{"id":19122,"date":"2016-01-01T07:44:34","date_gmt":"2016-01-01T06:44:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19122"},"modified":"2016-01-01T07:46:30","modified_gmt":"2016-01-01T06:46:30","slug":"la-leggenda-dei-tremendi-ponti-siberiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19122","title":{"rendered":"La leggenda dei tremendi ponti siberiani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/soDfhgAfJeM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19123\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19127\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Siberian-Bridges-1-500x313.jpg\" alt=\"Siberian Bridges\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Siberian-Bridges-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Siberian-Bridges-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Siberian-Bridges-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe particolarmente difficile, ritengo, negare il fascino estemporaneo che possiede per la nostra natura umana, il tema del viaggio. Quello spostarsi talvolta alla ricerca di un qualcosa, di eterno e imponderabile, che costituisce forse la natura e il senso stesso dell&#8217;esistenza. Ed \u00e8 chiara e impressa nella mente quell&#8217;immagine, quasi allegorica nel suo puro ed assoluto simbolismo, della striscia percorribile, che corre a perdersi verso il punto di fuga all&#8217;orizzonte: asfalto, aiuole, aria di campagna. Tutto \u00e8 splendido, nella presunta prefigurazione di una sconfinata pianura, dove esistono soltanto i punti d&#8217;interesse. Ma non c&#8217;\u00e8 in effetti niente di pi\u00f9 irrealistico, a questo mondo, che dare per scontata la continuativa persistenza di un\u00a0contesto\u00a0ideale. Quando il pianeta, frutto di sconvolgimenti vulcanici e derive pressoch\u00e9 spropositate, poggia sopra un mare di magma che frammenta, crepa e spacca il suolo. E sopra un tale susseguirsi di vertiginosi dislivelli, cosa fare&#8230;Se non costruire, tra l&#8217;alba e il tramonto dell&#8217;an\u00e9lito e il bisogno, una struttura che \u00e8 fondamentale alla sopravvivenza quanto l&#8217;edificio del granaio, il canale d&#8217;irrigazione, l&#8217;acquedotto della <em>civitas<\/em>; ovvero quella cosa, il ponte. Ed \u00e8 l\u00ec, che si palesa la fondamentale distinzione della qualit\u00e0.<br \/>\nPerch\u00e9 se pure tutti\u00a0i ponti sono simili, almeno in potenza e nello scopo alla base della loro stessa messa in opera, \u00e8 la condizione di contesto che immancabilmente pu\u00f2 variare: e tutto pare accettabile, persino ragionevole, purch\u00e9 basti a continuare quel meraviglioso spostamento lungo l&#8217;asse orizzontale. Finch\u00e9 BAM, non giungi qui, per l&#8217;appunto, alla BAM &#8211; quel tratto di collegamento prevalentemente ferroviario, ma affiancato da una sorta di primitivo servizio per veicoli stradali, che prende il nome esteso di\u00a0Baikal-Amur, dal nome rispettivamente del lago pi\u00f9 profondo del mondo, presso la cui punta superiore il tratto ha la sua origine, e da quello del fiume Amur che sfocia nell&#8217;Oceano Pacifico, vicino al confine della Manciuria. 4.324 Km a partire dall&#8217;<em>oblast<\/em> di\u00a0Irkutsk, confinante con la Mongolia e fino alla remota\u00a0Sovetskaya Gavan, citt\u00e0 portuale posta innanzi alle isole Sakhalin. La doppia strada, alternativamente ferrata, asfaltata o fangosa, misura dunque poco pi\u00f9 della met\u00e0 della mitica Transiberiana, ma con una significativa differenza: quei circa 4.200, tra attraversamenti pseudo-architettonici di fiumi, laghi, dirupi e fosse, in diversi\u00a0stati di abbandono, principalmente a causa del poco utilizzo e delle condizioni climatiche spesso particolarmente proibitive. Perch\u00e9 quando fa freddo in Siberia, come probabilmente \u00e8 cosa molto nota, non fanno &#8220;appena&#8221;\u00a0zero o -10 gradi Celsius, ma un qualcosa di variabile tra i -20 e -30, sufficienti a mantenere\u00a0uno strato quasi perenne di permafrost ghiacciato estremamente spesso, che nei suoi\u00a0occasionali eventi di disgelo si spacca triturando, letteralmente, tutto quanto ci\u00f2 che \u00e8 stato costruito\u00a0dalla mano degli umani. A ci\u00f2 va pure aggiunto come la BAM, nonostante i grandi piani del premier\u00a0Leonid Brezhnev (controllo del paese: 1964-1982) che l&#8217;aveva definito &#8220;il progetto d&#8217;ingegneria del secolo&#8221;, non venne completata nei tempi e modalit\u00e0 previste, con una progressiva quanto inesorabile caduta nel disuso, scivolando dalle 180 milioni di tonnellate annuali di merci previste in origine a solamente\u00a08 per il binario occidentale, 5,5 per quello orientale. Per non parlare poi della rete stradale ombra, quel\u00a0percorso parallelo costruito\u00a0all&#8217;epoca per l&#8217;impiego da parte della forza lavoro e successivamente\u00a0riconvertito ad arteria permanente, usata per collegare tra loro gli innumerevoli villaggi, paesi e cittadine sorte quasi spontaneamente lungo il suo tracciato\u00a0a partire dal 1972, l&#8217;anno in cui circa 50.000 entusiastici giovani russi, definiti &#8220;gli eroici\u00a0BAMovcy&#8221; partirono per le regioni pi\u00f9 remote della taiga siberiana, convinti dalla propaganda di partito a\u00a0legare il proprio nome e la propria opera alla costruzione di quella che sarebbe diventata un&#8217;importante risorsa strategica per i commerci verso il grande Oriente. Forse non sapendo, e come avrebbero potuto? Che molti di loro si sarebbero poi stabiliti in questi luoghi, per non farne ritorno mai pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, la sezione stradale della BAM \u00e8 un alternarsi di tratti perfettamente ben conservati, considerati utili soprattutto perch\u00e9 legati\u00a0all&#8217;industria di un\u00a0turismo prevalentemente locale, che attraversa queste zone\u00a0dalle molte meraviglie naturali per raggiungere le regioni\u00a0relativamente temperate site attorno al lago di Baikal, alternate a sezioni d&#8217;innumerevoli chilometri di pressoch\u00e9 assoluto nulla, particolarmente amati, invece, dagli esponenti di un particolare tipo di avventura motoristica, grandi e terribili traversate nello stile delle gare <em>baja<\/em>\u00a0e similari. Tipologia di spregiudicati viaggiatori\u00a0a cui apparteneva, per l&#8217;appunto, la spedizione mostrata in apertura dell&#8217;Adventure Team, un gruppo polacco di professionisti e appassionati\u00a0del fuoristrada. E forse avrete notato, all&#8217;interno del loro video dimostrativo del lungo tragitto affrontato nel presente caso, un momento particolarmente pregno e ricco di <em>pathos<\/em>, dell&#8217;attraversamento di un particolare tratto\u00a0che, fra tutti, appariva come il pi\u00f9 ansiogeno ed angusto, sostanzialmente simile a una\u00a0passerella di legno priva di corrimano, lunga 570 metri ed alta 15 dalla superficie del fiume, sulla quale molti di noi avrebbero esitato ad attraversare\u00a0a piedi. Per non parlare, poi, di farlo con un&#8217;automobile larga, grossomodo, quanto la carreggiata stessa. C&#8217;\u00e8 anche una <a href=\"https:\/\/youtu.be\/zJqDyrZfJpI\" target=\"_blank\">versione estesa dell&#8217;impresa<\/a>, disponibile sul loro canale ufficiale. Si trattava, per inciso, del celebre ponte stradale (ehm&#8230;) sito sul fiume Vitim, tra i paesi di Taksimo e Kuanda, il quale corre parallelo a una pi\u00f9 convenzionale struttura in metallo e cemento, utilizzata dai treni stessi della BAM. Che\u00a0a giudicare dai video reperibili online, alquanto stranamente, non fa paura quasi a nessuno!\u00a0E del resto, giunti fino a l\u00ec, cosa potrebbe&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19123\" aria-describedby=\"caption-attachment-19123\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tSXP9rkfMc8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19123\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19123 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/BAM-Bridge-500x313.jpg\" alt=\"BAM Bridge\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/BAM-Bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/BAM-Bridge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/BAM-Bridge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19123\" class=\"wp-caption-text\">Xdreamo, motociclista in viaggio tra Vienna e Magadan, effettua sotto gli occhi di un abitante del luogo quello che lui definisce &#8220;l&#8217;attraversamento pi\u00f9 veloce nella storia del ponte di Vitim.&#8221; Il fatto che costui abbia pensato di affrontare un simile tratto di strada in apparente solitudine, con la sola voce del GPS a fargli compagnia, aumenta ulteriormente l&#8217;entit\u00e0 del suo coraggio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ci\u00f2 non potrebbe dirsi altro, che emblematico: perch\u00e9 il ponte in questione costituisce in un certo senso la perfetta antonomasia dello stato di mantenimento delle strade della BAM, costruite un tempo con estrema cura da maestranze selezionate e finanziate dallo stato, poi lasciate a loro stesse per il resto della vita. E c&#8217;\u00e8 questa tendenza delle persone piene di risorse, tipicamente associata allo stile di vita russo\u00a0tra tutti\u00a0gli altri, che consiste nell&#8217;effettuare opere di riparazione sulle strutture fondamentali con ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 a disposizione nei dintorni, indipendentemente dall&#8217;estetica del risultato finale. Cos\u00ec gli innumerevoli attraversamenti di queste regioni, spesso, appaiono rappezzati con assi e legni di recupero, che vibrano pericolosamente al passaggio di un qualsivoglia autoveicolo e\/o motociclo. Eppure, al tempo stesso, tutti sembrano propensi a fidarsi ciecamente della loro capacit\u00e0 di resistere, al punto di effettuarne l&#8217;attraversamento anche a due a due, in pesante\u00a0fila indiana. In alcuni tratti, poi, la situazione tende a farsi ancora pi\u00f9 difficoltosa, con ponti simili che negli anni, sono stati integralmente spazzati via da una bufera o altre catastrofi naturali.<br \/>\nIn quei casi, le opzioni normalmente sono due, entrambe documentate dai video-racconti stradali di chi \u00e8 transitato in simili regioni: o si usa in fretta e furia l&#8217;attraversamento ferroviario, possibilmente tentando di evitare\u00a0le guardie stazionate generalmente in prossimit\u00e0, la cui reazione pu\u00f2 variare tra la totale indifferenza (vedi <a href=\"https:\/\/youtu.be\/aY4EeJKQOSk\" target=\"_blank\">questo video di Mark Kemp<\/a>) e la minaccia di multe salate e\/o l&#8217;arresto\u00a0(vedi qui sotto). Tutto ci\u00f2, naturalmente, sempre sperando che non passi il treno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19124\" aria-describedby=\"caption-attachment-19124\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9VYDUxH0mdQ?t=1m5s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19124\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19124 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/BAM-Road-2-500x313.jpg\" alt=\"BAM Road 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/BAM-Road-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/BAM-Road-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/BAM-Road-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19124\" class=\"wp-caption-text\">Tra gli altri documenti pi\u00f9 omnicomprensivi su YouTube dell&#8217;esperienza della BAM va citata la serie di documentari della coppia di motociclisti di Adventurespec, che l&#8217;hanno affrontata nella sua interezza a partire dallo scorso aprile. I loro scapestrati\u00a0reportage di viaggio\u00a0contengono, tra le altre cose, interessanti notazioni gastronomiche sul gusto sopraffino della &#8220;pizza russa&#8221; e <a href=\"https:\/\/youtu.be\/iApkjfMNff0\" target=\"_blank\">la scatoletta di tonno con accidentali infiltrazioni di sapone<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la BAM persiste. Diversamente dalla Transiberiana dei primi del &#8216;900, a cui la presente ferrovia viene spesso paragonata e che costitu\u00ec la risposta ad un bisogno estremamente pressante\u00a0di un collegamento pienamente funzionale tra Mosca e Vladivostok, fu questa la strada di un sogno ben pi\u00f9 aleatorio e difficilmente quantificabile: la stabilimento lungamente atteso di un efficiente\u00a0asse commerciale con la Cina e il Giappone, realt\u00e0 che poi nei fatti, ebbe molte difficolt\u00e0 nel realizzarsi. Proprio per questo, una componente fondamentale dell&#8217;intero progetto fu quella d&#8217;immagine e propagandistica, con un rutilante susseguirsi di articoli su giornali e riviste nazionali\u00a0per tutti e dieci gli anni successivi al 1974, in cui venivano vantate la forza d&#8217;animo e laboriosit\u00e0 degli operai coinvolti, nessuno dei quali, in un&#8217;assoluta novit\u00e0 fortemente voluta da\u00a0Brezhnev, proveniva dall&#8217;ambito dei lavori forzati, ma si era piuttosto offerto come volontario. La BAM fu quindi definita &#8220;strada verso il futuro&#8221; proprio perch\u00e9 nasceva con l&#8217;intento di unire popolazioni e gruppi etnici profondamente differenti, spesso gi\u00e0 a partire dai cantieri della sua stessa costruzione, in cui si racconta il sussistere di una vera e propria Babele di linguaggi, nonch\u00e9 lignaggi. Bench\u00e9 analisi storiografiche pi\u00f9 moderne ed oggettive abbiano dimostrato come la segregazione dei gruppi fosse preponderante, cos\u00ec come gli occasionali scontri e reciproci dissensi. Nel 1976, tutti i\u00a0BAMovcy certificati ricevettero una medaglia al valore, con la figura particolarmente enfatica di due operai che scrutano l&#8217;orizzonte di profilo, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ferrovia_Bajkal-Amur#\/media\/File:MbamA.jpg\" target=\"_blank\">sullo sfondo di un indistinto ponte ferroviario<\/a> che potrebbe essere proprio quello di Vitim. Nel 1978 il direttivo dei giovani leninisti istitu\u00ec un incontro, per ristabilire l&#8217;ordine tra le maestranze ed avviare il\u00a0progetto verso una pi\u00f9\u00a0rapida risoluzione. Che sarebbe giunta solo 7 anni dopo, il 29 settembre del 1984, quando alle ore 10:00 di Mosca, le due squadre contrapposte\u00a0di costruzione del binario principale s&#8217;incontrarono a\u00a0Balbuchta nell&#8217;<em>oblast<\/em> di \u010cita, dove venne ritualmente e ritualmente\u00a0incluso\u00a0un anello d&#8217;argento sui binari (concettualmente corrispondente al famoso <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Golden_spike\" target=\"_blank\">chiodo d&#8217;oro della prima Transcontinentale Americana<\/a>). In un centro abitato poco distante, a Kuanda, fu inoltre costruito un monumento bronzeo ai gloriosi costruttori della BAM. La quale, tuttavia, era tutt&#8217;altro che finita.\u00a0E forse, mai lo sar\u00e0? C&#8217;\u00e8 un limite massimo alla velocit\u00e0 con cui la societ\u00e0 civile pu\u00f2\u00a0materialmente costruire strade, al di sopra del quale occorrono un maggiore numero di generazioni o una pi\u00f9 numerosa\u00a0aggregazione di individui. Cos\u00ec come esiste una tendenza progressiva al disfacimento, dovuta alla natura, che potrebbe riassumersi nel concetto di entropia. Con la caduta del governo sovietico, avvenuta nel 1991, nell&#8217;area Russa \u00e8 immediatamente\u00a0venuta a mancare quella forza politica e civile che era stata in grado d&#8217;irrompere in quel territorio siberiano, climaticamente ostile\u00a0e\u00a0geologicamente avverso per definizione. Cos\u00ec i rapporti di potere tendono a invertirsi, e di pari passo, i potenziali risultati.<br \/>\nUn giorno, chiss\u00e0, questi luoghi potrebbero infine raggiungere\u00a0l&#8217;assoluta perfezione della viabilit\u00e0, probabilmente attraverso l&#8217;applicazione di un diverso concetto stesso del\u00a0viaggio. Ma non \u00e8 detto che un tale traguardo, nonostante i preconcetti acquisiti,\u00a0possa mai giungere ad incorporare l&#8217;uso delle ruote.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19125\" aria-describedby=\"caption-attachment-19125\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_8P6H-k5mkM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19125\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19125 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Car-Ziplines-500x313.jpg\" alt=\"Car Ziplines\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Car-Ziplines-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Car-Ziplines-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/01\/Car-Ziplines.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19125\" class=\"wp-caption-text\">Non criticare i tuoi ponti, abitante della Siberia, perch\u00e9 il peggio non \u00e8 mai morto. Potresti un giorno ritrovarti ad attraversare un fiume&#8230;Con l&#8217;equivalente\u00a0veicolare di una <em>zipline<\/em>!<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe particolarmente difficile, ritengo, negare il fascino estemporaneo che possiede per la nostra natura umana, il tema del viaggio. Quello spostarsi talvolta alla ricerca di un qualcosa, di eterno e imponderabile, che costituisce forse la natura e il senso stesso dell&#8217;esistenza. Ed \u00e8 chiara e impressa nella mente quell&#8217;immagine, quasi allegorica nel suo puro ed &#8230; <a title=\"La leggenda dei tremendi ponti siberiani\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19122\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La leggenda dei tremendi ponti siberiani\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,361,683,256,1432,161,137,280,116,890,71,220,1431,126,87],"class_list":["post-19122","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-auto","tag-avventura","tag-guida","tag-luoghi-remoti","tag-moto","tag-motori","tag-ponti","tag-russia","tag-siberia","tag-storia","tag-strade","tag-taiga","tag-trasporti","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19122","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19122"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19122\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19130,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19122\/revisions\/19130"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}