{"id":19263,"date":"2016-01-18T07:38:18","date_gmt":"2016-01-18T06:38:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19263"},"modified":"2016-01-18T07:47:29","modified_gmt":"2016-01-18T06:47:29","slug":"larma-piu-micidiale-mai-concepita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19263","title":{"rendered":"L&#8217;arma pi\u00f9 micidiale mai concepita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/w_SCuPId8KA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19264\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19266\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-500x313.jpg\" alt=\"SLAM Missile\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;antichit\u00e0 tutti i metodi per uccidere erano, come si usa\u00a0dire, bianchi. Con punta di lancia, con taglio di lama, con testa di ascia, si\u00a0tentava di uccidere il proprio nemico. Ed era una cosa orribile, senz&#8217;altro, esattamente come adesso. Eppure c&#8217;era un senso latente d&#8217;eleganza, dovuto all&#8217;inerente\u00a0responsabilit\u00e0 necessaria per\u00a0un gesto che non era facile da compiere, soprattutto in mezzo al caos di un capo di battaglia. E ciascuna delle armi utilizzate, a suo modo, era magnifica. Leggiadra ed affilata, saettante come il capo di un serpente, con aculei\u00a0come spine di una rosa. Tentare di trafiggere qualcuno\u00a0scagliando\u00a0via la propria spada, ai tempi del Codice dei Cavalieri, sarebbe stato un gesto non soltanto privo di senso, ma disonorevole ed irrispettoso, verso i molti secoli\u00a0di sapienza artigiana che essa racchiudeva, per non parlare della potenziale eredit\u00e0 del proprio genitore in armi, che con questo oggetto trasferiva\u00a0lo status\u00a0della propria intera classe sociale. Erano costoro, guerrieri per vocazione, ma mai veri\u00a0professionisti della morte. Poi col proseguire delle epoche, l&#8217;invenzione della polvere da sparo non fece che rinforzare\u00a0la questione: perch\u00e9 l&#8217;archibugio, il moschetto, e infine, il fucile con la canna rigata, non entravano mai in contatto con la carne del morituro, limitandosi a proiettare al suo indirizzo schegge di metallo acuminate, ciascuna concepita per un singolo, sgradevole utilizzo. Poi gettata via, nella discarica dei proiettili sparati.\u00a0Presto nacque un vero e proprio culto, che ha tutt&#8217;ora fin troppi proseliti\u00a0proseliti, mirato a venerare l&#8217;arma da fuoco come massimo traguardo superato dall&#8217;umanit\u00e0, uno strumento totalmente demoniaco e dunque, senza alcun dubbio, infuso di quella scintilla sacrale di divinit\u00e0. Armi che donano la morte,\u00a0la producono, la smerciano, persino. E che per farlo, necessariamente, devono incorporarla al loro interno, in qualche forma o definizione.<br \/>\nMa venne infine un giorno in cui qualcuno giunse a chiedersi: &#8220;Sarebbe\u00a0possibile costruire uno strumento, presente o futuro, che al suo interno racchiuda la Mietitrice in persona?&#8221;\u00a0Al punto\u00a0che il solo vederlo potesse\u00a0porre fine all&#8217;esistenza di qualcuno, come pure l&#8217;udirlo, il nominarlo, o addirittura la sua mera concezione sopra i tavoli progettuali, bastasse a mettere in pericolo l&#8217;intera dormiente umanit\u00e0&#8230; Era il primo gennaio 1957 quando una commissione formata dalle Forze Aeree Statunitensi e l&#8217;Ente per l&#8217;Energia Atomica scelse d&#8217;interrogare\u00a0il laboratorio Lawrence di Berkeley sulla questione, ottenendo la risposta che Si, teoricamente, la potenza dell&#8217;atomo poteva essere usata per far volare un missile intercontinentale. Anche se sarebbe stato, naturalmente, molto rischioso. Ci\u00f2 perch\u00e9 un\u00a0nocciolo a fusione, per sua stessa implicita natura, era un ricettacolo di pericolose particelle alfa e beta, lanciate in ogni direzione e in grado di distruggere facilmente l&#8217;organismo umano. E proprio per questo, una simile creazione necessitava di uno spesso scudo protettivo, simile a quelli usati per i reattori commerciali, o in misura minore, montati tra il motore e l&#8217;area calpestabile dei sottomarini a propulsione radioattiva. Ma come avresti mai potuto tu, inteso come progettista o ingegnere aerospaziale, incorporare un tale pesante meccanismo su di un arma fatta per attraversare i continenti, ad una velocit\u00e0 diverse volte superiore a quella del suono? La risposta fu veramente semplice: \u00e8 completamente inutile\u00a0preoccuparsene. All&#8217;epoca tutti sapevano, fin troppo bene, che cosa avrebbe comportato premere quel tasto rosso dell&#8217;Apocalisse. Ed a quel punto, che differenza avrebbero mai fatto qualche centinaio di sievert in pi\u00f9 nell&#8217;atmosfera totalmente ionizzata&#8230; Un piccolo prezzo da pagare, in cambio della capacit\u00e0 irrinunciabile di Realizzare Cose Straordinarie. Perch\u00e9 un dispositivo dotato di carburante a resa tanto elevata, avrebbe potuto volare letteralmente per settimane, giungendo a compiere il giro della Terra per ben tre volte. Inoltre, sarebbe stato lungo 25 metri, e avrebbe potuto incorporare un sistema di guida radar basato sull&#8217;elevazione del territorio sottostante, estremamente avanzato per l&#8217;epoca, che i progettisti\u00a0americani avevano definito TERCOM (Terrain Contour Matching). \u00a0Tali caratteristiche gli avrebbero permesso, una volta in volo, di percorrere un complesso itinerario predefinito a bassa quota per schivare i radar, sopra le principali citt\u00e0 ed installazioni militari dell&#8217;URSS, rilasciando per un certo numero di volte degli ordigni da fino a un megatone di potenza. Ne erano state proposte fino a una ventina. Continuando a spargere nel frattempo i suoi veleni, e causando danni incalcolabili per il continuo superamento della barriera del suono ad appena qualche centinaio di metri dal suolo. E alquanto incredibilmente, non finiva certamente qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 al termine del suo itinerario deleterio, quello che era stato definito ipoteticamente lo SLAM (Supersonic Low Altitude Missile) si sarebbe schiantato in luogo predeterminato, scelto\u00a0per la sua importanza strategica, continuando a rilasciare ingenti radiazioni dal suo carburante ormai inutilizzabile. Prima che il paese duramente colpito, dunque, trovasse le risorse per rimuoverlo, l&#8217;intera regione sarebbe diventata permanentemente inabitabile, condannando intere generazioni future. Era una vera arma concepita per fare terra bruciata, del suo bersaglio e anche di tutto quello che si trovava sul tragitto per raggiungerlo. Era lo strumento della fine del mondo, la risposta alla difficile questione del garantire la mutua distruzione in caso di guerra mondiale con il Blocco contrapposto, se anche soltanto un solo strale\u00a0fosse riuscito a partire dal suo silo sotterraneo. Era un vero capolavoro di progettazione, che apr\u00ec la strada a innumerevoli innovazioni successive.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19264\" aria-describedby=\"caption-attachment-19264\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AD8Kr0f1tEY?t=27m43s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19264\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19264 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-2-500x313.jpg\" alt=\"SLAM Missile 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19264\" class=\"wp-caption-text\">In un documentario sui missili cruise del National Geographic, un ormai pensionato Walter Hesse della Chance Vought Aircraft, compagnia incaricata di realizzare la parte aerodinamica del velivolo, dimostra il funzionamento dello SLAM tramite l&#8217;impiego di un modellino. Il segmento rilevante inizia <a href=\"https:\/\/youtu.be\/AD8Kr0f1tEY?t=27m43s\" target=\"_blank\">sui 27 minuti<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intera questione fu gestita con comprensibile segretezza, e vide l&#8217;impiego di numerosi nomi in codice ed equipe del tutto separate tra loro. Il progetto per la creazione del rivoluzionario motore del missile, come dicevamo, fu assegnato al laboratorio\u00a0Lawrence, sotto la guida del prof. Ted Merkle ed assunse il nome di Progetto Pluto(ne), dal nome del dio romano dell&#8217;Oltretomba. Il fisico\u00a0aveva concepito un sistema di guida estremamente interessante, basato sul principio dello statoreattore: ovvero un sistema che consisteva nel riscaldare l&#8217;aria all&#8217;interno di un lungo tubo a sezione variabile, quindi espellerla da dietro a gran velocit\u00e0. Nel caso dello SLAM, tale struttura sarebbe stata il missile stesso, dotato di una punta retrattile che poteva agire come foro d&#8217;ingresso, ed al posto del combustibile convenzionalmente utilizzato per tale processo, avrebbe trovato posto il compatto e\u00a0pericoloso reattore atomico, denominato amichevolmente &#8220;Tory&#8221;, che avrebbe operato per l&#8217;intero lungo volo dell&#8217;arma alla temperatura di circa 1300 gradi Celsius. Per poter sopportare simili condizioni estreme, le sue componenti interne furono realizzate in materiali affini alla ceramica, tramite il coinvolgimento\u00a0di una compagnia produttrice di porcellana con sede in Colorado, la Coors. Inoltre i motori pneumatici impiegati per far muovere le <em>canard<\/em> (superfici sterzanti disposte presso la punta) del missile dovettero essere testati per poter funzionare anche al calor rosso, mentre\u00a0l&#8217;elettronica di bordo necessitava di\u00a0essere protetta da scudi termici ad alta resistenza. Si pass\u00f2, quindi, ai primi test di fattibilit\u00e0. Poich\u00e9 lo statoreattore come concetto di propulsione, per sua insolita natura, richiede l&#8217;ingresso spontaneo dell&#8217;aria dalla parte anteriore del suo &#8220;tubo&#8221;, effettuare delle prove a terra del motore non fu affatto semplice. Nella versione finale dell&#8217;arma, questa sarebbe stata portata in quota da un propulsore esterno di tipo convenzionale, che una volta scollegato sarebbe ricaduto rovinosamente verso il suolo. Soltanto successivamente, sopra il silenzioso Oceano, il reattore nucleare sarebbe entrato nel suo stato critico di funzionamento. Gli scienziati fecero quindi costruire un vasto atrio sotterraneo sotto il deserto del Nevada, presso le Jackass Flats, definito il sito 401. L\u00ec sotto, tramite l&#8217;impiego di un possente sistema di ventilazione preso in prestito dalla base dei sommergibili di marina di Groton, nel Connecticut, la pressione dell&#8217;aria fu aumentata a dismisura, creando condizioni simili a quelle del volo ad alta velocit\u00e0. Il mini-reattore Tory fu quindi trasportato all&#8217;interno, e messo in moto per alcuni brevi, topici secondi. Era il 14 maggio 1961. Da una casamatta rinforzata, posta a diverse centinaia di metri di sicurezza e dotata dei pi\u00f9 avanzati sistemi di videosorveglianza, Merkle e il suo team brindarono al successo dell&#8217;operazione. Lo SLAM poteva esistere. Lo SLAM\u00a0avrebbe volato&#8230;E forse, prima o poi, ucciso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19265\" aria-describedby=\"caption-attachment-19265\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KqnfOYX10uw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19265\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19265 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-3-500x313.jpg\" alt=\"SLAM Missile 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-Missile-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19265\" class=\"wp-caption-text\">Su YouTube \u00e8 presente un&#8217;intera serie in lingua francese sul progetto Pluto e lo SLAM, purtroppo priva di informazioni relative alla sua provenienza originale. La serie di apre con una semplice, ma pregna rappresentazione di come potrebbe presentarsi il passaggio del missile da terra, dal territorio di uno degli alleati incolpevoli dei sui mittenti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giro di un paio d&#8217;anni, il progetto del missile\u00a0venne ulteriormente migliorato, arrivando ad una versione successiva del reattore, il Tory IIC, che oltre ad essere pi\u00f9 leggero poteva produrre 513 <em>megawatts<\/em> di potenza e l&#8217;equivalente di 17 tonnellate di spinta, per un tempo estremamente prolungato. L&#8217;implemento fu messo tuttavia alla prova per un tempo di soli 5 minuti, di fronte a un distante pubblico di generali e capi d&#8217;armata, che furono immediatamente pronti a congratularsi con l&#8217;evidente risposta\u00a0pratica alla percepita\u00a0necessit\u00e0\u00a0di fondo. Di disporre, infine, di un quarto vertice per il classico &#8220;triangolo nucleare&#8221; in cui una superpotenza poteva minacciare la sua nemica, in via teorica, con i tre strumenti di missili balistici lanciati da terra, bombardieri a lunga autonomia\u00a0e sommergibili disposti per il globo, con il compito di occuparsi del fondamentale secondo attacco, meno preciso ma a pi\u00f9 alta perdita di vite umane, che avvantaggiandosi di sistemi di guida meno complessi (all&#8217;epoca non esisteva il GPS) sarebbe stato indirizzato sui maggiori centri abitati del nemico. Mentre ecco qui, eureka! L&#8217;assoluta,\u00a0potenziale\u00a0perfezione?\u00a0Un singolo missile che potesse decollare senza nessun preavviso, dimostrandosi perfettamente in grado di eseguire missioni di qualunque complessit\u00e0, volando a quote tanto basse da essere impercettibile ai radar, e dunque impossibile da intercettare&#8230; Per analogia col soprannome di &#8220;piede di porco volante&#8221; che Merkle aveva dato all&#8217;arma, in funzione della sua sostanziale semplicit\u00e0 strutturale, in alcuni ambienti lo SLAM inizi\u00f2 ad essere definito &#8220;il grande bastone&#8221;. Un appellativo che proveniva dalla vecchia espressione\u00a0del sempre istrionico presidente\u00a0Theodore Roosevelt, che si dice fosse solito\u00a0affermare in merito a questioni diplomatiche: &#8220;Parla gentilmente e portati dietro un grosso bastone; andrai lontano.&#8221;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19267\" aria-describedby=\"caption-attachment-19267\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=19267#main\" rel=\"attachment wp-att-19267\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19267 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-500x278.jpg\" alt=\"SLAM\" width=\"500\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-500x278.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM-768x427.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/SLAM.jpg 1296w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19267\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/forum.worldofwarplanes.eu\/index.php?\/topic\/10338-ltv-slam-project-pluto\/\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intorno alla met\u00e0 degli anni &#8217;60, tuttavia, l&#8217;entusiasmo del governo americano per lo SLAM inizi\u00f2 a scemare. I nuovi progressi compiuti nei campi della tecnologia radar, infatti, gettavano dubbi sull&#8217;efficacia della strategia di dissimulazione del volo a bassa quota. Inoltre un missile intercontinentale di tipo moderno, affine a\u00a0quelli prodotti in quegli\u00a0ultimi anni, poteva raggiungere l&#8217;obiettivo in un tempo molto inferiore dell&#8217;invenzione di Merkle, portando a destinazione un carico di morte solo leggermente meno ingente e comunque certamente adeguato allo scopo. C&#8217;era inoltre il &#8220;piccolo&#8221; problema, mai risolto, del come sarebbe stato possibile far effettuare dei voli di prova a un&#8217;arma il cui solo passaggio, avrebbe liberato terribili veleni nell&#8217;atmosfera. Si era pensato, in un primo momento, di fargli disegnare tragitti con la forma del numero 8 nei territori del Pacifico settentrionale, ma gi\u00e0 molti tremavano, al pensiero di quello che\u00a0sarebbe potuto succedere per un eventuale malfunzionamento dell&#8217;ancora sperimentale sistema di guida\u00a0TERCOM.\u00a0Ma il problema pi\u00f9 grande, a conti fatti, rimaneva un altro: come avrebbe reagito, il governo sovietico, alla notizia dell&#8217;esistenza di una simile arma? Avrebbe tentato di produrne l&#8217;equivalente, o una versione migliorata? O nella peggiore delle ipotesi, indotto da una percepita superiorit\u00e0 del nemico in caso di guerra nucleare protratta nel tempo, avrebbe scelto di compiere il primo passo ed aprire le danze dell&#8217;ultima tempesta, l&#8217;annientamento totale di ogni essere vivente sul pianeta?<br \/>\nErano anni di decisioni difficili, scelte che potevano condizionare il passo e l&#8217;esistenza stessa di un domani pi\u00f9 che mai lontano. E fu in quel clima che alla fine, il primo luglio del 1964, il progetto Pluto fu ufficialmente\u00a0terminato dalla direzione delle Forze Aeree, liberando dall&#8217;impegno le circa 450 persone che vi erano state coinvolte nel corso degli ultimi 7 anni. I 260 milioni di dollari (di allora) investiti non furono, tuttavia, dati per completamente persi, visto come molte delle tecnologie sviluppate per lo SLAM avessero nel frattempo trovato applicazione, nel campo pi\u00f9 &#8220;ragionevole&#8221; della missilistica convenzionale. Cos\u00ec alla fine, la bestia ritorn\u00f2 a dormire. Ma sempre con un occhio semichiuso, pronta a risvegliarsi al minimo richiamo, di una situazione di politica internazionale che da allora, pur mutando radicalmente, non si \u00e8 mai del tutto raffreddata. N\u00e9 del resto\u00a0giunta, molto fortunatamente, all&#8217;ultimo riscaldamento. Perch\u00e9 i cani dell&#8217;Inferno, come si dice, non bevono caff\u00e8. Ma togli lo zucchero, e chi pu\u00f2 realmente dire, cosa ci aspetti dentro la ciotola d&#8217;Uranio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;antichit\u00e0 tutti i metodi per uccidere erano, come si usa\u00a0dire, bianchi. Con punta di lancia, con taglio di lama, con testa di ascia, si\u00a0tentava di uccidere il proprio nemico. Ed era una cosa orribile, senz&#8217;altro, esattamente come adesso. Eppure c&#8217;era un senso latente d&#8217;eleganza, dovuto all&#8217;inerente\u00a0responsabilit\u00e0 necessaria per\u00a0un gesto che non era facile da compiere, &#8230; <a title=\"L&#8217;arma pi\u00f9 micidiale mai concepita\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19263\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;arma pi\u00f9 micidiale mai concepita\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1367,300,1471,630,1062,167,241,1470,1185,147,71,24,97,333],"class_list":["post-19263","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aeronautica","tag-armi","tag-armi-atomiche","tag-guerra","tag-guerra-fredda","tag-ingegneria","tag-militari","tag-missili","tag-nucleare","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-strategia","tag-tecnologia","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19263"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19263\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19273,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19263\/revisions\/19273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}