{"id":19418,"date":"2016-02-04T07:28:47","date_gmt":"2016-02-04T06:28:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19418"},"modified":"2016-02-04T07:38:39","modified_gmt":"2016-02-04T06:38:39","slug":"7-miliardi-di-dollari-e-13-scatole-attorno-alla-luna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19418","title":{"rendered":"Sette miliardi di dollari e 13 scatole attorno alla Luna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FhzyIWKvo9Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19419\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19422\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Space-Launch-System-500x313.jpg\" alt=\"Space Launch System\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Space-Launch-System-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Space-Launch-System-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Space-Launch-System.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella fisica dei corpi celesti, soprattutto quelli al di sopra di un certo ordine di grandezza, \u00e8 del tutto naturale che le cose piccole ruotino attorno a quelle dalla massa pi\u00f9 imponente, per l&#8217;effetto costante dell&#8217;attrazione gravitazionale. Ed \u00e8 proprio questo ci\u00f2 che avviene pure, su scala minore, qui a Terra, nel mondo delle consegne via corriere. Per la costante crescita e l&#8217;imporsi su scala globale di realt\u00e0 aziendali come Amazon, oggi, il recipiente principale\u00a0dei pacchi inviati con tale modalit\u00e0\u00a0\u00e8 diventato l&#8217;utente privato, ovvero colui che mai, prima d&#8217;ora, si sarebbe sognato di utilizzare un servizio diverso dalla posta tradizionale. Ma provate voi, per mero esercizio di stile, ad immaginarvi come i diretti\u00a0produttori di una qualsiasi missiva spedita\u00a0attraverso UPS, TNT, Fedex&#8230; Di essere quindi voi stessi, a dover pagare un viaggio in aereo e per strada a un qualcosa di estremamente piccolo,\u00a0quasi insignificante nello schema generale delle cose, come un disco ottico, un libro, una chiavetta USB. Non sarebbe affatto improbabile ritrovarsi, nel conto da saldare ad una di queste\u00a0realt\u00e0 multinazionali, un costo anche notevolmente superiore al valore del singolo oggetto selezionato. Spostarsi\u00a0costa, ed altrettanto pu\u00f2 essere detto, senza timore di smentita, del gesto di spostare le cose. Detto questo, \u00e8 tutta una questione di prospettiva. E propositi funzionali di fondo.<br \/>\nOra, la metodologia con cui le grandi agenzie governative statunitensi effettuano le loro dichiarazioni alla stampa non \u00e8 fissa. E nel caso specifico del recente 2 febbraio, data in cui \u00e8 stata diffusa questa notizia lungamente attesa, nessuna delle fonti pi\u00f9 facilmente accessibili online dichiara in effetti come si sia verificato l&#8217;annuncio. Ma \u00e8 indubbio che quando un giornalista viene invitato ad una conferenza stampa, presso il centro missilistico del Marshall Space Flight Center in Alabama, o in alternativa riceve una lettera, e nel campo di chi l&#8217;ha mandata compare quel logo\u00a0con la costellazione di Andromeda e i quattro caratteri N-A-S-A, le aspettative tendano a crescere in modo esponenziale. Del resto, sono ormai diversi anni che l&#8217;uomo moderno, attanagliato dai guai sociopolitici ed economici di un mondo appesantito dal timore per il domani, guarda nuovamente allo spazio con una sorta di tenue speranza. Ed \u00e8 cos\u00ec diventata emblematica la rilevanza mediatica data non soltanto a missioni di proporzioni gigantesche, come quella affrontata per portare il <em>rover<\/em> Curiosity su Marte, la sonda Rosetta che ha &#8220;catturato&#8221; una cometa o il lungo viaggio della New Horizons fino al di l\u00e0 di Plutone, ma anche ad imprese private comparabilmente\u00a0meno epocali, quali gli esperimenti ingegneristici per la costruzione di un razzo riutilizzabile, compiuti in parallelo dai patron della Tesla Motors (Elon Musk &#8211; Space X) e di Amazon stessa (Jeff Bezos &#8211; Blue Origin). E tutto questo non sar\u00e0 del resto nulla, al confronto con quanto, oramai sappiamo, inizier\u00e0 a verificarsi a partire da una data stimata attorno al 2018, con la partenza della prima nuova Exploration Mission dell&#8217;SLS (Space Launch System) il pi\u00f9 grosso, e potente, razzo spaziale mai costruito. Che prima o poi porter\u00e0 nuovamente l&#8217;uomo al di fuori dell&#8217;orbita terrestre, come non avveniva dai tempi delle missioni Apollo, ma non prima di aver consegnato\u00a0a destinazione, come primo regalo ai suoi pagatori, alcuni pacchetti a forma di parallelepipedo forniti di pannelli solari, della dimensione unitaria approssimativa di una scatola di scarpe (30&#215;20 cm) destinati a vagare nel grande vuoto per qualche settimana o mese, conducendo importanti esperimenti fino al sopraggiungere dell&#8217;inevitabile spegnimento finale. In quella che potrebbe definirsi, senza timore di smentite, la consegna ultraplanetaria di micro-satelliti pi\u00f9 costosa di tutti i tempi: con 7 miliardi di dollari all&#8217;attivo, ed un costo stimato finale per quello che verr\u00e0 dopo di\u00a0altri 28, da bruciare gloriosamente entro la fine del 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19421\" aria-describedby=\"caption-attachment-19421\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/A03wrKFQSRQ\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19421 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Space-is-Hard-500x313.jpg\" alt=\"Space is Hard\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Space-is-Hard-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Space-is-Hard-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Space-is-Hard.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19421\" class=\"wp-caption-text\">Stephen Granade, del canale YouTube CoconutScienceLab, illustra presso il centro visitatori del Marshall Center le differenze prestazionali tra il razzo Saturn V ed il moderno SLS. Inoltre, chiarisce quanto carburante sia necessario in proporzione ad un&#8217;ipotetica automobile per poter spedire detto veicolo, a noi molto noto, fin oltre gli strati superiori dell&#8217;atmosfera. Praticamente, una cisterna o due.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione non \u00e8 tanto illogica, se ci pensate soltanto un minuto: non importa quanto sia sofisticato ed attentamente studiato un meccanismo tecnologico, se questo non \u00e8 mai stato fisicamente testato, messo alla prova e sotto stress, non si potr\u00e0 mai in buona\u00a0coscienza affidargli la vita di due, tre&#8230;Sei persone. Ci\u00f2 costituirebbe\u00a0un&#8217;imprudenza, ed un rischio, di proporzioni semplicemente folli. E il primo razzo del modello Saturn V a lanciare un velivolo verso l&#8217;effettivo suolo\u00a0della Luna con\u00a0un equipaggio umano, in effetti, fu quello appartenente all&#8217;undicesima missione Apollo, con i suoi tre membri dell&#8217;equipaggio destinati ad entrare nella storia,\u00a0Neil A. Armstrong, Michael Collins ed Edwin &#8220;Buzz&#8221; Aldrin, Jr. Ma prima di loro, quante prove c&#8217;erano state! Ivi inclusa quella dell&#8217;Apollo 8, in cui altri tre uomini certamente meno noti,\u00a0Frank F. Borman, James A. Lovell e William A. Anders, giunsero fin sopra le valli\u00a0del nostro corpo\u00a0notturno pi\u00f9 vicino e splendente, soltanto per girargli attorno, guardarlo da lontano e poi ritornare fin qui da noi. Costo dell&#8217;impresa: pari a quello della costruzione di un&#8217;intera citt\u00e0. Esperimenti scientifici compiuti: virtualmente, zero. Tranne quello pi\u00f9 importante di tutti, ovvero compiere\u00a0il gesto, sopravvivere, e poi ritornare a Terra, con una storia magnifica da raccontare. Ed esiste forse una versione migliore, e pi\u00f9 omnicomprensiva, del concetto stesso di esplorazione spaziale?\u00a0Dopo tutto, non c&#8217;era di certo all&#8217;interno di una capsula di comando come la loro, uno spazio vitale pari a quello dei moderni eredi del loro mestiere, gli astronauti della stazione ISS, che in situazioni di caduta libera prolungata, possono persino scegliere di giocare a pallone. Una mancanza di spazi vitali, questa, che verr\u00e0 presto risolta, assieme a molte altre, dal completamento del nuovo programma relativo al nuovo Space Launch System.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19419\" aria-describedby=\"caption-attachment-19419\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DlkjMnWNjic\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19419\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19419 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Orion-Space-Capsule-500x313.jpg\" alt=\"Orion Space Capsule\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Orion-Space-Capsule-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Orion-Space-Capsule-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Orion-Space-Capsule.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19419\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;astronavicella Orion \u00e8 stata completata e testata per la prima volta nel 2014 (mediante l&#8217;impiego di un razzo Delta IV Heavy, non gi\u00e0 l&#8217;SLS come scritto da alcune testate italiane). La definizione usata in questo video per connotarla \u00e8 quella, decisamente colorita, di un &#8220;Apollo che ha preso steroidi&#8221; vista la sua dimensione molto maggiore, l&#8217;equipaggio aumentato a 6 membri ed i sofisticati sistemi e l&#8217;avionica di bordo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ebbe inizio, se vogliamo prendere in analisi la questione dalla sua genesi remota, con l&#8217;istituzione nel 2005 del programma Constellation, il maggiore impegno preso dalla NASA statunitense tra il 2005 e il 2009. Quando nonostante il lungo periodo di relativa immobilit\u00e0 dell&#8217;uomo dal punto di vista degli spostamenti al di fuori del proprio pianeta, la meta lungamente desiderata di Marte appariva ancora vicina, alla portata, persino, di questa generazione. Lo stesso logo, realizzato per pubblicizzare l&#8217;impresa a beneficio del grande pubblico, esemplificava l&#8217;intera questione: tre sfere l&#8217;una dentro l&#8217;altra, rappresentanti, rispettivamente, la Terra, il suo satellite ed il Pianeta Rosso, al quale saremmo giunti impiegando la spinta iniziale, con notevole sapienza costruttiva e tecnologica, di due razzi definiti rispettivamente Ares I e V, il primo dei quali con equipaggio a bordo, mentre il secondo carico di apparecchiature assortite e <em>materi\u00e9l<\/em> coloniale. Finch\u00e9 non avvenne progressivamente chiaro, con l&#8217;approfondimento dei fattori di contesto, che il costo approssimativo di un simile progetto sarebbe stato di &#8220;appena&#8221; 230 miliardi di dollari, portando le amministrazioni di Bush ed Obama a rettificare il tiro, verso mete pi\u00f9 raggiungibili e meno finanziariamente spropositate. La soluzione scelta, quindi, fu decisamente furba e funzionale: rivolgersi alla maggiore compagnia aerospaziale nazionale, la Boeing, per far adattare il progetto esistente dello Space Shuttle verso quello che viene definito comunemente un &#8220;mezzo per il sollevamento pesante&#8221; ovvero la nuova versione dei vecchi, poderosi Saturn V. Giungendo\u00a0ben presto all&#8217;ipotesi tecnica dello Space Launch System, nient&#8217;altro, in effetti, che lo stesso sistema impiegato per lanciare lontano il nostro vecchio caro velivolo riutilizzabile per le missioni orbitali (per citare una frase celebre: &#8220;Perch\u00e9 reinventare la ruota?&#8221;) con l&#8217;aggiunta di un ulteriore stadio superiore e naturalmente, visto il suo ritiro dal servizio attivo a partire dal 2011, la rimozione dell&#8217;aereo. Sostituito, come da programma, con una nuova capsula per l&#8217;equipaggio affine a quella del programma Apollo, molto pi\u00f9 piccola e leggera di un mezzo pensato per il volo aerodinamico orbitale.<br \/>\nCostruita da mani umane, questo appare immediatamente ovvio, per andare MOLTO pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19420\" aria-describedby=\"caption-attachment-19420\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19420#main\" rel=\"attachment wp-att-19420\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19420 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/SLS-Upgrade-Path-500x354.jpg\" alt=\"SLS Upgrade Path\" width=\"500\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/SLS-Upgrade-Path-500x354.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/SLS-Upgrade-Path-768x544.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/SLS-Upgrade-Path.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19420\" class=\"wp-caption-text\">I diversi stadi evolutivi previsti dell&#8217;SLS, a partire dal Block 1, la versione attualmente in corso di completamento presso la Michoud Assembly Facility. Il razzo Block 1B, ancora in fase di progettazione, sar\u00e0 invece pi\u00f9 lungo, a causa dell&#8217;aggiunta di un ulteriore stadio propulsivo. Per quanto concerne l&#8217;anc\u00f2ra successivo Block 2, quello che presumibilmente si occuper\u00e0 di portare l&#8217;uomo su Marte, si parla invece di &#8220;nuovi propulsori migliorati&#8221; le cui specifiche, ad oggi, restano largamente ignote.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma simili ipotesi di viaggio, questo \u00e8 naturale, ci appaiono ancora terribilmente lontane. Nella situazione attuale, con\u00a0il razzo che sta lentamente\u00a0prendendo forma in Louisiana, presso i colossali sistemi automatici della\u00a0MAF (Michoud Assembly Facility) di New Orleans, le missioni effettivamente approvate per il futuro SLS ammontano\u00a0soltanto a quattro. Che sono, partendo a ritroso dalla pi\u00f9 avanzata e ambiziosa, inviare un equipaggio umano presso un asteroide spostato artificialmente in orbita attorno alla Luna (2026) inviare una sonda attorno a Giove (2025) mandare persone in orbita retrograda attorno al nostro beneamato satellite (2023) e tutto questo non prima, come per l&#8217;appunto dichiarato l&#8217;altro giorno, di aver completato l&#8217;Exploration Mission 1, entro e non oltre il 2018. Che consister\u00e0, come accennato pi\u00f9 sopra, nel caricare all&#8217;interno di una versione cargo appositamente costruita della navicella Orion un sistema di lancio per un numero variabile di micro-satelliti automatici, definiti CubeSats (l&#8217;ultima cifra ammonta a 13 unit\u00e0 distinte) destinati ad esser rilasciati nel vero e proprio spazio profondo, con la finalit\u00e0 di effettuare prove sperimentali di meccanismi e tecnologie che ci saranno estremamente utili per l&#8217;esplorazione spaziale futura, ivi incluso il nostro viaggio pi\u00f9 atteso, fino al\u00a0pianeta pi\u00f9 prossimo nel club esclusivo del\u00a0Sistema Solare. Meccanismi, questi, che la stampa internazionale non ha esitato a definire &#8220;droni spaziali&#8221;, in osservanza della mania collettiva corrente per tale parola, e che in particolare qui in Italia stanno avendo una forte risonanza per la partecipazione al progetto dell&#8217;azienda torinese di progettazione e consulenza ingegneristica\u00a0ARGOTEC, la stessa, tra le altre cose, che si occup\u00f2 famosamente di consegnare a maggio scorso una macchina per fare il caff\u00e8 agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, con lo speciale patrocinio\u00a0della nostra celebre\u00a0Samantha Cristoforetti. <a href=\"http:\/\/www.nasa.gov\/press-release\/nasa-space-launch-system-s-first-flight-to-send-small-sci-tech-satellites-into-space\" target=\"_blank\">La press release ufficiale della NASA<\/a>, disponibile sul sito ufficiale dell&#8217;agenzia statunitense,\u00a0si occupa di elencare alcuni dei CubeSats che saranno forniti da aziende americane, principalmente mirati ad effettuare studi della Luna e degli asteroidi pi\u00f9 vicini, ma non cita affatto il dispositivo italiano, n\u00e9 gli altri coinvolti nel progetto tramite il concorso internazionale denominato CubeQuest, che mirava a cercare suggerimenti da parte degli innumerevoli fornitori del programma spaziale statunitense.\u00a0Il drone italiano\u00a0ad ogni modo, almeno\u00a0stando\u00a0alle informazioni pubblicate dalle testate e blog di settore, dovr\u00e0 contenere degli &#8220;innovativi sistemi di comunicazione&#8221;.<br \/>\nChe potrebbero anche essere, per quanto ne sappiamo, del tipo che in futuro verr\u00e0 impiegato per tenere in contatto due pianeti del tutto distinti, l&#8217;uno azzurro, l&#8217;altro assolutamente rosso, come il dio della guerra da cui scegliemmo di dargli il nome. Ma chiunque venga infine convinto a\u00a0compiere il grande balzo, e dovr\u00e0 ritrovarsi completamente da solo ad oltre 80 milioni di Km da casa, far\u00e0 meglio ad accontentarsi di bevande in polvere e cibo frugale. La consegna di capsule di rifornimento, con il caff\u00e8 o senza,\u00a0non sar\u00e0 per niente semplice, laggi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella fisica dei corpi celesti, soprattutto quelli al di sopra di un certo ordine di grandezza, \u00e8 del tutto naturale che le cose piccole ruotino attorno a quelle dalla massa pi\u00f9 imponente, per l&#8217;effetto costante dell&#8217;attrazione gravitazionale. Ed \u00e8 proprio questo ci\u00f2 che avviene pure, su scala minore, qui a Terra, nel mondo delle consegne &#8230; <a title=\"Sette miliardi di dollari e 13 scatole attorno alla Luna\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19418\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Sette miliardi di dollari e 13 scatole attorno alla Luna\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1512,681,766,167,1511,1510,624,1509,1251,835,1508,138,97],"class_list":["post-19418","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-astronauti","tag-esplorazione","tag-futuro","tag-ingegneria","tag-luna","tag-marte","tag-nasa","tag-navi-spaziali","tag-razzi","tag-satelliti","tag-sls","tag-spazio","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19418"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19418\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19426,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19418\/revisions\/19426"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}