{"id":19159,"date":"2016-01-05T07:16:03","date_gmt":"2016-01-05T06:16:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19159"},"modified":"2016-01-05T07:16:03","modified_gmt":"2016-01-05T06:16:03","slug":"il-fenomeno-australiano-delle-nubi-rotolanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19159","title":{"rendered":"Il fenomeno australiano delle nubi rotolanti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cKJ1s7l3GrI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19160\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19162\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Tubular-Cloud-500x313.jpg\" alt=\"Tubular Cloud\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Tubular-Cloud-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Tubular-Cloud-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Tubular-Cloud.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno, per l&#8217;intero mese di\u00a0ottobre e qualche volta fino alla met\u00e0 di novembre, l&#8217;isolata cittadina\u00a0di Burketown, sita proprio all&#8217;apice del pi\u00f9 grande golfo settentrionale d&#8217;Australia, conosce le voci e la presenza di un certo numero di visitatori estremamente determinati, provenienti da ogni parte del continente e qualche volta, del mondo. La ragione, come avviene per simili luoghi sperduti nei recessi pi\u00f9 diversi delle carte nautiche o stradali, non \u00e8 da ricercarsi in una particolare condizione storica, un anniversario o altra\u00a0attivit\u00e0 ed il sentire dei suoi abitanti, bens\u00ec nella forza inarrestabile della natura. Che crea, soltanto in quel periodo e per un certo numero di volte, il fenomeno di un&#8217;onda, straordinaria ed altamente caratteristica che per qualcuno, il pellegrino tipo o in altri termini l&#8217;esploratore, dovr\u00e0 necessariamente essere cavalcata, almeno una volta nella vita. \u00c8 una storia, per cos\u00ec dire, da surfisti. Come quelli che hanno creato, con fatica e grande abilit\u00e0 dimostrativa, il mito della spiaggia\u00a0di Ghost Trees in California, o ancora della massa d&#8217;acqua che si erge regolarmente sopra la scogliera sommersa di Teahupoo a Tahiti, per non parlare della semi-mitica Ours nel Nuovo Galles del Sud, che si affaccia all&#8217;altra estremit\u00e0 di questa estesa\u00a0isola, la maggiore terra emersa\u00a0d&#8217;Oceania. Soltanto che, fra queste citate e tutte le altre simili, questa \u00e8 un&#8217;onda che ha una marcia in pi\u00f9; perch\u00e9 in effetti, piuttosto che correre sopra la superficie dell&#8217;oceano, fa lo stesso, ma nel cielo. \u00c8 una massa d&#8217;acqua, volante!<br \/>\nMa&#8230;Ma come? Uno potrebbe chiedersi&#8230;Com&#8217;\u00e8 possibile che un qualcosa di comunemente pi\u00f9 pesante dell&#8217;aria, nonch\u00e9 visibile ad occhio nudo, possa ergersi al di sopra delle cime montane che svettano all&#8217;orizzonte dei paesaggi? La spiegazione \u00e8 in realt\u00e0 pi\u00f9 semplice di quanto potrebbe sembrare, quando si pensa alla fluida trasformazione tra i diversi stati della materia. E la grande onda di Burketown, probabilmente l&#8217;avrete gi\u00e0 capito, \u00e8 fatta di vapore umido che il Sole, con la sua costante pressione termica diurna, ha costretto spietatamente a\u00a0salire, finendo per formare ci\u00f2 che ha il nome comune di nuvola nel cielo. Un qualcosa di specifico, tuttavia,\u00a0le cui somiglianze con il nostro quotidiano non tardano ad esaurirsi, vista la forma di un&#8217;essenza assai particolare: \u00e8 come una grande corda, lunga fino a 1000 Km, dello spessore di 1 o 2, che si forma sopra l&#8217;acqua e corre rapida in direzione sud, fino a raggiungere la terra e quindi lentamente, molto gradualmente, scomparire. O per usare il nome comune locale, ormai adottato per antonomasia anche nel definire il raro verificarsi di questo stesso fenomeno in altri contesti geografici e meteorologici, una Morning Glory (letteralmente: gloria del mattino). Termine che viene in effetti mutuato dal mondo botanico, e che costituisce incidentalmente l&#8217;appellativo anglosassone di tutti quei fiori che sbocciano ed appassiscono in un tempo di sole 24 ore. Non che alle nubi tubolari, a conti fatti, riesca\u00a0di\u00a0durare altrettanto.<br \/>\nCi\u00f2 perch\u00e9 la tipica nube a forma di tubo, per come ci \u00e8 dato di comprenderla e nei limitati studi compiuti sull&#8217;argomento, parrebbe trarre l&#8217;origine da una particolare serie di condizioni, tanto specifiche da essere ormai estremamente note agli abitanti di Burketown: quando l&#8217;erba si ricopre di rugiada, nella stagione pi\u00f9 calda e\u00a0che dovrebbe essere totalmente secca (nell&#8217;emisfero meridionale, attualmente \u00e8 estate) quando i frigoriferi trasparenti dei supermercati e dei bar si appannano all&#8217;improvviso, e poi addirittura,\u00a0nel momento in cui gli astanti del beneamato\u00a0pub locale notano un leggero arricciamento degli angoli dei tavolini in legno compensato della sala principale, allora \u00e8 l&#8217;usanza che si corra tutti fuori, con lo sguardo rivolto verso il cielo e anche possibilmente, telecamere o smartphone. Per tentar di catturare, quello che non pu\u00f2 essere toccato con mano. Dargli vita eterna, per lo meno, nell&#8217;infallibile memoria di un blocchetto di silicio e bytes.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19160\" aria-describedby=\"caption-attachment-19160\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vwyfJHeB6ig\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19160\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19160 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Morning-Glory-500x313.jpg\" alt=\"Morning Glory\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Morning-Glory-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Morning-Glory-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Morning-Glory.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19160\" class=\"wp-caption-text\">Burketown \u00e8 dotata di un piccolo aeroporto pienamente accessoriato, dalla cui singola pista pu\u00f2 decollare ogni categoria di piccolo aeroplano privato. Questa pilota di ultraleggeri che si presenta unicamente come Tracey, con un fortunato passeggero al seguito, sta sperimentando la rinomata esperienza di sorvolare una Morning Glory.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nubi della tipologia Morning Glory, pur essendo attestate nelle regioni dell&#8217;entroterra degli Stati Uniti, nel Canale inglese, nella Russia Orientale e nella regione circostante Monaco di Baviera, dove si dice che tendano a comparire &#8220;una volta ogni dieci anni&#8221; si verificano in modo prevedibile soltanto\u00a0nel mare di Arafura che si trova tra l&#8217;Australia e la Nuova Guinea, proprio per l&#8217;effetto avuto dalle alture sul vicino promontorio di York, che con i suoi 220.000 km\u00b2\u00a0costituisce la chiusura orientale dell&#8217;enorme golfo di Carpentaria, che dal canto suo ne misura ben\u00a0300.000. Si tratta, ad ogni modo, di un fenomeno atmosferico talmente circoscritto, raro e ad ogni modo relativamente ininfluente per il clima, da risultare ancora relativamente poco\u00a0studiato, con tutte le\u00a0spiegazioni tecniche a disposizione che si limitano a tratteggiare un&#8217;ipotesi, per di pi\u00f9 specifica di questi luoghi. Per la scienza meteorologica, che a quanto pare ama in modo particolare la sua terminologia per lo pi\u00f9 in lingua inglese, queste nubi sono classificate come <em>Roll Clouds<\/em> (rotolanti) ed appartengono a una sotto-classe delle <em>Arcus Cl.\u00a0<\/em>(nubi&#8230;Ad arco?) che includono le <em>Shelf Cl.<\/em> (mensole) generalmente si formatisi spontaneamente alla base di un possente fronte temporalesco, per l&#8217;effetto delle correnti verticali spostate dalle stesse e i conseguenti vuoti di accompagnamento. Tale classificazione, ad ogni modo, non pu\u00f2 che lasciare nel caso australiano piuttosto perplessi, visto come proprio\u00a0la prima caratteristica delle Morning Glory sia\u00a0il loro essere totalmente isolate, stagliandosi nettamente nel cielo terso di particolari mattine d&#8217;estate.<br \/>\nL&#8217;associazione nasce dunque pi\u00f9 da un&#8217;osservazione estetica del loro aspetto, che da un&#8217;effettiva descrizione tipologica delle cause alla base della loro esistenza. Che nei fatti, si verifica cos\u00ec: brezze marine si formano ai due lati della penisola di York, finendo per incontrasi proprio in corrispondenza della sua parte pi\u00f9 elevata, per lo meno comparabilmente alla superficie dell&#8217;Oceano. Come conseguenza\u00a0di tale scontro frontale, analogamente a quanto avvenne miliardi di anni fa con le placche continentali del pianeta Terra, le due masse tendono ad alzarsi verso l&#8217;alto. Ci\u00f2 crea il fenomeno che viene comunemente definito dell&#8217;inversione meteorologica, in cui un fronte d&#8217;aria fredda, naturalmente pi\u00f9 pesante, si trova al di sopra di una massa calda, in questo caso mantenuta a temperatura\u00a0ambiente\u00a0per l&#8217;effetto dell&#8217;acqua di mare. Questa cappa umida, che si forma in genere nel tardo pomeriggio, prende il nome di Australian Squall Line. Durante la notte, quindi, l&#8217;aria torna nuovamente a mescolarsi e discendere verso il suolo generando turbolenze, poco prima di essere catturata dalle\u00a0costanti correnti ventose del golfo di Carpentaria. Ci\u00f2 genera una serie di onde, simili alle increspature di un lago. E sarebbero proprio queste, si ritiene, ad\u00a0agire alla maniera di\u00a0&#8220;gigantesche mani che arrotolano dei salsicciotti di plastilina&#8221; (cit. <a href=\"http:\/\/www.wondermondo.com\/Countries\/Au\/AU\/Queensland\/CarpentariaMornGlory.htm\" target=\"_blank\">Wondermondo.com<\/a>) creando la tipica forma delle Roll Clouds. Le quali, spostandosi, tendono a mantenere tutta l&#8217;aria calda nella parte frontale, mentre quella fredda resta indietro, creando l&#8217;illusione di &#8220;rotolare&#8221; ma, aspetto molto significativo, in un senso rigorosamente inverso a quello di marcia. \u00c8 importante notare come simili correnti d&#8217;aria, ad ogni modo, siano presenti nella regione per una buona parte dell&#8217;anno, mentre la\u00a0rarit\u00e0 stagionale riguarda unicamente il verificarsi delle condizioni di umidit\u00e0 idonee al crearsi della nube stessa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19161\" aria-describedby=\"caption-attachment-19161\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mOVwlfrKN2g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19161\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19161 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Shelf-Cloud-500x313.jpg\" alt=\"Shelf Cloud\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Shelf-Cloud-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Shelf-Cloud-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Shelf-Cloud.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19161\" class=\"wp-caption-text\">Una nube a mensola pu\u00f2 essere una vista particolarmente inquietante, specie quando si considera come costituisca spesso la parte frontale di un pericoloso fronte di tempesta. Queste torreggianti apparizioni vengono spesso confuse con le &#8220;nubi a parete&#8221; che costituiscono invece, generalmente, la coda del temporale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro:\u00a0l&#8217;interesse dimostrato dai piloti di alianti e deltaplani per il fenomeno della Morning Glory non \u00e8 soltanto di tipo estetico, o ad un poter dire di aver visto da vicino qualcosa di tanto raro ed unico al mondo. C&#8217;\u00e8 infatti un&#8217;ulteriore punto di contatto, tra questo vero e proprio <em>tsunami<\/em> dei cieli e le diverse <em>location<\/em> citate in apertura, per l&#8217;importanza attribuitagli dalla cultura dei surfisti: si tratterebbe della presenza, necessariamente\u00a0poco approfondita dalla letteratura scientifica rilevante (difficile costruire un pallone sonda semovente!)\u00a0di un&#8217;evanescente corrente d&#8217;aria ascensionale, che corrisponderebbe grossomodo allo spazio soprastante l&#8217;evidente cordone della nube rotolante. Esistono diversi resoconti, su Internet e nei programmi Tv, di persone che hanno\u00a0provato l&#8217;esperienza di cavalcarla da un&#8217;estremit\u00e0 all&#8217;altra, trovandola sostanzialmente paragonabile al concetto di una vera e propria &#8220;superstrada dei cieli&#8221;. Un semplice velivolo, bench\u00e9 privo di motore, in quei particolari potrebbe infatti percorrere l&#8217;intera estensione del golfo di Carpentaria, guidato dalla presenza e dal sostegno di una simile rarit\u00e0\u00a0dei cieli.<br \/>\nIl che potrebbe portare, ottimisticamente, ad un&#8217;ipotesi per il futuro, di un domani in cui l&#8217;uomo dovesse comprendere talmente a fondo il\u00a0moto dell&#8217;aria che circonda il suo pianeta, da poterla delicatamente influenzare, mantenendo attivi dei collegamenti percorribili tra i diversi luoghi oggetto del nostro viaggiare. Allora si potrebbe, ma \u00e8 soltanto un\u00a0vago sogno, decollare all&#8217;estremit\u00e0 di un lungo tubo di vapore acqueo, per volare dall&#8217;Australia alla Nuova Zelanda, e da l\u00ec, chiss\u00e0. Ma il mondo dei venti resta troppo grande, impassibile ed eterno, per potersi lasciare influenzare dai nostri meri strumenti tecnologici e le altre diavolerie. E forse, dopo tutto, \u00e8 meglio cos\u00ec. Gi\u00e0 abbiamo abbastanza problemi a razionalizzare le candide\u00a0scie tracciate nel cielo azzurro, inspiegabilmente causate dai motori dei jet&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno, per l&#8217;intero mese di\u00a0ottobre e qualche volta fino alla met\u00e0 di novembre, l&#8217;isolata cittadina\u00a0di Burketown, sita proprio all&#8217;apice del pi\u00f9 grande golfo settentrionale d&#8217;Australia, conosce le voci e la presenza di un certo numero di visitatori estremamente determinati, provenienti da ogni parte del continente e qualche volta, del mondo. La ragione, come avviene &#8230; <a title=\"Il fenomeno australiano delle nubi rotolanti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19159\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il fenomeno australiano delle nubi rotolanti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,315,183,1438,1439,249,910,109,400,1030,78,1437,87],"class_list":["post-19159","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-australia","tag-aviazione","tag-cielo","tag-golfi","tag-mare","tag-meteorologia","tag-natura","tag-oceano","tag-queensland","tag-scienza","tag-strani-fenomeni","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19159"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19159\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19163,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19159\/revisions\/19163"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}