{"id":18965,"date":"2015-12-13T07:43:38","date_gmt":"2015-12-13T06:43:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18965"},"modified":"2015-12-13T07:47:43","modified_gmt":"2015-12-13T06:47:43","slug":"la-sfida-dei-peperoncini-progressivamente-piu-letali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18965","title":{"rendered":"La sfida dei peperoncini progressivamente pi\u00f9 letali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/PbG2RuQsAO4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18966\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18967\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Pepper-challenge-500x313.jpg\" alt=\"Pepper challenge\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Pepper-challenge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Pepper-challenge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Pepper-challenge.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunge un momento, nella storia della vita e delle cose, in cui la forza di ciascuno deve essere messa alla prova. Al calare fragoroso di un potente pugno sulla tavola, assieme al grosso braccio di un maestoso Buddha o Bodhisattva, figure rappresentative dell\u2019affermazione personale. Mentre disposti ai lati della tavola, siedono i pi\u00f9 grandi, i pi\u00f9 terribili, i pi\u00f9 spaventosi. Radunati da ogni angolo del globo, soltanto per quest\u2019oggi, alle prese con l\u2019equivalente culinario di un torneo di arti marziali! Superiore a molti altri. Pi\u00f9 che le Olimpiadi del peperoncino, una scena come il momento culmine di saghe alla Dragonball o One Piece, quando ogni periferica connotazione narrativa diviene subordinata alla necessit\u00e0 di stabilire quale, tra i terribili o adorabili guerrieri, sia da porre in cima all\u2019ardua scala del fondamentale <em>powerlevel<\/em>. Che poi sarebbe come dire: \u201cPrima del tramonto far\u00f2 di te un vero uomo, o una vera donna, lingua. Vi affiler\u00f2 come altrettante spade, mie fide papille gustative. Vedremo infine sorgere la Luna, con un senso e un piglio differente&#8230;\u201d Questo, certo, se ci arrivivi VIVO, al termine della tenzone.<br \/>\nIl che nel presente caso, di una folle gara di degustazione organizzata dal club del Chili di Clifton, nel New Jersey, appariva del tutto da dimostrare! Almeno, nel caso di un paio di concorrenti particolarmente testardi, che prima di arrendersi hanno superato il proprio limite pi\u00f9 volte, riducendosi a un pulsante ammasso di dolore e capsaicina. Il contesto cattura l\u2019attenzione fin da subito, con l\u2019inquadratura di traverso che ci offre un rapido spaccato di chi possa auto-definirsi oggi, negli Stati Uniti, un vero amante della piccantezza: ce ne sono di ogni tipo. Veri uomini rudi pronti a dare il tutto per tutto, metallari con maglietta da concerto oppure il volto di Vlad Dracul il succhiatore, giovani dal ferreo stomaco che sembrano trovarsi alla tipica convention dei fumetti. Le quattro donne partecipanti, nel frattempo, rappresentano diverse etnie, con un paio di ragazze caucasiche pi\u00f9 altrettante, suddivise tra subcontinente indiano ed Asia Orientale, pronte anch\u2019esse a dimostrare la potenza della loro volont\u00e0. Bench\u00e9 sia proprio quest\u2019ultima, fra tutti, quella che fin dalle battute d\u2019apertura pare subito trovarsi in difficolt\u00e0. Ma andiamo con ordine&#8230;<br \/>\nAl suono del gong, la sfida si apre con un piglio vagamente rassicurante: vengono portati a tavola alcuni <em>jalape\u00f1os <\/em>verdi, appartenenti al pi\u00f9 celebre e diffuso <em>cultivar<\/em> della pianta americana <em>Capsicum annuum<\/em>, famosa per il gusto dolciastro del suo frutto da \u201cappena\u201d qualche migliaio di Scoville (le unit\u00e0 internazionali usate per misurare l\u2019entit\u00e0 del pericolo). Certo, la missione pu\u00f2 sembrare ancora semplice, ma considerate pure che mangiare un peperoncino come questo, comunque ben diverso dalle sue varianti modificate per i palati d\u2019Europa, \u00e8 tutt\u2019altra storia che assaggiarlo ben disciolto e diluito in una salsa, modificato in un processo che lo priva di una buona parte della sua potenza innata. Il primo round, ad ogni modo, passa senza vittime. Le cose iniziano gi\u00e0 a farsi pi\u00f9 serie nel secondo, nel quale viene proposto ai concorrenti una delle molte varianti di quello stesso peperoncino, il <em>Bullet Chili<\/em> (peper-proiettile) di un pregevole giallo intenso. Ci\u00f2 \u00e8 significativo, perch\u00e9 esiste in questa pianta un\u2019automatica gradazione per colore, attraverso la quale il frutto varia dal verde al giallo al rosso, esattamente come un semaforo, all\u2019aumentare della propria intensit\u00e0 <em>caliente<\/em>. In determinati casi, sulla sua scorza si formano linee marroni come cicatrici, considerate antiestetiche nel mondo culinario per cos\u00ec dire convenzionale, mentre largamente ricercate dai veri appassionati dell\u2019atroce appagamento. Queste sono infatti un segno ulteriore che le ghiandole site tra la parete del frutto e la placenta hanno fatto il loro dovere, secernendo un\u2019adeguata quantit\u00e0 di acido grasso monoinsaturo, in grado di mutare chimicamente diventando capsaicina. Ai giovani e maturi eroi ci\u00f2 non sembra fare una particolare impressione, visto come tutti passino felicemente un tale turno d\u2019apertura, con la possibile eccezione della ragazza asiatica, che gi\u00e0 inizia a mostrare un vago senso di disagio. Con il sopraggiungere dello scalino successivo, tuttavia, le cose iniziano a farsi decisamente pi\u00f9 complesse: viene infatti servito a ciascun concorrente un Chili di Serrano rosso intenso, originariamente coltivato negli stati messicani di Puebla e Hidalgo per la specifica finalit\u00e0 di usarlo nell\u2019insalata piccante <em>pico de gallo <\/em>o nella <em>salsa.<\/em> Stiamo parlando di un gustoso 15-20.000 sulla scala di Scoville, cifra significativa che vediamo riflettersi nel comportamento e la sudorazione dei presenti. Ma come si dice, getta il cuore oltre la siepe e corri dietro all\u2019<em>ardilla listada,\u00a0<\/em>in cima agli\u00a0alberi distanti&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si passa quindi al Super Chili, una variante estremamente potenziata, attraverso la selezione indotta, del pi\u00f9 comune <em>Capsicum<\/em> mangiato fino ad ora, segu\u00ecto dal Chili Occhio d\u2019Uccello (altrimenti detto Chili Thailandese o del drago) frutto di un <em>cultivar<\/em> del tutto differente del <em>C. Annuum<\/em>. \u00c8 importante ad ogni modo notare come ogni singolo peperoncino del mondo derivi dalla stessa specie vegetale delle americhe, trapiantata in giro per il mondo dai coloni e commercianti spagnoli e portoghesi, che ne fecero una preziosa merce di scambio agli albori dell\u2019epoca moderna. E come pur considerando questo, non tutti i frutti locali, connotati dal clima e dal contesto, siano uguali tra di loro: questo qui in particolare, poi, lungo e contorto, vanta secondo il sottotitolo ben 100.000 e passa unit\u00e0 di Scoville, ovvero circa 100 volte quelle di un comune <em>jalape\u00f1o<\/em>. Basta un assaggio per&#8230;Ecco, basta dire che la rappresentante dell\u2019Oriente, dopo un coraggioso tentativo cui fa seguito l\u2019estrazione immediata del sacchetto d\u2019ordinanza per le eventuali emergenze digestive, sceglie dolorosamente di ritirarsi. Per fortuna. Perch\u00e9 il cambio di specie vegetale, a questo punto, \u00e8 una vera e propria anticamera della dannazione. Stiamo infatti passando allo Scotch Bonnet di Trinidad, il prodotto di un\u2019altra specie di pianta definita scientificametne <em>Capsicum chinense<\/em>, affine al rinomato e temutissimo Habanero. Il frutto in questione, che si dice ricordi la forma di un tipico cappello scozzese \u00e8 innanzi tutto molto pi\u00f9 grande (problema non da poco, quando ci si aspetta che lo metti interamente in bocca) ma ancor pi\u00f9 gravemente misurato attorno ai 250.000 punti di Scoville. Potreste a questo punto chiedervi come sia possibile che un qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 quasi pura sofferenza, come il Drago Thai mangiato a morsi, possa essere addirittura raddoppiato, senza causare l\u2019immediato decesso di chiunque osi farne un simile abuso. La ragione \u00e8 da ricercare nella natura della scala utilizzata, l\u2019invenzione del farmacista del Connecticut Wilbur Scoville, che non \u00e8 in effetti una vera e propria analisi chimica, ma uno studio di tipo empirico sull\u2019efficiacia di ciascun peperoncino. Che consiste nel diluire nell\u2019alcol, poi acqua e zucchero il suo contenuto attivo, prima di darlo da bere a 5 assaggiatori appositamente addestrati. Sulla base delle loro rilevazioni, molto spesso soggettive, viene quindi compilato l\u2019indice, che \u00e8 in effetti un prodotto esclusivo delle percezioni umane. Per cui, con l\u2019aumentare della piccantezza, la sua crescita divene quasi logaritmica, passando dalle decine di migliaia, addirittura, al milione e pi\u00f9. Ma non preoccupatevi: nessun peperoncino pu\u00f2, per sua implicita natura, uccidervi. Attacchi di cuore permettendo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18968\" aria-describedby=\"caption-attachment-18968\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZVJjZG_u7Wo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18968\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18968 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Pepper-crowd-500x313.jpg\" alt=\"Pepper crowd\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Pepper-crowd-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Pepper-crowd-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Pepper-crowd.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18968\" class=\"wp-caption-text\">In un evento organizzato dalla personalit\u00e0 televisiva danese Chili Klaus, 1000 persone mangiano altrettanti peperoncini fantasma. La collettivit\u00e0 crea una forza persuasiva estremamente potente&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si passa quindi alle diverse varianti regionali del <em>C. Chinense<\/em>, tra cui il Fatalii centroafricano, 400.000 Scoville, e il Savina rosso della California, un mostro da 450.000 Scoville. \u00c8 a questo punto che i concorrenti iniziano a ritirarsi in grande quantit\u00e0, mentre emergono alcuni notevoli personaggi, tra cui il ragazzo con la maglietta a strisce in primo piano, che butta gi\u00f9 ciascun frutto come fosse una comune patatina. Il che, incidentalmente, \u00e8 un procedimento potenzialmente rischioso, visto come i peperoncini non masticati molto accuratamente possano causare danni alle pareti dello stomaco. Costui, probabilmente, avr\u00e0 sofferto di crampi alquanto significativi nei giorni successivi all\u2019evento. Qui si arrende un\u2019altra apparente favorita, la ragazza coi capelli rosso fuoco che fin\u2019ora non aveva mostrato altro che una stoica accettazione del pericolo e la sofferenza. Segue nella carrellata il Dorset Naga, una diabolica commistione genetica del <em>Capsicum<\/em> caraibico con una diversa specie, il <em>C. frutescens<\/em>, creata dagli agricoltori inglesi Michael e Joy Michaud. Entrando nel regno delle creazioni pi\u00f9 spiccatamente artificiali, spesso ibridi non pi\u00f9 in grado di riprodursi, le cose si fanno veramente serie: stiamo in effetti parlando di 950.000 fiammeggianti Scoville. Qui cede anche la donna bionda fino ad ora rimasta sul retro dell\u2019inquadratura, scuotendo dolorosamente il capo ed imprecando fra se e se. Restano quindi solo i tre grandi favoriti: maglietta a righe-mangia-tutto, un signore vestito di verde e la donna indiana, presumibilmente abituata dalla sua cucina nazionale ad affrontare un qualsivoglia tipo di piccante <em>exploit<\/em>.<br \/>\nSoltanto i migliori, dunque. E meno male, visto ci\u00f2 che si erge ad attenderli verso la strada del Satori: un mostruoso, colossale Bhut Jolokia, altrimenti detto peperoncino fantasma, appositamente ibridato con intento vagamente assassino tra i campi degli stati indiani dell\u2019Arunachal Pradesh, Assam, Nagaland e Manipur. Piuttosto di tentare di descriverne il sapore inconoscibile, lasciate che ne quantifichi matematicamente l\u2019entit\u00e0: circa UN MILIONE di Scoville. Considerate che nel suo paese d\u2019origine, questo apparentemente inoffensivo frutto viene usato per spaventare gli elefanti che minacciano i campi coltivati, che ne fuggono come fosse una tremenda dannazione. E che se una persona comune dovesse soltanto avvicinarlo alla sua bocca, inizierebbe immediatamente a perdere il controllo delle proprie ghiandole lacrimali, sudorifere e salivali. Per chiunque non dovesse conoscere approfonditamente il ramo della coltivazione dei peperoncini, potrebbe ragionevolmente sembrare che non possa esistere in questo mondo nulla di pi\u00f9 inteso. Sfortunatamente, non \u00e8 affatto cos\u00ec.<br \/>\nPerch\u00e9 l\u2019uomo, inteso come essere vivente di questa Terra, desidera sempre scalare le montagne pi\u00f9 alte, immergersi nel profondo degli abissi del sensibile&#8230;Giungendo a dare forma, nella mente e nell\u2019imprescindibile materia, ai suoi incubi pi\u00f9 nerastri ed assassini. Creature dalle molte implicazioni nefaste, come il Naga Viper, creato nel 2011 da Gerald Fowler della The Chilli Pepper Company in Cark, Cumbria, con lo scopo specifico di stabilire un nuovo record nel Guinness dei Primati. Giungendo a una creazione tripartita, nata dall\u2019ibridazione instabile tra un Naga Morich, un \u00a0Bhut Jolokia e lo Scorpione di Trinidad (cos\u00ec chiamato per l\u2019escrescenza del frutto simile a una coda d\u2019aracnide velenoso) in grado di sviluppare un\u2019apocalittico milione virgola tre di Scoville, sufficiente, infine, ad eliminare il rapido divoratore con sulla destra dello schieramento. Riesce difficile immaginare il suo stato nell serata e il giorno immedatamente seguente, mentre aspetta che il suo metabolismo smaltisca le conseguenze di una simile esperienza. Per non parlare poi, di&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_18966\" aria-describedby=\"caption-attachment-18966\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9k-SBpElcWA\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18966 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Chili-Masters-500x313.jpg\" alt=\"Chili Masters\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Chili-Masters-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Chili-Masters-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Chili-Masters.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18966\" class=\"wp-caption-text\">Per comprendere la potenza degli ultimi peperoncini usati nella competizione, osservate questo segmento di Chili Klaus e il suo collega di degustazioni americano, Sean Evans. La reazione di due veri e propri professionisti alle prese con simili frutti risulta semplicemente impressionante.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ecco che siamo allo spareggio finale. L\u2019uomo in verde e la donna indiana, entrambi ormai in affanno, stanno per fare la storia con due ultimi passaggi devastanti: uno Scorpione di Trinidad particolarmente piccante, identificato dal sottotitolo come avente ben 1,400,000 unit\u00e0 di Scoville, anche se la logica lo vorrebbe in realt\u00e0 meno piccante del Naga Viper, ed infine l\u2019attuale detentore del record mondiale di piccantezza dal 2013, l\u2019assoluto Carolina Reaper (il \u201cmietitore\u201d) anche noto come HP22B (Higher Power, Pot No. 22, Plant B). Una creazione di Ed Currie della PuckerButt Pepper Company della Carolina del Sud, creato a partire dal Naga Morich e l\u2019Habanero Rosso, in grado di raggiungere, in condizioni ideali anche 1,600,000 Scoville. Totalmente insopportabili? Non proprio, visto come entrambi i partecipanti rimasti, donna indiana ed uomo verde, ne divorino un esemplare senza quasi batter ciglio (forse erano talmente stremati, da non averne pi\u00f9 la metabolica capacit\u00e0). Occorre quindi procedere allo spareggio, con un secondo <em>final-boss<\/em> vegetale che si dimostra sufficiente a determinare, gloriosamente, chi fosse degno di trionfare in questo giorno epico e glorioso: avevate gi\u00e0 indovinato? Si, la donna indiana. Che non senza un\u2019apparente quanto giustificata soddisfazione personale, potr\u00e0 ritirare il premio dell\u2019intera operazione; ah, questa \u00e8 bella. Esattamente&#8230;CINQUANTA sterline. Wow, cio\u00e8 davvero, WOW. Non so quanto una simile cifra giustifichi la sofferenza che aspetta questi prodi eroi ed eroine nelle prossime ore o giorni, per non dire settimane, quando scaduto il rush adrenalinico, dovranno fare veramente i conti con ci\u00f2 che hanno fatto. Ma forse \u00e8 proprio nel loro spontaneo senso d\u2019entusiasmo e sprezzo del pericolo, che si realizza il vero senso del peperoncino. Chi non riesce a comprendere un simile passo, non potr\u00e0 mai guardare negli occhi Buddha stesso e dire con un senso di trepidante esultanza: \u201cSi, ci sono anch\u2019io. Arrivo pure io!\u201d Battendo anch\u2019egli il pugno sul tavolo, gridando d\u2019esultanza! Ed \u00e8 a questo che servono, dopo tutto, il ketchup <em>fiery hot<\/em>: per sentirsi puramente soddisfatti, senza una ragione reale nei confronti dell\u2019Universo. Beato \u00e8 colui che si accontenta di un hamburger rossastro, scoperto casualmente sulla Via.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giunge un momento, nella storia della vita e delle cose, in cui la forza di ciascuno deve essere messa alla prova. 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