{"id":19296,"date":"2016-01-22T07:29:52","date_gmt":"2016-01-22T06:29:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19296"},"modified":"2016-01-22T07:37:31","modified_gmt":"2016-01-22T06:37:31","slug":"trovata-una-creatura-al-confine-tra-le-piante-e-i-pennuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19296","title":{"rendered":"Trovata una creatura al confine tra le piante e i pennuti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gz1xpkWyyBA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19297\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19299\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-500x313.jpg\" alt=\"Feather Star\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Micronesia, terra di occasioni ed opportunit\u00e0: mille cose da fare, da vedere e da provare!\u00a0Tra cui, guarda caso,\u00a0la guerra. Scegliendo un punto d&#8217;approdo in prossimit\u00e0 dell&#8217;isola di Fefan, dopo essere stati colpiti da un bombardamento americano e un paio di siluri oppure sei, per tentare di effettuare le riparazioni d&#8217;emergenza al proprio scafo,\u00a0consegnando nel frattempo\u00a0il proprio carico di fondamentale petrolio alla base della laguna di Truk. Esattamente come recita la cronistoria della Shinkoku Maru, una nave da trasporto e assalto giapponese che dopo aver partecipato alle battaglie di Rabaul, Darwin, Java, Columbo e Midway, si ritrov\u00f2 in questo luogo nell&#8217;agosto del 1942, all&#8217;apice del grande conflitto che si trov\u00f2 a sconvolgere\u00a0l&#8217;Oceano Pacifico verso la met\u00e0 del secolo scorso. Soltanto per ricevere, in modo del tutto non-intenzionale, il dono di una fine rapida e indolore: perdita totale del battello con affondamento immediato, proprio nel centro del punto di approdo della flotta combinata. Distruzione, si. Annientamento, senz&#8217;altro. Morte&#8230;Soltanto sull&#8217;immediato. Perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 una grande realt\u00e0 sull&#8217;Oceano tutto, e in particolare quello sub-tropicale delle terre isolane d&#8217;Oceania, \u00e8 che il propagarsi delle cellule degli organismi non ha mai una fine. E se soltanto dovessimo smetterla, in un giorno futuro, di preoccuparci della sopravvivenza di questa o quella specie in particolare, ci renderemmo conto che l&#8217;umanit\u00e0 non \u00e8 davvero nulla, al confronto della variet\u00e0 prolifica delle infinite creature, che si moltiplicano senza criterio, n\u00e9 controllo. Giungendo a sovvertire il senso stesso delle nostre presuntuose classificazioni.<br \/>\nCos\u00ec il rottame grigio giacque, dal quel giorno ormai distante e per un tempo di 75 anni. Abbastanza al fine di lasciar trascorrere\u00a0tre o quattro delle nostre generazioni, a voler starci strettini, ma che basta per dozzine, oppure centinaia, dal punto di vista\u00a0di determinati\u00a0abitanti degli abissi, queste\u00a0creature biologicamente semplici, che hanno seguito un&#8217;altra strada dell&#8217;evoluzione. Diventando, sopra ogni altra cosa, straordinariamente ADATTABILI. Ed allora\u00a0un ponte di prua, trasformato nella sommit\u00e0 di una barriera corallina. Ed alghe, piante e piccoli paguri. E pesci. E fiori. Per non parlare della danza artistica, piuttosto inefficiente e variopinta, del crinoide disturbato da un visitatore, Tyler Phillips l&#8217;autore del video, mentre era intento a riposarsi sulle innumerevoli diramazioni semi-solide di una colonia di gorgonie, micropolipi dall&#8217;esoscheletro perfettamente condiviso. Nonch\u00e9 parenti stretti della stella piumata\u00a0stessa, se cos\u00ec vogliamo veramente chiamarla (in fondo, lo fanno tutti) che una volta staccata forzosamente dalla sua elevata residenza, ricade immobile sopra il fondale. Esitando per un paio di secondi, prima che i suoi limitati gangli cerebrali non producano il segnale, probabilmente non del tutto errato, di: &#8220;Pericolo! Pericolo! [qualcuno osa\u00a0toccare!]&#8221; Attivando un caratteristico\u00a0modo scomposto di agitare i suoi molti bracci penta-simmetrici in un\u00a0gesto che qualcuno ha anche il coraggio di definire &#8220;nuoto&#8221;, nonostante paia pi\u00f9 un galleggiamento a propulsone solo parzialmente prevedibile. Una fuga rotolante e, se non proprio velocissima, di certo drammatica.\u00a0Comunque\u00a0sufficiente a lasciare basiti i principali predatori della bestia in questione, gli acuminati ricci di mare. Mentre l&#8217;effetto avuto sull&#8217;imprevisto spettatore umano, a conti fatti, appare alquanto deleterio: ci\u00f2 che un simile\u00a0spettacolo non pu\u00f2 che indurre in lui, e noi che lo guardiamo da lontano, \u00e8 un senso assoluto di stupore e meraviglia.\u00a0Illuminate dalla luce della torcia, le propaggini tentacolari dell&#8217;animale sfolgorano di un rosso brillante. I loro innumerevoli peduncoli, successivi e paralleli,\u00a0gli donano un aspetto inaspettato, del tutto simile a quello di foglie o di piume. Difficile non porsi, per lo meno nella mente, la questione\u00a0emblematica del: &#8220;COSA-diamine-Sei?&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i commenti al video, c&#8217;\u00e8 un fiorir\u00a0di critiche all&#8217;indirizzo del realizzatore del video, mirate ad evidenziare la gravit\u00e0 del gesto di chi s&#8217;immerge presso una riserva naturale <em>de facto<\/em>, soltanto per manipolare direttamente gli\u00a0esseri che la popolano, rischiando di compromettere la loro sopravvivenza. Ed \u00e8 indubbio che una &#8220;regola fondamentale&#8221; come viene chiamata nei post moralizzatori, sia qui stata non soltanto infranta, bens\u00ec temporaneamente\u00a0calpestata e surclassata, dal bisogno quasi basico dell&#8217;umana curiosit\u00e0. Ma \u00e8 anche vero che questi animali, nello specifico, sono tutt&#8217;altro che delicati, e nonostante le apparenze possono restare\u00a0indenni anche a seguito di manipolazioni relativamente\u00a0insistenti. La pelle che ricopre il calice, la struttura centrale con bocca, stomaco ed ano raggruppati tutti assieme nella parte centrale, ha infatti una consistenza rigida e cristallina, mentre sar\u00e0 probabilmente\u00a0inutile dire che le singole braccia ricoperte di ciglia, usate per fluttuare o deambulare facendo presa sul fondale, possono essere rigenerate anche a partire da zero. Ci\u00f2 \u00e8 in effetti una caratteristica fondamentale dei crinoidi comatulidi (privi di stelo) che questi condividono coi loro distanti cugini echinodermi della classe <em>Asteroidea<\/em>, le stelle marine.<br \/>\nE\u00a0le somiglianze tra le due categorie comunque ben distinte di esseri, ad un&#8217;osservazione pi\u00f9 approfondita,\u00a0non\u00a0finiscono qui.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19297\" aria-describedby=\"caption-attachment-19297\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AnudhQNaxu0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19297\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19297 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-2-500x313.jpg\" alt=\"Feather Star 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19297\" class=\"wp-caption-text\">Non tutti i crinoidi sono creature in technicolor che sembrano uscite da un cartone animato degli anni &#8217;90. Alcune, nella loro inerente scurezza, appaiono dotate di una limitata capacit\u00e0 di mimetismo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la stella piumata, in effetti, presentava in origine\u00a0esattamente cinque braccia distintamente simmetriche, che tuttavia attraverso i millenni\u00a0si sono ramificate in pi\u00f9 punti, generando un insieme di propaggini non dissimili dai tentacoli di un polipo alieno. \u00a0Per quanto concerne l&#8217;alimentazione,\u00a0il crinoide fa invece affidamento esclusivo sulla sua capacit\u00e0 di\u00a0catturare i micro-organismi tramite l&#8217;impiego delle particolari ciglia che si affiancano ai suoi innati pedicelli ambulacrali sui tentacoli, il mezzo di locomozione pi\u00f9 semplice che accomuna tutti gli echinodermi, stella marina inclusa. Dette propaggini si dimostrano in grado, quindi, di ricoprirsi di un muco lievemente appiccicoso, che catturata l&#8217;invisibile preda (tanto \u00e8 piccola la sua entit\u00e0) la conducono senza falla fino al centro esatto dell&#8217;animale, che a quel punto pu\u00f2 procedere a spietata fagocitazione. L&#8217;inserimento di simili creature in un acquario risulta quindi estremamente difficoltoso, perch\u00e9 anche se esse non hanno predatori tra i pesci, si nutrono in natura\u00a0di uno specifico tipo di plankton, originario\u00a0unicamente della loro regione di appartenenza. L&#8217;acquisto, comunque possibile, \u00e8 consigliato soltanto ai veri esperti.<br \/>\nI crinoidi sono esseri dioici, ovvero dotati di esemplari maschi e femmine, che per riprodursi devono mescolare il proprio patrimonio genetico. Ci\u00f2 avviene in modo estremamente semplice: da specifici organi all&#8217;interno delle rispettive braccia, le pinnule, i due liberano nelle correnti marine sperma e uova. Quando questi ultimi s&#8217;incontrano, e l&#8217;evidenza ci dimostra che ci\u00f2 prima o poi avviene, vengono a formarsi delle piccole larve, in grado di nuotare liberamente in ogni direzione. Vengono chiamate <em>vitellaria<\/em>. Trascorsi alcuni giorni, quindi, queste sviluppano un peduncolo a ventosa mediante il quale si attaccheranno alla superficie scelta, per trascorre in stato pressoch\u00e9 vegetativo i primi 10-16 mesi della propria vita. Una volta raggiunta l&#8217;et\u00e0 adulta, quindi, e la maturit\u00e0 sessuale, i crinoidi acquisiranno nuovamente la capacit\u00e0 di spostarsi, agitando agitando tentacoli e dispiegando altrettante, improbabili ali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19298\" aria-describedby=\"caption-attachment-19298\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hC3sh9ROhWk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19298\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19298 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-3-500x313.jpg\" alt=\"Feather Star 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Feather-Star-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19298\" class=\"wp-caption-text\">Un crinoide ripreso da un club giapponese di immersioni, nella prefettura di Yamaguchi. Questi animali sono diffusi in tutto il pianeta ed esistono anche in prossimit\u00e0 dei paesi del Mediterraneo, dove vengono comunemente definiti &#8220;gigli di mare&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono, ad ogni modo, due tipologie di stelle piumate, distinte sulla base dell&#8217;adattamento ad un particolare stile di vita. I comatulidi, quelli che abbiamo preso in analisi fino a questo momento, sono quelle che si sono adattate in modo specifico, si ritiene a partire fin dall&#8217;era Paleozoica,\u00a0a spostarsi regolarmente\u00a0durante le ore notturne, per andare alla ricerca di zone pi\u00f9 ricche di cibo o di occasioni per riprodursi. I cosiddetti veri gigli di mare, invece, non hanno mai sviluppato la particolare ghiandola a ventosa che permette di staccarsi\u00a0a comando\u00a0al fondale, dimostrandosi\u00a0piuttosto tutt&#8217;ora dotati di un vero e proprio stelo, che li rende ancora pi\u00f9 simili visivamente ad\u00a0una pianta. Questa sezione dell&#8217;animale\u00a0pu\u00f2 essere lunga fino a un metro, un metro e mezzo, e viene vistosamente trascinato dietro alla creatura, come la coda di un serpente, ogni qualvolta essa debba fuggire in caso di emergenza, ad esempio per un attacco imprevisto del suo unico nemico naturale, il riccio di mare. <a href=\"https:\/\/youtu.be\/cZcomBnNKXg\" target=\"_blank\">La scena ha un che di surreale<\/a>, soprattutto quando si considera che in condizioni ideali, simili creature possono raggiungere anche la velocit\u00e0 di 4-5 cm al secondo (150 metri all&#8217;ora ca.)\u00a0La loro\u00a0&#8220;coda&#8221;,\u00a0articolata\u00a0con degli\u00a0ossicini endoscheletrici di forma tubolare, ha poi la tendenza a sopravvivere l&#8217;esistenza dei defunti\u00a0proprietari, dando l&#8217;origine a particolari fossili definiti perle di San Cutberto, il vescovo inglese proveniente dal monastero di Lindisfarne. Pare infatti che presso l&#8217;antico luogo di culto, fin dall&#8217;epoca medievale, venissero lasciati\u00a0dall&#8217;alta marea i residui di queste creature ancora sconosciute. E che i religiosi, con innato senso pratico, usassero farne dei rosari da preghiera, che scambiavano coi commercianti in cambio di cibo e rifornimenti. Fossili\u00a0simili sono attestati anche in Nord-America nelle regioni degli stati centrali, che un tempo furono ricoperti dall&#8217;oceano della nostra preistoria.<br \/>\nDel resto, i tempi corrono, le navi affondano, persino le alte e antiche mura, infine, ritornano polvere trasportata dai severi venti della Terra. E quando al sopraggiungere dell&#8217;entropia, la danza delle stelle di mare avr\u00e0 esaurito la sua forza di rinnovamento\u00a0espressivo,\u00a0ricongiungendosi in modo figurativo con le corrispondenze cosmiche distanti, anche i nostri scheletri saranno fossili di un grande mare. Pronti da essere raccolti e forse, chi pu\u00f2 dirlo, venerati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Micronesia, terra di occasioni ed opportunit\u00e0: mille cose da fare, da vedere e da provare!\u00a0Tra cui, guarda caso,\u00a0la guerra. 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