{"id":19398,"date":"2016-02-02T07:13:45","date_gmt":"2016-02-02T06:13:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19398"},"modified":"2016-02-02T07:18:28","modified_gmt":"2016-02-02T06:18:28","slug":"i-vantaggi-tecnologici-del-molo-galleggiante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19398","title":{"rendered":"I vantaggi tecnologici del molo galleggiante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uau9b_n4d20\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19399\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19402\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Surin-Jetty-500x313.jpg\" alt=\"Surin Jetty\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Surin-Jetty-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Surin-Jetty-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Surin-Jetty.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho profondamente chiaro nella mia analisi geometrica di quanto ci circonda, che la sfera sia una forma veramente poco empatica e gentile. Perch\u00e9 se la lasci sola per un paio di minuti, quella tende normalmente a rotolare, scappando per i ripidi pendii, eternamente\u00a0persa al suo benefattore. Una sfera non pu\u00f2 essere impilata, con altre sfere, a meno che quest&#8217;ultime non siano chiuse da un recinto, o\u00a0letteralmente cementate al suolo sottostante. E per di pi\u00f9 il risultante cumulo, se pure dovesse riuscirvi con qualche metodo complesso di farlo stare assieme, avr\u00e0 una resistenza strutturale meno che perfetta, e sar\u00e0 inoltre inadatto al calpest\u00eco, nonch\u00e9 pieno di vuoti in cui far scomparire oggetti utili, come le chiavi di casa, il cellulare, il portafoglio&#8230;\u00a0Della sfera&#8230;Non ti puoi fidare. Tutt&#8217;altra storia, a conti fatti, rispetto ai sei volti sorridenti dell&#8217;amico Cubo. Un&#8217;entit\u00e0 capace di costituire il modulo pi\u00f9 piccolo di praticamente ogni forma, \u00a0guadagnandosi un posto d&#8217;onore in qualsivoglia impresa che possa dirsi, senza esitazione, come rientrante\u00a0nel metodo ingegneristico dei prefabbricati. Nulla si combina meglio con se stesso, in effetti, che un oggetto che ha la stessa altezza, larghezza e profondit\u00e0, sia pure generalizzando, visto come determinate soluzioni aderenti a un tale stile di pensiero, molto spesso, si affidino a dei parallelepipedi di variabilissima entit\u00e0. Ma tutti sempre conformi, non difformi, i loro spigoli perfettamente opposti e non proposti, le linee rette e perpendicolari. Datemi una fila di cubi abbastanza lunga, e vi sollever\u00f2 il mondo &#8211; Cit.<br \/>\nCos\u00ec avvenne all&#8217;uomo con la telecamera, il cui nome chiaramente scritto in fondo al video \u00e8\u00a0Adam Hobbs, di trovarsi un giorno in un soggiorno vacanziero presso la costa ovest dell&#8217;isola di Phuket, in quella localit\u00e0 dall&#8217;alto tasso turistico che ha il nome di spiaggia di Surin, qualche chilometro a nord della citt\u00e0 di Patong. Per osservare con un vago senso di stupore, sull&#8217;immediato e catartico momento, l&#8217;esistenza di una strana propaggine mirante al mare aperto, costituita in materiale plastico di due colori, azzurro e celestino chiaro. Un molo? Una piattaforma? Una via marittima per biciclette? Tutte queste cose, e molte altre. O per usare un solo termine, il tipico esempio autoconcludente del sistema brevettato Candock, la pi\u00f9 diffusa soluzione per la costruzione di ponti o pontili galleggianti, che dal fresco\u00a0Canada \u00e8 giunto a diffondersi, negli ultimi anni, presso i centri abitati e le propriet\u00e0 private di una buona met\u00e0 del mondo. Non che sia l&#8217;unico approccio conforme a tale descrizione, sia chiaro. Abbondano, anzi, le imitazioni, con\u00a0diversi gradi di miglioramento del progetto originale. Eppure c&#8217;\u00e8 qualcosa di chiaro e lampante, semplicemente funzionale, nel concetto di una moltitudine di cubi in PVC, collegati tra di loro grazie ad asole e grosse viti da inserirvi, anch&#8217;esse realizzate nello stesso materiale. Che risulta solido, abbastanza da camminarci o legarci le barche, ma al tempo stesso straordinariamente flessibile, come stava per scoprire il viaggiatore in quel frangente certamente\u00a0degno di registrazione.<br \/>\nSe attendi l&#8217;arrivo dell&#8217;onda grande su di un molo convenzionale, tutto quello che potrai aspettarti \u00e8 qualche schizzo, magari una pozzanghera tra i piedi, che presto si dissolve come neve al sole. Ma se ti trovi su di un simile apparato, potrai sperimentare l&#8217;esperienza di essere letteralmente sollevato, assieme al pavimento, di anche parecchi centimetri, tornando quindi presto al punto di partenza. Una sorta di naturale montagna russa, o l&#8217;approssimazione ragionevole di quello che potrebbe essere camminare sull&#8217;acqua, ma in un luogo in cui quest&#8217;ultima\u00a0\u00e8 mobile e irrequieta. Pur costituendo\u00a0uno strumento architettonico vero e\u00a0funzionale, \u00e8 quindi chiaro che il molo galleggiante si presti in modo particolare ad assumere una dimensione affine a quella del\u00a0divertimento&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19400\" aria-describedby=\"caption-attachment-19400\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/EXHJHPIu0G4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19399\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19400 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Sani2c-bridge-500x313.jpg\" alt=\"Sani2c bridge\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Sani2c-bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Sani2c-bridge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Sani2c-bridge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19400\" class=\"wp-caption-text\">Cubetti fin dove lo sguardo riesce a spingersi, per permetterci di\u00a0dire, senza alcun timore di smentita: &#8220;Il mio regno \u00e8 la risultanza del calcolo: lato per lato per lato&#8221; Diviso due? Mmm, difficile. Pu\u00f2 esserci soltanto un vincitore.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedi, ad esempio, l&#8217;esperienza dell&#8217;ultima tappa della corsa ciclistica in mountain bike\u00a0di Sani2c, che dal 2004 parte dal passo di Sani in Sud Africa, presso la comunit\u00e0 di\u00a0Glencairn Farm ad ovest di Durban, per percorrere 261 Km con un dislivello di 4064 metri, in quella che pu\u00f2 definirsi, senza rischio di sbagliarsi, la pi\u00f9 lunga e difficoltosa gara montana per le due ruote con pedali e sellino. Un&#8217;impresa titanica, per ciascun\u00a0singolo partecipante, che culmina non a caso con l&#8217;attraversamento obbligato dell&#8217;assurdo ponte galleggiante sul fiume Umkomass, lungo 700 metri e largo neanche due, del tutto privo di ringhiere o metodi per prevenire cadute rovinose in acqua. Che in effetti si verificano, puntualmente, come documentato anche dall&#8217;apposito video di cadute, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Pa8antN29-A\" target=\"_blank\">pubblicato niente meno che sul canale ufficiale<\/a> della stessa Candock. Perch\u00e9 a questo punto l&#8217;avrete certamente capito, il sistema impiegato per un simile stunt ingegneristico altro non sarebbe che lo stesso del molo di Phuket, da sempre particolarmente apprezzato per la sua flessibilit\u00e0, la leggerezza in fase di trasporto (niente di pi\u00f9 facile, come dicevamo, che impilare dei cubi, anche sul cassone di un <em>pick-up<\/em>) e la resistenza nel tempo, tale da rendere in effetti praticamente inutile qualsiasi servizio di post-vendita o supporto al cliente. Una volta assemblata, e posta in posizione, una simile struttura plastica, priva di parti mobili o meccaniche, pu\u00f2 resistere del tutto\u00a0immutata per intere generazioni, subendo al massimo un leggero sbiancamento per la forza implacabile del Sole.<br \/>\nEd a questo punto, verrebbe anche da chiedersi, sarebbe mai possibile migliorare un simile progetto, tanto funzionale proprio perch\u00e9 semplice, ovvero privo di complicazioni? La logica potrebbe forse suggerire di no, mentre in effetti, la ricca documentazione disponibile online sui maggiori <em>competitors<\/em> di Candock fa tutto il possibile per inculcarci un sentimento totalmente contrario. Vedi ad esempio <a href=\"https:\/\/youtu.be\/4rTkKnZN5Kk\" target=\"_blank\">l&#8217;affascinante e preciso rendering della Dock Blocks di Charleston<\/a>, con sede nello stato americano del South Carolina, che ci offre uno sguardo sulla sua valida alternativa all&#8217;offerta canadese, che si giova in primo luogo di un maggior numero di punti di collegamento tra i diversi cubetti: ovvero quattro, uno per lato, in aggiunta quelli angolari del prodotto preso in analisi fino a questo punto, con il vantaggio di essere dotati di una maggiore solidit\u00e0 strutturale e\/o resistenza agli urti accidentali. Il video descrive inoltre un interessante sistema per far curvare il molo verso il basso nella sua sezione frontale, lasciando che\u00a0i Dock Blocks pi\u00f9 avanzati si riempiano, facilitando cos\u00ec l&#8217;approdo di un qualsivoglia natante, inclusa la tipica moderna moto d&#8217;acqua. Consentendo di sfruttare successivamente, qualora fosse ritenuto necessario, una pompa per svuotare nuovamente i cubi prefabbricati, sollevando il proprio PWC (Personal Water Craft)\u00a0per salvarlo dalla corrosione.<br \/>\nUn sistema, incidentalmente,\u00a0non dissimile da quello dei bacini di carenaggio per le grandi navi, utilizzati occasionalmente al fine di\u00a0effettuare riparazioni ed\u00a0ispezioni dello scafo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19399\" aria-describedby=\"caption-attachment-19399\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9Q8Dz3lubCU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19399\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19399 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Polyfloat-500x313.jpg\" alt=\"Polyfloat\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Polyfloat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Polyfloat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Polyfloat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19399\" class=\"wp-caption-text\">Il Polyfloat della premiata azienda indiana Polyene dimostra un approccio ancora differente, in cui blocchi pi\u00f9 grandi (69 cm di lato) vengono assicurati\u00a0assieme mediante l&#8217;impiego di paletti e corde, nella creazione di quello che potrebbe forse definirsi l&#8217;unico nodo brevettato al mondo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un mondo che cambia. Il fatto che una struttura semi-permanente, come un molo o un ponte galleggiante, debba essere costruita con metodi complessi e dal notevole impatto ambientale, come la prototipica colata di cemento,\u00a0si sta rapidamente trasformando in\u00a0un luogo comune, che nasce dall&#8217;ignoranza. Soluzioni tecniche dal favorevole rapporto di sforzo\/risultato, come questo modulo\u00a0geometricamente ripetuto di un oggetto sagomato in plastica e poi saldamente assicurato a un certo numero dei propri simili, concedono una riduzione delle problematiche e dei costi niente affatto indifferenti. Eppure, il molo galleggiante, per alcune ragioni di contesto, continua ad ispirare nel grande pubblico un certo senso di diffidenza. \u00c8 una questione evidente, che nasce dal semplice gesto di attraversare una simile costruzione in condizioni di mare (o lago, fiume&#8230;) dall&#8217;ingente moto ondoso, durante il quale detto camminamento ha la tendenza ad ondeggiare come una sorta di serpente imbizzarrito, dando ai suoi percorritori un senso d&#8217;instabilit\u00e0,e di mal di mare, potenzialmente deleteri. A ci\u00f2 aggiungente pure il fatto che, come da prassi per qualsiasi molto che si rispetti, simili strutture non sono generalmente dotate di ringhiere, rendendole immediatamente pi\u00f9 affini, nell&#8217;immaginario, ad un utilizzo d&#8217;intrattenimento. In cui per lo meno, essere scaraventati gi\u00f9 nell&#8217;acqua non abbia altre conseguenze che una grande risata, seguita da qualche bracciata per poter tornare a riva, senza danni o rischi collaterali.<br \/>\nEppure \u00e8 indubbio che in determinate situazioni, con un adeguato studio di fattibilit\u00e0 da parte di un architetto o tecnico d&#8217;installazione, un molo galleggiante possa costituire la perfetta risposta all&#8217;esigenza di un punto d&#8217;approdo pronto s\u00f9bito, strutturalmente solido, persino facilmente smontabile per essere successivamente spostato, qualora se ne presenti l&#8217;improbabile\u00a0necessit\u00e0. \u00c8 tutta una questione di scelta dei giusti strumenti, nelle precise condizioni d&#8217;impiego. E soprattutto, d&#8217;imparare a fidarsi delle cose instabili, puntando sul proprio equilibrio. Ci\u00f2 perch\u00e9 talvolta, una cosa che pu\u00f2 piegarsi, non si spezzer\u00e0 mai. Continuando\u00a0ad esserci utile finch\u00e9 lo riterremo necessario, come il\u00a0\u221b\u00a0Senza mai prendere la strada della sfera, che rotola\u00a0spietatamente,\u00a0verso i\u00a0pi\u00f9 distanti recessi del pensiero e dell&#8217;umana considerazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19401\" aria-describedby=\"caption-attachment-19401\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/72WCtkp7kz4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19401\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19401 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Shoremaster-Polydock-500x313.jpg\" alt=\"Shoremaster Polydock\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Shoremaster-Polydock-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Shoremaster-Polydock-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Shoremaster-Polydock.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19401\" class=\"wp-caption-text\">Lo ShoreMaster della Polydock \u00e8 un tipo di molo galleggiante costituito da macro-sezioni rigide, che donano all&#8217;intera struttura l&#8217;aspetto rassicurante di un qualcosa di costruito con metodi convenzionali. Anche se continuer\u00e0, naturalmente, ad alzarsi ed abbassarsi con il moto ondoso, come esemplificato dai paletti verticali usati per assicurarlo al fondale, concepiti per far &#8220;scorrere&#8221; le asole di collegamento. Il montaggio dell&#8217;intero marchingegno, tuttavia, appare decisamente pi\u00f9 complesso della media.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho profondamente chiaro nella mia analisi geometrica di quanto ci circonda, che la sfera sia una forma veramente poco empatica e gentile. Perch\u00e9 se la lasci sola per un paio di minuti, quella tende normalmente a rotolare, scappando per i ripidi pendii, eternamente\u00a0persa al suo benefattore. Una sfera non pu\u00f2 essere impilata, con altre sfere, &#8230; <a title=\"I vantaggi tecnologici del molo galleggiante\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19398\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I vantaggi tecnologici del molo galleggiante\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,219,211,330,507,795,249,1506,594,1463,1507,364,97],"class_list":["post-19398","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-canada","tag-ciclismo","tag-costruzioni","tag-fiumi","tag-laghi","tag-mare","tag-moli","tag-plastica","tag-prefabbricati","tag-pvc","tag-sudafrica","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19398"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19398\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19406,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19398\/revisions\/19406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}