{"id":19493,"date":"2016-02-12T07:27:07","date_gmt":"2016-02-12T06:27:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19493"},"modified":"2016-02-12T07:38:07","modified_gmt":"2016-02-12T06:38:07","slug":"larte-russa-di-costruire-un-mini-carro-armato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19493","title":{"rendered":"L&#8217;arte russa di costruire un mini carro armato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MYLNXfiU25M\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19494\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19495\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/MC-1-500x313.jpg\" alt=\"MC-1\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/MC-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/MC-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/MC-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene un momento, nella vita di un appassionato, in cui leggere libri non \u00e8 pi\u00f9 abbastanza. Ed \u00e8 cos\u00ec che nasce, in genere, il collezionista. Qualcuno che ad un certo punto ha detto: &#8220;Per potermi dire veramente soddisfatto, devo possedere quella cosa, mettermela in casa ed ammirarla fino a comprenderne la vera essenza.&#8221; Ma non tutto \u00e8 reperibile e determinate cose, semplicemente non esistono su questa Terra. Non pi\u00f9, almeno. A quel punto, cosa fare?\u00a0Non sempre il modellismo, in un turbine di\u00a0plastica e tubetti di colla, pu\u00f2 integralmente\u00a0soddisfare un tale desiderio, di sperimentare la reale sensazione di esserci, aver partecipato a quegli eventi oggetti dello studio e il sentimento. Uno degli approcci possibili al problema, a quel punto, pu\u00f2 essere la fantasia, magari coadiuvata da qualche strumento di simulazione (giochi di ruolo, videogame&#8230;) Per\u00f2 ecco, ipotizziamo di disporre del <em>know-how<\/em>, dei materiali e della documentazione necessaria a costruire pressoch\u00e9 qualsiasi cosa che abbia ruote, un motore, la torretta. Che senso avrebbe, a quel punto, accontentarsi&#8230;<br \/>\nSe c&#8217;\u00e8 una cosa che ci ha insegnato l&#8217;Internet dei nostri giorni, \u00e8 che il paese pi\u00f9 grande del mondo \u00e8 particolarmente ricco, sopratutto fuori dall&#8217;<em>estabilishment<\/em> urbano, di un particolare tipo d&#8217;inventiva personale, che a partire da una sorta di ancestrale arte di arrangiarsi sfocia nella ricchezza intellettuale che permette di\u00a0approcciarsi ad ogni situazione con fiamma ossidrica, martello, chiodi\u00a0e qualche dozzina di efficaci chiavi inglesi. Come dimostrato eccezionalmente\u00a0dall&#8217;UFO Garage, l&#8217;officina vicino alla capitale di Mosca e protagonista del presente video, in cui si mostra l&#8217;arcana e complicata procedura che ha portato i suoi operosi\u00a0membri, nel giro di un annetto di prove e sperimentazioni, fino a questo punto assolutamente degno di nota: del poter schierare, con entusiasmo incomparabile ed appena una punta di sincero orgoglio, la fedele ricostruzione di un mezzo bellico dall&#8217;importanza niente affatto trascurabile: l&#8217;MS-1\/T-18, ovvero il primo carro armato sovietico della storia. Il cui aspetto buffo e compatto, indubbiamente, ormai tralascia di poter incutere terrore negli schieramenti nemici. N\u00e9, probabilmente, gli riusc\u00ec di farlo molto spesso ai suoi tempi: questo carro armato, costruito per la prima volta in serie nel 1927 e per un gran totale che ebbe modo di raggiungere, nel\u00a01931, la cifra considerevole\u00a0di 960 unit\u00e0, non fu mai un vero fulmine dei campi di battaglia, riuscendo ad essere (potenzialmente) determinante soltanto in una singola campagna, quella per difendere la ferrovia transiberiana durante il conflitto sino-sovietico del 1929. Al successivo scoppio della seconda guerra mondiale, infatti, questi veicoli erano ormai gi\u00e0 estremamente obsoleti, e trovarono l&#8217;unico impiego di essere integrati in postazioni difensive fisse, o in alternativa come strumenti di addestramento per l&#8217;equipaggio dei decisamente pi\u00f9 temibili T-34, principali nemici delle forze d&#8217;invasione tedesche durante tutto il corso dell&#8217;operazione Barbarossa. Eppure, qualche cosa di quell&#8217;epoca drammatica sembra quasi ritornare in vita, nel momento in cui il pilota designato mette in moto il\u00a0ruggente motore, interpretato per l&#8217;occasione da un diesel ad uso probabilmente agricolo prodotto dall&#8217;azienda giapponese Kubota. Non sarebbe anzi sorprendente, in un ipotetico confronto, ritrovarsi a scoprire come il fenomenale modello 1:1, in grado persino di sgommare con i cingoli in mezzo alla neve, presenti prestazioni largamente\u00a0superiori a quelle del suo ispiratore d&#8217;alta epoca. E niente di strano, aggiungei a questo punto, visto come i materiali impiegati siano decisamente pi\u00f9 leggeri e meno resistenti. Viene ampiamente spiegato <a href=\"http:\/\/mc-1.su\/\" target=\"_blank\">nel sito in russo del progetto<\/a>, facile preda degli algoritmi di Google Translate: &#8220;Per nostra fortuna, non dovremo affrontare il nemico a bordo dell&#8217;MS-1. Cos\u00ec abbiamo deciso, per le sue piastre di armatura, di impiegare del\u00a0polietilene ad alta densit\u00e0&#8221; In acronimo anglosassone, HDPE &#8211; nient&#8217;altro che plastica, in effetti. Poco importa. Una volta portato a termine il processo di verniciatura, la differenza con l&#8217;originale sparisce letteralmente, come un cacciacarri ISU-122 tra i cespugli della taiga, in attesa dell&#8217;avvicinarsi del temuto fronte corazzato di Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19494\" aria-describedby=\"caption-attachment-19494\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NgGkFCSNRkY\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19494 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/MC-1-parade-500x313.jpg\" alt=\"MC-1 parade\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/MC-1-parade-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/MC-1-parade-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/MC-1-parade.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19494\" class=\"wp-caption-text\">E una volta che l&#8217;hai costruito, cosa ci fai? Le opzioni in Russia sono molteplici, a quanto pare. In questa scena, i membri dell&#8217;equipaggio dell&#8217;UFO Garage prendono parte\u00a0alla sfilata commemorativa organizzata dal museo dei carri armati di Kubinka, tra un T-34 ed un pi\u00f9 moderno T-72, in configurazione da ingaggio della fanteria (BMT-72 HIFV). Mentre ad ottobre del 2015 avevano\u00a0addirittura avuto modo di partecipare alla rievocazione della battaglia di Borodino, durante l&#8217;evento &#8220;\u041c\u043e\u0441\u043a\u0432\u0430 \u0437\u0430 \u043d\u0430\u043c\u0438. (Mosca per noi) 1941&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il breve video di apertura, recentemente pubblicato, con un riassunto velocizzato\u00a0del processo produttivo del modello dell&#8217;UFO Garage, permette di comprendere piuttosto approfonditamente alcune delle soluzioni impiegate. Il corpo principale del veicolo, ovvero il suo reale chassis, \u00e8 sostanzialmente un cingolato con struttura in\u00a0longheroni d&#8217;acciaio, non dissimile da quella che probabilmente impiegava il\u00a0reale MS-1 (denominazione che sta per\u00a0Maliy Soprovozhdeniya-Perviy &#8211; Primo Veicolo leggero di Supporto). Per quanto concerne la trasmissione e i cingoli, elementi visibili dall&#8217;esterno, \u00e8 stata poi curata in modo particolare l&#8217;estetica a vantaggio degli spettatori, con approfondite ricerche negli archivi fotografici e misurazioni effettuate presso i musei e i monumenti disseminati nei dintorni di Mosca. I meccanici si sono quindi premurati di realizzare alcuni modellini in compensato, per verificare l&#8217;effettiva modalit\u00e0 di funzionamento dell&#8217;intero apparato, tutt&#8217;altro che intuitiva, alla maniera delle ruote di un veicolo convenzionale. Nonostante tali prove, ci viene raccontato sul sito, il raggiungimento delle basse tolleranze necessarie per le varie ruote\u00a0motrici e quelle di scorrimento non si \u00e8 rivelato affatto facile, ed ha richiesto il pi\u00f9 alto numero di tentativi. Non \u00e8 purtroppo chiaro, n\u00e9 si capisce dal prodotto finito, se le due ruote frontali di dimensioni maggiori siano state costruite in legno laminato, come effettivamente, ed alquanto sorprendentemente, avveniva all&#8217;epoca per questa classe di carri leggeri; una definizione potenzialmente fuorviante, visto come in effetti il peso medio si aggirasse sulle 6 tonnellate. La struttura \u00e8 stata quindi ricoperta con le piastre in polietilene tagliate su misura grazie ad un preciso modello tridimensionale creato al computer, ciascuna accuratamente rivettata come la vera armatura del carro armato. Persino gli spessori, per quanto possibile, sono stati rispettati, con l&#8217;impiego di materiale da 10 e 20 mm, in corrispondenza rispettiva dei punti in cui l&#8217;MS-1 disponeva di corazzatura da 8 e da 16 mm. \u00a0L&#8217;officina quindi, che apparentemente dispone tra il suo personale di un esperto di fusioni di alluminio, ha utilizzato tale\u00a0semplice ed efficace sistema per creare tutta la componentistica esterna e l&#8217;equipaggiamento, tra cui maniglie, il faro, il gancio per il traino ed ovviamente il cannone, la fedele riproduzione di un obice\u00a0Hotchkiss da 37 mm di calibro, naturalmente ben lontano dall&#8217;essere in grado di sparare.<br \/>\nAnche se non manca, nel repertorio prodotto\u00a0a margine del progetto, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/f9W8fCXJz4I\" target=\"_blank\">un video di 37 secondi<\/a>\u00a0in cui un realistico effetto speciale si occupa di creare\u00a0l&#8217;illusione del far fuoco, con tanto di realistico rinculo simulato dal pilota,\u00a0grazie ad\u00a0una brusca accelerata in retromarcia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19496\" aria-describedby=\"caption-attachment-19496\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tb6OYZERMh4\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19496 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Renault-FT-17-500x313.jpg\" alt=\"Renault FT-17\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Renault-FT-17-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Renault-FT-17-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Renault-FT-17.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19496\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;indiretto\u00a0ispiratore dell&#8217;MS-1 fu il francese Renault FT-17, il primo carro armato della storia ad essere immediatamente riconoscibile come tale ancora oggi. In questo affascinante video del Tank Museum di Dorset, in Inghilterra, lo storico David Fletcher ce ne illustra le caratteristiche, del tutto rivoluzionarie per l&#8217;epoca di entrata in servizio (1917). La coda di questi piccoli carri aveva lo scopo di evitare che cadessero nelle trincee, rimanendovi bloccati.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 a quel punto, alla fine, che ci si rende conto di come tutto fosse solamente un gioco, senza altro obiettivo che onorare in qualche modo il passato di un paese che\u00a0riusc\u00ec facilmente, tra le due guerre, di rimontare rapidamente sull&#8217;arretratezza dei propri mezzi bellici, schierando\u00a0un qualcosa che si dimostr\u00f2, fin da subito, alla pari con il meglio prodotto delle altre grandi potenze europee. Tutt&#8217;altra storia rispetto ai pesanti carri\u00a0inglesi delle origini, simili a dei serbatoi (da cui appunto il nome in codice <em>tank<\/em>, destinato a durare) con grossi cingoli romboidali, che nel 1916 fallirono\u00a0clamorosamente nella battaglia della Somme, semplicemente perch\u00e9 non si era ancora elaborata una strategia vincente, mirata ad impiegare tali mezzi di concerto con la fanteria. Finch\u00e9 lo stato francese, su reiterato suggerimento del celebre colonnello\u00a0Jean Baptiste Eug\u00e8ne Estienne, non scelse di avviare un progetto per la produzione di un nuovo tipo di veicolo, molto pi\u00f9 leggero, che potesse essere prodotto in grande quantit\u00e0 anche dalle fabbriche in stato disastrato del suo paese, con la manodopera fortemente ridotta dal prolungarsi reiterato\u00a0della guerra. Era il 1917\u00a0quando\u00a0la sua idea, concretizzatosi dapprima su carta a partire da uno storico incontro dell&#8217;anno precedente con l&#8217;industriale\u00a0Louis Renault, ebbe finalmente modo di prendere forma, con l&#8217;entrata in servizio un mezzo da 6 tonnellate e mezzo con due membri dell&#8217;equipaggio, che potesse essere impiegato sui campi di battaglia in formazioni a sciame, in modo che anche l&#8217;eliminazione da parte del nemico di uno o due elementi non potesse comprometterne l&#8217;offensiva. Il carro Renault, dotato per la prima volta di una torretta in grado di ruotare a 360 gradi, al posto dei cannoni laterali dei suoi rivali contemporanei, avrebbe avuto un impatto semplicemente monumentale sul modo di condurre un&#8217;offensiva di terra, tanto che in breve tempo la maggior parte delle grandi potenze si affrettarono a crearne una propria versione. L&#8217;Italia, in particolare, che aveva acquistato quattro di questi veicoli nel 1918, decise successivamente di crearne in proprio un&#8217;allestimento aggiornato, destinato a diventare uno dei migliori carri degli anni &#8217;20: il Fiat 2000, che presentava un armamento aggiornato, un motore pi\u00f9 potente ed era molto pi\u00f9 leggero e veloce del suo ispiratore. E fu proprio uno di questi ultimi nostrani, giunto per vie traverse fino all&#8217;Unione Sovietica nel 1925, ad attirare maggiormente l&#8217;attenzione dello speciale comitato formato dall&#8217;Armata Rossa per determinare il corso ingegneristico futuro del neonato corpo corazzato, portando alla creazione lungamente attesa dell&#8217;MS-1.<br \/>\nCos\u00ec anche la Russia fu finalmente dotata, a parit\u00e0 con gli altri paesi, di un metodo per superare il grande problema della guerra di posizione dello scorso secolo, in cui per la prima volta si scopr\u00ec come la mitragliatrice, assieme alla trincea, costituissero strumenti di fortificazione letteralmente insuperabili alla fanteria, se priva di supporto. Ma eravamo ancora ben lontani dall&#8217;introduzione del Panzer tedesco, e di quello che sarebbe diventato il grande tema strategico\u00a0del ventennio successivo, ovvero: cosa sarebbe successo\u00a0se due schieramenti, composti non in prevalenza ma ESCLUSIVAMENTE di veicoli a motore, si fossero incontrati sulle alterne strade della guerra&#8230; Potendo contare unicamente sulla potenza dei propri cannoni, l&#8217;agilit\u00e0 del mezzo e lo spessore della propria\u00a0corazza, al fine di raggiungere l&#8217;altrui cabina coi frammenti\u00a0ardenti di metallo fuso. In un conflitto che potesse definirsi ancor pi\u00f9 orribile,\u00a0perch\u00e9 fondamentalmente, al di l\u00e0 di qualsiasi dubbio residuo, post-umano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viene un momento, nella vita di un appassionato, in cui leggere libri non \u00e8 pi\u00f9 abbastanza. Ed \u00e8 cos\u00ec che nasce, in genere, il collezionista. Qualcuno che ad un certo punto ha detto: &#8220;Per potermi dire veramente soddisfatto, devo possedere quella cosa, mettermela in casa ed ammirarla fino a comprenderne la vera essenza.&#8221; Ma non &#8230; <a title=\"L&#8217;arte russa di costruire un mini carro armato\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19493\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;arte russa di costruire un mini carro armato\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[409,630,167,136,430,241,137,116,71,97,126,557],"class_list":["post-19493","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-carri-armati","tag-guerra","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-meccanica","tag-militari","tag-motori","tag-russia","tag-storia","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-veicoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19493","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19493"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19493\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19503,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19493\/revisions\/19503"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}