{"id":19389,"date":"2016-02-01T07:29:57","date_gmt":"2016-02-01T06:29:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19389"},"modified":"2016-02-01T07:38:47","modified_gmt":"2016-02-01T06:38:47","slug":"puo-bastare-una-persona-per-scavare-un-tempio-di-arenaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19389","title":{"rendered":"Pu\u00f2 bastare una persona per scavare un tempio di arenaria?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oxcftjJ39BU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19390\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19392\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-500x313.jpg\" alt=\"Ra Paulette\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Benedetta geologia. E vivere davvero in New Mexico, conoscerne gli spazi naturali\u00a0fuori dal contesto cittadino, significa acquisire dimestichezza per lo meno visuale con un certo tipo di pietra sedimentaria che non \u00e8 un tutt&#8217;uno. Bens\u00ec\u00a0un ammasso senza fine d&#8217;insignificanti granuli, accorpati tra di loro grazie alla matrice, una mescolanza di argilla, calcite, feldspati e miche, che l&#8217;antica acqua marina, o pi\u00f9 recenti infiltrazioni di torba, hanno trasformato nel giro dei secoli in cemento. Arenaria, abbiamo scelto di denominarla, e il fatto vuole che talvolta, se l&#8217;orecchio \u00e8 adeguatamente allenato, sia possibile sentire il suo richiamo di rimando. &#8220;Venite! Vieni! Scavami!&#8221; Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 altra roccia, in questo mondo, che sia al tempo stesso cos\u00ec\u00a0resistente alla compressione, tanto da poter costituire il cuore di montagne intere, ma friabile se abrasa, con i giusti strumenti, plasmata come una sostanza per le costruzioni dei bambini. Quasi altrettanto&#8230; Facilmente? Lo sapevano i Romani, che da un tale materiale famosamente trassero la\u00a0Porta Nigra di Treviri in Germania, un edificio alto 30 metri che formalizzava il maggiore punto d&#8217;ingresso cittadino, nonch\u00e9 l&#8217;intero forte di Castlefield, non troppo distante dal\u00a0fondamentale <em>magnum castrum<\/em>, luogo strategico nel North West dell&#8217;Inghilterra. Cos\u00ec come gli abitanti successivi delle regioni circostanti\u00a0quella stessa regione di Collyhurst, che dalla famosa pietra trassero innumerevoli chiese, ivi inclusa la svettante cattedrale anglicana di quella che sarebbe diventata, a un certo punto della loro\u00a0storia, la citt\u00e0 di Manchester &#8211; Per\u00a0un processo di mutazione fonetica dal termine latino, sia chiaro. Ed altrettanto bene, senza dubbio, deve aver udito la\u00a0pietrosa voce l&#8217;americano Ra Paulette, originario dell&#8217;Indiana ma che laggi\u00f9 in New Mexico, tra valli remote e in prossimit\u00e0 dell&#8217;ombra degli arbusti, ormai da 25 anni ha ritenuto di percorrere la via dell&#8217;eremita sapiente, come tanti altri filosofi ed artisti, prima di lui.<br \/>\nQuest&#8217;uomo che non \u00e8 un minatore, eppure trova vie d&#8217;accesso estremamente semplici all&#8217;interno dei rilievi; che non \u00e8 un architetto, ma\u00a0determina la posizione di spaziosi atri e stanze ad uso proprio oppure dei suoi committenti; che non \u00e8 uno scultore, pur sapendo realizzare intriganti bassorilievi ed ogni tipo di naturalistiche figure usate per dare carattere ai suoi ambienti titolari. Reso celebre dalla recente produzione del documentario nominato all&#8217;Oscar, Cavedigger (Jeffrey Karoff &#8211; 2013) ma che certamente non cercava la fama internazionale, ne pare lavorare per l&#8217;approvazione di qualcuno che non sia se stesso, il proprio spirito, o forse addirittura il cane, fedele compagno delle sue ultime avventure. Tutto ebbe inizio\u00a0al principiare degli anni &#8217;80, quando l&#8217;allora\u00a0quarantenne\u00a0Paulette (oggi ha pi\u00f9 di 75 estati alle spalle) veterano del Vietnam e con due\u00a0storie d&#8217;amore naufragate alle spalle, scelse di provare per un certo periodo questa cosa di essere campioni solitari, e scoprire come si trovasse trasferendosi in una baita autocostruita vicino alla localit\u00e0 di Des Montes, diversi chilometri a nord di Santa Fe. Si trattava di un piccolo edificio in legno, sito a circa 3.000 metri dal livello del mare, ben costruito e semi-sepolto nel terreno, tenuto\u00a0nascosto da alcuni vecchi frassini defunti ormai da tempo. Nonostante Paulette avesse mirato ad un terreno di propriet\u00e0 pubblica, in effetti, successivamente scopr\u00ec che il terreno\u00a0rientrava per pochi metri all&#8217;interno di un&#8217;antica concessione privata della Corona spagnola,\u00a0facendo parte di uno sconfinato\u00a0ranch. Questione che\u00a0negli gli caus\u00f2 alcuni problemi, inclusa la visita di controllo di un ranger locale e l&#8217;occupazione da parte di alcuni giovani abitanti del luogo, che ne fecero un luogo di ritrovo occasionale. Ma per lui, che allora vi passava solo alcuni mesi l&#8217;anno, quest&#8217;ultimo punto fu\u00a0in effetti un lato positivo: le montagne a tale\u00a0latitudine sono infatti estremamente umide, e ogni volta che tornava alla sua capanna, la trovava lievemente pi\u00f9 sprofondata nella terra e nel fango. Tanto che dovette a un certo punto, nonostante la manutenzione effettuata sia da lui che dai suoi ospiti &#8220;abusivi&#8221;, dolorosamente abbandonarla.<br \/>\nPer giurare, da quel giorno, due cose: che non si sarebbe mai fermato pi\u00f9 in un posto tanto a lungo. E che avrebbe trovato un materiale da costruzione differente dal legno, pi\u00f9 adatto a resistere alle intemperie ed all&#8217;incedere spietato del tempo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita di Paulette ritorna quindi alle cronache verso la met\u00e0 degli anni &#8217;90, quando lo ritroviamo nella localit\u00e0 di Embudo, presso il fiume del Rio Grande e la Foresta Nazionale di Carson, dove sceglie di abitare in quella che lui chiama la sua &#8220;Camera del Cuore&#8221;. Una vera e propria casa, duramente scavata con le proprie mani all&#8217;interno di un massiccio di arenaria, dove abitare in uno stato che lui definisce di &#8220;assoluta quiete e comunione con l&#8217;universo&#8221;. Secondo quanto ci \u00e8 dato di sapere la caverna, oggi non pi\u00f9 esistente, incorporava gi\u00e0 molti degli elementi della sua produzione successiva, incluse le superfici curve ed organiche di ciascun ambiente, che sembrano quasi fluire l&#8217;una incontro all&#8217;altra in un vortice di forme, luci ed ombre. Nello stile di Paulette, in particolare, si nota un&#8217;eccezionale\u00a0attenzione all&#8217;impiego della luce naturale, che filtrando da aperture collocate in alto negli ambienti, rimbalzano da una parete all&#8217;altra, creando l&#8217;impressione di trovarsi al tempo stesso al chiuso, ed all&#8217;aperto. Questo primo\u00a0ambiente da lui creato nella pietra, tuttavia, non era particolarmente solido, e presa coscienza del fatto che numerosi sconosciuti tendessero a visitarlo in sua assenza, attirati dalle storie sulla magnifica caverna decorata in cui talvolta viveva un uomo misterioso,\u00a0che potevano subire conseguenze gravi per eventuali crolli, egli decise alla fine di chiuderla definitivamente, inducendo un crollo catastrofico dell&#8217;unica via d&#8217;accesso al sotterraneo. Ma non fu certamente questa, la fine di una storia tanto strana e singolare&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19390\" aria-describedby=\"caption-attachment-19390\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/q0LO9VPyYBA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19390\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19390 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-2-500x313.jpg\" alt=\"Ra Paulette 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19390\" class=\"wp-caption-text\">Una delle caverne costruite su commissione da Ra Paulette, messa in mostra dall&#8217;utente di YouTube PElias1525, che si trovava l\u00ec come visitatore durante quella che pare essere una festa. Nonostante le riprese siano criticate nei commenti come poco chiare, il suo modo di usare il cellulare come fosse un&#8217;estensione dello sguardo dona un certo senso di trovarsi fisicamente l\u00ec, vivendo l&#8217;esperienza assieme al resto dei presenti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo successivo della sua vita, questo artista eclettico si fece pi\u00f9 prudente. Avendo acquisito la percezione dei potenziali rischi di responsabilit\u00e0 che correva mettendo le sue costruzioni a disposizione di chiunque, inizi\u00f2 a costruire esclusivamente su terreni privati, previo l&#8217;ottenimento dell&#8217;approvazione dei relativi proprietari. Lui personalmente, in fondo, non aveva un particolare interesse a vivere in prima persona ed a lungo termine nelle caverne che costruiva, preferendo piuttosto trasferirsi di continuo per poter riprendere il processo di creazione. Attualmente, all&#8217;ultima stima, ne dovrebbero esistere esattamente 14 complete tutto attorno alla citt\u00e0 di Santa Fe, di volta in volta prodotte in cambio di uno stipendio di circa 10-14 dollari l&#8217;ora (a seconda della complessit\u00e0 del progetto). Ogni antro un&#8217;opera unica e irripetibile, ciascuno infuso della sua particolare visione d&#8217;artista, anche a costo di andare contro le specifiche richieste\u00a0dei suoi finanziatori.<br \/>\nTra le opere pi\u00f9 famose ed estese, va certamente citato il Tempio della Terra, costruito per i titolari della\u00a0Relais &amp; Ch\u00e2teaux e da questi messo a disposizione ai clienti paganti del loro resort, come luogo di ritiro spirituale e meditazione.\u00a0Un vero e proprio <em>dungeon<\/em> d&#8217;estensione media<em>,\u00a0<\/em>con all&#8217;interno della sala principale un grande pilastro a bassorilievo, lavorato per sembrare un albero le cui fronde vanno a scomparire nel soffitto. Diventando, in effetti, la montagna stessa. Completano la scenografia alcuni globi vagamente a forma di cuore, che dovrebbero rappresentare, nella sua idea, la manifestazione terrena della gentilezza umana. L&#8217;insolita e prestigiosa location viene anche impiegata, di tanto in tanto, per la celebrazione di matrimoni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19391\" aria-describedby=\"caption-attachment-19391\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/eY5PY-1-Iks\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19391\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19391 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-3-500x313.jpg\" alt=\"Ra Paulette 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/02\/Ra-Paulette-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19391\" class=\"wp-caption-text\">Uno dei punti principali sollevati dal documentario Cavedigger \u00e8 la questione di cosa voglia dire, per un artista solitario, lavorare con i tempi precisi e le stringenti imposizioni dei suoi committenti, che in tali ambienti intenderanno viverci, di l\u00ec a poco. Si tratta indubbiamente di un delicato stato di equilibrio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso il termine del documentario di Karoff, si parla inoltre\u00a0di quello che Paulette definisce il suo <em>magnum opus<\/em>, una caverna pi\u00f9 vasta e complessa di qualunque altra costruita fino a questo momento. Costruita di nuovo sul terreno pubblico, ma in un luogo che per il momento resta rigorosamente ignoto, una volta aperta ai visitatori dovr\u00e0 essere sicura e resistente all&#8217;usura, ancora pi\u00f9 delle maggiori opere recenti. Il luogo viene anche mostrato di sfuggita all&#8217;inviato del video di apertura, che per l&#8217;occasione si vede descrivere l&#8217;aspetto futuro del salone principale in corso d&#8217;opera: una vera e propria piscina scavata nella roccia, con tanto di cascata e pareti per questa volta dipinte, onde\u00a0contribuire ad un&#8217;estetica ancora pi\u00f9 irreale e fantastica, in un passo mai compiuto fino ad ora dall&#8217;artista. Il quale stima che il lavoro, nella migliore delle ipotesi, lo occuper\u00e0 per i prossimi 10 anni, accompagnandolo fino all&#8217;et\u00e0 del suo pensionamento. Un proposito estremamente impegnativo e gravoso, specie quando si considera che stavolta, il grande costruttore lavorer\u00e0 per se stesso, senza percepire nessun tipo di stipendio. Bench\u00e9 vada anche considerato come, con notevole risonanza mediatica, uno dei terreni precedentemente graziati dalle sue caverne, dell&#8217;estensione di 208 acri, sia stato messo in vendita da una prestigiosa agenzia immobiliare locale, per <a href=\"http:\/\/newmexicospiritualland.com\/wfPropertyDetails.aspx\" target=\"_blank\">un prezzo iniziale di un milione di dollari, poi calato a 795.000<\/a>. I quali, naturalmente, andranno integralmente al proprietario del terreno, non certo a Paulette. Ma\u00a0non \u00e8 in effetti impossibile che costui, in tanti anni di lavoro, sia riuscito a mettere da parte un certo gruzzolo per mantenersi fino al completamento della sua ultima Caverna Luminosa, un luogo che, parafrasando le\u00a0sue parole e il chiaro intento produttivo: &#8220;Sar\u00e0 messo a disposizione della comunit\u00e0, come risorsa di guarigione e riscoperta spirituale.\u00a0diventando\u00a0un nucleo\u00a0di comunione assoluta con il mondo naturale e i suoi segreti, al fine\u00a0di raggiungere uno stato superiore di coscienza.&#8221; Una missione di non facile risoluzione, soprattutto quando si considera che prima del completamento avr\u00e0 raggiunto e superato gli 80 anni, un&#8217;et\u00e0 non indifferente per arrampicarsi su pendici scoscese con carriola assicurata sulle spalle e tutti gli altri attrezzi al seguito, da usare con alacre ed operosa insistenza.<br \/>\nMa la pietra, si sa, non cede facilmente. Sia questa il frutto di depositi magmatici ed antichi\u00a0<em>flysch<\/em>, oppure delineata dalla convinzione e la sapienza della mente umana. Tanto che la Prima pu\u00f2 essere soltanto erosa dalle forze imprescindibili della natura, oppure dalla sua Seconda controparte. Che tende a resistere immutata per tempi brevi, eppure straordinariamente pregni e significativi. Grazie alla forza tangibile del gesto, che conduce alla memoria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Benedetta geologia. E vivere davvero in New Mexico, conoscerne gli spazi naturali\u00a0fuori dal contesto cittadino, significa acquisire dimestichezza per lo meno visuale con un certo tipo di pietra sedimentaria che non \u00e8 un tutt&#8217;uno. 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