{"id":18948,"date":"2015-12-11T07:33:21","date_gmt":"2015-12-11T06:33:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18948"},"modified":"2015-12-11T07:33:21","modified_gmt":"2015-12-11T06:33:21","slug":"pesce-foglia-pesce-pietra-e-pesce-aracnide-infernale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18948","title":{"rendered":"Pesce foglia, pesce pietra e pesce aracnide infernale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nnXPhxflf88\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18949\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18949\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Cockatoo-waspfish-500x313.jpg\" alt=\"Cockatoo waspfish\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Cockatoo-waspfish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Cockatoo-waspfish-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Cockatoo-waspfish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, non \u00e8 per mettervi paura, pesci. Ma quando sul finire dell&#8217;autunno, e pure dopo, tra la sabbia si agita una forma frastagliata nell&#8217;Oceano del Pacifico, tra Malesia, Giappone, Indonesia ed Australia, non si tratta esattamente di un residuo vegetale. Che poi tra l&#8217;altro, voi sapete anche soltanto vagamente, cosa sia un albero? Avete mai lasciato scivolare il vostro sguardo tra le fronde? Accarezzando nel contempo i nodi di quelle radici cervellotiche o contorte? Per assaggiare poi la ghianda, il frutto, il pomo che determina la gravit\u00e0, tra l&#8217;erba verde come un&#8217;alga bioluminescente&#8230;Per l&#8217;appunto. Fra due cose simili, non potete non comprendere la differenza. L&#8217;intenzione, ribadisco, non \u00e8 indurre in voi timore. Perch\u00e9 lo spavento\u00a0permanente, fin da quando esiste la catena alimentare \u00e8 il primo passo di un percorso\u00a0che pu\u00f2 rendere guardinghi. Pericolosa quanto un&#8217;arma, eccome, soprattutto per la-parte-che-incombe. Poich\u00e9\u00a0le prede normalmente non si preoccupano, affidandosi al fallimentare istinto. Ma se sapessero, profondamente, la realt\u00e0 di quel pericolo che incombe, assai probabilmente eviterebbero quegli\u00a0altri dal risucchio disastroso. Lasciandoli a bocca asciutta, per cos\u00ec dire (Ah! Ah!) Che poi non \u00e8 tanto\u00a0scontato, giungere a comprendere la provenienza della\u00a0soluzione\u00a0di caccia\u00a0degli <em>Scorpaenidae<\/em>, cui appartiene anche la classe di creature che noi del Mediterraneo usiamo definire scorfani, notoriamente brutti eppure, in qualche modo, affascinanti. Passare inosservati non \u00e8 un tratto che si possa facilmente isolare dal punto di vista evolutivo, a meno che non intervengano fattori di contesto estremamente favorevoli. Nel corso dei secoli e millenni, quando ancora i continenti erano uniti nella loro inarrestabile deriva, gli antenati di questi tremendi nuotatori erano pesci come gli altri, perch\u00e9 chiaramente sulla Terra c&#8217;era un singolo tipo di ciascuna cosa: un frutto, un fiore, un verme, un solo artropode camminatore. Poi vagheggiando e galleggiando, si \u00e8 palesata la questione di quanti pi\u00f9 spesso raggiungessero l&#8217;et\u00e0 della pensione, vale a dir la senescenza, ovvero quel momento in cui, duplicato il codice biologico\u00a0verso la prossima generazione, il pesce riceveva il dubbio dono dell&#8217;invecchiamento, assieme alla soddisfazione di aver fatto quanto di dovuto (per quanto possa avere un tale sentimento, l&#8217;abitante dei primordi umidi e profondi). E quel qualcuno, guarda caso, non riusciva assolutamente a indurre la\u00a0reazione preventiva di cui sopra, nel nemico: zero\u00a0tremori, niente brividi, totale indifferenza. Perch\u00e9 sembrava&#8230;Qualcosa&#8230;Di&#8230;Diverso.<br \/>\nSia chiaro, a questo punto: fra tutti i predatori da imboscata del genere\u00a0<em>Scorpaeniformes<\/em>, di cui fa parte come dicevamo\u00a0la famiglia degli scorfani ma anche quella dei\u00a0<em>Synanceia<\/em>, che poi sarebbero i &#8220;veri&#8221; pesci pietra, non c&#8217;\u00e8 probabilmente un attore maggiormente consumato dell&#8217;<em>Ablabys taenianouts<\/em>, altrimenti detto pesce-vespa-cacatua. Persino il nome pu\u00f2 gettare nella confusione. Perch\u00e9 tenta di fare riferimento, con l&#8217;uso di una doppia similitudine, ad alcuni aspetti contrastanti dell&#8217;animaletto in questione, che per inciso misura attorno ai 15 cm di lunghezza. Il riferimento ai pappagalli, se non fosse gi\u00e0 eccessivamente chiaro, deriva dall&#8217;osservazione della cresta superiore, in realt\u00e0 un&#8217;unione ininterrotta tra la pinna dorsale e quella caudale, che vista la forma del corpo compresso lateralmente, come spesso avviene in queste specie, non fa che accentuare un certo senso di grazia innata ed energico idrodinamismo. Eppure a conti fatti, ci\u00f2\u00a0\u00e8 soltanto un&#8217;apparenza: l&#8217;<em>Ablabys,\u00a0<\/em>in effetti, non si muove in modo eccessivamente agile, flessuoso\u00a0o scattante. Per il semplice fatto che un tale approccio procedurale alla vita sarebbe controproducente alla sua eterna <em>masquerade, <\/em>fondata sull&#8217;apparente cancellazione della propria stessa esistenza.<br \/>\nCos\u00ec le foglie cadono, e nessuno sa da dove. Agitate delicatamente dall&#8217;abissale controparte dei venti, le forti o rapide correnti, e il pesce scivola felice come un granchio, agitandosi soltanto il necessario. A guardarlo, fa un po&#8217; ridere: un colpo di pinna occasionale, poi si adagia gi\u00f9 da un lato, come estremo tentativo di convincimento.\u00a0Povero pesce, povero anche, chi ci cade. Ma se a questo punto vi fosse venuta\u00a0voglia di toccarlo, accarezzarlo come uno squamoso barboncino, credo sia giunto il momento di tornare alla questione dei suoi molti nomi: pesce VESPA cacatua. Del genere degli SCORPIONIDI! Si, per dire.\u00a0Siamo di fronte a un esponente di una delle classi di creature acquatiche pi\u00f9 velenose del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18951\" aria-describedby=\"caption-attachment-18951\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ebK-NtdkuRI\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18951 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Stonefish-500x313.jpg\" alt=\"Stonefish\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Stonefish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Stonefish-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Stonefish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18951\" class=\"wp-caption-text\">La velocit\u00e0 con cui gli Scorpaenidae colpiscono la loro preda \u00e8 leggendaria. Balzando all&#8217;improvviso verso l&#8217;alto, risucchiano letteralmente il pesce pi\u00f9 piccolo, senza compiere il problematico interludio della masticazione. Quindi tornano a giacere, silenziosi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;TU non vuoi mettere il piede sopra il pesce pietra&#8221; s&#8217;intitola appropriatamente questo breve segmento prodotto per lo Smithsonian Channel, lo spazio di divulgazione internettiana di quello che potrebbe facilmente definirsi il pi\u00f9 famoso museo statunitense. Proprio no, te lo confermo. Ed ecco perch\u00e9:\u00a0la simpatica creatura, come del resto il suo parente fogliforme, presenta l&#8217;utile strumentazione di un numero variabile tra gli 11 e i 17 aculei nascosti tra i raggi ossei delle proprie pinne dorsale, laterali e\u00a0posteriore. Molti dei quali, neanche a dirlo, sono forniti dalla casa madre con l&#8217;accompagnamento\u00a0di appositi organi, in grado di produrre una pericolosa tossina sensibile al calore, che pu\u00f2 causare, per citare il testo medico\u00a0riportato da Google, <em>All Stings Considered <\/em>(Craig Thomas, Susan Scott &#8211; 1997):\u00a0dolori lancinanti alla parte colpita, ansiet\u00e0, mal di testa, nausea, vomito, diarrea, sfoghi cutanei, sofferenza\u00a0addominale, sudore intenso, pallore, catalessi, paralisi degli arti, febbre e difficolt\u00e0 respiratorie. In qualche raro caso, soprattutto in pazienti particolarmente giovani o anziani, morte. Quindi certamente, l&#8217;abbiamo determinato, l&#8217;ipotetica volont\u00e0 di compiere il pre-citato passo falso, non ce l&#8217;hai. Ma il problema di fondo \u00e8 pi\u00f9 che altro a monte, ovvero la tua presunta capacit\u00e0 di evitarlo. Per il semplice fatto che la mim\u00e9si del pesce \u00e8 cos\u00ec straordinariamente efficiente, ed il suo ambiente naturale tanto simile a lui, da renderlo del tutto indistinguibile dal resto del fondale.\u00a0\u00a0E in effetti, niente affatto strano a dirsi, ogni anno centinaia di persone restano colpite nella sola Australia da questa amabile creatura, bench\u00e9 i casi riportati di utilizzo di un siero non avessero\u00a0ad esempio superato\u00a0i 25 nel\u00a0periodo tra 1989 e il 1990 (dati pi\u00f9 recenti non sembrano facilmente reperibili). Ci\u00f2 perch\u00e9 nella maggior parte dei casi, la puntura viene trattata con metodi per cos\u00ec dire tradizionali, come l&#8217;immersione della parte in acqua molto calda, una procedura che oltre ad anestetizzare il dolore, si ritiene, dovrebbe contrastare l&#8217;effetto del veleno. Occorre quindi rimuovere attentamente le parti delle spine che spesso, allo sfortunato incontro piede-pesce, tendono a rimanere conficcate nella pelle, pena l&#8217;inevitabile sopraggiungere di un&#8217;infezione causata dalla loro naturale copertura di muco. L&#8217;ultima contromisura convenzionale, prima di effettuare il passo ad ogni modo fortemente consigliato di una visita presso un centro medico attrezzato, \u00e8 l&#8217;applicazione di un impacco di aceto, sostanza che a quanto pare e per ragioni poco chiare, avrebbe fantastiche capacit\u00e0 anestetiche rispetto all&#8217;attacco di questi animali. Proprio a tale scopo, presso alcune\u00a0spiagge dell&#8217;Australia e fino alle remote\u00a0Hawaii,\u00a0dove sono attestati pesci appartenenti allo\u00a0stesso ordine, vengono tenute delle apposite bottiglie del pregiato condimento, da usarsi al fine di assistere i\u00a0bagnanti maggiormente sfortunati. Nel frattempo gli aborigeni d&#8217;Oceania, depositari di pi\u00f9 antiche conoscenze, usano inscenare al seguito dell&#8217;incidente un rituale mistico del genere <em>corroboree<\/em>, in cui viene inscenata con canti e danze la morte della persona colpita dagli aculei del pesce. Pare che a seguito di ci\u00f2, gli spiriti tendano a ritrarsi dal malcapitato, lasciandolo procedere serenamente lungo la sua strada, claudicando appena un po&#8217;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18950\" aria-describedby=\"caption-attachment-18950\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YQM_B4icmD4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18950\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18950 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Devil-scorpionfish-500x313.jpg\" alt=\"Devil scorpionfish\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Devil-scorpionfish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Devil-scorpionfish-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Devil-scorpionfish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18950\" class=\"wp-caption-text\">Tulu, Clulu, Clooloo, Cighulu, Cathulu, Q&#8217;thulu, Ktulu, Kthulhut, Kulhu, Thu Lhu?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Sono una foglia, sono una foglia. Iiih, guarda come oscillo nella corrente!&#8221; Oppure: &#8220;&#8230;; &#8230;; &#8230;&#8221; (pietra, immobile, congelamento, stasi completa ed assoluta). I pesci che tendono agguati sembrano trovare la propria fortuna negli estremi, tentando di apparire innocui proprio perch\u00e9 innocui nell&#8217;apparenza, oppure semplicemente, di non essere visti. Ma come avviene per ogni clan che si rispetti, anche qui esistono le pecore nere, le schegge impazzite, i presunti mostri che traggono piacere dal deviare\u00a0dalla convenzione. Sempre considerando la problematica da un punto di vista evolutivo, s&#8217;intende: sappiamo bene quella storia secondo cui, ad un certo punto, gli abitanti degli abissi primordiali scelsero di giungere alle rive di\u00a0Pangea, l&#8217;emersa. E su questa terra, camminando faticosamente con le pinne, iniziarono un processo che le vide gradualmente tramutarsi in zampe, quindi artigli, infine piedi e poi ruote d&#8217;automobili e di motocicli. Negli Stati Uniti, perennemente tesi a quel confronto soggettivo tra &#8220;teoria&#8221; evolutiva e &#8220;dottrina&#8221; del creazionismo, esiste in particolare un simbolo di riconoscimento, dell&#8217;antico simbolo del pesce cristiano delle catacombe romane, l&#8217;<i>ichth\u00fds, <\/i>modificato in modo irriverente con l&#8217;aggiunta delle zampe. I suoi sostenitori lo chiamano il Darwin Fish. Ora, tuttavia, non molti sapranno che un pesce con le zampe in effetti esiste. Ed \u00e8 eccezionale addirittura in\u00a0questa famiglia velenosa e furba, visto che lo chiamano pesce del diavolo, o in alternativa <em>ghoul<\/em> marino, o ancora,\u00a0<em>goblinfish<\/em>. Si trova diffuso nell&#8217;intero Indo-Pacifico. Persino il nome scientifico risulta piuttosto preoccupante: <em>Inimicus didactylus<\/em>. Basta in effetti\u00a0un attimo di osservazione per comprendere come nel suo particolare caso, l&#8217;approccio all&#8217;eliminazione di un ipotetico senso di paura dei suoi simili sia stato lasciato scivolare\u00a0decisamente in secondo piano. Il pesce in questione, come i cugini\u00a0dall&#8217;apparenza pi\u00f9 prettamente rocciosa, appare ricoperto di verruche e bitorzoli, oltre che varie escrescenze parassitarie ed alghe che gli crescono sul dorso. Gi\u00e0 questo lo rende simile ad un rospo satanico fuoriuscito da un quadro di\u00a0Hieronymus Bosch. Ma a colpire maggiormente la fantasia, in definitva, resta quello che c&#8217;\u00e8 SOTTO: quattro zampe lunghe, sottili e articolate, simili a quelle di un ragno, effettivamente derivate da un adattamento delle pinne pettorali. Cos\u00ec il notevole mostriciattolo,\u00a0appartenente\u00a0al genere dei pesci demersali, ovvero che giacciono\u00a0sul fondale ma nuotano attivamente quando necessario, talvolta decide di non fare nessuna delle due cose, ma piuttosto cammina in modo stranamente sinistro, aggrappandosi e portando avanti il suo peso grazie a tali chimerici\u00a0arti. La vista di un pesce che arranca faticosamente sul terreno, come una manifestazione acquatica del ragno Shelob del Signore degli Anelli, non \u00e8 particolarmente facile da relegare sul\u00a0fondo della propria coscienza. Considerate pure che queste creature, nella maggior parte dei casi, dispongono di un meccanismo per intrappolare l&#8217;acqua all&#8217;interno delle branchie. Ci\u00f2 gli \u00e8 particolarmente utile, in qualit\u00e0\u00a0pesci che vivono in prossimit\u00e0 della riva, nei casi in cui restino intrappolati in delle secche anche per ore, senza subire nessun tipo di conseguenza. Sembrando rocce del tutto innocue, finch\u00e9 qualcuno non vi poggia il piede sopra, finendo per scoprire\u00a0quali siano i\u00a0veri\u00a0abissi della sofferenza umana. Ora, \u00e8 scontato che l&#8217;ipotetica capacit\u00e0 di muoversi zampettando tra un ombrellone e l&#8217;altro, apre la strada a tutta una vasta serie di nuove terribili malvagit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora, non \u00e8 per mettervi paura, pesci. Ma quando sul finire dell&#8217;autunno, e pure dopo, tra la sabbia si agita una forma frastagliata nell&#8217;Oceano del Pacifico, tra Malesia, Giappone, Indonesia ed Australia, non si tratta esattamente di un residuo vegetale. Che poi tra l&#8217;altro, voi sapete anche soltanto vagamente, cosa sia un albero? Avete mai &#8230; <a title=\"Pesce foglia, pesce pietra e pesce aracnide infernale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18948\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Pesce foglia, pesce pietra e pesce aracnide infernale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,1390,315,1097,463,862,889,399,600,917],"class_list":["post-18948","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-animali-velenosi","tag-australia","tag-evoluzione","tag-indonesia","tag-mimesi","tag-pericolo","tag-pesci","tag-predatori","tag-veleno"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18948","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18948"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18948\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18952,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18948\/revisions\/18952"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18948"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18948"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18948"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}