{"id":19379,"date":"2016-01-31T07:36:51","date_gmt":"2016-01-31T06:36:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19379"},"modified":"2016-01-31T07:46:01","modified_gmt":"2016-01-31T06:46:01","slug":"a-carnevale-quando-il-diavolo-cammina-tra-le-strade-boliviane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19379","title":{"rendered":"A Carnevale, quando il diavolo cammina tra le strade boliviane"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zFRvICC2igA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19380\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19380\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Carnival-de-Oruro-500x313.jpg\" alt=\"Carnival de Oruro\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Carnival-de-Oruro-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Carnival-de-Oruro-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Carnival-de-Oruro.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficilmente sarebbe possibile trovare, nell&#8217;odierna tradizione popolare di ogni luogo, una migliore antonomasia del concetto dell&#8217;umanit\u00e0 in festa ed estasi pressoch\u00e9 totalizzante, piuttosto che nell&#8217;occasione delle celebrazioni tipiche del carnevale sudamericano, che spesso incorporano mitologie e credenze pre-esistenti, per creare un mondo di colori rutilanti e splendide sfilate variopinte, dagli eguali alti meriti, sia esteriori che spirituali. Una categoria a cui senz&#8217;altro appartiene, pur essendo relativamente poco noto qui da noi, la grande festa annuale che si svolge a partire dal sabato prima del mercoled\u00ec delle Ceneri, collocato come da prassi del calendario in una data variabile tra l&#8217;inizio di febbraio e la prima decade di marzo, presso la prosperosa cittadina boliviana di oltre 250.000 abitanti che ha il nome di Oruru, equidistante dai due centri ben pi\u00f9 popolosi di Sucre e la Paz. Durante il quale, i diversi distretti si organizzano con magnifici ed esagerati costumi, appartenenti a gruppi di danza mirati a rappresentare, di volta in volta, alcuni momenti significativi della leggendaria storia cittadina. Tra cui&#8230;<br \/>\nLa pi\u00f9 grande battaglia di tutti i tempi, l&#8217;ultimo capitolo di un eterno conflitto tra il bene e il male, gli avversi princ\u00ecpi che nel corso delle epoche si trovarono a confronto in molti luoghi differenti della Terra. Scenari\u00a0come\u00a0l&#8217;antica sede della trib\u00f9 degli Uru-Uru, sita in prossimit\u00e0 dell&#8217;omonimo lago nella parte sud-occidentale del paese dell&#8217;entroterra che confina con Per\u00f9, Brasile e Paraguay. Fu un momento, stando alla memoria orale di coloro che riuscirono a superare la tremenda crisi, assolutamente critico, ed al tempo stesso magnifico e glorioso. E che potrebbe dirsi\u00a0l&#8217;allegoria del destino di un intero continente, il quale\u00a0a seguito di quel momento, abbandon\u00f2 gli antichi dei per camminare assieme all&#8217;uomo cosiddetto &#8220;bianco&#8221;. Una transizione che il senso comune di oggi tende a considerare con un certo grado di diffidenza, ricordando il destino di tante genti che non seppero, n\u00e9 vollero accettare la dottrina e l&#8217;etica cristiana. Ma che in questo caso, non \u00e8 davvero difficile capirlo, trov\u00f2 terreno fertile ed un luogo pronto a convertirsi con imprescindibile entusiasmo. Fu\u00a0una catarsi di proporzioni, a dire poco, bibliche.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 una data precisa attribuita a questo evento, come per ogni vero mito che si rispetti, ma \u00e8 lecito collocare storicamente l&#8217;azione attorno all&#8217;inizio del XVII secolo, quando il <em>conquistador<\/em> Don Manuel Castro de Padilla, giunto sin qui dalla Spagna di Filippo III (il sovrano detto &#8220;il Pio&#8221;) ebbe l&#8217;iniziativa di fondare in questo luogo una piccola colonia mineraria, ispirato dalla presenza di alcuni corposi\u00a0giacimenti di argento e stagno, siti a 3709 metri dal livello del mare. La situazione socio-culturale della regione, a quell&#8217;epoca, era piuttosto complessa: fin dall&#8217;ormai\u00a0distante era pre-colombiana, infatti, nell&#8217;intera regione del Per\u00f9 settentrionale\u00a0si erano susseguiti una variegata serie di divinit\u00e0 e credenze, di volta in volta esportate dall&#8217;antica cultura costiera di Wari, quindi prese in prestito, o secondo alcuni, imposte, dalle propaggini meridionali del grande impero degli Inca. Ma nel momento in cui simili sistemi di valori\u00a0raggiungevano terre tanto\u00a0remote, tendevano immancabilmente a perdere coesione, sperimentando spesso un cambiamento di significati e ruolo. Avvenne cos\u00ec che agli antichi spiriti degli animali venerati in questi recessi montani, come il dio-lucertola Arankani, la vipera Quwak e il rospo Jampatuqullu, si fossero affiancati, a partire da un&#8217;epoca risalente grossomodo all&#8217;anno 1000, anche due figure antropomorfe di matrice straniera: la prima\u00a0maschile e profondamente avversa all&#8217;umanit\u00e0, di nome WariDesam, mentre l&#8217;altra femminile e benevola, Apus waka. All&#8217;arrivo degli occidentali, quindi, e con l&#8217;iniziare della conversione al cristianesimo, tali mistiche\u00a0entit\u00e0\u00a0tutto scelsero, tranne che restare quietamente in silenzio, ricacciate dall&#8217;<em>imago<\/em> della croce\u00a0dentro le caverne o tra le rocce dei massicci andini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nFu cos\u00ec che, secondo la leggenda, un giorno WariDesam scelse di stagliarsi\u00a0contro il\u00a0cielo di Oruro, con ghigno malefico, corna ritorte, coda a punta e grandi ali, dalla foggia rigorosamente pipistrellesca. Strana, come coincidenza&#8230; Gridando quindi la sua rabbia verso il mondo che stava cambiando e la sempre maggiore\u00a0indifferenza della gente, egli scelse di imporre\u00a0agli Uru-Uru quattro piaghe deleterie, ciascuna delle quali sarebbe provenuta da\u00a0un diverso punto cardinale: per prima cosa, spinse innanzi\u00a0il serpente colossale che viveva nelle terre dell&#8217;Ovest, con la ferma intenzione di radere al suolo l&#8217;intera citt\u00e0. Se non che la prima a farlo, con supremo stupore dei presenti, altro non fu che una manifestazione della divina Apus waka stessa, il cui aspetto, a seconda di chi rivolgeva su di lei gli occhi, gi\u00e0 iniziava un mutamento lungo e significativo. Dall&#8217;antica guerriera con la lancia, entit\u00e0\u00a0apotropaica tribale, gi\u00e0 ella appariva significativamente cambiata, verso l&#8217;aspetto\u00a0di una fanciulla con il velo, mansueta e chiaramente virginale, il cui unico strumento di autodifesa contro il mostro rettiliano, in quel particolare ed epico frangente, altro non era\u00a0che una singola candela. Che di sicuro, in condizioni normali, non sarebbe mai bastata per frenare l&#8217;ira disarticolata del Demonio, Oh My!<\/p>\n<figure id=\"attachment_19381\" aria-describedby=\"caption-attachment-19381\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/s3Rk7XU5_rQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19381\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19381 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/La-Diablada-de-Oruro-500x313.jpg\" alt=\"La Diablada de Oruro\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/La-Diablada-de-Oruro-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/La-Diablada-de-Oruro-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/La-Diablada-de-Oruro.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19381\" class=\"wp-caption-text\">Una delle danze pi\u00f9 importanti del Carnevale di Oruro \u00e8 quella della Diablada, nel corso della quale la maschera dell&#8217;Arcangelo Michele deve &#8220;combattere&#8221; contro un certo numero di figuranti, vestiti con sgargianti costumi luciferini.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non che,\u00a0\u00e8 largamente noto che le vie del Signore sono Infinite, e con esse le maniere, spesso impreviste, con cui egli sceglie di manifestare una\u00a0potenza che il pi\u00f9 delle volte sfugge dall&#8217;umana comprensione. Cos\u00ec avvenne che la piccola fiamma stretta tra le mani della donna, all&#8217;improvviso, si trasformasse in una spada magica, che colpendo\u00a0il serpente riusc\u00ec a trasformarlo in pietra. Quindi il diavolo WariDesam, scocciato, liber\u00f2 sul popolo degli Uru-Uru\u00a0la sua seconda piaga, proveniente dal Nord: era un rospo alto circa 10 metri, fermamente intenzionato a riempirsi lo stomaco della brava gente di Oruru. Ma di nuovo la fanciulla si frappose dinnanzi al suo passaggio, armata di quello strumento che bast\u00f2 per farne la pi\u00f9 orribile, nonch\u00e9 spropositata delle statue. (Tra l&#8217;altro, vorrei tanto sapere dove sono oggi, simili titani preistorici,\u00a0tanto\u00a0fedelmente\u00a0mineralizzati!). Al fallimento della sua seconda bestia, WariDesam decise di impiegare le maniere forti, e fece discendere dall&#8217;Est una lucertola. Nel profondo della notte, i suoi occhi ardevano come braci, mentre il suono ritmico degli artigli sul selciato faceva tremare le famiglie rintanate nelle loro case.\u00a0Ma \u00e8 inutile dire che anche stavolta,\u00a0Apus waka interven\u00ec per salvare il suo paese d&#8217;adozione, tagliando a met\u00e0 il mostro con un colpo della sua possente spada. La storia, tuttavia, non era ancora finita. Perch\u00e9 dalla bocca del mostro, tra il sommo stupore dei presenti, fuoriusc\u00ec un&#8217;intero esercito di formiche, costituenti nientemeno che, stando alle cronache, l&#8217;ultima freccia all&#8217;arco dell&#8217;aggressione demoniaca al popolo della Bolivia, essendo queste destinate a distruggere le case e i campi agricoli rimasti ancora in funzione. Poco male: bast\u00f2 infatti la luce tenuta in mano dalla\u00a0Vergine della Candelaria (o Candelora) come ormai veniva chiamata l&#8217;eroina d&#8217;importazione, proveniente dal Per\u00f9 e poi connotata con gli usi e costumi fortemente voluti dagli occidentali, per trasformare i temuti insetti in nient&#8217;altro che sabbia, che ben presto venne trasportata via dal vento.<br \/>\nUna volta rischiarate le nebbie di guerra, quindi, la donna incomparabile\u00a0che aveva salvato la collettivit\u00e0 venne posta letteralmente su di un piedistallo, e fu immediatamente associata al personaggio della santa madre di Cristo. La sua leggenda\u00a0si estese\u00a0a tutto il Sud America, dove viene ad oggi venerata con statue e raffigurazioni del tutto simili a quelle usate anche nelle nostre chiese, con una sola, significativa differenza: la sua pelle, generalmente, \u00e8 di un colore molto\u00a0scuro, immediatamente associabile, per una qualche ignota ragione, a quello di distanti etnie africane.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19382\" aria-describedby=\"caption-attachment-19382\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jHMCN39bgLI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19382\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19382 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Virgin-of-Socavon-500x313.jpg\" alt=\"Virgin of Socavon\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Virgin-of-Socavon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Virgin-of-Socavon-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Virgin-of-Socavon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19382\" class=\"wp-caption-text\">Nel febbraio del 2013, la citt\u00e0 di Oruru ha dedicato una grande statua alla Vergine, alta ben 32 metri, ovvero 7 pi\u00f9 del Cristo Redentore di Rio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia della salvatrice di Oruru ha un ulteriore capitolo, che gli valse la denominazione esclusivamente locale di Vergine di Socav\u00f2n (la Caverna). Pare infatti che attorno al\u00a01756, nella regione fosse attivo un temutissimo bandito, che aveva il nome di Chiru-Chiru. Costui un giorno, gravemente ferito dopo uno scontro con un viaggiatore pi\u00f9 forte del previsto, si ritir\u00f2 a morire in una vecchia miniera abbandonata, di quelle fatte costruire\u00a0tanti anni prima dai visitatori provenienti dalla Spagna. E fu proprio l\u00ec, nel momento della sua imminente fine, che dinnanzi ai suoi occhi ebbe modo di palesarsi niente meno che la Madonna, che con voce benevola gli chiese se per caso, dopo tutto, il malfattore non fosse pronto a pentirsi dei suoi innumerevoli peccati. Che cosa lui scelse di fare, prima di defungere come da programma, in effetti non ci \u00e8 noto, mentre sappiamo per certo che sulla parete della sua accidentale tomba pietrosa, successivamente, venne ritrovato un magnifico affresco, raffigurante la Vergine in tutto il suo formale splendore. E proprio questo fu definito, alquanto giustamente, un miracolo.<br \/>\nIl carnevale di Oruru \u00e8 stato iscritto, a partire dal 2001, nella lista dei patrimoni intangibili dell&#8217;umanit\u00e0 stilata dall&#8217;UNESCO. L&#8217;evento dura generalmente almeno 10 giorni, durante i quali trovano la loro ottima modalit\u00e0 espressiva un&#8217;ampia variet\u00e0 di produzioni dell&#8217;artigianato locale, tra cui costumi, maschere e scultura. \u00c8 infatti la tradizione che ogni singolo distretto, o &#8220;fratellanza&#8221;, partecipante alle grandi danze contribuisca alla sacralit\u00e0 dell&#8217;evento producendo una statua lignea della santa, da portare in processione con grande riverenza cerimoniale nel momento culmine della sfilata, con 48 gruppi di ballerini che procedono dal santuario della Vergine fino al tunnel della sua presunta apparizione. Ogni ritratto\u00a0accompagnato, come da prassi operativa di qualsiasi carnevale che si rispetti, da figure mostruose o buffe, quali\u00a0i\u00a0Morenada, caricature degli schiavi che lavoravano in miniera, con la pelle nero fumo e la lingua di fuori per la stanchezza, o ragionevoli approssimazioni allegoriche di animali quali il lama, il condor e l&#8217;orso. Quest&#8217;ultimo, in particolare, viene spesso associato ad una condotta particolarmente irrispettosa, sfruttando liberalmente\u00a0la sua prerogativa di effettuare scherzi di vario tipo ai danni degli spettatori e gli altri partecipanti alla sfilata.<br \/>\nMa dall&#8217;alto del monte che sovrasta Oruru, la recente grande statua della Madonna\u00a0veglia sopra il centro storico della citt\u00e0. Pronta ad animarsi ed intervenire, per lo meno nella fantasia popolare, nel caso in cui il vero diavolo, o uno dei suoi agenti terreni, dovessero passare nuovamente il segno di quanto possa dirsi umanamente ragionevole. La sua eterna risoluzione, ardente come la fiamma di una mitica candela, pronta a ritrasfomarsi in spada con un semplice gesto della volont\u00e0. Il suo sguardo, fisso e fiero\u00a0come quello di un granitico Mazinga sudamericano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Difficilmente sarebbe possibile trovare, nell&#8217;odierna tradizione popolare di ogni luogo, una migliore antonomasia del concetto dell&#8217;umanit\u00e0 in festa ed estasi pressoch\u00e9 totalizzante, piuttosto che nell&#8217;occasione delle celebrazioni tipiche del carnevale sudamericano, che spesso incorporano mitologie e credenze pre-esistenti, per creare un mondo di colori rutilanti e splendide sfilate variopinte, dagli eguali alti meriti, sia esteriori &#8230; <a title=\"A Carnevale, quando il diavolo cammina tra le strade boliviane\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19379\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su A Carnevale, quando il diavolo cammina tra le strade boliviane\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[731,1502,548,1503,613,242,1381,72,276,1293,71,214,87],"class_list":["post-19379","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-bolivia","tag-carnevale","tag-costumi","tag-danze","tag-diavolo","tag-feste","tag-leggende","tag-mitologia","tag-religione","tag-statue","tag-storia","tag-sudamerica","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19379"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19379\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19387,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19379\/revisions\/19387"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}