{"id":19022,"date":"2015-12-20T07:20:24","date_gmt":"2015-12-20T06:20:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19022"},"modified":"2015-12-20T07:29:12","modified_gmt":"2015-12-20T06:29:12","slug":"orsi-microscopici-che-sopravvivono-in-qualsiasi-situazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19022","title":{"rendered":"Orsi microscopici che sopravvivono in qualsiasi situazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2I-PQxuPkjA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19023\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19025\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-500x313.jpg\" alt=\"Tardigrade\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la neve cade lieve, l\u2019aria di Natale si permea di uno Spirito che aleggia fra le gocce di condensa. Che si forma, inesorabilmente, al confine del gradiente di temperatura, tra il bianco fuori, e il mondo riscaldato dai termosifoni, dentro. \u00c8 una novella di speranza e un sentimento di maestosa Pace: \u00e8 nato, \u00e8 nato, anche loro sono &#8230;Ritor-nati. Piccole zampette esploratrici, silenziose quanto onnipresenti. Forse per un gesto dalle profonde radici spirituali, oppure per il vezzo di un dicembre ormai trascorso in mezzo ai centri commerciali, sopra il tavolo del tuo salone hai costruito un modellino della scena, il palcoscenico di quel ricordo molto amato dall\u2019umanit\u00e0. Due ungulati sulla mangiatoia, un gruppo di pastori, la Sacra Famiglia e poi naturalmente, come potevano mancare? Tre Re Magi provenienti dal distante Oriente, lat\u00f2ri di regali che supportano l\u2019allegoria. Tutto intorno, qualche figurazione antropomorfa dei mestieri che ti \u00e8 capitato di acquistare. Fabbro, falegname, contadino e cos\u00ec via&#8230;. E poi magari, ti sei pure accontentato. Non tutti pensano in effetti, a quel solenne punto, di aggiungere al presepe un tocco vegetale. Il che \u00e8 davvero un gran peccato; perch\u00e9 non esiste, a questo mondo, assai probabilmente, un modo pi\u00f9 efficace a renderlo \u201cvivente\u201d. E non sto parlando di metafore o di pianticelle sradicate, sia chiaro. Perch\u00e9 esiste una creatura, che abita nel muschio, la quale spesso muore e poi ritorna nuovamente in vita. Non \u00e8 un sacrilegio, ma la pura ed assoluta verit\u00e0. Presenza che non attender\u00e0 nulla di meglio, col procedere dei lunghi anni sonnolenti, che essere raccolta dal distante sottobosco, mediante\u00a0pinzette o vere dita indagatrici, quindi insacchettata e trasportata dentro ad una casa un d\u00ec d\u2019inverno, tra i pupazzi. Dove attendere quell\u2019aria appesantita, dal respiro e dal riscaldamento, che \u00e8 un chiaro segnale di riprendere a cercare, allegramente, brulicare. Cos\u00ec mentre comete domestiche si accendono nelle diverse abitazioni, si ripete quel miracolo che porta al risveglio degli orsi d\u2019acqua, al suono allegro di scampanellanti <em>Jingle Bells<\/em>.<br \/>\nNon mi risulta\u00a0che la letteratura scientifica abbia notizia di allergia a queste creature lunghe circa la met\u00e0 di un millimetro, concettualmente affini agli acari, per lo meno nella loro invisibile onnipresenza. Il che significa, inerentemente, che non possono far nulla per darci fastidio. Dunque, benvenuti sotto l\u2019albero, piccini! Del resto, ne eravamo circondati. Dai deserti equatoriali all\u2019Himalaya, dagli specchi lacustri ai parchi cittadini. Dalle fonti fino alle remote foci. Fino 25.000 in un singolo litro d\u2019acqua, in pacata convivenza, nonch\u00e9 condivisione, di un mondo carico di cibo ed opportunit\u00e0. Sono stati definiti a pi\u00f9 riprese, soprattutto dai media d\u2019intrattenimento scientifico alla costante ricerca di iperboli con basi d\u2019oggettivit\u00e0: \u201cGli animali pi\u00f9 resistenti del pianeta\u201d. Un\u2019associazione tipologica decisamente appropriata, quando si osserva come i tipici appartenenti al <em>phylum<\/em> dei tardigradi, lontanamente imparentati coi vermi nematodi, abbiano ben poco dell\u2019aspetto stereotipico di un microbo ed invero, addirittura di un insetto. Tozzi e gonfi come un mammifero marino, suddivisi in quattro segmenti da due zampe l\u2019uno, presentano un davanti e un dietro, piccoli occhi ed altri organi di senso (chemiorecettori, ciglia tattili sui fianchi). Hanno un sistema nervoso ed un cervello con multipli lobi, muscoli per muoversi e uno stomaco ed un ano&#8230;Non che il primo possa esistere, senza il secondo! Mancano invece di un cuore o dei polmoni, per il semplice fatto che sono talmente piccoli, da non necessitare di queste sofisticate cose. L\u2019ossigeno semplicemente penetra i tre strati della loro pelle, affini a quelli del tipico verme parassita, irrorando facilmente ciascuna zona recondita del loro corpo. Ed in merito a questo, ecco un dato assai particolare: l\u2019orso d\u2019acqua, al momento in cui fuoriesce dal suo uovo, \u00e8 gi\u00e0 dotato del numero di cellule che avr\u00e0 tutta la vita. Ovvero, fino a 40.000 unit\u00e0 biologiche interdipendenti, le quali con la crescita progressiva ed il raggiungimento dell\u2019et\u00e0 adulta, tenderanno ad ingrossarsi, ma non si replicheranno mai, attraverso il metodo della mitosi o gli altri approcci di noi spaventevoli giganti. Il che, dopo tutto, \u00e8 anche il punto di forza delle pi\u00f9 studiate specie dei tardigradi, che secondo alcune osservazioni, potrebbero scegliere di vivere anche 200, 250 anni. A seconda del bisogno e della propria preferenza.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19024\" aria-describedby=\"caption-attachment-19024\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cjV2WP0wkvo\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19024 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-3-500x313.jpg\" alt=\"Tardigrade 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-3.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19024\" class=\"wp-caption-text\">La Industrial0MotionArt offre sul suo canale una rappresentazione per sommi capi e quasi fantastica dell&#8217;esperienza di vita dei tardigradi mandati nello spazio. Pur essendo privo di approfondite nozioni scientifiche, il video \u00e8 pieno di sentimento.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 strano, tutto ci\u00f2? Qui non stiamo parlando di alghe o altre piantine, statiche all\u2019inverosimile, che giacciono e ricevono passive il proprio nutrimento. Bens\u00ec di vere brulicanti piccole creature, apparentemente delicate, iper-attive nella loro continua ricerca delle cellule vegetali o degli altri microbi e batteri di cui si nutrono, che perforano mediante l\u2019utilizzo dei loro stiletti boccali, poi aspirano col tubo a stantuffo della propria bocca. E se davvero potessero fare questo, instancabilmente, per l\u2019equivalente di molte generazioni umane, potete stare certi che la ricerca scientifica non studierebbe altro, e questo animale\u00a0sarebbe continuamente citato sulle bottiglie degli shampoo e i dentifrici. Mentre in effetti, la storia del <i>kleiner Wasserb\u00e4r<\/i>\u00a0(letteralmente orso d&#8217;acqua)<i>\u00a0<\/i>come aveva scelto di chiamarlo il naturalista tedesco\u00a0Johann August Ephraim Goeze,\u00a0\u00e8 significativamente differente. Non c\u2019\u00e8 nulla di effettivamente immortale, nel suo procedere un po\u2019 goffo che port\u00f2 il biologo Lazzaro Spallanzani (1729-1799) a coniare di contro il termine pi\u00f9 descrittivo di tardigrado (che significa &#8211; colui che procede lentamente) ma piuttosto un senso di auto-conservazione latente, che dilata al massimo i tempi d\u2019inattivit\u00e0. La caratteristica fondamentale dell\u2019orso d\u2019acqua, per cos\u00ec dire il suo segreto, \u00e8 infatti la capacit\u00e0 di entrare in uno stato d\u2019immobilit\u00e0 e morte apparente, durante il quale la creatura si disidrata al 99%, cessando tutte le attivit\u00e0 metaboliche tranne che un insignificante 0,01%. Cos\u00ec ibernato e trasformatasi in quello che la scienza definisce un <em>tun <\/em>(l\u2019origine del termine non \u00e8 del tutto chiara) il tardigrado diventa essenzialmente impervio, invulnerabile sia al tempo che alle avversit\u00e0. Elimina virtualmente il processo d\u2019invecchiamento, laddove ipoteticamente privato di un simile stato di sospensione, vivrebbe appena qualche mese. Pu\u00f2 sopravvivere a temperature di fino a 150 gradi o -200, anche per periodi di diversi giorni. I suoi tessuti infatti, quando privati del contenuto d\u2019acqua, non possono n\u00e9 congelarsi n\u00e9 gassificarsi, eliminando il rischio di espandendosi in modo lesivo. Persino l\u2019aumento smodato della pressione atmosferica, o la sua totale assenza, non sortiscono alcun tipo di effetto: nel settembre del 2007, in una missione congiunta tra le agenzie spaziali russa ed europea, alcuni orsi d\u2019acqua sono stati mandati in orbita con la sonda Foton-M, assieme ad altro materiale biologico, ed esposti al vuoto ultraplanetario per il tempo relativamente lungo di 10 giorni. Al ritorno sulla Terra, non soltanto la maggior parte di loro si era dimostrata in grado di tornare in attivit\u00e0, ma molti riuscirono anche a riprodursi. Provando come, almeno in via teorica, simili microbi potrebbero essere giunti da pianeti lontani, magari costituendo addirittura la scintilla della vita persa nella nostra remotissima Preistoria. I tardigradi adulti, inoltre, possiedono la caratteristica unica di poter riparare il proprio DNA, risultando quindi virtualmente immuni al rischio costituito dalle radiazioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19023\" aria-describedby=\"caption-attachment-19023\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=mMNPBfwttCo\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19023 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-2-500x313.jpg\" alt=\"Tardigrade 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tardigrade-2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19023\" class=\"wp-caption-text\">La ISTH rimanda sul suo sito ad alcuni video informativi sulla raccolta ed osservazione dei tardigradi, bench\u00e9 l&#8217;operazione risulti estremamente semplice per chiunque fosse interessato. Basta in effetti prendere del muschio, discioglierlo nell&#8217;acqua, poi mettere quest&#8217;ultima sotto un microscopio. Il bello, viene dopo&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volete conoscerli, allora? Vi \u00e8 venuta voglia di toccare con mano i nostri lontani cugini pi\u00f9 piccoli e persistenti? Perfetto. Non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 facile a questo mondo. Innanzi tutto, perch\u00e9 i tardigradi, come i vermi tubolari appartenenti allo stesso <em>superphylum<\/em> degli <em>Ecdysozoa,<\/em> sono estremamente prolifici. Molte specie risultano essere addirittura partenogeniche, ovvero in grado di riprodursi senza l\u2019uso di un partner. Quante variazioni genetiche potrebbero sussistere, del resto, in una creatura tanto semplice ed elementare&#8230;Esistono, tuttavia, le eccezioni: \u00e8 stato provato come determinate categorie d\u2019orsi d\u2019acqua siano dotate di esemplari maschi e femmine, naturalmente propensi ad accoppiarsi fra di loro. I tardigradi mutano la propria pelle rigida fino a 12 volte prima del raggiungimento dell\u2019et\u00e0 adulta e poi ancora successivamente, per rinnovarla e mantenersi ben protetti dall\u2019ambiente esterno. Ed \u00e8 loro abitudine, nello specifico, deporre le proprie uova successivamente a tale evento, proprio nell\u2019involucro ormai vuoto e accantonato della loro stessa placida esistenza. I piccoli nascituri, quindi, faranno i primi timidi passi in questo mondo dopo un periodo di appena 14 giorni. Attorno al 2001, l\u2019abitante dello stato americano della Virginia, Michael W. Shaw, fu colpito dal dato acquisito secondo cui nel suo luogo abitativo, non sarebbe sussistita alcuna popolazione di orsi d\u2019acqua, per centinaia di chilometri in ciascuna direzione cardinale. Cos\u00ec decise, cappello in testa ed armamentario alla mano, di mettersi alla loro ricerca nelle circostanti zone urbane, nei parcheggi, nelle riserve naturali&#8230; Persino la testata Vice, all\u2019epoca, gir\u00f2 un servizio su di lui, definendolo con ottimo stile dialettico \u201cil cacciatore di tardigradi\u201d. Nel giro di 8 anni dunque, non soltanto costui aveva smentito il dato precedentemente dato per assunto, ma aveva scoperto numerose nuove abitudini e classi tipologiche di questi piccoli animali. A missione compiuta, dunque, pubblic\u00f2 diversi libri sull\u2019argomento, sia di tipo scientifico che divulgativo per ragazzi, giungendo ad ispirare con la sua opera la formazione nel 2015 della ISTH (The International Society of Tardigrade Hunters) un\u2019organizzazione interna all\u2019universit\u00e0 della North Carolina, con tanto di <a href=\"http:\/\/tardigradehunters.weebly.com\/\" target=\"_blank\">sito Internet decisamente fatto in casa<\/a>, che da allora si occupa di promulgare la ricerca e classificazione amatoriale degli onnipresenti orsetti dell\u2019acqua, del muschio e dunque, dei presepi.<br \/>\nSi dice che gli scarafaggi siano le creature pi\u00f9 resistenti del pianeta Terra, addirittura in grado di resistere \u201ca una catastrofe nucleare\u201d il che in effetti \u00e8 totalmente, orribilmente vero. Ma che dire di un ipotetico disastro di proporzioni extrasolari, che dovesse portare alla frantumazione catastrofica dell\u2019intera roccia cosmica da noi chiamata \u201ccasa\u201d? Di certo gli zampettanti abitatori delle nostre fogne e\/o dispense, ormai privati dell\u2019ossigeno e del cibo, perirebbero ben presto, aggrappati a rocce turbinanti in mezzo a variopinte scie di stelle turbinanti. Mentre i tardigradi, tunnificati tra le rocce in viaggio verso terre lontane, non farebbero che dormire, quietamente, per qualche dozzina o dodici miliardi d\u2019anni. Dimostrando a tutti, noi per primi, il vero significato del verbo sopravvivere, oltre qualsiasi infernale circostanza. Per cercare un nuovo inizio, dopo la fine di ogni cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NOTA: il breve spezzone iniziale \u00e8 tratto dalla serie\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cosmos:_Odissea_nello_spazio\" target=\"_blank\">Cosmos: Odissea nello spazio<\/a>,\u00a0con il celebre\u00a0astronomo americano\u00a0Neil deGrasse Tyson.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la neve cade lieve, l\u2019aria di Natale si permea di uno Spirito che aleggia fra le gocce di condensa. 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