{"id":19181,"date":"2016-01-08T07:29:01","date_gmt":"2016-01-08T06:29:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19181"},"modified":"2016-01-08T07:36:58","modified_gmt":"2016-01-08T06:36:58","slug":"drone-ci-mostra-lo-stato-del-nuovo-sarcofago-a-chernobyl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19181","title":{"rendered":"Drone ci mostra lo stato del nuovo sarcofago a Chernobyl"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/w1hx13Qrhq8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19182\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19183\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-500x313.jpg\" alt=\"Chernobyl NSC\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c&#8217;\u00e8 un modo migliore, per prendere atto della situazione relativa alla progressione\u00a0di un complesso progetto architettonico, che liberare uno dei nuovi cavalieri plasticosi dei cieli, il\u00a0ronzante velivolo telecomandato che dovremmo chiamare semplicemente &#8220;quadricottero&#8221; ma le cui limitate capacit\u00e0 di autonomia operativa,\u00a0spesso ingigantite dal marketing e\u00a0dall&#8217;opinione pubblica, gli sono recentemente valse la dubbia definizione di &#8220;drone&#8221;. Ma persino nella tipica situazione cos\u00ec riassunta, presso il cantiere dell&#8217;ultimo grattacielo o di un qualche altro grandioso monumento, difficilmente si potrebbe dire di trovarsi al cospetto di una simile <em>gravitas<\/em>, per l&#8217;importanza di quanto sta in questo caso letteralmente prendendo forma sotto l&#8217;irrinunciabile telecamerina GoPro: la\u00a0struttura ad arco, alta 108\u00a0metri (pi\u00f9 della Statua della Libert\u00e0) e con una base di\u00a0250 metri (pi\u00f9 della Torre Eiffel) che prende il nome di NSC (New Safe Containment) e dovr\u00e0 proteggerci, per almeno i prossimi 100 anni, dalla cosa innominabile che si trova l\u00ec sotto, la cui letalit\u00e0 supera facilmente lo sguardo\u00a0della mitica Medusa.<br \/>\nDopo un lungo periodo di esattamente trent&#8217;anni, presso i verdeggianti recessi d&#8217;Ucraina siti al confine con la Bielorussia, tra le citt\u00e0 di\u00a0Pryp&#8217;jat&#8217; e quella di \u010cernobyl&#8217;, la pace che impera \u00e8 pressoch\u00e9 totale. Ed in effetti non resta pressoch\u00e9 nulla nell&#8217;aria, tranne la memoria, del feroce disastro che si verific\u00f2 il 26 aprile del\u00a01986, a causa di quel\u00a0fatale test di sicurezza che prese la via sbagliata, rivelando orribilmente ed in assoluta contemporaneit\u00e0 tutte le problematiche latenti dei\u00a0sistemi progettuali in uso, procedurali e di addestramento.\u00a0Tutti palesemente\u00a0inadeguati, come apparve fin troppo evidente, a fronteggiare il demone dell&#8217;energia nucleare, che prima di esaurire la sua furia, arrec\u00f2 danni spropositati ai sui custodi, agli immediati vicini e ad una percentuale statisticamente rilevante di persone estremamente distanti, che di un simile luogo non avevano mai neppure sentito parlare. Fa dunque una certa impressione, oggi, vedere i turisti che si aggirano tranquillamente nella zona proibita, scattando foto e registrando dei video, qualche volta con telecomando di quadricottero alla mano, di quello che \u00e8 diventato un luogo, per quanto irradiato, forse addirittura\u00a0in funzione di ci\u00f2, straordinariamente ameno: cervi, caprioli e cinghiali&#8230; Oltre 57 diverse specie di uccelli, tra cui alcuni migratori. Un&#8217;intera popolazione di pesci gatto siluro, che hanno prosperato e si sono moltiplicati, addirittura, nelle pozze stesse del liquido di raffreddamento della centrale, grazie all&#8217;acqua piovana caduta al loro interno.\u00a0Per non parlare delle costanti\u00a0regal\u00ece alimentari ricevute da chiunque avesse\u00a0il coraggio di passare di l\u00ec.<br \/>\nPerch\u00e9 la natura, nonostante quanto siamo spesso indotti a pensare, non \u00e8 poi cos\u00ec delicata; presenta, piuttosto, notevoli capacit\u00e0 di adattamento. Cancri e leucemie, per noi esseri dalla vita artificialmente prolungata e dunque\u00a0estremamente coscienti della nostra mortalit\u00e0, sono una vera tragedia. Ma dal punto di vista di\u00a0una creatura pi\u00f9 semplice e selvaggia, come un qualunque animale, non costituiscono altro che gli ennesimi\u00a0avversari alla propria sopravvivenza, due\u00a0fra i tanti, come il falco, la volpe, lo pneumatico di camion sul ruvido asfalto della propria improvvida fine.<br \/>\nNei giorni immediatamente successivi al disastro, un fronte ventoso port\u00f2 una corposa quantit\u00e0 di polvere di grafite irradiata ad impattare contro una pineta, posizionata a circa 10 Km dalla centrale. Immediatamente colpiti dai derivanti fasci di radiazioni beta e gamma, molti degli alberi assunsero un&#8217;inquietante colorazione rossa, morendo in pochissimi giorni. Ma le betulle e i pioppi, egualmente esposti al disastro, non subirono letteralmente alcuna conseguenza rilevante. Cos\u00ec, nonostante il panico collettivo e l&#8217;eroico, collettivo sacrificio dei cosiddetti\u00a0<em>liquidators<\/em>, gli addetti alla messa in sicurezza del nocciolo del reattore, l&#8217;idillio continu\u00f2\u00a0indisturbato. Ed oggi, eccoci qui. Al sicuro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19184\" aria-describedby=\"caption-attachment-19184\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NnpUiTJMZNw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19184\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19184 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-The-Severe-Days-500x313.jpg\" alt=\"Chernobyl The Severe Days\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-The-Severe-Days-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-The-Severe-Days-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-The-Severe-Days.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19184\" class=\"wp-caption-text\">Questo importante video, restaurato per quanto possibile dalla ArticDreams1 e pubblicato sul canale YouTube di Alex Green, narra degli ultimi giorni di Vladimir Shevchenko, il cameraman della Tv nazionale ucraina che nel 1986 perse la vita, esponendosi alle tremende radiazioni presenti sul tetto di Chernobyl con l&#8217;unica, coraggiosa finalit\u00e0 di riprendere l&#8217;abisso sottostante. \u00c8 ironico pensare come al giorno oggi, grazie all&#8217;esistenza dei droni, il suo sacrificio potesse facilmente venire evitato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione del primo sarcofago di Chernobyl, che fu portato a compimento in fretta e furia entro\u00a0il novembre del 1986, coinvolse l&#8217;opera di circa 240.000 persone, molte delle quali, di l\u00ec a poco, persero la salute e persino la vita.\u00a0Per circoscrivere il problema del nucleo che continuava a fondere incontrollato, aumentando ulteriormente il suo potenziale di avvelenamento degli uomini e del pianeta, ogni rischio\u00a0appariva lecito: furono immediatamente scaricate sul luogo del disastro circa 5.000 tonnellate di\u00a0boro, dolomia, argilla e carburo di boro tramite l&#8217;impiego di elicotteri, ottenendo una parziale riduzione della temperatura. Ci\u00f2, tuttavia, aument\u00f2 anche il peso dell&#8217;ammasso radioattivo, facilitando\u00a0un suo ulteriore sprofondamento negli strati inferiori della crosta terrestre, in forza delle sue molte migliaia di gradi residui. Si rese necessario, dunque, scavare delle gallerie che passavano sotto la centrale, al fine di inserirvi degli impianti di raffreddamento. Gli operai addetti all&#8217;impresa, reclutati tra il personale delle miniere di carbone e largamente disinformati su ci\u00f2 a cui stavano andando incontro, lavoravano con delle semplici maschere ad ossigeno, e talvolta neppure quelle. Ma persino simili terrificanti condizioni non erano nulla, al confronto dei loro colleghi incaricati di erigere l&#8217;<em>Object Shelter<\/em>, la\u00a0poderosa struttura in acciaio e cemento che doveva poggiare sulle mura della stessa centrale, con la finalit\u00e0 di prevenire un ulteriore diffondersi delle polveri contenute al suo interno. Esposti all&#8217;aria contaminata da dosi medie di circa 100\u00a0millisievert, pari a otto volte una TAC completa\u00a0per settimane e mesi, spesso con protezioni inadeguate perch\u00e9 semplicemente NON SI CONOSCEVA\u00a0l&#8217;entit\u00e0 del pericolo, costoro pagarono il prezzo pi\u00f9 ingente, e bench\u00e9 la loro mortalit\u00e0 negli anni successivi non sia mai stata\u00a0epidemiologicamente rilevata, si ritiene che sia stata pressoch\u00e9 totale. Una morte non sempre rapida, n\u00e9 indolore, indotta con la finalit\u00e0 spietata di salvare i molti, sulle spalle dei relativamente, pochi. Per sempre? Magari&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19182\" aria-describedby=\"caption-attachment-19182\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MPYcU7Uno9o\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19182\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19182 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-2-500x313.jpg\" alt=\"Chernobyl NSC 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19182\" class=\"wp-caption-text\">Il nuovo sarcofago \u00e8 stato costruito alla distanza di 180 metri dal reattore, onde evitare l&#8217;esposizione degli operai ai livelli di radiazione ormai molto pi\u00f9 bassi, ma comunque significativi. Ad opera completata, la struttura verr\u00e0 fatta scivolare su rotaie fino al punto designato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema della scienza \u00e8 che quando un qualcosa appare impossibile, perch\u00e9 troppo pericoloso o sproporzionato alle prospettive di un eventuale guadagno futuro, si verifica\u00a0una situazione in cui tutti tendono a produrre vie alternative, trovando il modo di fare, costruire, mettere in funzione. Ma una volta giunti a quel punto,\u00a0se qualcosa va veramente per il verso sbagliato, non c&#8217;\u00e8 una singola persona, in questo intero vasto mondo, che sappia davvero che cosa fare. E simili situazioni sono, da sempre, indissolubilmente\u00a0connesse all&#8217;energia nucleare. Cos\u00ec, nonostante le migliori intenzioni e le alte qualifiche di alcune delle personalit\u00e0 coinvolte, il lavoro di messa in sicurezza di\u00a0Chernobyl, compiuto a velocit\u00e0 ipersonica nell&#8217;ormai distante 1986, furono tutt&#8217;altro che ineccepibili. La struttura del vecchio sarcofago, concepito per ricoprire oltre 740.000 metri cubi di quelle che erano ormai diventate scorie radioattive, sono integralmente sostenute da una coppia\u00a0di gigantesche travi metalliche, il cui eventuale cedimento avrebbe conseguenze disastrose. Anni di incuria, inevitabile in un simile pericoloso luogo, hanno portato all&#8217;aprirsi d&#8217;innumerevoli crepe nelle pareti esterne, alcune delle quali sufficientemente larghe da far passare un&#8217;automobile. L&#8217;acqua piovana, che filtra copiosa attraverso simili aperture, minaccia dunque\u00a0di contaminare ulteriormente le riserve d&#8217;Ucraina. Ma non finisce qui. Le fondamenta della struttura poggiano su un sostrato di terra compattata mista a sostanze radioattive disciolte dall&#8217;alta temperatura, le cui caratteristiche geologiche restano largamente ignote, soprattutto in forza delle frequenti scosse sismiche attestate nella regione. A coronare i fatti, l&#8217;intera struttura vede l&#8217;ombra di una\u00a0vera e propria spada di Damocle, o per meglio dire lo scudo di nome Pyatachok\/Object E (amichevolmente detto &#8220;Elena&#8221;) dal peso di 1000 tonnellate e il diametro di 15 metri, ovvero\u00a0il componente superiore che doveva proteggere il nucleo del reattore.\u00a0Che dal momento dell&#8217;esplosione si trova pericolosamente in bilico, quasi verticalmente,\u00a0sostenuto unicamente da alcuni cumuli di detriti. La sua eventuale ed imminente caduta, si ritiene, potrebbe liberare\u00a0una nuova nube di polvere velenosa, pi\u00f9 che sufficiente a far tremare una buona met\u00e0 d&#8217;Europa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19185\" aria-describedby=\"caption-attachment-19185\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2OFEI8S5rG0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19185\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19185 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-3-500x313.jpg\" alt=\"Chernobyl NSC 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Chernobyl-NSC-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19185\" class=\"wp-caption-text\">Bionerd23, la principale video-blogger di Internet sul tema del nucleare, mostra il nuovo sarcofago durante la sua visita di Chernobyl del giugno del 2013. Lo stato dei lavori \u00e8 chiaramente meno avanzato di quello del video di apertura.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, la necessit\u00e0 di rimettere mano alla situazione \u00e8 chiara alle autorit\u00e0 mondiali, almeno a partire dal 1997, quando durante il G7 di Denver fu istituito un fondo internazionale, il\u00a0Chernobyl Shelter Fund, con la finalit\u00e0 di portare a termine il complesso progetto dell&#8217;NSC (il &#8220;nuovo&#8221; sarcofago). Una missione il cui costo complessivo stimato, all&#8217;epoca, fu di 780 milioni di dollari ma che oggi, quasi 20 anni dopo, a seguito di numerosi contrattempi e brevi interruzioni dovute alla mancanza dei fondi, supera abbondantemente i due miliardi. L&#8217;attuale principale <em>contractor<\/em> del progetto, un consorzio francese di nome NOVARKA, ha tuttavia recentemente dichiarato che l&#8217;opera sar\u00e0 completa entro l&#8217;aprile del 2016, giusto in tempo per l&#8217;anniversario della terza decade dal giorno del disastro. Al cospetto dei capi-cantiere, dei curiosi e dei responsabili in-loco, quindi, il grande arco verr\u00e0 fatto scivolare in posizione sulle rotaie lunghe 180 metri, grazie al possente traino di alcuni cavi d&#8217;acciaio, predisposti a tale scopo. Lentamente, con estrema cautela, per evitare il disgregamento di quanto tutt&#8217;oggi, faticosamente resta in piedi. Viene da chiedersi quanti, fra i capi di stato che firmarono l&#8217;ordine, avranno il coraggio di trovarsi presenti all&#8217;evento.<br \/>\nQuindi, l&#8217;ampio catalogo di macchinari e gru robotizzate poste al di sotto dei tre strati anti-radioattivi della struttura inizieranno la lunga e delicata opera di smantellamento del vecchio sarcofago, affinch\u00e9 si possa garantire un futuro, per quanto possibile, privo di crolli,\u00a0o\u00a0imprevisti comparabilmente deleteri. Finch\u00e9 tra 100 anni, alla stima migliore, non ci si trovi nuovamente ad affrontare il risveglio dell&#8217;antico male. Come in un romanzo epico dei nostri tempi, con l&#8217;unica, significativa differenza, che noi non avremo anelli magici o spade fiammeggianti, a proteggerci, ma soltanto quel cumulo di nozioni pratiche, puramente funzionali, che costituiscono l&#8217;incontro tra la scienza e l&#8217;ingegneria. Assieme al sangue degli incauti, primo ed unico\u00a0ago di quella bilancia che sorregge, oscillando pericolosamente, il fondamentale progresso dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 un modo migliore, per prendere atto della situazione relativa alla progressione\u00a0di un complesso progetto architettonico, che liberare uno dei nuovi cavalieri plasticosi dei cieli, il\u00a0ronzante velivolo telecomandato che dovremmo chiamare semplicemente &#8220;quadricottero&#8221; ma le cui limitate capacit\u00e0 di autonomia operativa,\u00a0spesso ingigantite dal marketing e\u00a0dall&#8217;opinione pubblica, gli sono recentemente valse la dubbia definizione di &#8230; <a title=\"Drone ci mostra lo stato del nuovo sarcofago a Chernobyl\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19181\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Drone ci mostra lo stato del nuovo sarcofago a Chernobyl\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,201,1445,374,449,704,167,1185,1215,71,97,653],"class_list":["post-19181","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-architettura","tag-chernobyl","tag-disastri","tag-droni","tag-energia","tag-ingegneria","tag-nucleare","tag-radiazioni","tag-storia","tag-tecnologia","tag-ucraina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19181"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19181\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19187,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19181\/revisions\/19187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}