebbe sentito il racconto degli abitanti locali, che erano convinti che il morso dell&#8217;amblipige potesse causare giramenti di testa, nausea e gonfiori, e che l&#8217;unica cura per trattarlo fosse l&#8217;ammoniaca, pena un peggioramento della persona offesa fino alla sua eventuale, inevitabile dipartita. Come dicevamo anche pi\u00f9 sopra, in tale storia non c&#8217;\u00e8 assolutamente nulla di vero. Eppure la ritroviamo data quasi per scontata anche in una moderna opera d&#8217;ingegno, il quarto film di Harry Potter (H.P. e il calice di fuoco &#8211; 2005) in cui il truce prof. Malocchio descrive una di queste creature riprodotta con gli effetti speciali come assolutamente letale, poco prima di fare pratica su di lei tramite l&#8217;impiego di alcune\u00a0terribili maledizioni. E nonostante le proteste della co-protagonista Hermione, probabilmente suscitate anche dalle acute grida di sofferenza della bestiaccia. Ma non c&#8217;\u00e8 niente di scientifico in tutto ci\u00f2, checch\u00e9 possa pensare il babbano di turno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19560\" aria-describedby=\"caption-attachment-19560\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RBr5pupC7C0\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19560 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-Behaviours-500x313.jpg\" alt=\"Whipspider Behaviours\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-Behaviours-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-Behaviours-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Whipspider-Behaviours.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19560\" class=\"wp-caption-text\">Gli amblipigi sono aracnidi dal comportamento insolitamente socievole con gli altri membri della propria stessa specie. Questa coppia di <em>Damon variegatus<\/em>, maschio e femmina, viene ripresa in macrofotografia da Stefan F. Wirth, con lo scopo di evidenziarne il chiaro dimorfismo sessuale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo riproduttivo ed il ciclo vitale dell&#8217;amblipige meritano almeno un paragrafo a parte, per la loro originalit\u00e0 rispetto alle altre creature della stessa classe. L&#8217;accoppiamento inizia generalmente con il maschio che depone con organi specializzati al termine dei pedipalpi il proprio spermatoforo, un&#8217;involucro aculeato contenente il materiale genetico, che si conficca facilmente in molte diverse superfici, restando quindi bloccato in posizione. In alcune specie, come il variopinto\u00a0<em>Damon diadema<\/em> mostrato poco pi\u00f9 sopra, pu\u00f2 succedere a questo punto che sopraggiunga un secondo aspirante principe azzurro, dando luogo a quella che pu\u00f2 essere descritta soltanto come un&#8217;epica battaglia. I due cercheranno allora di aggirarsi, colpendosi a vicenda con le lunghe zampe-frusta, senza tuttavia giungere all&#8217;impiego della loro arma pi\u00f9 letale, gli aculei o cheliceri, parte integrante dell&#8217;apparato boccale. Determinato chi fosse il pi\u00f9 forte e scacciato via l&#8217;altro, quindi, lo spermatoforo viene sostituito se necessario, e si attende l&#8217;arrivo della femmina. La quale,\u00a0raggiunta la scena, verr\u00e0 guidata dal maschio vincitore fino alla posizione ritenuta ideale per protendersi ed inserirlo nel proprio addome, dove verr\u00e0 racchiuso in una sacca delle uova, che resteranno attaccate all&#8217;esemplare fino alla schiusa. Come del resto dovranno fare anche i piccoli, successivamente a tale evento, in una maniera del tutto comparabile a quella impiegata dagli scorpioni.<br \/>\nDopo la prima muta, quindi, diventati finalmente autosufficienti, questi ultimi si separeranno ed inizieranno a vagare per il mondo, alla ricerca di nuovi metodi per spaventare gli umani. Perch\u00e9 ovviamente, qualsiasi essere vivente va giudicato unicamente col nostro metro. E non ha altro ruolo, nel corso della propria insignificante esistenza, che quello di essere nostro amico, oppure nemico. Nient&#8217;altro che l&#8217;ennesima&#8230;Comprensibile&#8230;Ragione! Per rispondere alla sfida del ragno e tentare, per quanto possibile, d&#8217;impugnare l&#8217;acuminata manina. Tentando, se possibile, di non pungersi. Perch\u00e9 la reciproca comprensione conduce inevitabilmente all&#8217;amicizia. E a un durevole karma positivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interessante. 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