{"id":19282,"date":"2016-01-20T07:48:18","date_gmt":"2016-01-20T06:48:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19282"},"modified":"2016-01-20T08:00:12","modified_gmt":"2016-01-20T07:00:12","slug":"i-sette-addetti-alla-marina-militare-della-mongolia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19282","title":{"rendered":"I sette addetti alla Marina Militare della Mongolia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=81qcPWN9_Uw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19283\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19284\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Mongolian-navy-500x313.jpg\" alt=\"Mongolian navy\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Mongolian-navy-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Mongolian-navy-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Mongolian-navy.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una singola nave, un lago ghiacciato per met\u00e0 dell\u2019anno, due marinai che sopravanzano le cinque dita di una singola mano. Soltanto quello corrispondente al pollice, che sa nuotare. Ovvero Batbayan, l\u2019uomo che dichiara in discorsivo sottotitolo: \u201cVorrei un giorno riuscire a vedere il vero mare.\u201d Perch\u00e9: \u201cLe acque dell\u2019H\u00f4vsg\u00f4l Nuur sono fredde e inospitali.\u201d E conclude la comparazione: \u201cMentre il vasto Oceano&#8230;Io me lo immagino caldo, sereno ed accogliente.\u201d Ehm, pi\u00f9 o meno&#8230; Chi siamo noi per contraddire, dopo tutto, la singola risorsa umana pi\u00f9 importante di un\u2019intera forza nazionale, responsabile di innumerevoli salvataggi dei colleghi pi\u00f9 distratti negli anni, ciascuno a sua volta costituente, se vogliamo, un settimo della Mongolia per mare. Dotata di&#8230; Un supporto a terra per gli aerei? Una nave da battaglia. Un trasporto per le truppe. Tutti ruoli, rigorosamente potenziali, rivestiti dalla loro poderosa Sukhbaatar III, un vascello di rifornimento d\u2019epoca sovietica, a suo tempo orgogliosamente iscritto nei registri del governo locale come prima rappresentante di una lunga serie di navi sorelle, che in ultima analisi non ebbero mai occasione di concretizzarsi. E che oggi continua la sua antica missione, parzialmente dimenticata.<br \/>\nSi potrebbe definire l\u2019insieme delle forze militari di un paese come una piramide invertita di colore verde oliva, in cui pi\u00f9 si sale, maggiore diventa la quantit\u00e0 di uomini al comando di un solo ufficiale: squadra, sezione, plotone. Seguiti da: Compagnia, battaglione, reggimento. E poi brigata, divisione, corpo d\u2019armata&#8230; Finch\u00e9 non si scorge sopra a tutto il resto, come un vessillo identificativo d\u2019eccezione, quel termine mirato a definire tutti gli altri: l\u2019Arma. L\u2019Esercito Italiano, ad esempio, ne possiede tre: terrestra, navale ed aeronautica. Negli Stati Uniti d\u2019America, a queste si aggiungono la guardia costiera e i marines. Ma detta stratificata suddivisione va ben oltre una semplice attribuzione delle responsabilit\u00e0, giungendo a regolare anche la logistica in tempi di guerra, determinando chi debba ricevere i rifornimenti, quando, come e perch\u00e9. Un sistema certamente antico, che in molti sarebbero pi\u00f9 che mai pronti a far risalire fino ai tempi dell\u2019esercito romano, per il semplice fatto che chi altro, prima o dopo di allora, pot\u00e9 mai vantare un simile curriculum di conquiste, guadagnate presso i campi di battaglia dell\u2019intero mondo conosciuto? L\u2019unica risposta possibile, nonch\u00e9 del tutto ovvia: loro, gli arcieri a cavallo d\u2019innumerevoli trib\u00f9, instradati ad una singola missione dall\u2019eternamente celebrato Gengis Khan. Indubbiamente uno dei maggiori capi dell\u2019intera vicenda storica umana, almeno fino alla prime propaggini della modernit\u00e0. Che seppe sfruttare, con il massimo profitto, un sistema per certi versi primordiale, eppure chiaramente efficiente, almeno quanto le coorti e le legioni di coloro che erano venuti prima: l\u2019orda, singola e indivisibile, semplice, diretta, numericamente priva di limitazioni. Ovvero uno stuolo d\u2019armigeri, che poteva raggiungere il milione di unit\u00e0, nei periodi delle grandi migrazioni, come altrettanto facilmente suddividersi in innumerevoli gruppi e clan familiari, ciascuno totalmente in grado di sopravvivere per proprio conto. Ci\u00f2 perch\u00e9 quando un\u2019armata non ha frazionamenti numerici a condizionarla, tender\u00e0 naturalmente a contare sul suo naturale spirito di coesione. Ed \u00e8 cos\u00ec che appena sette uomini, riescono a formare una Marina.<a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19285#main\" rel=\"attachment wp-att-19285\"><br \/>\n<\/a><!--more--><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19285\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Sukbathaar-500x332.jpg\" alt=\"Sukbathaar\" width=\"500\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Sukbathaar-500x332.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Sukbathaar-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Sukbathaar.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019insolita vicenda dell\u2019equipaggio della Sukhbaatar III \u00e8 stata narrata nel film documentario nel 2001 di Robert Stern (Litmus Films) dal cui trailer l\u2019agenzia Associated Press ebbe modo di trarre, addirittura nel 2000, il breve segmento descrittivo incluso in apertura. In cui ci vengono presentati approfonditamente alcuni dei membri di questa realt\u00e0 operativa priva di termini di paragone, tra cui il gi\u00e0 citato Batbayan, l\u2019addetto alla sala macchine Purevdorj, l\u2019anziano veterano di nome Bahji e niente meno che Ganbaatar, l\u2019unico navigatore certificato del pi\u00f9 grande paese al mondo ad essere privo di sbocchi sul mare. Dalla cui esperienza di studi all\u2019estero condotti in Russia, cos\u00ec narra un articolo del New York Times, nascerebbe una delle connotazioni pi\u00f9 improbabile dell\u2019intera questione, ovvero la presenza di un vero e proprio ufficio di registrazione navale nazionale, con sede all\u2019estero presso la citt\u00e0 di Singapore (notizia estratta dal web) da cui concedere, a chiunque abbia qualche ragionevole risorsa finanziaria da investire, il diritto di battere bandiera mongola per mare. Un potenziale vantaggio tutt\u2019altro che trascurabile, in diversificate situazioni di commercio, visto come il diritto internazionale non faccia sostanziali distinzioni tra i mercantili provenienti con i crismi rappresentativi dei diversi stati indipendenti del globo. Ed un metodo decisamente efficace per portare soldi allo stato. Somme che tuttavia, almeno a giudicare dal film della Litmus, non sono mai stati reinvestiti nelle risorse tecniche della sola ed unica nave gestita un tempo dallo stato, che anzi nel 1997 fu persino privatizzata, venendo data in gestione al personaggio di un facoltoso investitore locale di nome Tsengelchuulun, che si esibisce nel video in un sorriso baffuto alla telecamera dal piano superiore dell\u2019imbarcazione, durante una scena che potrebbe definirsi davvero esemplificativa: un gruppo di turisti sud-coreani, professori di scuola, che insegnano a loro co-imbarcati mongoli alcune canzoni del proprio paese. Proprio cos\u00ec. Non sarebbe errato dire che la Sukhbaatar III costituisca, ad oggi, una piccola nave da crociera, messa a disposizione dietro un piccolo compenso di tutti coloro che giungono per visitare l\u2019area del grande lago H\u00f4vsg\u00f4l, posto al centro di una riserva naturale delle dimensioni approssimative del parco di Yellowstone, nonch\u00e9 esso stesso, ricettacolo di flora e fauna d\u2019eccezione, con la presenza attestata di pesci persici fuori misura e alcune particolari specie di temuli sub-artici, attestati unicamente in questa regione.<br \/>\nMa resta indubbio che il fascino dell\u2019esperienza vada attribuito, almeno in parte, alla storia e all\u2019importanza istituzionale della nave dei suoi occupanti, facilmente esemplificata dalla presenza, sulla sponda sud del lago, di alcuni grandi serbatoi di petrolio, da cui fino alla seconda met\u00e0 degli anni \u201980 veniva estratto il carico da consegnare, puntualmente ed ogni mese, agli ufficiali sovietici dell\u2019area siberiana. L\u2019operazione di spostarne il contenuto, grazie alle potenti pompe presenti sulle prime due Sukhbaatar (che affondarono per ragioni ignote, e ancora giacciono visibili presso l\u2019approdo della vicina cittadina di Khatgal) e portarlo a destinazione fin sulla sponda settentrionale posta a 136 Km di distanza, richiedeva circa 8 ore, contro i quattro giorni necessari per compiere la stessa missione a dorso di mulo. Non ci sono, ovviamente strade. Per determinati periodi, in pieno inverno, quando l\u2019acqua si trasformava in una solida lastra di ghiaccio, fu praticata la via di far passare dei camion sulla superficie stessa del lago, ottenendo variabili gradi di successo. L\u2019operazione risultava ad ogni modo piuttosto rischiosa, tanto che qualcuno afferma, su Wikipedia, che ad oggi circa 30-40 autotreni giacciano sul fondale a seguito di vari incidenti subiti nel corso degli anni, ormai arruginiti e in corso di disfacimento. La pratica fu successivametne vietata, a seguito della presa di coscienza dell\u2019importanza ecologica dell\u2019intera regione, lasciando i soli uomini della Marina ad occuparsi del trasporto, almeno finch\u00e9 i giacimenti dei vicini impianti di trivellazione non si esaurirono, come spesso capita, e sopraggiungessero nuove mansioni, forse meno fondamentali, ma comunque a loro modo, rilevanti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19283\" aria-describedby=\"caption-attachment-19283\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dVqFkg17Tgk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19283 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Mongolian-Horse-Sledge-Race-500x313.jpg\" alt=\"Mongolian Horse Sledge Race\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Mongolian-Horse-Sledge-Race-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Mongolian-Horse-Sledge-Race-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Mongolian-Horse-Sledge-Race.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19283\" class=\"wp-caption-text\">Nei mesi invernali, l\u2019H\u00f4vsg\u00f4l si ghiaccia completamente e viene usato dalle popolazioni locali, tra le altre cose, per mettere in atto delle gare di slitte trainate da cavalli. In tale periodi dell\u2019anno, le temperature locali possono raggiungere anche i -40 gradi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vita di abitudini, gesti ormai imparati pressoch\u00e9 a memoria. I sette marinai della Mongolia, come si pu\u00f2 desumere dai pochi documenti disponibili online, hanno acquisito in epoca recente l\u2019abitudine di comporre canzoni, che loro sperano un giorno di riuscire a lanciare sull\u2019attivo mercato della musica contemporanea ad Ulanbataar, la capitale della nazione. Nei mesi pi\u00f9 freddi, abbandonata temporaneamente la nave e le sue due chiatte di supporto, ritornano i pastori che erano, tentando di guadagnare qualche somma extra praticando i propri rispettivi mestieri ancestrali. Ma ad ogni primavera, senza falla, si ritrovano l\u00ec, pronti a salpare. Troppo forte \u00e8 il loro senso nostalgico di responsabilit\u00e0.<br \/>\nE forse anche quel\u00a0ricordo vago, trasportato dai venti erranti della Steppa: dell\u2019epoca in cui Kublai Khan, l\u2019erede di Gengis, fondata la dinastia Yuan in Cina e conquistato il regno coreano di Goryeo, tent\u00f2 famosamente d\u2019invadere la terra del Sol Levante, l\u2019ostile Giappone. Era il 1274, quando i mongoli s\u2019imbatterono per la prima volta nella strenua resistenza della societ\u00e0 samuraica, pronta a scendere in armi e ricacciare ferocemente via i barbari in armi provenienti dal distante meridione. Andando incontro, oggi si ritiene, ad un\u2019imminente sconfitta di fronte alle tecnologie provenienti dall\u2019Asia continentale, tra cui archi migliori e veri e propri esplosivi da lancio simile alle odierne granate, che sarebbero bastati a contrastare qualsiasi metodo o strategia di guerra della parte contrapposto. Se soltanto non fosse intervenuto il caso fortuito di un terribile tifone, il vento divino (<em>kamikaze<\/em>) che scelse proprio quei fatali giorni per abbattersi sulle coste dell\u2019isola del Kyushu. 15 agosto del 1281: quasi 4.000 navi e i loro equipaggi, spazzate via nel corso di una singola giornata. Il braccio marittimo del pi\u00f9 grande impero territorialmente contiguo di tutti i tempi, a conti fatti, non si sarebbe ripreso mai pi\u00f9.\u00a0O forse sarebbe pi\u00f9 corretto dire, che non si \u00e8 ANCORA ripreso? Le orde fluiscono come volute di acqua colorata, una singola goccia nel vasto oceano dei conflitti della Storia. Ci\u00f2 che cala di numero, pu\u00f2 un giorno ritornare ai fasti ormai perduti. Una bandiera costa poco. Ci\u00f2 che davvero fa la differenza, al giorno d\u2019oggi, \u00e8 la carta inchiostrata dei patti e delle concessioni di stato&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vedi anche<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9H9d_d5xa28\" target=\"_blank\">la versione pi\u00f9 breve del video di apertura<\/a>, attualmente disponibile\u00a0sul canale YouTube della Litmus Films.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una singola nave, un lago ghiacciato per met\u00e0 dell\u2019anno, due marinai che sopravanzano le cinque dita di una singola mano. Soltanto quello corrispondente al pollice, che sa nuotare. 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