{"id":19368,"date":"2016-01-30T07:01:28","date_gmt":"2016-01-30T06:01:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19368"},"modified":"2016-01-30T07:09:45","modified_gmt":"2016-01-30T06:09:45","slug":"i-magnifici-misteri-della-trascrizione-giudiziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19368","title":{"rendered":"I magnifici misteri della trascrizione giudiziaria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZAkkTtsPKOA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19369\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19369\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/How-to-Steno-101-500x313.jpg\" alt=\"How to Steno 101\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/How-to-Steno-101-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/How-to-Steno-101-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/How-to-Steno-101.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ventisei studenti silenziosamente\u00a0riuniti dentro a un&#8217;aula, mentre l&#8217;insegnante legge un brano dei Promessi Sposi, poi commenta. Sarebbe assai opportuno, no, persino necessario, annotare sul quaderno il nesso e il succo del discorso, che sicuramente si presenter\u00e0 di nuovo, in forma di domanda, all&#8217;ora di verifica verso la fine del semestre. Ed \u00e8 quindi certamente vero, che scrivendo e riassumendo il vasto eloquio, trasformandolo in un minerale nato dall&#8217;inchiostro e dalla cellulosa, costoro stiano facendo soprattutto un gran favore a loro stessi. Ma \u00e8 altrettanto\u00a0giusto, se vogliamo, ribaltare la questione in senso longitudinale. Per vederla soprattutto in questo modo: c&#8217;\u00e8 qui un colui\/colei che\u00a0dall&#8217;intero scambio partecipativo, riesce a trarre un ben pi\u00f9 significativo\u00a0beneficio. Eccolo\u00a0l\u00ec, che parla dalla cattedra, compunto. Perch\u00e9 parole pronunciate per premura, per preambolo o primaria premeditazione, \u00e8 loro massima prerogativa, spariscono immediatamente come il fumo. Mentre scriverle, vuol dire conservarle. Quale onore, vostro&#8230; E non si tratta di una cosa cui si possa rinunciare, in determinati tipi di contesti ancor pi\u00f9 delicati. Tra cui quello, antico e imprescindibile, in cui l&#8217;aula deputata \u00e8 di un tutt&#8217;altro tipo. Dove\u00a0c&#8217;\u00e8 un giudice, chiamato per decidere del fato della gente. Dando un peso a ci\u00f2 che viene detto, veramente, estremamente significativo.<br \/>\n\u00c8 un meccanismo complesso che ormai conosciamo molto bene, soprattutto ad una ricca selezione di opere d&#8217;ingegno, quali film, romanzi, serie a medio\u00a0budget per la Tv. La cui provenienza prevalentemente americana, persino qui da noi nella penisola distante, appare estremamente chiara dalla tipica struttura: l&#8217;uomo sull&#8217;alto scranno con il martelletto, posto innanzi a una giuria, rigorosamente scelta tra il popolo in maniera casuale. Due avvocati, l&#8217;accusa e la difesa, dall&#8217;eloquio particolarmente spigliato e accattivante. E mentre gli occhi vagano, irrimediabilmente attratti da quella figura in prima fila, l&#8217;imputato del processo, diviene facile da trascurare la figura dell&#8217;agente di trascrizione, un uomo o una donna (tradizionalmente, la seconda) che appare impegnata nel suonare una bizzarra quanto inaudibile sinfonia. Su uno scomodo sgabello o una seggiolina, rigorosamente priva di braccioli, mentre dinnanzi a lei, su di un rigido treppiede, si erge quella\u00a0che potrebbe anche sembrare una piccola macchina da scrivere, se non fosse che vi sono troppi pochi tasti, nonch\u00e9 di natura estremamente poco chiara. Come nel Gibsoniano &#8220;deck da cavaliere del cyberspazio&#8221; (Neuromante &#8211; 1984) qui non servono\u00a0caratteri numerici o figure delle lettere da premere con alcun fine. Ma soltanto quadratini plastici, ciascuno con la sua funzione bene impressa nella mente e nelle mani\u00a0di chi dovr\u00e0 premerli in sequenza, per&#8230;Scrivere, ovviamente. Che altro? Ma non un semplice discorso. Bens\u00ec molti, spesso in parallelo tra di loro, pronunciati a ritmi svelti o pacati, con inflessioni dialettali o specifici slang di quartiere. E\u00a0a ragione per cui \u00e8 possibile riuscire in una tale ardua missione, nonostante i duri presupposti, sono in egual misura merito della persona e della macchina, ovvero sarebbe a dire, di colui che quella cosa ebbe\u00a0modo di progettarla tanto tempo fa, come espressione ingegneristica del suo particolare campo d&#8217;interessi. Ed \u00e8 significativo notare come\u00a0anche\u00a0nella macchinetta da stenotipia del video di apertura, del tutto conforme all&#8217;originale progetto americano del Sig.\u00a0Ward Stone Ireland, risalente al 1906, si riesca ad intravedere lo stesso progetto funzionale dell&#8217;italianissima Macchina Michela, costruita nel 1878 dall&#8217;insegnante ed inventore\u00a0Antonio Michela Zucco, con la finalit\u00e0 specifica di essere impiegata per trascrivere le sessioni del Regio Senato Italiano, continuando poi ad essere impiegata con la sua rifondazione come Senato della Repubblica, a seguito del passaggio dell&#8217;Eroe dei Due Mondi. Giungendo infine, con poche significative modifiche, virtualmente identica fino ai nostri giorni.\u00a0La stessa nota relativa a questo meccanismo riportata sul nostro sito istituzionale, si apre\u00a0orgogliosamente con uno stralcio di missiva di Giuseppe Garibaldi scritta a\u00a0Caprera il 16 dicembre 1877, contenente il semplice messaggio: &#8220;Desidero che l&#8217;utilissima scoperta del professor Michela sia messa in opera&#8221;. Ma cerchiamo di capire adesso, anche grazie al video esplicativo di apertura, la maniera in cui funzionino questi dispositivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19370\" aria-describedby=\"caption-attachment-19370\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19370#main\" rel=\"attachment wp-att-19370\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19370 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Macchina-Michela-500x281.jpg\" alt=\"Macchina Michela\" width=\"500\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Macchina-Michela-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Macchina-Michela-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Macchina-Michela.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19370\" class=\"wp-caption-text\">La macchina Michela, fornita dei suoi veri e propri tasti da pianoforte, Via &#8211; TerritorioeGoverno. Link <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EbSWpl09SWs\" target=\"_blank\">al video di YouTube<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avrete certamente notato, sia nel caso della mini-macchina da scrivere, come anche nella foto riportata qui sopra del suo antenato italiano, una notevole carenza di tasti. \u00c8 in effetti questa la prima apparente incongruenza di simili meccanismi, quando posti a confronto col consueto aspetto di una tastiera ad uso casalingo, ben pi\u00f9 larga e per di pi\u00f9 appesantita da tastierino numerico, numerali, frecce e chi pi\u00f9 ne ha&#8230;Mentre qui, non soltanto tutto \u00e8 puro ed essenziale, ma neanche chiaramente apparente, ad un occhio non allenato. \u00c8 tutta una questione di combinazioni. Le macchine per la stenotipia, infatti, vedono il loro principale vantaggio rispetto al consueto metodo d&#8217;immissione dei testi nella maniera in cui per ciascuna &#8220;pressione&#8221; si riesca effettivamente a produrre non una singola lettera, ma un&#8217;intera sillaba fonetica, che tra l&#8217;altro nella lingua inglese corrisponde occasionalmente alla parola intera. Proprio per questo, le tastiere sono suddivise in due met\u00e0, sinistra e destra, rispettivamente concepite per corrispondere all&#8217;inizio ed alla fine di ciascuna unit\u00e0 minima di testo. Una fila di quattro pulsanti disposti ordinatamente\u00a0sotto\u00a0agli altri\u00a0in quella americana, mentre un certo numero di tasti raggruppati sull&#8217;inizio della seconda met\u00e0 (o &#8220;sequenza&#8221;) in quella italiana, si occupano invece delle vocali, che per natura del funzionamento stesso dell&#8217;apparato fonatorio umano (Zucco era anche un glottologo-linguista) si troveranno sempre nella parte centrale della sillaba o parola. Meno intuitiva, invece, \u00e8 la necessit\u00e0 percepita di limitare in modo significativo la quantit\u00e0 di tasti a disposizione dell&#8217;operatore, relegando tutti suoni meno frequenti in inizio o fine di parola per ciascuna delle due lingue a combinazione di pulsanti.<br \/>\nCome dimostrato ad esempio nel video della scuola online, per inserire la D in inizio di parola occorre premere insieme i tasti T e K, in una procedura conforme al concetto moderno di <em>chorded keyboard<\/em>, o tastiera ad accordi. Suoni ancora pi\u00f9 rari richiedono combinazioni di fino a quattro tasti, come l&#8217;iniziale J della lingua inglese, che si inserisce appoggiando un dito al centro della croce formata dai tasti\u00a0S-K-W-R. Particolare \u00e8 il caso del suono finale identificato comunemente con la lettera Z, che pur essendo molto raro in inglese (circa una ventina di parole, tra cui <em>buzz, showbiz, topaz<\/em>&#8230;) risulta dotato del proprio tasto. Si tratta di\u00a0una scelta probabilmente moderna, motivata dal funzionamento dei software che si occupano di autocompletare in maniera informatica il testo inserito dall&#8217;addetto alla stenografia. Le poche volte in cui si preme questo tasto, dunque, diventano semplicemente cruciali affinch\u00e9 si verifichi una trascrizione corretta del processo o della sessione in Senato. \u00c8 inutile dire che in tempi passati, le metodologie risultavano essere parecchio differenti&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19371\" aria-describedby=\"caption-attachment-19371\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XO8sNF6fWUo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19371\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19371 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Marc-Grandjean-500x313.jpg\" alt=\"Marc Grandjean\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Marc-Grandjean-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Marc-Grandjean-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Marc-Grandjean.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19371\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;inventore francese Marc Grandjean dimostra, nel 1928, il funzionamento del suo dispositivo per la stenotipia, con tanto di dimostrazione comparativa con la macchina da scrivere convenzionale. L&#8217;intera scena sembra quasi precorrere il concetto di un moderno <em>infomercial<\/em> televisivo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In assenza di un computer che traducesse le battute in un testo immediatamente comprensibile da chiunque non fosse il suo diretto\u00a0produttore, tutto ci\u00f2 che fuoriusciva da questa tipologia di macchine era infatti un nastro sottile ed inchiostrato, sul quale potevano comparire infinite combinazioni e ripetizioni della singola fila di caratteri:\u00a0STKPWH RAO * EUFRPB LGTSDZ. Questa era in effetti la disposizione dei singoli martelletti, o leve che dir si voglia, che non cambiava mai nel corso della trascrizione. Poteva quindi succedere che una singola parola, magari costituita da parecchie sillabe, finisse per occupare anche due o tre righe. Al termine della sessione di processo o riunione, lo stenografo stesso, o una persona adeguatamente preparata, doveva occuparsi di trascrivere in maniera immediatamente intelligibile quanto era stato prodotto. Che tuttavia, per come fuoriusciva dalla macchina era sempre foneticamente preciso, a meno che l&#8217;operatore avesse compiuto un errore, distraendosi in corso d&#8217;opera. Mi sembra\u00a0che questo esempio, prelevato da Wikipedia inglese ed identificato come opera di pubblico dominio, chiarisca in modo lampante\u00a0la notevole complessit\u00e0 della questione:<\/p>\n<figure id=\"attachment_19374\" aria-describedby=\"caption-attachment-19374\" style=\"width: 489px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19374#main\" rel=\"attachment wp-att-19374\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19374 size-full\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Steno-example.gif\" alt=\"Steno example\" width=\"499\" height=\"512\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19374\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Stenotype#Example\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;osservazione comparativa dei due tipi di lavoro, quello alla tastiera QWERTY e la sua controparte realizzata con macchina da stenotipia, non potrebbe dunque essere pi\u00f9 diversa fin dal primo sguardo. Mentre il parlante delucida l&#8217;oggetto del suo eloquio, la persona che deve barcamenarsi tra dozzine di tasti appare concentrata ad un livello superiore, battendoli con moto circolare e in un crescendo che pare condurre a un&#8217;imminente <em>blow-out<\/em>. Nel frattempo, lo stenografo professionista, che deve unicamente comprendere il suono del discorso e riportarlo tramite una sequenza di sillabe, spinge gi\u00f9 due, tre, fino a dieci tasti assieme. In quattro o cinque precisi gesti, svolge il lavoro equivalente di un centinaio di pressioni, bench\u00e9 naturalmente, anche gli eventuali errori di battitura siano amplificati molte volte. La situazione, inoltre, tende a capovolgersi nel caso in cui si debba effettivamente produrre un testo da ripubblicare, completo di caratteri speciali come lettere accentate, cancelletto, la @ cerchiata delle e-mail e cos\u00ec via. Considerate, ad esempio, come molti stenografi\u00a0giudiziari preferiscano inserire anche i numeri con trascrizione fonetica, piuttosto che utilizzare\u00a0gli scomodi tastini superiori delle loro macchine, tra l&#8217;altro non sempre presente. E sono probabilmente proprio considerazioni limitative come queste, ad aver relegato simili macchine ad un uso quasi esclusivamente professionale. Facendone anche\u00a0salire notevolmente il prezzo: in mancanza delle facilitazioni dovute alla piena forza dell&#8217;economia di scala, all&#8217;alta quantit\u00e0 di componentistica\u00a0prodotta ad-hoc ed al potenziale di guadagno extra per chi sappia veramente svolgere un simile mestiere, anche al di fuori dell&#8217;ambiente giudiziario (ad esempio, durante conferenze o convegni) difficilmente una macchina da stenotipia pu\u00f2 costare meno di 1.500 dollari. Mentre i modelli di punta raggiungono piuttosto facilmente i 5.000. L&#8217;usato in buone condizioni, inoltre, mantiene quasi totalmente il suo valore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19372\" aria-describedby=\"caption-attachment-19372\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CNYHDfmtZrQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19372\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19372 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Steno-machine-500x313.jpg\" alt=\"Steno machine\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Steno-machine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Steno-machine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Steno-machine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19372\" class=\"wp-caption-text\">Questo video del Kim Bryan College segnala di prestare attenzione a non far cadere durante il montaggio il delicato recipiente in plastica per il nastro stampato. Probabilmente, quello da solo costa pi\u00f9 di un&#8217;accoppiata convenzionale di tastiera e mouse.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed alla fine, chi pu\u00f2 negare che costoro siano davvero, diabolicamente, mostruosamente veloci? Wikipedia cita come record mondiale assoluto per la lingua inglese un impressionante 375 wpm (parole al minuto) laddove i migliori tipografi di un ambiente d&#8217;ufficio, raramente superano le 120\/130 wpm. \u00c8 stato dimostrato come un abile utilizzatore della macchina da stenotipia possa addirittura lavorare, in determinate condizioni ideali, ad un ritmo persino superiore a quello di un programma per computer di riconoscimento vocale. Con capacit\u00e0 di adattabilit\u00e0 e precisione, questo va da se, notevolmente pi\u00f9 vantaggiose.\u00a0Prima di chiudere, ecco una potenziale occasione per accrescere l&#8217;orgoglio nazionale: gli odierni utilizzatori italiani del metodo Michela, forniti ancora del tradizionale &#8220;pianoforte&#8221; (che tra l&#8217;altro, viene\u00a0impiegato anche al Congresso degli Stati Uniti) si sono pi\u00f9 volte riconfermati come i migliori stenografi del mondo, vincendo numerose gare internazionali tra il 1977 e il 1996. In tempi pi\u00f9 recenti, una particolare stenografa del Senato Italiano, di cui purtroppo Wikipedia non pubblica\u00a0il nome, ha trionfato facilmente nei raduni di Pechino (2009) e Budapest (2015). La leggenda del nostro dispositivo dall&#8217;aspetto cos\u00ec stranamente musicale, dunque, continua a regnare incontrastata.<br \/>\nCome pure, per inferenza, quella di un intero meccanismo di scrittura che era cos\u00ec astruso, in origine, perch\u00e9 altrimenti non sarebbe\u00a0mai riuscito a\u00a0funzionare. Mentre oggi, con i moderni sistemi informatici e digitali, sarebbe certamente possibile affiancare alla tradizionale mini-tastiera dei metodi di input addizionali, o magari modificare tale arnese\u00a0per includere elementi di punteggiatura o\u00a0schematizzazione pi\u00f9 omni-comprensivi. Ma anche l&#8217;occhio &#8211; dell&#8217;insegnante &#8211; vuole la sua parte. E del resto, quale giudice prenderebbe mai sul serio un trascrittore fornito d&#8217;ingombranti meccanismi, tali da dimostrare di aver perso il contatto con le sue radici storiche professionali! Non ho presente l&#8217;attuale situazione, ma intorno all&#8217;anno 2000, entrare in classe pensando di prendere appunti con un dispositivo in qualsivoglia modo\u00a0differente\u00a0dalla &#8220;cara vecchia penna&#8221;\u00a0era visto particolarmente male. Certe cose non cambiano mai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventisei studenti silenziosamente\u00a0riuniti dentro a un&#8217;aula, mentre l&#8217;insegnante legge un brano dei Promessi Sposi, poi commenta. Sarebbe assai opportuno, no, persino necessario, annotare sul quaderno il nesso e il succo del discorso, che sicuramente si presenter\u00e0 di nuovo, in forma di domanda, all&#8217;ora di verifica verso la fine del semestre. Ed \u00e8 quindi certamente vero, &#8230; <a title=\"I magnifici misteri della trascrizione giudiziaria\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19368\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I magnifici misteri della trascrizione giudiziaria\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1501,140,136,424,1498,531,739,1500,212,71,1499,97],"class_list":["post-19368","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-fonetica","tag-informatica","tag-invenzioni","tag-italia","tag-legge","tag-linguistica","tag-procedure","tag-processi","tag-scrittura","tag-storia","tag-tastiere","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19368","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19368"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19368\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19378,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19368\/revisions\/19378"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}