{"id":19504,"date":"2016-02-13T07:41:21","date_gmt":"2016-02-13T06:41:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19504"},"modified":"2016-02-13T07:47:49","modified_gmt":"2016-02-13T06:47:49","slug":"la-battaglia-che-condanno-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19504","title":{"rendered":"La battaglia che condann\u00f2 l&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/o7W1Ih5t4nY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19505\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19506\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Battle-of-Mohi-500x313.jpg\" alt=\"Battle of Mohi\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Battle-of-Mohi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Battle-of-Mohi-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Battle-of-Mohi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In bilico sul ciglio di un tremendo cambiamento, il corso delle vicende storiche ha conosciuto dei\u00a0momenti in cui tutto ci\u00f2 che era avvenuto fino a quel momento, stava per\u00a0essere vanificato dal verificarsi di una condizione esterna. Mentre gli avvenimenti futuri, pi\u00f9 incerti che mai, si tingevano di un rosso intenso. Si dice: &#8220;Soltanto la peggiore crisi pu\u00f2 permettere ai coraggiosi di scoprirsi tali&#8221; ma non \u00e8 poi detto, in fin dei conti, che costoro sopravvivano per conoscere il domani.\u00a0E fu cos\u00ec nell&#8217;aprile del 1241, proprio mentre tutti, dall&#8217;agricoltore con la falce rovesciata al nobile cavaliere,\u00a0soffiavano contrariamente al vento nella speranza di arrestare l&#8217;avanzata del macigno, quello fece il metro necessario a rotolare\u00a0fino a valle, travolgendo capra, cavoli e la casa. Poco importa, tutto scorre, il vento cambia&#8230;Cos\u00ec pochi mesi dopo, con la morte del Gran Khan, la situazione fu invertita, nuovamente. Colpo di scena, siamo tutti salvi! Ma se a quei tempi fossero esistiti i bollettini di guerra, se\u00a0qualcuno avesse avuto modo di promuovere il proprio commento ai giorni prima del fortuito evento, se, se&#8230; Il titolo sarebbe stato, forse: &#8220;THE END&#8221; A tal punto fu terribilmente sanguinosa, nonch\u00e9 dimostrativa, l&#8217;epocale battaglia di Mohi.<br \/>\nParliamo, in primo luogo, delle parti. A ergersi, indubbiamente suo malgrado, a santo difensore dell&#8217;intera Cristianit\u00e0, in quel particolare caso fu il re B\u00e9la IV d&#8217;Ungheria, una figura storica\u00a0poco meno che trentenne, che gi\u00e0 nella prima parte del suo regno aveva dovuto affrontare non pochi problemi, ereditati da alcune scelte politiche non particolarmente fortunate di suo nonno, B\u00e9la III. Il quale, influenzato dalla lunga storia di Costantinopoli,\u00a0dove era stato cortigiano in giovent\u00f9, aveva istituito una fondamentale serie di riforme, portate a termine dal figlio Andrea II, che permisero ai baroni e vescovi del regno di acquisire\u00a0terre, e soprattutto poteri, che in molti avrebbero giudicati fuori scala alle loro prerogative nobiliare. Decidendo che la misura era colma, il sovrano\u00a0aveva quindi tentato, negli ultimi anni precedenti all&#8217;invasione, di accentrare nuovamente lo stato sulla sua figura, sia attraverso l&#8217;esecuzione delle sue prerogative, confiscando tutto ci\u00f2 che riteneva fosse di sua propriet\u00e0, sia con gesti simbolici, come bruciare le sedie della sala del consiglio, affinch\u00e9 i suoi sottoposti dovessero restare in piedi quando giungevano per chiedere il suo giudizio. Come sar\u00e0 facile immaginare, simili gesti non fecero molto per renderlo\u00a0benvoluto, al punto che, quando venne il momento di marciare contro il pericolo proveniente dal vasto Oriente, molti vassalli omisero\u00a0di inviare le proprie truppe di rinforzo, limitando l&#8217;esercito a &#8220;soli&#8221; 50.000 effettivi (sia chiaro che, come per molte altre battaglie medievali, la conta dei partecipanti risulta essere tutt&#8217;altro che sicura). Certamente, pi\u00f9 che abbastanza per conquistare un regno oppure due, soprattutto in quell&#8217;epoca disunita, ma appena pari, e invero anche sensibilmente\u00a0inferiori, a quello che si sarebbero trovati ad affrontare di l\u00ec a poco, ovvero la testa di una creatura smisurata, simile a un serpente colossale, che gi\u00e0 aveva divorato un territorio molto superiore a quello dello stesso Impero Romano.<br \/>\nSarebbe facile, a questo punto, usare la metafora del grande drago. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che quelle popolazioni\u00a0mongole che fossero tendenti alla vita stanziale avevano, gi\u00e0 da molto tempo, superato quella fase. Suddivise e classificate per colore, si erano divise in una serie di khanati, tra cui Orda Blu e Bianca, le quali, all&#8217;inizio del secolo XIII, si erano fuse sotto la guida di un valente condottiero,\u00a0Batu Khan, nipote dello stesso Genghis, che quell&#8217;epoca era ormai deceduto da circa una ventina d&#8217;anni. E ci\u00f2 che deriv\u00f2 da una simile fusione, temuto dalle genti di ogni popolo, avrebbe preso un nome dall&#8217;assonanza particolarmente significativa: Orda d&#8217;Oro, e in funzione del suo spropositato territorio, che si estendeva dalla Sarmazia a buona parte della Russia occidentale, gi\u00e0 faceva tremare i monarchi d&#8217;Europa sui loro fragili troni. O almeno, quelli tra loro che fossero coscienti del pericolo, perch\u00e9 abbastanza prossimi ai confini del nemico. Ma verso la terza decade di quel secolo, la situazione era ormai fin troppo\u00a0chiara. Tale era stato il tempo necessario, infatti, ai guerrieri sotto la guida di\u00a0Djuci, figlio primogenito del primo gran khan, per conquistare il territorio intero del regno di Rus&#8217;, arrivando ad uccidere in battaglia lo stesso gran principe\u00a0Jurij II di Vladimir. (Il presunto erede del\u00a0grande\u00a0impero sarebbe poi morto prima di salire al potere, all&#8217;et\u00e0 di 45-46 anni)\u00a0Sconfiggendo gravemente, cos\u00ec narrano le cronache, anche i suoi alleati di provenienza turca, l&#8217;armata nomadica del popolo Cumano. Il quale, piuttosto che capitolare assieme alle alte cittadelle che gli avevano dato ospitalit\u00e0, scelse di rifugiarsi in Ungheria, presso la corte dello stesso Bela IV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota:\u00a0<\/strong>la ricostruzione d&#8217;apertura della battaglia di Mohi \u00e8 stata prodotta dal nuovo YouTuber\u00a0Reply History (non temete, ci stiamo arrivando!)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, sarebbe facile immaginare ai nostri giorni, sopratutto per il filtro della presunta disumanit\u00e0 medievale, il re che scaccia gli &#8220;indesiderati profughi&#8221; con spada e a colpi di scudiscio, onde preservare la presunta sacralit\u00e0 delle proprie terre ereditarie. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che all&#8217;epoca,\u00a0lo spazio disponibile in Europa era ancora pi\u00f9 che sufficiente a tutti, ed\u00a0un afflusso di genti nel proprio territorio rappresentava pi\u00f9 che altro un&#8217;opportunit\u00e0. Specialmente se le genti in questione, come in questo caso, erano degli arguti guerrieri, nonch\u00e9 vecchie conoscenze del grande nemico che gi\u00e0 gettava la sua ombra sui palazzi d&#8217;Ungheria. Ci\u00f2 nonostante, i baroni del regno, forse per comprensibile diffidenza verso gli stranieri, o ancor pi\u00f9 probabilmente in funzione della loro naturale ostilit\u00e0\u00a0verso qualunque scelta politica\u00a0compiuta dal sovrano, fecero assassinare il Khan cumano Kuthen. Evento a seguito del quale la sua armata,\u00a0ritenendo di essere stata tradita, lasci\u00f2 i terreni ricevuti in uso da B\u00e9la e\u00a0prese a dirigersi verso la Transilvania, saccheggiando tutto quello che gli capitava a tiro. Quando i Mongoli decisero infine di muovere verso Occidente, quindi, il territorio a loro confinante non fu solo privo di alleati e di coesione, ma anche gi\u00e0 devastato e certamente tutt&#8217;altro che in grado di reagire con la propria piena forza strategica e funzionale. Ma Batu Khan, il signore dell&#8217;Orda d&#8217;Oro, ancora riteneva che ci\u00f2 non fosse sufficiente. Cos\u00ec, guidato senz&#8217;ombra di dubbio dal personaggio notevole del suo sommo stratega, di dividere la sua armata in tre parti, preoccupandosi come primo passo del fatto che gli Ungheresi non potessero ricevere rinforzi da nord.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19505\" aria-describedby=\"caption-attachment-19505\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xQrTuAmFzCc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19505\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19505 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Battle-of-Legnica-500x313.jpg\" alt=\"Battle of Legnica\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Battle-of-Legnica-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Battle-of-Legnica-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Battle-of-Legnica.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19505\" class=\"wp-caption-text\">Il canale Medieval Battles ha scelto uno strumento piuttosto efficace per ricostruire la battaglia di Legnica: il videogame Medieval Total War 2. Nonostante qualche errore di battitura nelle spiegazioni di accompagnamento, il succedersi degli eventi risulta storicamente corretto.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec fu inviato un distaccamento minore, che fonti storiche numerano tra gli 8.000 e i 20.000 cavalieri, a conquistare i territori polacchi del duca di Silesia, Enrico II il Pio. Un giusto governante, si dice, un grande guerriero. Un saggio e fervente cristiano, in grado di raccogliere attorno alla sua figura non soltanto le migliaia di uomini armati di zappe e vanghe provenienti dai suoi vasti feudi, ma i ben pi\u00f9 abili combattenti addestrati dei\u00a0vicini ordini cavallereschi dei Teutoni e dei Templari. Soldati le cui strategie, basate sulla possenza di una carica frontale e l&#8217;ardimento delle tecniche di offesa, avevano portato a pi\u00f9 di un valido trionfo in Terra Santa. Ed era il 9 aprile 1241, quando questa forza diseguale si trov\u00f2 ad affrontare, presso la citt\u00e0 di Legnica, l&#8217;avanguardia mongola a cavallo. Le sue forze, si ritiene, erano numericamente pari a quelle del nemico. Ma la prestanza strategica, ahim\u00e9, inferiore di molti ordini di grandezza. Come contromossa all&#8217;assalto inarrestabile dei guerrieri europei infatti, i comandanti dell&#8217;orda impiegarono uno stratagemma che gi\u00e0 gli aveva permesso, anni prima, di conquistare il distante regno delle Terra di Mezzo (la Cina): ritirarsi, invece di combattere. Rispondendo alla furia inarrestabile con la cedevolezza, e non preoccupandosi di mostrare i quarti posteriori dei propri cavalli, nel mentre continuavano a bersagliare con i propri temuti archi le truppe nemiche. Poco prima di circondarle, per dargli il colpo di grazia. E quando le forze polacche, cadute in pieno nella trappola, non poterono far altro che combattere con la forza della disperazione, costoro non sapevano che il proprio destino era ormai gi\u00e0 segnato. Cos\u00ec furono letteralmente obliterate le forze del presunto alleato settentrionale, e lo stesso Enrico II, catturato dai mongoli, fu decapitato e la sua testa infissa su una lancia, da portare in parata sotto le mura di tutti coloro che si erano rifugiati dentro la citt\u00e0.<br \/>\nNel giro di pochi giorni, quindi, le armate furono riunite, per marciare contro l&#8217;avversario ben pi\u00f9 pericoloso che rappresentava il regno\u00a0d&#8217;Ungheria.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19507\" aria-describedby=\"caption-attachment-19507\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iNbiQtKVerM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19507\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19507 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Mongol-Invasions-500x313.jpg\" alt=\"Mongol Invasions\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Mongol-Invasions-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Mongol-Invasions-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Mongol-Invasions.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19507\" class=\"wp-caption-text\">Il canale MONGOLIAN HISTORY CHANNEL offre al pubblico uno strano slide-show che verte sulle conquiste mongole in Europa, accompagnato da musica moderna nello stile della tradizione. Il tono sembra essere di tipo campanilista, ma le illustrazioni risultano\u00a0piuttosto\u00a0affascinanti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">11 aprile 1241: Batu Khan, personalmente alla guida del fronte di battaglia riunito, si appresta ad attraversare il ponte di pietra sul fiume\u00a0Saj\u00f3, un punto strategico che rappresentava in sostanza la porta d&#8217;ingresso d&#8217;Ungheria. Dietro di lui, un numero potenziale di 60.000-80.000 uomini (come sempre, le numerazioni sono inesatte). Al suo fianco il fido Subutai, il generale stratega che era gi\u00e0 assurto al rango di uno dei &#8220;quattro cani di Temujin&#8221; ed avendo imperversato dalla Cina fino a queste terre assai remote, si era guadagnato una fama di totale invincibilit\u00e0. Ne <em>La storia segreta dei Mongoli<\/em>\u00a0una delle poche opere letterarie di quel popolo giunte fino a noi, egli era descritto assieme ai suoi colleghi in questo modo: &#8220;[&#8230;] la fronte di bronzo, le mascelle come lame di forbice, la lingua simile ad\u00a0un punteruolo, la testa di ferro, la coda \u00e8 una spada&#8230;Nel giorno della battaglia, egli divora le carni del nemico. Quando\u00a0finalmente scatenato contro i nemici del Khan, schiuma di bava dalla bocca spalancata&#8230;&#8221; Praticamente, un Transformer mutante. Ora, colorite esagerazioni a parte, egli era dotato indubbiamente di un intelletto degno di nota, e risultava soprattutto abile in un&#8217;arte della tattica pressoch\u00e9 sconosciuta nell&#8217;Occidente di allora (mentre piuttosto diffusa in Cina): l&#8217;uso estensivo delle macchine belliche, anche durante le battaglie campali.<br \/>\nIl primo ingaggio fu piuttosto scoordinato. Avvenne infatti che il re d&#8217;Ungheria, che si era accampato coi suoi uomini sulla sponda ovest del fiume, avesse costruito un forte di carri, ed avesse collocato a guardia del ponte solamente un corpo di balestrieri. I quali, al sopraggiungere inaspettato dei temuti Tartari (cos\u00ec venivano chiamati i Mongoli in Europa) li aveva bersagliati di quadrelli, ottenendo la loro immediata ritirata. A quel punto, Batu e Subutai si riunirono nella tenda di comando, per stabilire un piano. Prima del sopraggiungere della sera, il Khan delle forze d&#8217;invasione costitu\u00ec una forza d&#8217;assalto decisamente pi\u00f9 corposa, ammontante a circa la met\u00e0 dei suoi effettivi, per appropinquarsi al ponte ed iniziare a bersagliare i balestrieri, tramite l&#8217;impiego di alcune delle potenti catapulte di Subutai. Nel frattempo fu inviato un piccolo distaccamento pi\u00f9 a nord, per varcare il corso del fiume in un punto in cui l&#8217;acqua era pi\u00f9 bassa. Ma il punto chiave dell&#8217;intero assalto, a completa insaputa del nemico, era una terza forza sotto la guida dello stratega dell&#8217;armata, che sfruttando i suoi corpi di genieri esperti, componente irrinunciabile delle sue scelte tattiche,\u00a0stava gi\u00e0 preparando un ponte di barche, per attraversare il Saj\u00f3 pi\u00f9 a sud. Bersagliati dalle catapulte, e minacciati dal gruppo delle truppe che avevano guadato il fiume sull&#8217;altro lato, i balestrieri non poterono quindi far altro che ritirarsi nell&#8217;accampamento, da cui il fratello stesso del re,\u00a0Colomano il duca di Slavonia, organizz\u00f2 una sortita, al comando dei pi\u00f9 forti e fieri cavalieri del regno. L&#8217;effetto, in un primo momento, fu devastante. Il combattimento continu\u00f2 per tutta la notte. Incalzati dalla cavalleria pesante ungherese, con alle spalle il corso vorticoso del fiume, i mongoli subirono gravi perdite, mentre si dice che lo stesso Batu dovette combattere in prima persona, arrivando a perdere 30 delle sue guardie del corpo personali ed un luogotenente. Per un singolo, splendido minuto, la vittoria sembr\u00f2 appartenere alle terre del Sole calante.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19509\" aria-describedby=\"caption-attachment-19509\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19509#main\" rel=\"attachment wp-att-19509\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19509 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Mongols-ill-500x367.jpg\" alt=\"Mongols ill\" width=\"500\" height=\"367\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Mongols-ill-500x367.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Mongols-ill-768x564.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Mongols-ill.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19509\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/angolodellamicizia.forumfree.it\/?t=69223983\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successe allora, tuttavia, quello che ovviamente era stato gi\u00e0 determinato: Subutai, con il resto degli arcieri e della cavalleria mongola, aveva finalmente varcato il suo ponte all&#8217;alba, ed attacc\u00f2 l&#8217;esercito ungherese alle spalle. Nel giro di alcune ore di duri combattimenti, alla fine, gli occidentali non poterono far altro che ritirarsi all&#8217;interno del loro forte di carri, che ritenevano gli avrebbe permesso di bersagliare il nemico di frecce e quadrelli, mentre attendevano l&#8217;occasione per sfondare le sue fila e fuggire via. Quello che loro non sapevano, tuttavia, era che i mongoli avevano portato sulla scena del conflitto ben pi\u00f9 che qualche misera catapulta, disponendo in effetti di quello che potrebbe definirsi, senza esagerazioni, il non-plus-ultra delle armi da assedio di allora: la freccia infuocata sul modello cinese. Secondo alcune fonti, addirittura, costoro gi\u00e0 schierarono in quell&#8217;occasione addirittura alcune rudimentali armi da sparo, sempre provenienti dalle terre del remoto Oriente. Fatto sta, che in poco tempo il fortino\u00a0and\u00f2 a fuoco, e il re coi suoi uomini rimasti dovettero tentare una fuga precipitosa, attraverso un corridoio tra le forze nemiche che era stato lasciato appositamente aperto, perch\u00e9, come diceva un detto mongolo: &#8220;Il nemico con le spalle al muro combatte pi\u00f9 duramente, rispetto a quello che sta cercando di fuggire per avere salva la vita.&#8221; Il che ci porta a quello che potrebbe definirsi, senza ombra di dubbio, il colpo di scena finale: il re B\u00e9la che lascia dolorosamente la scena del massacro, assieme al fratello gravemente ferito, che sarebbe morto di l\u00ec a poco. Mentre egli, miracolosamente, ebbe salva la vita.<br \/>\nSegue un&#8217;epoca oscura di terribili violenze ed iniquit\u00e0. Le armate mongole, imperversando liberamente per l&#8217;Ungheria, fanno scempio delle terre e dei popoli del regno.\u00a0Ruggero di Puglia, un monaco e cronista italiano che si trovava nella regione, scrisse sugli eventi un&#8217;opera in latino intitolata\u00a0<em>Carmen Miserabile super Destructione Regni Hungariae per Tartaros\u00a0<\/em>in cui si narrava non soltanto il chiaro intento genocida dell&#8217;operazione, ma in modo particolare\u00a0la spietatezza con cui costoro trattavano le donne europee, poco pi\u00f9 che merce di scambio tra i diversi capi militari. Gli altri sovrani d&#8217;Europa, tra cui il Sacro Romano Imperatore ed il Papa, che per anni avevano sottovalutato il pericolo dell&#8217;Orda d&#8217;Oro, iniziarono quindi, assai tardivamente, ad impegnarsi nella preparazione di un esercito, pi\u00f9 che altro per salvarsi da una fine simile a quella d&#8217;Ungheria. Impresa che forse, chiss\u00e0, gli sarebbe anche riuscita. Questo non lo sapremo mai: perch\u00e9 alla fine del 1241, improvvisamente, mor\u00ec per alcolismo il Gran Khan dell&#8217;Impero mongolo, il terzo figlio di Genghis, Ogodei Khan. Evento che costrinse il conquistatore Batu, come da prassi del suo popolo, a ritornare immediatamente presso la capitale Karakorum, per partecipare all&#8217;elezione del nuovo sovrano. E dove vanno i capi, l&#8217;orda deve seguirli. Sempre e comunque, anche a costo di perdere il vantaggio acquisito.<br \/>\nNegli anni successivi, il re B\u00e9la redivivo non se rest\u00f2 certo con le mani in mano. Restituendo in parte il potere che aveva tolto precedentemente ai baroni, li obblig\u00f2 in cambio a costruire citt\u00e0 fortificate e castelli in giro per il regno, poich\u00e9 egli aveva intelligentemente notato come, durante gli anni di occupazione, queste fossero restate sostanzialmente intonse dalla spietatezza dei temuti Tartari, che preferivano assalire dei bersagli meno protetti. Prima della sua dipartita, avvenuta nel 1270 all&#8217;et\u00e0 di 64 anni, egli assurse alle cronache come un grande sovrano e vero e proprio &#8220;rifondatore&#8221; del regno d&#8217;Ungheria.<br \/>\nNel frattempo, le lotte intestine per la successione mongola impedirono una rinnovata aggressione in Europa, se non molte generazioni dopo. Soltanto quattro anni dopo, sotto il comando\u00a0di Kublai Khan, il grande impero avrebbe invece intrapreso\u00a0una nuova campagna di espansione, questa volta verso Oriente, nell&#8217;arcipelago semi-mitico dei distanti samurai. Ma a quell&#8217;epoca, le imprese del mostruoso Cane di Bronzo erano ormai un ricordo.\u00a0E persino gli elementi, per non dire gli dei,\u00a0sembravano ormai avversi ai diretti discendenti del pi\u00f9 grande cavaliere della storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In bilico sul ciglio di un tremendo cambiamento, il corso delle vicende storiche ha conosciuto dei\u00a0momenti in cui tutto ci\u00f2 che era avvenuto fino a quel momento, stava per\u00a0essere vanificato dal verificarsi di una condizione esterna. Mentre gli avvenimenti futuri, pi\u00f9 incerti che mai, si tingevano di un rosso intenso. Si dice: &#8220;Soltanto la peggiore &#8230; <a title=\"La battaglia che condann\u00f2 l&#8217;Europa\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19504\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La battaglia che condann\u00f2 l&#8217;Europa\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[845,507,1533,630,310,241,1532,71,24,1419,1086,74],"class_list":["post-19504","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-battaglie","tag-fiumi","tag-genghis","tag-guerra","tag-medioevo","tag-militari","tag-mongoli","tag-storia","tag-strategia","tag-tattica","tag-ungheria","tag-youtube"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19504","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19504"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19504\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19513,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19504\/revisions\/19513"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19504"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19504"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19504"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}