{"id":19547,"date":"2016-02-18T07:08:06","date_gmt":"2016-02-18T06:08:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19547"},"modified":"2016-02-18T07:16:45","modified_gmt":"2016-02-18T06:16:45","slug":"scacchista-di-strada-si-trova-sfidato-da-un-grande-campione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19547","title":{"rendered":"Scacchista di strada si trova sfidato da un grande campione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/U5vnpOp0U_g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19548\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19550\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Chessmaster-500x313.jpg\" alt=\"Chessmaster\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Chessmaster-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Chessmaster-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Chessmaster.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono esattamente veri e propri truffatori. N\u00e9 sarebbe giusto definirli tutti quanti egualmente disonesti, bench\u00e9 l&#8217;imbroglio occasionale, dopo tutto, faccia parte di quel repertorio che caratterizza il loro stile. Ma non ci sono dubbi sul fatto che le schiere\u00a0dei caratteristici giocatori di scacchi dei parchi newyorkesi, nonch\u00e9\u00a0di altre metropoli statunitensi, non stiano seduti l\u00ec esattamente\u00a0per cambiare aria. Bens\u00ec, col chiaro e non sempre dichiarato intento di vincere ad ogni costo, dando prova della propria abilit\u00e0 e poi sopratutto guadagnando, un passante dopo l&#8217;altro (se si tratta di turisti, ancora meglio) quei 5-10 dollari di media che scommettono a partita, arrivando alla fine della giornata con un gruzzolo tutt&#8217;altro che insignificante. Questo perch\u00e9 sono&#8230;Forti, per lo meno, nello specifico contesto operativo, e parlano bene la lingua della strada, con il suo ricco repertorio di insulti, distrazioni, <em>non sequitur<\/em> mirati a sbilanciare l&#8217;avversario. E puntano sui grandi numeri. La singola sconfitta occasionale, per loro, non \u00e8 poi tanto importante. A meno che non sia talmente spettacolare, per impostazione, e totalizzante, per il modo in cui si manifesta, da cambiare totalmente il tono\u00a0di una\u00a0prevedibile giornata. O come in questo caso, tarda sera.<br \/>\nLa scena si svolge a Washington Square Park, un\u00a0parco da 9,74 acri sito a Manhattan, famoso per l&#8217;arco di trionfo neoclassico che costituisce il suo ingresso, dedicato alle vittorie dell&#8217;omonimo generale della guerra di indipendenza americana, ed alcune statue su piedistallo, tra cui quella dedicata a Garibaldi. Il primo dei protagonisti, per inferenza, l&#8217;abbiamo gi\u00e0 descritto: \u00e8 un istrionico\u00a0<em>hustler<\/em>, come li chiamano da queste parti, ovvero letteralmente, un &#8220;traffichino\/trafficone&#8221; (sia chiaro che sono le vere definizioni del dizionario) termini comunemente condivisi anche con chi fa il gioco delle tre carte, oppure scommette il proprio denaro sulla prototipica partita di biliardo, freccette o similari&#8230; Tutte attivit\u00e0 verso le quali ormai persino noi, dall&#8217;altro lato dell&#8217;Atlantico, guardiamo con un certo grado di sospetto, principalmente in funzione delle innumerevoli scene didascaliche inserite all&#8217;interno di serie tv e film, in cui il tizio-di-turno finge di perdere, poi schianta l&#8217;avversario. Ma gli scacchi, sono tutta un&#8217;altra storia, giusto? Per poter praticare con efficacia\u00a0un tale nobile gioco, vuole lo stereotipo, occorre essere persone di una certa cultura. E soprattutto, rispettarne le caratteristiche ed il senso ultimo: giammai, un praticante dell&#8217;antica arte, oserebbe spostare\u00a0i pezzi del proprio avversario&#8230; A meno di trovarsi, dal suo punto di vista, totalmente privo di\u00a0alternative. Un&#8217;esperienza che proprio costui aveva la sensazione di stare\u00a0per sperimentare, nel momento stesso in cui l&#8217;uomo calvo in giacca di pelle, con al seguito un intero entourage e anche un paio di telecamere, si \u00e8 seduto l\u00ec al suo tavolo, e con piglio\u00a0sicuro ha iniziato a fargli un paio di domande di circostanza. Nonostante questo, trovandosi sfidato: &#8220;Spingi!&#8221; Fece all&#8217;indirizzo del pulsante sul suo timer: &#8220;Spingi e poi parliamo.&#8221;<br \/>\nPerch\u00e9 naturalmente, il tipo di scacchi che si gioca nei parchi pubblici non \u00e8 quello delle gran partite di torneo, oppure degli incontri tra vecchi amici o parenti, ma della tipologia comunemente detta &#8220;blitz&#8221; o &#8220;speed chess&#8221; in cui ciascuno dei due giocatori dispone esattamente di 5 minuti per portare a termine l&#8217;interezza delle proprie mosse; in cui esaurire il tempo \u00e8 una condizione di sconfitta, al pari del classico e definitivo scacco matto. Le capacit\u00e0 che diventano fondamentali per prevalere, a questo punto, diventano la rapidit\u00e0 nel prendere decisioni, la concentrazione e il sangue freddo in ogni circostanza. Inclusa quella, generalmente molto desiderabile per lo <em>hustler,\u00a0<\/em>del formarsi spontaneo di un capannello di persone che passavano di l\u00ec, sempre fin troppo pronte a commentare o fare strani versi, insinuando il dubbio che conduce all&#8217;incertezza. Non che questo potesse succedere nel corso della partita specifica, nel corso della quale l&#8217;individuo\u00a0inizia\u00a0subito a lamentarsi: &#8220;Ma non guardi neanche la scacchiera?! Gente, questo qui non guarda neanche la scacchiera!&#8221; Ovvio, ah ah. Tu ancora non sai che Maurice Ashley, il primo gran maestro afroamericano della storia, scegliendo spontaneamente di lasciarti il vantaggio del bianco, non stava facendo un gesto meramente simbolico. Ma ben presto, lo capirai&#8230;Le prime battute della partita sono insolite: lo scacchista del parco\u00a0sceglie un&#8217;apertura relativamente poco comune, quella polacca o di Sokolsky, che consiste nel muovere di due il pedone della linea B, mirando a controllare un solo lato del campo di battaglia. Una tecnica ormai raramente usata nel gioco professionistico, che tuttavia pu\u00f2 risultare utile nello stupire un avversario impreparato o incerto, del tipo che comunemente si trova ad affrontare\u00a0costui, a seguito dei lazzi e richiami lanciati\u00a0all&#8217;indirizzo dei passanti. Di contro, Ashley posiziona subito entrambi i cavalli verso il centro, lanciando una sfida molto difficile da ignorare. Nelle mosse immediatamente successive, la situazione inizia a scaldarsi, mentre avviene la prima chiara irregolarit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19548\" aria-describedby=\"caption-attachment-19548\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7Ix69sCFahw?t=7m25s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19548\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19548 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/A-Missed-Mate-500x313.jpg\" alt=\"A Missed Mate\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/A-Missed-Mate-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/A-Missed-Mate-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/A-Missed-Mate.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19548\" class=\"wp-caption-text\">Lo speed chess ha spesso strategie e risvolti molto differenti dal gioco tradizionale. Nelle battute finali di questa storica partita dell&#8217;Intel GP di Londra (1994) il gran maestro Ivanchuk manca di notare una chiara opportunit\u00e0 di fare scacco matto al rivale Anand, finendo per perdere per l&#8217;esaurimento dei secondi. La voce del commentatore appartiene proprio allo stesso Mr. Ashley, il professionista del video di apertura. &#8211; <a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/videos\/comments\/461hwe\/chess_hustler_trash_talks_random_opponent_random\/d01t4eq\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 tutto talmente rapido che riesce difficile\u00a0notarlo\u00a0nei dettagli. Poco dopo lo scambio di regine avvenuto sulla casella D3, in pieno territorio bianco, il giocatore del parco tocca uno dei pedoni neri in campo aperto, con l&#8217;apparente intenzione di sistemare meglio il pezzo. Simili aggiustamenti non sono rari nelle partite\u00a0in stile\u00a0blitz, durante\u00a0cui capita spesso che i giocatori, nella fretta di premere il pulsante del timer e passare il turno, compiano mosse imprecise o poco chiare. Ma la norma vuole che ciascun giocatore, in genere, sistemi i propri pezzi. Inoltre, il pedone\u00a0in particolare si trovava pienamente nella sua casella. &#8220;Che stai facendo, amico?&#8221; Esclama subito l&#8217;attento Ashley, sorridendo: &#8220;Io non vengo a casa tua a toccare la tua roba!&#8221; C&#8217;\u00e8 un attimo di esitazione nel parlato, bench\u00e9 il gioco prosegua allo stesso ritmo\u00a0adrenalinico. Mentre compie la mossa dell&#8217;arrocco corto, l&#8217;avversario di strada risponde con tono querulo: &#8220;No, no, ci puoi venire. Puoi venire quando vuoi&#8230;&#8221; Risata tra il pubblico. Quindi la situazione inizia a farsi complicata, con le torri che assaltano sui lati, e uno spettacolare susseguirsi di catture. Il gioco, come si dice, raggiunge il suo culmine. Ed \u00e8 allora che il baro, perch\u00e9 in ultima analisi di questo si trattava, tenta di compiere la sua mossa pi\u00f9 importante: trovandosi a affrontare i due cavalli neri in D3 e D4, proprio mentre cattura\u00a0il primo con un suo pedone, compie un gesto di destrezza\u00a0e tenta di sottrarre dalla scacchiera pure l&#8217;altro. Ora, la rapidit\u00e0, la conversazione serrata e l&#8217;attenzione rivolta alla situazione strategica della partita, in altre condizioni, forse, gli avrebbero permesso di portare a termine la truffa. Ma il problema \u00e8 fondamentalmente, tutto nella testa del suo rivale. La cui precisione \u00e8 del tutto comparabile\u00a0a quella del celebre\u00a0computer Deep Blue.<br \/>\nIn effetti, guarda caso, in qualsiasi momento un\u00a0tornado avrebbe potuto rovesciare la scacchiera. Senza un&#8217;attimo di esitazione o errori, l&#8217;uomo che si trovava al tavolo\u00a0quella sera avrebbe ridisposto tutti pezzi nella posizione esatta. E tu, pensavi che&#8230;? &#8220;Woooho, fermo l\u00ec!&#8221; Stavolta il tentativo non viene fatto passare sotto silenzio. &#8220;Adesso rimetti il cavallo dove stava. Bravo, cos\u00ec.&#8221; La regia dedica all&#8217;evento anche un&#8217;instant replay. &#8220;Ma dai, non \u00e8 successo nulla!&#8221; Si difende l&#8217;avversario: &#8220;Non ti \u00e8 successo niente, continuiamo.&#8221; Di l\u00ec in poi, tuttavia, la strada \u00e8 pressoch\u00e9 in discesa. Nei commenti, sembra diffusa l&#8217;opinione secondo cui il professionista, scocciato dal comportamento dell&#8217;avversario, soltanto a quel punto avesse scelto di &#8220;fare sul serio&#8221; distruggendolo in maniera accelerata. Il che, sostanzialmente, \u00e8 piuttosto improbabile: gli scacchi non sono come il pugilato. Ogni mossa, a partire dalla prima, ha ramificazioni che si estendono fino alla conclusione, e deve essere quindi inserita in una progressione logica ben progettata. Soltanto che, come Ashley aveva in mente una giocata lecita, l&#8217;uomo del parco aveva costruito la sua strategia con la specifica finalit\u00e0, arrivato a un certo punto, di barare. Ed al momento in cui il giochetto non gli riesce, il suo problema non \u00e8 tanto il perdere la calma o la presa sul minuto. Quanto materialmente, il ritrovarsi privo di una mossa che lui, con molto ottimismo, aveva ritenuto di poter compiere impunemente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19549\" aria-describedby=\"caption-attachment-19549\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3r4JyFVDdS4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19549\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19549 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Chessbrah-500x313.jpg\" alt=\"Chessbrah\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Chessbrah-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Chessbrah-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Chessbrah.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19549\" class=\"wp-caption-text\">Lo <em>speed chess<\/em>, nell&#8217;epoca digitale, ha raggiunto un livello di rapidit\u00e0 difficilmente immaginabile a distanza di una decade o due. In questa registrazione di una trasmissione andata in onda su Twitch.tv, il gran maestro Eric Hansen (alias: Chessbrah) sfida ignoti su una piattaforma online, arrivando ad un ritmo di diverse mosse al secondo. La netta sensazione che si ha \u00e8 quella di trovarsi innanzi a un moderno videogioco. E non sarebbe forse, dopo tutto, la migliore delle evoluzioni?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivati alla quarantesima battuta, lo scacco matto del bianco \u00e8 inevitabile. Il bianco ha perso, il nero trionfa ancora una volta. Ashley pare quietamente soddisfatto. Ed anche un po&#8217; sorpreso: dopo tutto, \u00e8 indubbio che questo giocatore privo di preparazione formale, abile soltanto in funzione della sua esperienza reiterata, sia riuscito a tenergli testa per un certo numero di mosse. In altre circostanze, chiss\u00e0&#8230;.<br \/>\nIrritato ma in modo benevolo, lo <em>hustler<\/em> a quel punto inizia ad esclamare: &#8220;Cut, cut, cut!&#8221; (Taglia, riferito alle riprese con la telecamera). Nessuno taglia, ovviamente. Poi, costui esclama all&#8217;indirizzo dell&#8217;avversario: &#8220;Non mi hai nemmeno detto come ti chiami!\u00a0Hai un <em>rating<\/em>?&#8221; L\u00ec si stava riferendo, per inciso, alla classificazione numerica internazionale della federazione scacchistica FIDE, che attraverso una serie di esami e partite ufficiali mira ormai da quasi un secolo a costituire una graduatoria universale dei migliori scacchisti al mondo. &#8220;Si, sono Maurice Ashley. Mi conosci?&#8221; Fa lui. Mentre dal pubblico: &#8220;Hai giocato contro un gran maestro.&#8221; Risate collettive, gesti d&#8217;esultanza.<br \/>\nIl truffatore\/truffato\u00a0che per scaricare la tensione, alla fine, si unisce al coro. Poco prima di riprendere la cantilena enfatica e sempre pi\u00f9 veloce: &#8220;Cut! Cut! Cut&#8230;&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vedi anche<\/strong>: <a href=\"http:\/\/mauriceashley.com\/\" target=\"_blank\">il sito ufficiale di Maurice Ashley<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/itunes.apple.com\/us\/app\/learn-chess!-maurice-ashley\/id410953137?mt=8\" target=\"_blank\">la sua premiata App<\/a> di apprendimento per smartphone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sono esattamente veri e propri truffatori. N\u00e9 sarebbe giusto definirli tutti quanti egualmente disonesti, bench\u00e9 l&#8217;imbroglio occasionale, dopo tutto, faccia parte di quel repertorio che caratterizza il loro stile. 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