{"id":19131,"date":"2016-01-02T07:28:46","date_gmt":"2016-01-02T06:28:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19131"},"modified":"2016-01-02T07:34:40","modified_gmt":"2016-01-02T06:34:40","slug":"la-fame-mineraria-delle-macchine-piu-grandi-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19131","title":{"rendered":"La fame mineraria delle macchine pi\u00f9 grandi al mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/n-uPsdHrnsQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19132\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19132\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Bagger-258-500x313.jpg\" alt=\"Bagger 258\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Bagger-258-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Bagger-258-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Bagger-258.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vita e morte ovvero, per le macchine: manutenzione, seguita dal disuso. Ma neppure Internet pu\u00f2 conoscere sempre tutta la storia. Cos\u00ec\u00a0qualcuno scrisse articoli, in un momento imprecisato degli ultimi anni, che collocavano la numero\u00a0258 presso &#8220;un campo desolato di Germania&#8221; ove la verniciatura un tempo azzurro cielo, ormai scrostata e derelitta, gi\u00e0 iniziava a cedere dinnanzi al fuoco della ruggine, che corrode e distrugge ogni metallo. \u00a0Eppure, <em>ecce horror<\/em>. Quando le nubi trasportano una pioggia strana. E le nebbie diradandosi, tra i picchi dei paesaggi montani indistinti, mostrano la sagoma di cose inaudite. Veri e propri Leviatani, tra cui questo\u00a0mostro alto 50 metri, dalla testa rotante dotata con soltanto\u00a010 denti, ma grandissimi, e una coda tenuta sempre in alto alla maniera\u00a0di un tirannosauro. Delle braccia, altrettanto inesistenti. Ma soprattutto, caratterizzato dalla strana predisposizione a tagliar via la cima dei monti di Renania, possibilmente l\u00ec, vicino alla miniera a cielo aperto definita di\u00a0Garzweiler, dal nome di un villaggio ormai scomparso da generazioni. Anch&#8217;esso, divorato dalla belva&#8230;In un certo senso. Diciamo solo che quando arriva una\u00a0<em>schaufelradbagger\u00a0<\/em>(letteralmente: macchina scavatrice con ruota di secchi) tutto quello che resta da fare sono armi e bagagli, per recarsi in luoghi pi\u00f9 felici. Silenziosi. Meno carichi di polveri sottili, che costituiscono la deiezione inevitabile del suo nutrirsi. Cosa che le bagger, come \u00e8 largamente risaputo, non smettono praticamente mai di fare. Ed \u00e8 proprio questa, la natura ingegneristica di una tale creazione; un dispositivo, concettualmente non dissimile dalle vecchie gru scavatrici di tipo <em>dragline,\u00a0<\/em>che tuttavia pu\u00f2 funzionare grazie all&#8217;opera di una manciata di persone, per un tempo ininterrotto di\u00a024 ore al giorno. Le sue ore preferite, anzi, sono proprio quelle del profondo della notte, quando un costo pi\u00f9 ridotto per singolo kilowatt permettono all&#8217;azienda di gestione di aumentare il proprio costo di guadagno. Il che \u00e8 in un certo senso, ironico. Perch\u00e9 la stessa centrale elettrica che pu\u00f2 produrre quell&#8217;indispensabile risorsa, l&#8217;elettricit\u00e0, non potrebbe esistere senza il lavoro della bagger. E viceversa, in un ciclo ininterrotto di simbiotica correlazione.<br \/>\nIo non credo, fondamentalmente, che quando si dice che le risorse utili del mondo &#8220;si stanno esaurendo&#8221; in molti comprendano davvero a che velocit\u00e0. Ma forse non v&#8217;\u00e8 prova esemplificatrice pi\u00f9 innegabile e chiara, dell&#8217;intera problematica questione, che un&#8217;analisi concettuale\u00a0di questi\u00a0giganti, che ormai da due decenni\u00a0procedono a supporto del\u00a0compito di estrarre la lignite, o carbone marrone, una fondamentale risorsa energetica dell&#8217;intera Europa Centro-Orientale. Perch\u00e9 non siamo qui \u00a0a parlare, come\u00a0pi\u00f9 spesso capita in merito alla questione, di un recesso\u00a0derelitto e remoto, come le pianure innevate d&#8217;Alaska o le zone\u00a0maggiormente inaccessibili della Siberia, ma di luoghi un tempo ameni e verdeggianti, siti a pochi chilometri da Dortmund, D\u00fcsseldorf o in alternativa all&#8217;altro lato della Germania, nella zona pesantemente sfruttata circostante la citt\u00e0 di Dresda, in Sassonia. In un paese relativamente piccolo nonostante l&#8217;importanza geografica ed economica, come soltanto quelli d&#8217;Europa sanno essere, in cui sussistono un numero molto limitato di montagne, colline, giacimenti di carbone. Cosa succeder\u00e0 nel giorno, tutt&#8217;altro che lontano, in cui le bagger non riusciranno pi\u00f9 a trovare da mangiare?\u00a0Verranno stretti nuovi accordi con Francia, Polonia e\u00a0Russia, forse, e si costruiranno nuovi e pi\u00f9 capaci cavi per portare l&#8217;elettricit\u00e0 oltre gli arbitrari confini stabiliti dalla Storia, assai probabilmente. E i grandi dinosauri meccanici, compiuta l&#8217;opera distruttiva della loro precedente sussistenza, rimarranno l\u00ec a fissarci, come fu auspicato precedentemente per la numero 258, costruita nel 1958 dalla\u00a0TAKRAF (acronimo in lingua tedesca per &#8220;compagnia per macchinari minerari di superficie, gru e nastri trasportatori ) una societ\u00e0 che risale addirittura all&#8217;epoca della Germania Est. E fu questa, la seconda delle bagger, del peso di appena 3850 tonnellate, addirittura 2000 meno della sua sorella maggiore, anch&#8217;essa attualmente ancora operativa, presso la miniera di Inden. Ecco, avete visto la scena del video soprastante, in cui una\u00a0persona appare simile ad una formica, in prossimit\u00e0 dei cingoli spropositati del gigante? Questa, in effetti, \u00e8 la MINORE\u00a0delle principali bagger tedesche. E\u00a0sarebbe a questo punto lecito porsi la domanda di quale sia la pi\u00f9 moderna e grande delle scavatrici con ruota di secchi. La risposta pu\u00f2 sfidare l&#8217;immaginazione&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19134\" aria-describedby=\"caption-attachment-19134\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CSEq79kDiUg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19134 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Big-Muskie-500x313.jpg\" alt=\"Big Muskie\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Big-Muskie-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Big-Muskie-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Big-Muskie.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19134\" class=\"wp-caption-text\">Prima delle bagger, le cose si facevano in maniera molto differente. Questa \u00e8 la Big Muskie dell&#8217;Ohio americano, che oper\u00f2 ininterrottamente dal 1969 al &#8217;91, rimuovendo con la colossale benna l&#8217;<em>overburden<\/em> (scorie\u00a0superflue) che copriva la\u00a0lignite statunitense, ormai resa desueta dall&#8217;energia nucleare. Come nel caso delle bagger, l&#8217;effettiva estrazione del materiali maggiormente\u00a0interessanti veniva poi effettuata da macchine pi\u00f9 piccole e specializzate.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine bagger, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non \u00e8 un marchio registrato appartenente a una specifica compagnia, ma la contrazione di un&#8217;espressione tedesca appartenente alla collettivit\u00e0. Cos\u00ec ha potuto costituire,\u00a0da sempre, l&#8217;antonomasia stessa di questa classe di veicoli semoventi, sia che venissero prodotti della vecchia Kombinat della sfera sovietica,\u00a0che da altre societ\u00e0. In particolare, il singolo scavatore pi\u00f9 famoso della serie, probabilmente in funzione dello spettacolare spostamento che effettu\u00f2 nel 2001 tra le miniere di\u00a0Hambach e\u00a0Garzweiler, percorrendo a passo d&#8217;uomo strade per\u00a022 Km, \u00e8 la Bagger 288 della ThyssenKrupp di Essen, prestigiosa azienda produttrice di tecnologie e armamenti fin dall&#8217;epoca del primo &#8216;800. La vista di una simile mostruosit\u00e0, pesante 13.500 tonnellate, lunga 220 metri e alta 96, che arrancava\u00a0faticosamente sul prezioso asfalto della Renania, deve aver costituito una vista apocalittica di rara entit\u00e0. Navigando, come un transatlantico, in senso puramente letterale.\u00a0Ci\u00f2 perch\u00e9 la superficie dei cingoli era tanto ampia, come del resto l&#8217;intera macchina stessa, da riuscire a distribuire il suo peso su di un&#8217;area sufficientemente ampia da non arrecare danni permanenti alla viabilit\u00e0.<br \/>\nEd ancora oggi, in funzione di una tale impresa nonch\u00e9 di alcuni celebri video memetici online, sono in molti a ritenere tale macchina come la il pi\u00f9 grande dispositivo semovente di terra al mondo. Il che, in ultima analisi, non \u00e8 pi\u00f9 vero almeno dal 1995; perch\u00e9 Internet, come dicevamo, non pu\u00f2 sempre conoscere tutta la storia e&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19133\" aria-describedby=\"caption-attachment-19133\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cocg1u0nwbI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19133\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19133 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Bagger-293-500x313.jpg\" alt=\"Bagger 293\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Bagger-293-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Bagger-293-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Bagger-293.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19133\" class=\"wp-caption-text\">Carcame, affila queste lame. Bailamme, un drago sputa-fiamme! Mentre le mele spariscono dai rami pi\u00f9 bassi, le braccia crescono per estensione. Ma nessun albero, si sa, \u00e8 infinito.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sarebbe potuto pensare che col progressivo esaurirsi della lignite tedesca, tale da costringere a pianificare i primi, costosissimi e complessi, spostamenti delle colossali bagger da un giacimento esaurito a quello successivo, la dimensione delle stesse fosse destinata a diminuire progressivamente, un po&#8217; come \u00e8 successo negli Stati Uniti, anche in funzione del progressivo abbandono di questa risorsa elettrica estremamente superata ed inquinante. Si sarebbe potuto. Perch\u00e9 ecco qui chiaramente presentata, all&#8217;entusiasta e pubblico ludibrio, l&#8217;entit\u00e0 titanica della bagger numero 293, l&#8217;ultimo\u00a0prodotto della gi\u00e0 citata\u00a0TAKRAF, ad oggi iscritto nel Guinness dei Primati presso quella voce che era stata dell&#8217;insigne predecessore esseniano. Attualmente di stanza presso quella stessa miniera di\u00a0Hambach che la 288 aveva abbandonato, e probabilmente tanto grande e con specifiche migliorate proprio per sfruttarne a fondo le aree pi\u00f9 difficilmente raggiungibili in precedenza, la nuova scavatrice\u00a0misura gli stessi 96 metri d&#8217;altezza, ma cinque in pi\u00f9 di lunghezza (rispetto ai 220 dell&#8217;altra) e pesa ben\u00a014.200 tonnellate, una differenza, questa, decisamente significativa. La sua capacit\u00e0 di muovere 240.000 metri cubici di sabbia e pietrisco nel corso di una sola giornata di lavoro, nell&#8217;intera area raggiungibile dalle rotazioni e il sollevamento verticale del suo braccio di lavoro, gli hanno permesso di continuare a fornire la quantit\u00e0 di lignite richiesta per l&#8217;elettricit\u00e0 di milioni di persone, alimentando inoltre, praticamente da sola, una percentuale significativa della rinomata capacit\u00e0 industriale tedesca. C&#8217;\u00e8 poi un aspetto estremamente interessante, inerente alla natura stessa delle bagger, sostanzialmente nient&#8217;altro che delle gigantesche gru, e che in quanto tali possono essere fatte funzionare da un&#8217;equipaggio di sole cinque persone. Il che significa, moltiplicato per tre turni diurni e notturni (come dicevamo, simili\u00a0estrattori non si fermano mai) che attualmente esistono esattamente 15 operai, che\u00a0potrebbero facilmente dirsi le singole persone pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa. Pi\u00f9 dei maggiori capi di stato. Pi\u00f9 dei celeberrimi capitalisti ed industriali. Immaginate per un attimo cosa\u00a0succederebbe, se un giorno costoro decidessero di scioperare&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19135\" aria-describedby=\"caption-attachment-19135\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zulR2oPCmBo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19135\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19135 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/F-90-Moving-Bridge-500x313.jpg\" alt=\"F 90 Moving Bridge\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/F-90-Moving-Bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/F-90-Moving-Bridge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/F-90-Moving-Bridge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19135\" class=\"wp-caption-text\">Tecnicamente, neanche la bagger 293 \u00e8 il veicolo pi\u00f9 grande del mondo PER ESTENSIONE. Un primato che appartiene, invece, al ponte mobile trasportatore F60, operativo nella principale miniera della Lusazia. Talvolta definito, per i suoi 502 metri di lunghezza, la &#8220;Torre Eiffel orizzontale&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi la metafora che viene quasi istintiva in merito a simili meravigliose macchine, del mostro-dinosauro meccanico, suggerisce un senso di potenza inesprimibile o smisurato. Credo che saremmo in molti, a definire simili meccanismi come alcuni dei massimi successi dell&#8217;ingegneria umana e della nostra capacit\u00e0 di adattamento, finalizzata a prosperare in condizioni avverse o di carenza di risorse adeguate al sempre maggiore fabbisogno della modernit\u00e0. Creazioni cos\u00ec grandi ed efficienti, da resistere persino all&#8217;usura, operando ininterrottamente per un tempo superiore a quello della vita di qualsivoglia opera d&#8217;arte&#8230;Bench\u00e9 a differenza di quest&#8217;ultimo, incapaci di esistere, senza operare.<br \/>\nUna bagger, sostanzialmente, \u00e8 la personificazione su scala titanica del perfetto consumatore. Che non pu\u00f2, letteralmente, fallire o smettere di fare\u00a0il suo mestiere, neanche per un singolo minuto. Perch\u00e9 se questo succedesse, nessuno, credo, potrebbe mai tornare in carica allo\u00a0<em>status quo<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vita e morte ovvero, per le macchine: manutenzione, seguita dal disuso. Ma neppure Internet pu\u00f2 conoscere sempre tutta la storia. Cos\u00ec\u00a0qualcuno scrisse articoli, in un momento imprecisato degli ultimi anni, che collocavano la numero\u00a0258 presso &#8220;un campo desolato di Germania&#8221; ove la verniciatura un tempo azzurro cielo, ormai scrostata e derelitta, gi\u00e0 iniziava a cedere &#8230; <a title=\"La fame mineraria delle macchine pi\u00f9 grandi al mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19131\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La fame mineraria delle macchine pi\u00f9 grandi al mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,1434,1435,1433,321,233,167,271,772,97,126,557],"class_list":["post-19131","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-carbone","tag-energia-elettrica","tag-estrazione-mineraria","tag-germania","tag-industria","tag-ingegneria","tag-macchine-industriali","tag-miniere","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-veicoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19131","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19131"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19131\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19142,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19131\/revisions\/19142"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}