{"id":18953,"date":"2015-12-12T07:26:14","date_gmt":"2015-12-12T06:26:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18953"},"modified":"2015-12-12T07:36:42","modified_gmt":"2015-12-12T06:36:42","slug":"le-navi-della-grande-guerra-camuffate-dal-cubismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18953","title":{"rendered":"Le navi della grande guerra camuffate da zebre"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=18954#main\" rel=\"attachment wp-att-18954\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18959 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-500x334.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-500x334.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emersione, immersione. &#8220;Herr capitano, siamo in zona di missione.&#8221;\u00a0Le onde che si chiudono lasciando un segno appena percettibile del mostro di metallo, mentre il periscopio, all&#8217;orizzonte, scruta l&#8217;ombra di un pennone. Specifichiamo: non del tipo cui erano fissate le alte vele quadre, simbolo dell&#8217;era dei possenti galeoni. Bens\u00ec\u00a0la punta superiore del castello, sopra il quale trovavano preciso posizionamento quelle poche, ma essenziali antenne, usate al tempo\u00a0in cui lo stretto dei Dardanelli risuonava al tuono dei cannoni, mentre l&#8217;esercito e la marina degli ottomani combattevano a difesa della porta del Mar Nero. &#8220;Caricate!&#8221; Chiama il comandante, all&#8217;indirizzo di quel tubo che faceva da interfono. All&#8217;altro capo del quale, il marinaio addetto accarezzava l&#8217;arma simbolo del suo mestiere:\u00a0una quintalata\u00a0o poco pi\u00f9 di acciaio, freddo ed allungato, con un&#8217;elica all&#8217;estremit\u00e0. L&#8217;altra parte aguzza e penetrante come l&#8217;ago di un pagliaio sul principio dell&#8217;Apocalisse, perch\u00e9 pieno, guarda il caso, di tritolo. Ecco allora che s&#8217;industria l&#8217;uomo, assieme all&#8217;aiutante, e l&#8217;aiutante di quell&#8217;altro, per portare detto arnese fino all&#8217;altro tubo, quello che si apre verso il grande mare sconfinato. E tira e spingi, sbuffa e infine esclama: &#8220;Pronti al fuoco, pronti al fuoco!&#8221; La voce che riecheggia oltre le anguste paratie. Il primo ufficiale scruta dentro il periscopio, alla ricerca di una soluzione per far fuoco. Ora, come potreste forse gi\u00e0 sapere, gli implementi di misurazione per la mira\u00a0in uso sui battelli del &#8217;15-&#8217;18 non erano propriamente il baluardo della complessit\u00e0 tecnologica, risultando piuttosto l&#8217;applicazione pratica di un semplice principio comune alla\u00a0fotografia analogica. Si trattava, essenzialmente, di un doppio sistema ottico con una manovella, usata per far combaciare due immagini di quello che si stava osservando. Finch\u00e9, curata l&#8217;apparente sbronza sdoppiatrice, la macchina non espelleva un numero a rappresentare la distanza dell&#8217;oggetto. &#8220;Ca&#8230;Capitano&#8230;&#8221; Fece allora il suo secondo: &#8220;C&#8217;\u00e8 un problema. Per qualche ragione, non riesco a far combaciare le mie navi!&#8221; Impossibile, impensabile. Sar\u00e0 davvero mai successo? Gli storici ancora discutono sulla questione, in assenza di resoconti\u00a0che non siano puramente aneddotici, mischiati tra leggenda e realt\u00e0. Giacch\u00e9 un sommergibile di allora era tutt&#8217;altro che invisibile al momento di far fuoco (quanto meno, il suo occhio di superficie aveva il vizio di lasciare un&#8217;apparente scia) e ci\u00f2 valeva tanto maggiormente per i suoi siluri, in transito verso il nemico. Dunque se mancava il colpo, in genere, doveva poi fuggire. Ma nessuno scafo \u00e8 maggiormente lento in acqua, di uno che deve vincerne l&#8217;impatto idrodinamico davanti, sopra e sotto, tutto quanto attorno. Cos\u00ec in genere, se il sommergibile non affondava il suo obiettivo, inevitabilmente\u00a0avveniva l&#8217;esatto contrario. Tutti i testimoni che appartengono allo stesso schieramento: un vero incubo, per chi \u00e8 uno storico del mondo.<br \/>\nE la ragione di una simile salvezza&#8230; Talvolta,\u00a0cos\u00ec dice l&#8217;ottimo racconto,\u00a0era un&#8217;arte visuale che colpiva l&#8217;occhio, lo stupiva e torturava, perplimeva il senso della logica e della distanza. L&#8217;usanza, nata in Inghilterra, di cercare il proprio metodo nel mimetismo. Ma non quello finalizzato, come per i carri armati o le mimetiche di fanteria, a far sparire il proprio corpo sul fondale. Anche perch\u00e9 il vasto mare di una simile battaglia non \u00e8 nulla, tranne che continuo ed apparente. Come potresti mai nascondervi un gigante da 50.000 tonnellate? Molto meglio renderlo&#8230;Bizzarro.\u00a0La prima narrazione per iscritto nelle cronache del concetto di camuffamento navale si ha nei diari del comandante\u00a0Dudley Pound, di stanza verso l&#8217;inizio del\u00a01914 presso l&#8217;approdo particolarmente esposto di\u00a0Scapa Flow, nelle isole Orkney. Fu proprio lui a notare come, preoccupati per la mancanza di difese rispetto ad\u00a0un eventuale attacco nemico, gli equipaggi del resto della flotta avessero autonomamente implementato strane livree, con punti e linee a zig-zag, apparentemente finalizzati a confondere le ottiche degli avversari. L&#8217;aspetto interessante di questo tripudio di mimetiche era come fossero la risultanza dell&#8217;individuale fantasia, ciascuna totalmente diversa dalle altre, in un&#8217;incredibile affollarsi di colori e soluzioni geometriche del tutto divergenti. Finch\u00e9 non giunsero tre uomini, un americano e due inglesi, che individualmente concepirono un approccio maggiormente funzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18955\" aria-describedby=\"caption-attachment-18955\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18955 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-3-500x234.jpg\" alt=\"Dazzle 3\" width=\"500\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-3-500x234.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-3-768x360.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-3.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-18955\" class=\"wp-caption-text\">La HMT Olympic, nave sorella del Titanic, dopo il disastro fu famosamente riconvertita a trasporto truppe nel 1914. In questa configurazione, ricevette quindi un camuffamento della tipologia <em>dazzle<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;epoca della remota precursione\u00a0di quest&#8217;arte bellica, troviamo il nome di un pittore di Boston e naturalista per hobby di nome\u00a0Abbott H. Thayer (1849-1921) che era stato il primo a notare, osservando la natura, come gli animali di ogni tipo fossero spesso scuri nella loro parte superiore, e chiari in quella inferiore. Un espediente, lui spieg\u00f2 ai suoi contemporanei, finalizzato a rendere i loro contorni indistinti nel latente chiaroscuro degli ambienti, confondendo potenziali predatori. Il principio fu quindi ulteriormente connotato\u00a0da uno studio matematico, definito &#8220;Legge di Thayer&#8221; che oggi viene ritenuto alla base del successivo sviluppo del camuffamento di queste navi, gergalmente definito <em>razzle<\/em> &amp; <em>dazzle<\/em>,\u00a0ma la cui descrizione pi\u00f9 affascinante, forse, venne da un giornale americano degli ultimi anni di\u00a0guerra, che afferm\u00f2: &#8220;I nostri possenti vascelli,\u00a0al momento d&#8217;intraprendere\u00a0la pericolosa traversata per\u00a0l&#8217;Europa, sembrano ridursi ad altrettante uova di Pasqua.&#8221; Ma prima di giungere a un simile momento tanto metaforico, dovremo parlare di come si potesse essere giunti a un tale punto estremo, senza che fosse mai possibile giovarsi di effettivi studi sull&#8217;efficacia della soluzione, poich\u00e9 come dicevamo, raramente i tedeschi si dimostravano del tutto collaborativi. La ragione si trova nella personalit\u00e0 estremamente persuasiva di due figure contrapposte, entrambe britanniche, ciascuno a modo suo ispiratosi alle idee di Thayer. Ed \u00e8 un vero peccato che persino oggi, la maggior parte delle volte venga citato unicamente il pittore specializzato in soggetti di marina\u00a0Norman Wilkinson (1878 \u2013 1971), in qualit\u00e0\u00a0inventore di una vera e propria mimetica <em>dazzle,\u00a0<\/em>per come fu alla fine inserita nella dottrina navale della maggior parte dei paesi alleati al termine della prima grande guerra, continuando a dare qualche frutto anche allo scoppio del\u00a0suo seguito pi\u00f9 sanguinoso. Ci\u00f2 perch\u00e9, in effetti, \u00e8 ben pi\u00f9 credibile l&#8217;altra versione del racconto,\u00a0che vede l&#8217;idea come proveniente\u00a0dal zoologo\u00a0John Graham Kerr (1869 \u2013 1957), amico personale del predecessore americano citato nonch\u00e9 il principale fautore, assieme a un Winston Churchill all&#8217;epoca\u00a0impegnato come Primo Lord dell&#8217;Ammiragliato,\u00a0del &#8220;Metodo per ridurre la visibilit\u00e0 della navi.&#8221; Il suo piano, stilato nel corso del primo periodo di guerra, includeva gi\u00e0 ogni elemento necessario a\u00a0confondere un\u00a0qualsivoglia siluro che fosse passato di l\u00ec.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18958\" aria-describedby=\"caption-attachment-18958\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TGauYxBW8Vw\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18958 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-V-500x313.jpg\" alt=\"Dazzle V\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-V-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-V-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-V.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18958\" class=\"wp-caption-text\">La mimetica dazzle continu\u00f2 ad essere usata per tutta la seconda guerra mondiale, bench\u00e9 con frequenza progressivamente minore. I nuovi e pi\u00f9 sofisticati strumenti di misurazione rangefinder, per non parlare del ruolo degli aerei e dell&#8217;invenzione dei radar, tendevano a renderla decisamente meno efficace.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del 1914, i sommergibili tedeschi iniziano a mietere le prime insigni vittime tra le navi inglesi: il 5 settembre affonda\u00a0la HMS Pathfinder, mentre soltanto 17 giorni dopo, viene il turno di ben tre incrociatori che\u00a0deflagrano rovinosamente per i colpi di un singolo vetusto U-Boat, con una perdita stimata di 1.400 vite umane. Assolutamente terribile. In breve tempo, apparve chiaro a tutte le persone coinvolte che occorreva sviluppare un qualche tipo di contromisura. John Graham Kerr, che nel frattempo si era guadagnato\u00a0la carica di Regio Professore di scienze naturali a Cambridge, decide di mettere a frutto le esperienze giovanili fatte in Argentina nel corso di una lunga spedizione lungo il fiume\u00a0Pilcomayo, durante la quale aveva avuto modo di osservare numerose specie di uccelli e rettili nel loro ambiente naturale. La sua idea, come del resto quelle precedenti e successive, era basata sulla creazione di un effetto di disturbo rispetto agli avvistamenti nemici, basato su tratteggiamenti discontinui, linee zebrate e figurazioni mirate a confondere velocit\u00e0, orientamento e tipologia di ciascun vascello. Inoltre il piano, parzialmente basato sulle osservazioni del predecessore Thayer, prevedeva l&#8217;uso di tinte scure nella\u00a0parte superiore della nave, e il contrario in quella inferiore. Ci\u00f2 avrebbe, almeno nella sua idea, contrastato la tendenza naturale dell&#8217;occhio umano nell&#8217;individuare luci ed ombre, causando un effetto altamente desiderabile per gli occupanti della nave. E non aveva tutti i torti, se non che fece un errore, per cos\u00ec dire, nell&#8217;interpretare la natura umana. Colpito in massima parte dal desiderio di aiutare il suo paese, scrisse entro il 24 settembre\u00a0un memorandum del suo piano, spendendolo ad alcuni contatti di vecchia data presso l&#8217;ammiragliato, tra cui lo stesso Churchill. E l&#8217;idea piacque subito a tal punto, che lo scritto venne subito fatto circolare, raggiungendo spontaneamente i diversi capi supremi dei vari teatri di guerra. In breve tempo, molti capitani come quelli che si erano trovati approdati in quel distante giorno d&#8217;inverno presso le isole Orkney reinterpretano a modo loro il concetto della mimetica <em>dazzle<\/em>, rispettando chi pi\u00f9, chi meno le linee guida dettate da Kerr. Fu una rutilante e variopinta anarchia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18954\" aria-describedby=\"caption-attachment-18954\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18954 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-2-500x261.jpg\" alt=\"Dazzle 2\" width=\"500\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-2-500x261.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-2.jpg 573w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-18954\" class=\"wp-caption-text\">La portaerei HMS Argus nel 1918. L&#8217;impiego del <em>dazzle<\/em> risultava particolarmente utile nel caso in cui si dovesse evitare il fuoco nemico da grandi distanze operative, come quelle necessarie al lancio degli aerei. Questa nave sarebbe rimasta operativa fino al 1944.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta fu estremamente positiva soprattutto perch\u00e9, anche se l&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;efficacia del camuffamento risultava estremamente difficile da misurare, questo dava un senso di sicurezza ulteriore all&#8217;equipaggio ed aumentava il suo morale. Nel primo periodo successivo all&#8217;adottamento del suo metodo, Kerr ricevette numerose congratulazioni e ringraziamenti dai suoi amici in marina. Poi d&#8217;un tratto, cambi\u00f2 tutto: nel 1915, con la fallimentare campagna di Gallipoli nei Dardanelli, le forze britanniche e francesi subiscono la prima grande sconfitta ad opera degli ottomani. Da quel momento, Churchill lascia la posizione all&#8217;Ammiragliato e vengono istituite nuove discipline di battaglia, che prevedevano, tra le altre cose, una livrea rigorosamente grigia e monocromatica per le navi di Sua Maest\u00e0. Ora, il verificarsi di un simile cambiamento nel giro di un anno appena potr\u00e0 sembrare strano al giorno d&#8217;oggi, ma va considerato come le tribolazioni della guerra tendessero a dilatare il tempo e le generazioni, portando a intere epoche esauritosi nel giro di una singola battaglia, o poco pi\u00f9. Il <em>dazzle<\/em> venne nel giro di pochi mesi, sostanzialmente, dimenticato. Finch\u00e9&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_18957\" aria-describedby=\"caption-attachment-18957\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/108732595\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18954\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18957 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-V-2-500x313.jpg\" alt=\"Dazzle V 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-V-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-V-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-V-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18957\" class=\"wp-caption-text\">Norman Wilkinson in posa con il modellino di una delle sue creazioni. Si tratta certamente di una foto successiva alla guerra, visto come l&#8217;artista avesse all&#8217;epoca del conflitto poco meno di 40 anni.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 questa immagine, fortemente amata dalla propaganda nazionale, secondo cui anche l&#8217;artista, figura pacifica per eccellenza, assurga nel momento del bisogno, ponendo le sue doti al servizio della patria. Ed \u00e8 certamente da simili figurazioni, che nasce\u00a0il concetto multigenerazionale dei\u00a0<em>camoufleurs<\/em>, un&#8217;eterogenea classe professionale formata da ex-pittori, ex-filosofi, ax-accademici, che tra la prima e la seconda guerra mondiale furono reclutati, pi\u00f9 o meno volontariamente, per assistere i propri paesi tramite un&#8217;applicazione nuova dell&#8217;arte. A ben pensarci, in effetti, mimetizzare un veicolo o una base altro non significa che renderla in qualche maniera simile alla natura circostante. E chi potrebbe farlo meglio, di chi quella natura l&#8217;ha studiata e riprodotta nel corso della propria intera vita di civile?<br \/>\nAll&#8217;epoca della grande guerra, Norman Wilkinson era un artista\u00a0gi\u00e0 piuttosto noto, con alcuni ottimi dipinti e incisioni dei pi\u00f9 celebri vascelli, delle battaglie e dei disastri navali della sua Era. Proprio cos\u00ec: alla stessa maniera di\u00a0certi insigni colleghi dell&#8217;epoca d&#8217;Oro d&#8217;Olanda, costui si specializzava in navi, mare, oceano <em>et\u00a0<\/em>cos\u00ec via&#8230;Non dovrebbe quindi sorprenderci pi\u00f9 di tanto il fatto di ritrovarlo, nell&#8217;aprile del 1917, come riservista di marina in servizio attivo, coinvolto in alcune operazioni a Gallipoli e presso Gibilterra. E fu da questo non particolarmente invidiabile ruolo temporaneo, che egli ebbe modo di sottoporre ai superiori un nuovo piano di camuffamento navale, che poi sarebbe diventato il <em>razzle<\/em> &amp; <em>dazzle<\/em> propriamente detto, molto pi\u00f9 frequentemente ricordato e citato dell&#8217;alternativa del professore di Cambridge. Risulta difficile, a distanza di tempo, effettuare una comparazione dei due metodi. Soprattutto perch\u00e9, mancando un ordine ufficiale di adottare il sistema precedente, non esiste una vera nave dipinta &#8220;alla Kerr&#8221;. Nel ritorno in auge dell&#8217;approccio pittorico, ad ogni modo, sembra che venisse\u00a0effettuata una ricerca maggiormente orientata all&#8217;illusione ottica, facendo passare in secondo piano ogni riferimento naturalistico al leopardo e\/o la zebra. Un approccio, chiamiamolo di marketing, che indubbiamente piacque all&#8217;ammiragliato inglese, al punto che il 23 maggio del 1917 venne ordinato che venisse adottato su larga scala, per i vascelli da guerra ma anche i mercantili superiori ad una certa stazza che dovessero affrontare lunghe traversate. Si stima che il <em>dazzle<\/em>, nel\u00a0suo anno\u00a0di fuoco, fosse giunto ad essere adottato su almeno 4.400 navi, contribuendo almeno in qualche maniera allo sforzo bellico collettivo. E pensate che ciascuna nave veniva dipinta in\u00a0una versione totalmente personalizzata dello stile, affinch\u00e9 non fosse possibile riconoscerne il modello dalla livrea!<\/p>\n<figure id=\"attachment_18956\" aria-describedby=\"caption-attachment-18956\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=18956#main\" rel=\"attachment wp-att-18956\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18956 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-4-500x358.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-4-500x358.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-4-768x550.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Dazzle-4.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18956\" class=\"wp-caption-text\">La nave da trasporto truppe USS Leviathan nel 1918, requisita l&#8217;anno precedente dalla compagnia di crociere tedesca Hamburg America Line.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1918, con la cessazione del segreto di stato, Wilkinson fu pubblicamente premiato, ricevendo anche del denaro per l&#8217;utile servizio svolto al suo paese. Ci\u00f2 scaten\u00f2 un comprensibile risentimento da parte di Kerr, che scrisse pi\u00f9 volte all&#8217;ammiragliato ed ai giornali, giungendo ad aprire una disputa che stava per sfociare nell&#8217;ambito legale. Nel frattempo, il pittore rispose affermando che ogni tentativo precedente al suo di camuffare le navi fosse stato finalizzato &#8220;a renderle invisibili&#8221; un proposito impossibile e totalmente diverso dal suo. Inoltre afferm\u00f2, in maniera oggettivamente improbabile per un uomo di marina, di non aver mai visto navi dipinte con il metodo di Kerr prima di concepire il suo. A quel punto,\u00a0prima che potesse verificarsi un&#8217;<em>escalation<\/em> vera e propria, intervenne lo stesso Churchill, istituendo una commissione che si occupasse di dirimere la disputa tra due figure pubbliche tanto importanti. Nel 1922, dopo una lunga indagine, ci fu un&#8217;udienza molto attesa, nel corso della quale il professore di Cambridge sperava di ricevere un seppur tardivo compenso, vedendosi tuttavia respinto in funzione del fatto che:\u00a0&#8220;Le navi inglesi avevano adottato sistemi di camuffamento ben\u00a0prima del lavoro, sia di Wilkinson, che di Kerr.&#8221; Permaneva un&#8217;unica latente differenza:\u00a0il primo, premiato, viene\u00a0tutt&#8217;ora considerato un&#8217;eroe. Mentre il secondo, quando gli va bene, compare di sfuggita nei libri di storia. Una situazione ironica degna del romanzo di guerra\u00a0Joseph Heller, Comma 22. Che dimostra come l&#8217;ironia dei paesi anglosassoni\u00a0talvolta, sia tutt&#8217;altro che umoristica. Ma\u00a0un vero\u00a0strumento filosofico, utile per\u00a0affrontare i casi avversi\u00a0della vita, della guerra.<a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=18956#main\" rel=\"attachment wp-att-18956\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto via: <a href=\"http:\/\/mashable.com\/2015\/01\/29\/world-war-i-dazzle-ships\/#CfO3yt19qkqG\" target=\"_blank\">Mashable<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.juxtapoz.com\/design\/wwi-warships-razzle-dazzle-camouflage\/\" target=\"_blank\">Wikipedia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emersione, immersione. &#8220;Herr capitano, siamo in zona di missione.&#8221;\u00a0Le onde che si chiudono lasciando un segno appena percettibile del mostro di metallo, mentre il periscopio, all&#8217;orizzonte, scruta l&#8217;ombra di un pennone. Specifichiamo: non del tipo cui erano fissate le alte vele quadre, simbolo dell&#8217;era dei possenti galeoni. Bens\u00ec\u00a0la punta superiore del castello, sopra il quale &#8230; <a title=\"Le navi della grande guerra camuffate da zebre\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18953\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le navi della grande guerra camuffate da zebre\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1391,185,630,132,249,1234,241,534,95,734,71],"class_list":["post-18953","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-camuffamento","tag-filmati-depoca","tag-guerra","tag-inghilterra","tag-mare","tag-marina","tag-militari","tag-navi","tag-pittura","tag-prima-guerra-mondiale","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18953"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18953\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18964,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18953\/revisions\/18964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}