{"id":19236,"date":"2016-01-15T07:35:32","date_gmt":"2016-01-15T06:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19236"},"modified":"2016-01-15T07:42:41","modified_gmt":"2016-01-15T06:42:41","slug":"la-tremenda-verita-sui-fichi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19236","title":{"rendered":"La tremenda verit\u00e0 sui fichi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pCKpF0OKQU0\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19239\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-500x313.jpg\" alt=\"Fig Wasp\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;avevate mai considerato? Non hanno i fiori. Proprio cos\u00ec: gli alberi di fico non sembrano possedere alcun\u00a0tipo di\u00a0fiore. Mangiare con gli occhi prima che col gusto, si usa dire, \u00e8 un&#8217;ottima abitudine. Perch\u00e9 consente di saggiare mentalmente il senso logico di ci\u00f2\u00a0che si sta masticando, comprenderne l&#8217;origine e la genesi immediata. Per\u00f2\u00a0che dire, invece, di quella remota? Quante persone, davvero, possono dire di conoscere le piante ed animali che consumano per sopravvivere, ancor prima che vengano impacchettati e trasportati fino al luogo d&#8217;interscambio del contemporaneo, l&#8217;essenziale spazio del supermercato?\u00a0Di averli attentamente\u00a0osservati all&#8217;interno del proprio ambiente, giungendo a fare un&#8217;equazione delle loro relazioni ecologiche col resto dei consimili connessi&#8230; Tra luglio e settembre, puntualmente ogni anno, sulle nostre tavole compaiono quei frutti zuccherini e morbidi, dalla buccia verde e il contenuto granuloso, che notoriamente pendono dall&#8217;albero di fico. Espressioni vegetali del bisogno di riproduzione della pianta, esattamente\u00a0come la mela, la pera, addirittura certe variet\u00e0\u00a0di\u00a0banana (ibridazione permettendo). Bench\u00e9 i metodi impiegati per percorrere tale immediata\u00a0strada, cos\u00ec come la direzione scelta presso ciascun bivio dell&#8217;evoluzione, siano sempre stati totalmente\u00a0differenti. Per conoscere la verit\u00e0, sar\u00e0 nuovamente necessario fare il grande passo, stranamente arduo al giorno d&#8217;oggi, di spostarci con la mente in mezzo alla campagna. Tendere la mano verso il &#8220;frutto&#8221;&#8230;E ritirarla, ricoperta di&#8230;Piccole Brulicanti Sagome Nerastre, o per usare il termine pi\u00f9 tecnico, insetti. Questo fico non \u00e8 contaminato, non \u00e8 malato, non soffre di un&#8217;infestazione. Gode, anzi, di ottima salute!<br \/>\nSi tratta di\u00a0una strana verit\u00e0. Una questione che sarebbe di sicuro molto nota, se non\u00a0costituisse un potenziale ostacolo alla diffusione di un qualcosa che sicuramente vende bene, perch\u00e9 profondamente\u00a0apprezzato da ampie fasce di popolazione. Le quali\u00a0preferiscono dimenticare, ad\u00a0esempio, l&#8217;orifizio da cui esce l&#8217;uovo di gallina. O le acute grida del maiale in punto di macellazione, che riecheggiano in padella mentre si prepara una bistecca beneamata. \u00a0Ma persino tutto questo \u00e8 nulla, in confronto ai milioni o miliardi di minuscole vespe che sono morte attraverso le generazioni, sacrificando la propria esistenza per costituire un&#8217;interrelazione evolutiva, tra la propria gen\u00eca e quella della pianta xerofila per eccellenza, che si \u00e8 infine trasformata con finalit\u00e0 di\u00a0accoglierle, persino, con gioia. Ed \u00e8 soltanto a quel punto, che la questione \u00e8 diventata regolare. Per ciascun fico, una generazione. Destinata per la met\u00e0 esatta ad emergere, per l&#8217;altra a perdere la vita. Rimanendo l\u00ec sotto la buccia, ovvero trasformandosi in\u00a0parte indissolubile di quanto noi mangiamo. Senza, neppure, saperlo! Non abbiate, tuttavia, alcun dubbio: proprio questo succede al giorno d&#8217;oggi, per innumerevoli delle variet\u00e0 di fico presenti su ogni banco della frutta, regolarmente vendute anche qui da noi in Italia.<br \/>\nAvete mai notato la strana consistenza diseguale del vostro cibo preferito, il modo in cui per ciascun morso, occasionalmente, ci si trovi in bocca un non-so-che di stoppaccioso, o per meglio dire granuloso, che cede sotto la masticazione solo dopo aver emesso un lieve suono, come CRUNCH-CRUNCH. Ecco, adesso non iniziate a pensare male. Quelli sono solamente i semi. Dunque\u00a0a questo punto, sar\u00e0 meglio chiarire ulteriormente l&#8217;intera fondamentale questione&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19237\" aria-describedby=\"caption-attachment-19237\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/JfkiYfrStrU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19237\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19237 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-2-500x313.jpg\" alt=\"Fig Wasp 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19237\" class=\"wp-caption-text\">Un breve estratto dal documentario della BBC &#8220;The Private Life of Plants&#8221; con la voce narrante e partecipazione del naturalista Sir David Attenborough.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di tutto, nonostante l&#8217;apparenza, non \u00e8 scientificamente appropriato affermare che la pianta di fico sia priva di fiori. E\u00a0sarebbe altrettanto assurdo, del resto, affermare che gli manchino dei frutti: le due cose, piuttosto, sono congiunte nell&#8217;unica esistenza di ci\u00f2\u00a0che viene definito il\u00a0siconio, ovvero\u00a0quello\u00a0che costituisce l&#8217;ingrediente alla base delle nostre marmellate. Quest&#8217;ultimo \u00e8 una formazione vegetale estremamente complessa, simile a un ricettacolo piriforme, in cui una scorza esterna o buccia ospita fino a maturazione, sulle sue pareti interne, una grande variet\u00e0 di piccoli fiorellini di un solo sesso, maschili o femminili per ciascuna pianta. In questo modo, essi sono massimamente protetti dalle intemperie, dai parassiti e dall&#8217;assalto di altri ospiti indesiderati. Il che porta all&#8217;inevitabile domanda: ma se i fiori maschi del fico sono nascosti all&#8217;interno del frutto, assieme a tutto il loro prezioso carico di polline, come pu\u00f2 verificarsi l&#8217;inseminazione della controparte per produrre i semi? Ed \u00e8 proprio qui che entrano in gioco loro, le\u00a0molte specie di vespe\u00a0appartenenti alla superfamiglia delle <em>Agaonidae, <\/em>ovvero\u00a0coloro che abbiamo avuto modo di osservare all&#8217;opera nei due video inclusi fino a questo punto. Per ciascuna variet\u00e0 di fico impollinato, ovvero non frutto dell&#8217;ingegneria genetica, ce n&#8217;\u00e8 una variet\u00e0 specifica, perfettamente adattata a sopravvivere soltanto con l&#8217;aiuto della pianta. Che a sua volta, non potrebbe mai\u00a0riprodursi, senza di lei. \u00c8 una relazione di assoluta reciproca interdipendenza. Ed ecco come funziona: se osservate attentamente un fico ben maturo, noterete occasionalmente sul fondo il segno residuo di un minuscolo foro, definito l&#8217;ostiolo. Ma che potremmo, altrettanto appropriatamente, definire la porta d&#8217;ingresso per la vespa. Una soltanto, di sesso femminile, gi\u00e0 gravida e pronta a deporre le sue uova. Osservare uno di questi insetti al vero punto di svolta della sua vita, \u00e8 un&#8217;esperienza semplicemente rivelatoria. Queste vespe, volando attorno all&#8217;albero, non vanno in cerca dei fiori migliori, come normalmente fatto\u00a0dalle api o farfalle, n\u00e9 deviano perdendosi a saggiare il panorama, ma volano con un preciso intento ed una rotta priva di deviazioni. Verso la propria terribile fine. Trovato un frutto adatto, quindi, la vespa femmina\u00a0compie il suo faticoso transito all&#8217;interno dell&#8217;ostiolo, foro tanto stretto da strappargli le ali e una parte delle antenne. Soltanto grazie agli uncini che si trovano su tutta la parte inferiore del suo corpo e delle zampe, lei riesce a fare forza ed accedere alla camera centrale del frutto.<br \/>\nDa un certo punto di vista, in effetti, non sarebbe errato definire il fico comune come una sorta di pianta carnivora, perch\u00e9 questo \u00e8 concepito, in ogni suo aspetto morfologico, per intrappolare la vespa femmina, ucciderla ed infine digerirla, ma non prima che lei compia il passo fondamentale dell&#8217;intera questione: porre le basi per la nascita di una corposa prole.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19238\" aria-describedby=\"caption-attachment-19238\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RDYAPrlqN90\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19238\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19238 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-3-500x313.jpg\" alt=\"Fig Wasp 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Fig-Wasp-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19238\" class=\"wp-caption-text\">In questo video girato a Porto Alegre, in Brasile, \u00e8 possible osservare il processo di emersione\u00a0delle vespe\u00a0<em>Agaonidae<\/em> dai sic\u00f2ni del Ficus cf. Luschnathiana. La posizione dell&#8217;ostiolo \u00e8 resa evidente\u00a0da una macchia marrone sulla buccia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una storia per definizione, segreta, che coinvolge le decine di piccoli fiori, che come dicevamo, si trovano all&#8217;interno del fico. Per ciascuno di questi, la vespa deporr\u00e0 un uovo, la cui larva risultante interverr\u00e0 sulla struttura genetica del fiorellino nascituro, trasformandolo mediante metodi a noi largamente ignoti in una galla (anche detta cecidio) ovvero un&#8217;escrescenza vegetale all&#8217;interno della quale completare la trasformazione in imago, l&#8217;esemplare adulto. A\u00a0quel punto, la vespa madre sar\u00e0 gi\u00e0 morta da tempo, e gi\u00e0 parzialmente disciolta dall&#8217;enzima della ficina, che permette al fico di integrare le sue sostanze nutritive nella polpa che noi tanto allegramente consumiamo. I suoi figli maschi e le figlie femmine, tuttavia, saranno notevolmente diversi tra loro: i primi privi di ali, dal corpo allungato affine a quello di un verme, e forti mandibole fatte per scavare. Le seconde leggiadre ed alate, copie perfette della propria genitrice. Allo spaccarsi delle galle, avverr\u00e0 quindi un&#8217;orgia selvaggia, in cui i serpeggianti\u00a0fratelli e le ronzanti sorelle si accoppieranno con nessun riguardo verso la\u00a0diversificazione del patrimonio genetico, o\u00a0altre &#8220;trascurabili&#8221; fisime di noi esseri vertebrati, poco prima che la complessa macchina genetica del loro istinto, le porti senza falla verso la fase successiva della loro vita. A questo punto, ormai inutili alla procreazione della specie, le vespe maschio saranno colte come da una sorta di frenesia, ed inizieranno a scavare delle minuscole gallerie verso l&#8217;esterno del fico, per raggiungere finalmente la luce del Sole. In un solo attimo di gloria e trionfo, esaltazione inesprimibile, ergendosi\u00a0sulla curvatura del pianeta fico e\u00a0conosciuto finalmente il mondo esterno per un flebile secondo, precipiteranno\u00a0rovinosamente fino al suolo. Morti stecchiti. A seguirli, attraverso i tunnel pagati con la propria stessa vita, saranno le sorelle\/consorti, ciascuna dotata del proprio paio d&#8217;ali, e pronta deporre\u00a0il proprio carico di uova nella prossima <em>nursery<\/em> tombale, generosamente offerta dal sempre disinteressato albero di fico. Ma non prima di essere state ricoperte di un pesante carico di polline della pianta maschio, da consegnare al momento del proprio ingresso nel\u00a0secondo siconio.<br \/>\nUna vita che definirei, difficile. E una storia dai risvolti tragici. Considerate pure il fatto che l&#8217;intero processo descritto \u00e8 quello relativo alle vespe-madri tanto fortunate da essere entrate in\u00a0un\u00a0caprifico, o fico maschio, mentre un destino ancor pi\u00f9 gramo aspetta quelle destinate al fico femmina. Costoro, infatti, una volta oltrepassato l&#8217;ostiolo e inseminato la pianta, finiranno per perdersi all&#8217;interno di un canale lungo e stretto, dove moriranno senza deporre le proprie uova. Ci\u00f2 permetter\u00e0 ai fiori del fico di formarsi completamente, sviluppando quei semi fondamentali alla riproduzione, e che noi allegramente sgranocchiamo, CRUNCH-CRUNCH. Mentre\u00a0il caprifico, dal canto suo, non si mangia. Ma ricordate questo: in ogni\u00a0fico femmina, che sia stato\u00a0fatto crescere in maniera naturale, c&#8217;\u00e8 comunque ALMENO una vespa. Disciolta e resa parte indistinguibile dal resto della polpa, per il nostro massimo piacere alimentare.<br \/>\nIn fondo anche noi, grandi consumatori e coltivatori, siamo una risorsa\u00a0preziosa da sfruttare per l&#8217;albero di fico, che viene coltivato soprattutto\u00a0per la sua bont\u00e0. E chi pu\u00f2 dire, tirando le finali somme, chi sia il pi\u00f9 furbo&#8230;Tra la vespa, il fico e l&#8217;uomo. Forse nessuno dei tre, ma quell&#8217;altro tipo di vespa ancora, la <em>Chalcidoidea<\/em>, che ha sviluppato un ovopositore tanto lungo da poter raggiungere l&#8217;altro lato dell&#8217;ostiolo, senza entrarci dentro. E depone le proprie uova allegramente, poco prima di volare via illesa. Ah, perch\u00e9? Si poteva avere tutto, in cambio di nulla? Of course. Ain&#8217;t that,\u00a0TECHNOLOGY.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;avevate mai considerato? Non hanno i fiori. Proprio cos\u00ec: gli alberi di fico non sembrano possedere alcun\u00a0tipo di\u00a0fiore. Mangiare con gli occhi prima che col gusto, si usa dire, \u00e8 un&#8217;ottima abitudine. Perch\u00e9 consente di saggiare mentalmente il senso logico di ci\u00f2\u00a0che si sta masticando, comprenderne l&#8217;origine e la genesi immediata. 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