{"id":19010,"date":"2015-12-18T07:52:22","date_gmt":"2015-12-18T06:52:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19010"},"modified":"2015-12-19T07:25:58","modified_gmt":"2015-12-19T06:25:58","slug":"le-tre-case-delle-bambole-piu-preziose-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19010","title":{"rendered":"Le tre case delle bambole pi\u00f9 preziose al mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sFA0aT2YEPY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19011\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-19011\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Astolat-Dollhouse-500x313.jpg\" alt=\"Astolat Dollhouse\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Astolat-Dollhouse-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Astolat-Dollhouse-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Astolat-Dollhouse.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era giovane, bionda, attraente e facoltosa. Mangiava senza mai ingrassare. La sua ricchezza proveniva dal petrolio, ma non nel senso che si potrebbe tendere a pensare; aveva l&#8217;automobile, l&#8217;aeroplano, la villa con piscina, il cavallo pezzato, il castello delle fate, almeno due dozzine di cani, un guardaroba senza limiti nello spazio quantistico della realt\u00e0. Aveva fatto\u00a0svolto innumerevoli mestieri, tutti in qualche modo\u00a0affascinanti e significativi: l&#8217;ereditiera (mi pare giusto) la stilista, la vigilessa del fuoco, la poliziotta, la veterinaria, persino l&#8217;astronauta. Eppure, per qualche impercettibile, indefinibile ragione, la sua vita a volte gli sembrava in qualche modo, come dire&#8230;\u00a0Finta. A cominciare dall&#8217;eterno fidanzato, col suo\u00a0fisico statuario, sempre galante e pronto a seguirla nelle sue follie pi\u00f9 assurde\u00a0(come quella volta in cui interpret\u00f2 il principe azzurro, per un vezzo transitorio di lei) eppure privo di una personalit\u00e0 complessa, incapace d&#8217;imporsi, in qualsivoglia minimo dettaglio. Qualcuna avrebbe potuto definirlo, non senza un vago tono derisorio, lo stereotipico &#8220;bel bambolotto&#8221;. E tu lo sai, quanta ragione avrebbe avuto, Bella B.<br \/>\nIl motivo\u00a0per cui la bambola pi\u00f9 popolare e diffusa dell&#8217;intero mondo occidentale e oltre, amata alla follia da chi ce l&#8217;ha, follemente desiderata dalle bimbe temporaneamente disagiate, o ancora peggio, povere, potrebbe provare un vago senso d&#8217;inadeguatezza, va rintracciata proprio nell&#8217;essenza del suo patrimonio immobiliare, tutto composto da quell&#8217;unico, onnipresente materiale: la plastica. Che di per se non mostra\u00a0alcuna debolezza strutturale, quando si applica\u00a0in un mondo abitato da figure antropomorfe alte 11,5 o 12 centimetri.\u00a0Anzi, se noi stessi umani avessimo tali\u00a0misure, probabilmente il\u00a0materiale proveniente da sostanze organiche polimerizzate\u00a0lo useremmo in ogni cosa e ancor di pi\u00f9 di adesso, a partire dal settore edile. Ma la vita dei giocattoli, si sa, \u00e8 segnata dal supremo desiderio. E del resto la versatile\u00a0<em>fashion doll\u00a0<\/em>potrebbe anche aver assistito, nel corso della sua ultra-sessantenne vita, allo spettacolo di ci\u00f2\u00a0che possa effettivamente diventare una perfetta casa della sua misura, dalle mura in rame e\u00a0cartapesta, con divani di stoffa e realmente\u00a0imbottiti,\u00a0le armature negli androni in f-e-r-r-o, armadi di legno, l&#8217;argenteria d&#8217;argento e per non parlar della gioielleria, doverosamente e per la prima volta, ingioiellata. Meraviglie senza tempo o limiti di contesto, costruite attraverso gli anni come fossero una sorta di ossessione, da personalit\u00e0 degne di essere iscritte a pieno titolo nell&#8217;albo dell&#8217;arte. Il mondo delle case delle bambole, una volta in prossimit\u00e0 della vetta, si trasforma in\u00a0un&#8217;ambiente notevolmente competitivo, all&#8217;interno del quale tutto viene valutato, incasellato, messo in ordine per importanza. E sulla vetta\u00a0di poche, straordinarie\u00a0alternative, risiede indubbiamente il capolavoro di\u00a0Elaine Diehl del Colorado, miniaturista che vi lavor\u00f2 alacremente per un periodo di 13 anni, dal 1974 al 1987, includendo al suo interno l&#8217;opera di innumerevoli abili e ben stipendiati colleghi. Il suo nome: Astolat Dollhouse Castle. Il suo valore: 8 milioni e mezzo di dollari, alla stima pi\u00f9 conservativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_19014\" aria-describedby=\"caption-attachment-19014\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Ci7k52LZHVg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19014\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19014 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Astolat-Dollhouse-CBS-500x313.jpg\" alt=\"Astolat Dollhouse CBS\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Astolat-Dollhouse-CBS-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Astolat-Dollhouse-CBS-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Astolat-Dollhouse-CBS.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19014\" class=\"wp-caption-text\">Il network CBS ha recentemente mandato in onda un segmento sull&#8217;Astolat Dollhouse, impreziosito dal commento di una signora dai capelli bianchi estremamente informata sull&#8217;argomento. Nel corso del video ripubblicato ufficialmente online, incredibilmente, non viene mai detto il suo nome, ma \u00e8 altamente probabile che si tratti di Paula Gilhooley, la curatrice del Museo dell&#8217;Arte di Nassau (NY)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il maniero\u00a0di Astolat costituisce forse la massima espressione del concetto di casa delle bambole, per come\u00a0trov\u00f2 la sua originaria espressione nella Germania del XVI secolo, attraverso la riproduzione artistica delle abitazioni di vari\u00a0facoltosi committenti. Era infatti ritenuto all&#8217;epoca appropriato, o in qualche maniera affascinante ed alla moda, che chiunque potesse permettersi un particolare tipo di arredi, andasse poi da specifici artigiani, in grado di riprodurli in scala, al fine d&#8217;inserire le opere risultanti\u00a0all&#8217;interno di apposite vetrine. Col tempo, queste ultime mutarono progressivamente, fino a rappresentare la facciata dell&#8217;ipotetica casa. Ma ci sarebbero volute ancora numerose generazioni e iterazioni successive, prima che il concetto di un\u00a0tale complesso e delicato apparato\u00a0potesse essere associata all&#8217;intrattenimento delle bambine, un passo che poteva essere fatto unicamente in una societ\u00e0 del tutto industrializzata. N\u00e9\u00a0del resto, come avviene in ogni campo, mancarono coloro che decisero di rifiutare il presente, restando pi\u00f9 prossimi ai metodi preziosi del passato. Il grande capolavoro\u00a0di\u00a0Diehl, in particolare, esprime un tale desiderio di sfuggire al quotidiano\u00a0anche da un pregiato background letterario, che lo vedrebbe rappresentare il mitico castello isolano\u00a0citato nella\u00a0novella italiana della donna di Scalotta, associata tradizionalmente, ed in particolare in una poesia dell&#8217;autore\u00a0Alfred Tennyson (1809\u20131892)\u00a0alla figura del ciclo arturiano\u00a0di Elaine di Astolat, una delle molte amanti di Sir Lancillotto.<br \/>\nLe ragioni dell&#8217;elevata stima dell&#8217;opera sono diverse, a partire dalle sue notevoli dimensioni. Il castello \u00e8 alto quasi 3 metri e pesa circa 360 Kg a vuoto, essendo dotato di esattamente 29 stanze, realisticamente interconnesse tra loro mediante l&#8217;inclusione di corridoi e scalinate. Gli arredi, minuziosamente riprodotti all&#8217;epoca anche grazie all&#8217;assistenza di &#8220;artigiani di ogni parte del mondo&#8221; includono sette stili differenti, tra cui Spagnolo, Tudor, Arabesco, Inglese del XVIII secolo e naturalmente, Vittoriano. Ma il vero patrimonio della casa \u00e8 costituito dalla sua dotazione di 10.000 pezzi d&#8217;arredo ed accessori in miniatura, molti dei quali estremamente pregiati e pressoch\u00e9 irriproducibili, vedi ad esempio i numerosi mini-dipinti ad olio di autori co\u00e9vi all&#8217;edificazione, ormai passati a miglior vita. Nei sotterranei del castello si trovano le cantine, con bottiglie contenenti alcune lacrime di vero vino pregiato, la cucina, una doverosa (?) stanza dedicata all&#8217;ordine dei Cavalieri di Colombo e una fornita\u00a0armeria. Il piano terra contiene invece\u00a0il\u00a0<em>foyer\u00a0<\/em>d&#8217;ingresso, la scalinata principale e la residenza\u00a0del maggiordomo. Subito sopra, trovano posto le prime stanze davvero ornate, tra cui un salotto formale, la sala da pranzo totalmente accessoriata, una stanza da musica con pianoforte FUNZIONANTE (che da solo vale decine di\u00a0migliaia di sterline) e una balconata per le udienze. Il quarto livello ha una libreria\/museo, fornita\u00a0di un ricco repertorio di testi effettivamente ricchi di contenuti, spesse volte scritti a mano, tra cui la\u00a0Bibbia e la Torah. Stranamente, non vi \u00e8 traccia alcuna del Corano. Mentre non mancano un paio di pistole da duello, potenzialmente fornite a vantaggio degli agguerriti spasimanti della bella\u00a0Lady di Shalot. Quinto piano, stanze da letto, sesto, grande sala da ballo (susseguirsi decisamente poco pratico, soprattutto nel caso in cui ci si voglia ritirare\u00a0prima della fine del gal\u00e0). E sopra tutto il resto, nella torre pi\u00f9 alta, un laboratorio arredato con alchemici parafernalia, simboli mistici ed altre amenit\u00e0, nonch\u00e9 l&#8217;unico effettivo abitante del castello in pianta stabile, un rustico pupazzo di Mago Merlino. Ancora una volta, nel mondo puramente femminile di questa forma d&#8217;intrattenimento, le figure maschili si riducono\u00a0a poco pi\u00f9\u00a0di una decorazione. Ed \u00e8 pure, alla fine, giusto cos\u00ec.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19012\" aria-describedby=\"caption-attachment-19012\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lwrOw-b81X8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19012\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19012 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Moore-Dollhouse-500x313.jpg\" alt=\"Moore Dollhouse\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Moore-Dollhouse-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Moore-Dollhouse-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Moore-Dollhouse.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19012\" class=\"wp-caption-text\">Il cinema degli anni &#8217;20 costituisce un enorme territorio largamente inesplorato dalle nuove generazioni, che trovano difficile approcciarsi al concetto di lungometraggi privi di sonoro. Che peccato!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la casa delle bambole di Astolat non \u00e8 sola al vertice, senza nulla che possa esservi paragonato\u00a0sui cataloghi o nelle antologie di genere. La notevole creazione americana, anzi, viene spesso citata assieme ad un&#8217;altra opera precedente e sua probabile ispiratrice, costruita e migliorata nel corso di un&#8217;intera vita dalla star del cinema muto\u00a0Colleen Moore (1899 \u2013 1988) la famosa proprietaria, a partire dal 1928, di quello che lei definiva il suo Castello Fatato. Nelle prime battute assistita nella costruzione dal padre e dallo scenografo di Hollywood\u00a0Harold Grieve, poi dimostratosi personalmente in grado di portare il progetto molto pi\u00f9 avanti di quanto entrambi avrebbero mai potuto, ella vi infuse notevoli doti di miniaturizzazione e collezionismo, giungendo a riempire le sue 12 stanze di ogni sorta di miniatura\u00a0unica e pregiata. La casa, che ha uno sviluppo molto pi\u00f9 consueto ed orizzontale del castello di Astolat, ne anticipava la struttura architettonicamente credibile\u00a0e sopratutto fissa, ovvero dissimile sia dalla tradizionale soluzione americana, che voleva case complete sul davanti ed aperte sul retro, sia da quella inglese, con strutture complete ma apribili quando necessario, per essere osservate nei dettagli contenuti al loro interno. Il Castello, come il suo successore pi\u00f9 famoso, era piuttosto concepito come un tutto unico, fatto di spazi aperti e chiusi, da osservare in tre dimensioni e interessante da ogni lato. I numeri rilevanti\u00a0sono, ancora una volta, notevoli, con 7 anni di lavoro per terminare la costruzione iniziale della dimora, due metri d&#8217;altezza e 3,6 di superficie. Un aspetto particolare rispetto alle sue consimili di questa casa, sono determinate soluzioni architettoniche fantastiche e del tutto scollegate da esigenze reali, come una scalinata nella grande sala, che non pare condurre a nulla. Del resto, come afferma la nipote dell&#8217;attrice ed attuale proprietaria, &#8220;Le fate hanno le ali\u00a0e non vedono il mondo esattamente come noi&#8221;. Notevole il dettaglio di un particolare tappeto usato nel salotto, che riprodurrebbe\u00a0una pelle d&#8217;orso delle nevi. Rimane poco chiaro quale sia l&#8217;animale da cui \u00e8 stato tratto, mentre ci viene espressamente spiegato come i denti siano stati forniti nientemeno che da un topo molto sfortunato. La casa si trova attualmente esposta nel Museo della Scienza e dell&#8217;Industria di Chicago, Illinois\u00a0 ed \u00e8 stata recentemente sottoposta ad un approfondito intervento di restauro, costato pi\u00f9 di 200.000 dollari. Il suo valore stimato si aggira sui 7 milioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19013\" aria-describedby=\"caption-attachment-19013\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Z_ViaJYx9Ag\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-19013\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19013 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Queen-Marys-Dollhouse-500x313.jpg\" alt=\"Queen Mary's Dollhouse\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Queen-Marys-Dollhouse-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Queen-Marys-Dollhouse-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Queen-Marys-Dollhouse.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19013\" class=\"wp-caption-text\">Lo staff del castello di Windsor non ha purtroppo ritenuto di creare un video dimostrativo ufficiale della loro spettacolare casa delle bambole. Dovremo quindi accontentarci di questa ripresa di un turista, comunque assolutamente valida allo scopo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse meno imponente ed oggettivamente straordinaria, bench\u00e9 altrettanto significativa dal punto di vista storico, la terza pi\u00f9 importante casa delle bambole al mondo potrebbe dirsi essere quella che il re d&#8217;Inghilterra\u00a0Giorgio V fece costruire\u00a0per la Regina Consorte Mary di Teck (1867 &#8211; 1953) nel 1924, su specifico suggerimento della principessa\u00a0Marie Louise.\u00a0Che reclut\u00f2 per il progetto uno degli architetti pi\u00f9 quotati della sua epoca,\u00a0Sir Edwin Lutyens, procurandosi inoltre l&#8217;aiuto di molte personalit\u00e0 del mondo dell&#8217;arte, con cui intratteneva frequenti contatti ed interscambi sociali. L&#8217;opera risultante, misurante circa un metro d&#8217;altezza, costituisce una fedele riproduzione in scala 1\/12 di alcuni ambienti ed oggetti del castello di Windsor, presso cui si trova tutt&#8217;ora esposta al pubblico, attirando molte decine di migliaia di turisti ogni anno. Il punto forte di questa particolare casa delle bambole \u00e8 proprio la variet\u00e0 e qualit\u00e0 della sua dotazione di miniature, estremamente dettagliate e spesso addirittura funzionanti, con ad esempio dei minuscoli fucili che potrebbero\u00a0essere aperti e caricati e, secondo la leggenda, addirittura sparare. La Regina Consorte, che all&#8217;epoca aveva finito per fare della sua possessione pi\u00f9 stravagante una sorta di questione di prestigio, riusc\u00ec a reclutare per l&#8217;arricchimento della casa-modello addirittura alcuni grandi nomi della letteratura, tra cui\u00a0Sir Arthur Conan Doyle e lo scrittore di storie di fantasmi\u00a0M. R. James, che fornirono alcuni micro-testi originali, da iscrivere nei libricini della biblioteca. Il primo forn\u00ec una parodia di Sherlock Holmes intitolata <em>How Watson Learned the Trick<\/em> mentre il\u00a0secondo, neanche a dirlo considerata la sua specialit\u00e0, un terrificante (!)\u00a0racconto intitolato &#8220;La casa delle bambole infestata&#8221;. L&#8217;edificio in miniatura include inoltre un giardino formale con &#8220;siepi&#8221; tagliate ad arte ed un fornito garage, dotato di riproduzione di\u00a0molte delle automobili effettivamente possedute e guidate all&#8217;epoca dalla famiglia reale inglese.\u00a0Ed alla fine, potrebbe sorgere un interrogativo: tutte queste magnifiche residenze, ricche di mobili e preziosi oggetti, senza neanche l&#8217;ombra di una bambolina? (Merlino escluso!) E chi mai dovrebbe vivere, allora, al loro interno? A mio parere, \u00e8 proprio in tale assenza che si riesce a comprendere la verit\u00e0: le vere abitanti delle case delle bambole non sono quest&#8217;ultime, ma le loro effettive proprietarie. Eterne bambine, nei fatti o metaforicamente, che sarebbero pi\u00f9 che disposte a farsi miniaturizzare, di tanto in tanto, per vivere l&#8217;esperienza abitativa che avevano sempre sognato. Il che in un certo senso, equivale a dire che riuscivano a farlo davvero, ogni qual volta ne avessero la voglia, grazie alla potenza difficilmente quantificabile dell&#8217;immaginazione umana.<br \/>\nIl mito della donna di Scalotta parlava di una\u00a0magnifica dama, che per una maledizione non poteva guardare fuori dalla finestra del suo castello, ma soltanto tessere e tessere la tela. Finch\u00e9 un giorno, al passaggio sotto la sua residenza isolana\u00a0del cavaliere pi\u00f9 magnifico del regno, con mantello e penna di cimiero che fluivano nel vento, non fin\u00ec per cedere alla curiosit\u00e0, pagandone il supremo pegno. Nella poesia di\u00a0Tennyson la ritroviamo deperita, in seguito a un\u00a0tale gesto sconsiderato, che naviga addormentata sulla barca alla deriva sul fiume, finch\u00e9 non giunge cos\u00ec presso la corte di Camelot, tra la tristezza e meraviglia dei suoi cavalieri. Il suo castello, eternamente silenzioso, fin\u00ec disabitato. Barbie! Quale magnifica opportunit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era giovane, bionda, attraente e facoltosa. Mangiava senza mai ingrassare. 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Aveva &#8230; <a title=\"Le tre case delle bambole pi\u00f9 preziose al mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19010\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le tre case delle bambole pi\u00f9 preziose al mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[168,201,77,43,1403,1165,132,154,852,504,575,82,147,71],"class_list":["post-19010","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antiquariato","tag-architettura","tag-arte","tag-cinema","tag-collezionismo","tag-epoca-vittoriana","tag-inghilterra","tag-letteratura","tag-miniature","tag-modellini","tag-musei","tag-scultura","tag-stati-uniti","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19010","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19010"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19021,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19010\/revisions\/19021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}