{"id":18943,"date":"2015-12-10T07:30:40","date_gmt":"2015-12-10T06:30:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18943"},"modified":"2015-12-10T07:30:40","modified_gmt":"2015-12-10T06:30:40","slug":"il-sogno-realizzabile-di-un-sommergibile-prodotto-in-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18943","title":{"rendered":"Il sogno realizzabile di un sommergibile prodotto in casa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aRv2Ri4FmiY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18944\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18944\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Euronaut-sub-2-500x313.jpg\" alt=\"Euronaut sub 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Euronaut-sub-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Euronaut-sub-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Euronaut-sub-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si analizza la questione da un punto di vista meramente oggettivo, appare chiaro che esistono due modi validi di passare il proprio tempo libero, entrambi produttivi ma in maniera totalmente differente. C&#8217;\u00e8 chi esercita le proprie doti e prerogative alla ricerca di soddisfazione immediata, praticando un gesto o un&#8217;arte che raggiunge l&#8217;apice nel giro di un week-end appena, in un ciclo di fatica ed estasi facilmente ripetuto fuori dal lavoro,\u00a0mentre altri guardano al futuro, fiduciosi che in un tempo medio riusciranno a giungere a coronamento di un complesso desiderio. Come&#8230;Eliche possenti, che spingono 60 tonnellate di metallo alla profondit\u00e0 di 250 metri, senza si presenti l&#8217;esigenza di tornare in superficie per un tempo di una\/due settimane. La missione non era in alcun modo semplice, ponendo questo particolare passatempo all&#8217;estremit\u00e0 ulteriore dello spettro, come si pu\u00f2 desumere dalle tempistiche realizzative rilevanti: per 24 anni ci ha lavorato, l&#8217;architetto navale\u00a0Carsten Standfuss, ripartiti in\u00a0due\u00a0segmenti equivalenti di 12, il primo dei quali necessario per progettare il sofisticato motore Diesel che spinge il natante quando si trova in superficie, ricaricando inoltre le sue batterie impiegate in immersione (perch\u00e9 non pu\u00f2 esserci combustione, senza un consumo d&#8217;ossigeno spropositato). Mentre la rimanente parte di questo vero e proprio pezzo di vita \u00e8 stata impiegata per l&#8217;effettiva messa in opera del progetto, effettuata presso un cantiere collocato a poca distanza dalla abitazione del creatore, presso la citt\u00e0 di Brema, nel Nord Ovest della Germania. Ed \u00e8 indubbio che il prodotto di una simile fatica, allo stato dei fatti, sia degno di essere iscritto in un albo con i pi\u00f9 incredibili prodotti dello svago; l&#8217;effettiva realizzazione, pienamente funzionante, dell&#8217;apparente controsenso di un&#8217;imbarcazione sommergibile totalmente autonoma che non soltanto \u00e8 di propriet\u00e0 di un privato, ma opera al di fuori della logica usuale di questi dispositivi, nati in campo bellico e che in questo trovavano la loro unica collocazione naturale. Mentre questa (relativamente) piccola meraviglia della tecnica, lunga appena 16 metri e con un equipaggio di fino a 5 persone, nasce con uno scopo primariamente orientato alla ricerca di relitti sommersi, un&#8217;opera notoriamente redditizia. Per lo meno, quando l&#8217;allineamento delle stelle si realizza come capita una volta ogni due decadi, e ci si trova al cospetto di un qualcosa di davvero rilevante. Ma di questo assai probabilmente poco\u00a0importa, a Standfuss e il suo team di meccanici, elettricisti, tecnici metallurgici, studenti&#8230;Reclutati attraverso gli anni e abilmente trascinati con la sua passione, giunti quindi a dare il proprio contributo al primo varo lungamente atteso, avvenuto nell&#8217;estate del 2012 al principio di una lunga serie di avventure. La\u00a0stessa esperienza di trovarsi coinvolti nel tour operativo di un qualcosa di talmente unico, cos\u00ec privo di precedenti, dev&#8217;essere bastato a soddisfare l&#8217;impegno dedicato all&#8217;idea. \u00c8 interessante notare come, nonostante l&#8217;investimento certamente non trascurabile, molti dei macchinari e delle parti costituenti del sommergibile sono state acquistate di seconda mano o costruite appositamente per l&#8217;occasione. L&#8217;effettiva costruzione di un sub dotato di componentistica di ultima generazione\u00a0sarebbe stata forse ancora pi\u00f9 gravosa e inaccessibile, oltre che\u00a0inutilmente complessa. E in merito a questo, la mente sommergibilista\u00a0Standfuss era certamente bene informata, visto come la sua prima opera nel settore risalisse all&#8217;et\u00e0 di soli 18 anni, quando aveva costruito un piccolo sommergibile monoposto, <a href=\"http:\/\/www.psubs.org\/psub_pic\/sgt_pepper.html\" target=\"_blank\">il Sgt. Peppers<\/a>, dal peso di appena 575 Kg e interamente basato su componentistica <em>low-tech<\/em>.<br \/>\nOggi il sito ufficiale di Euronaut, <a href=\"http:\/\/www.euronaut.org\/\" target=\"_blank\">disponibile nelle due lingue tedesco e inglese<\/a>, si presenta come un confuso archivio fotografico di encomiabili successi, tra cui quest&#8217;ultimo della scorsa estate, raffigurato nel video soprastante, relativo ad una visita effettuata, da\u00a0un equipaggio quasi totalmente nuovo, del relitto della Sandtrans, nave scavatrice danese affondata nel 1978 nel Mar Baltico, presso l&#8217;isola tedesca di Darss. Il video si apre, in modo estremamente soddisfacente, con l&#8217;incontro tra le onde di una piccola imbarcazione\u00a0locale dal nome di Storkow, forse\u00a0un peschereccio, i cui occupanti si affollano sul ponte ad indicare il pi\u00f9 improbabile evento di giornata: un\u00a0comandante, Standfuss \u00a0stesso, in bilico sul castello di prua e con il timone remoto alla portata\u00a0delle dita, che scruta saggiamente\u00a0l&#8217;orizzonte. Sotto di lui, un&#8217;intera imbarcazione invisibile, perch\u00e9 nascosta dalla superficie stessa del presente mare. Non \u00e8 difficile immaginare le improvvisate e accidentali controparti, mentre sussurrano fra loro: &#8220;Ma chi \u00e8 questo?&#8221; Oppure un pi\u00f9 prosaico: &#8220;E ti pareva! Gente di citt\u00e0&#8230;&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18945\" aria-describedby=\"caption-attachment-18945\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nRT0e3MavGs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18944\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18945 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Euronaut-sub-500x313.jpg\" alt=\"Euronaut sub\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Euronaut-sub-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Euronaut-sub-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Euronaut-sub.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18945\" class=\"wp-caption-text\">In un altro video del canale YouTube sull&#8217;architettura navale Deep Blue Sea (publisher che si dichiara non ufficiale, ma chiaramente in qualche modo collegato ad Euronaut) vengono mostrati i momenti migliori nella storia costruttiva di questo pezzo unico di pura ingegneria tedesca.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura atipica dell&#8217;Euronaut, persino nel ristretto ma sorprendentemente attestato campo dei sommergibili auto-costruiti, appare immediatamente chiara dal suo aspetto esteriore. Lungi dall&#8217;essere dotato dei numerosi obl\u00f2 e\/o finestre panoramiche del tipico sub ricreativo, il mezzo in questione \u00e8 infatti chiaramente costruito per durare, resistendo per un tempo sufficientemente lungo alla terribile usura indotta dall&#8217;acqua salmastra, alle incrostazioni di mitili e ad ogni altro tipo di perversa sollecitazione naturale. La sua principale ragione d&#8217;esistenza, intesa come apparato fondamentale allo svolgimento delle mansioni\u00a0designate, \u00e8 piuttosto una singola camera pressurizzata, utilizzabile come campana d&#8217;immersione. In poche parole, una volta raggiunto il sito del relitto da esplorare, gli esperti di immersione che si trovano a bordo dovranno radunarsi oltre una particolare paratia, chiudendosi dietro la caratteristica porta a tenuta stagna con manopola\u00a0girevole. Quindi,\u00a0in tale ambiente verr\u00e0 concentrato l&#8217;ossigeno, fino al raggiungimento di una pressione equivalente a quella della profondit\u00e0 a cui si trova presentemente il sommergibile, prima di passare all&#8217;apertura di un&#8217;altra\u00a0botola, sottostante. Oltre la quale, quietamente in attesa, li accoglier\u00e0 il tratto di mare scelto per la loro escursione.\u00a0Le strumentazioni d&#8217;immersione impiegate dall&#8217;Euronaut, come del resto alla base del suo stesso riciclo dell&#8217;ossigeno interno, sono tutte del tipo dei respiratori attivi, ovvero basati sul principio della filtrazione\u00a0dell&#8217;anidride carbonica; per ulteriori informazioni in merito, vi invito a fare riferimento al <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18558\" target=\"_blank\">mio precedente articolo sull&#8217;argomento<\/a>. Tra gli altri relitti visitati dal sommergibile, quello dell&#8217;incrociatore leggero\u00a0Wacht, affondato nel 1901, del sommergibile posamine tedesco della prima guerra mondiale UC 71 e dell&#8217;E-16, un suo antesignano appartenente agli inglesi e ritenuto perso per sempre fino al 1996. Gli altri ritrovamenti includono diversi aerei della seconda guerra mondiale. Per chi non dovesse avere l&#8217;inclinazione all&#8217;archeologia sommersa, ad ogni modo, esistono altre ottime ragioni per costruire il proprio sommergibile privato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18946\" aria-describedby=\"caption-attachment-18946\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Oysz1S4do-g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18946\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18946 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nautilus-Sub-500x313.jpg\" alt=\"Nautilus Sub\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nautilus-Sub-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nautilus-Sub-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nautilus-Sub.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18946\" class=\"wp-caption-text\">Il Nautilus di Madsen, a differenza dell&#8217;Euronaut, riprende per quanto possibile l&#8217;estetica degli U-Boat tedeschi. addirittura gli obl\u00f2 si trovano in posizione corrispondente a quella\u00a0dei vecchi tubi lanciasiluri.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ce l&#8217;ha dimostrato pienamente l&#8217;inventore danese Peter Madsen, citato a pi\u00f9 riprese\u00a0online come &#8220;amico di vecchia data del team Euronaut&#8221; nonch\u00e9\u00a0fondatore della compagnia\u00a0Copenhagen Suborbitals, anche lui dotato, a partire dal 2001, di quella che potrebbe definirsi una vera e propria imbarcazione concepita per navigare sotto la superficie degli oceani. Attraverso una serie di evoluzioni successive, a partire dal piccolo sub Freya con un solo pilota a bordo, passando per il fratello maggiore Kraka (12 metri) e giungendo infine a questo Nautilus, dalle dimensioni del tutto comparabili a quelle dell&#8217;ipotetico avversario. Il natante in questione \u00e8 anzi addirittura pi\u00f9 lungo della controparte tedesca, raggiungendo i 17 metri, bench\u00e9 risulti significativamente meno pesante, con sole 40 tonnellate di stazza. Anche le prestazioni appaiono nominalmente meno estreme, con l&#8217;equipaggio che si spinge raramente al di sotto dei 100 metri di profondit\u00e0, mentre la velocit\u00e0 massima dichiarata \u00e8 di 6 nodi in emersione contro gli 8 dell&#8217;Euronaut. Di contro, va riconosciuto come il progetto sia stato portato a termine in appena tre anni, con una spesa descritta informalmente come &#8220;equivalente all&#8217;acquisto di due case&#8221;. Mentre probabilmente, l&#8217;interminabile processo di ricerca e sviluppo condotto da\u00a0Standfuss e i suoi in quel di Brema, nel corso delle ultime due decadi e mezzo, deve aver comportato il dispendio di\u00a0risorse decisamente\u00a0pi\u00f9 ingenti. O forse, molto inferiori, cogliendo le migliori occasioni disponibili volta per volta? Chi pu\u00f2 dirlo. Certo \u00e8 che il Nautilus parrebbe dotato di inclinazioni pratiche decisamente pi\u00f9 commerciali, con una presenza online pi\u00f9 chiara e articolata, articoli\u00a0di molte testate internazionali e la partecipazione, tutt&#8217;altro che essenziale, al ben pi\u00f9 celebre progetto della\u00a0Copenaghen\u00a0Suborbitals di Madsen, una compagnia che si propone, a partire dalla sua fondazione nel 2008, di inviare un uomo nello spazio grazie al <em>crowd-funding<\/em> (raccolta di fondi popolari, quasi sempre online). In particolare nel 2010, il sommergibile in questione era stato usato per spingere in posizione la piattaforma di lancio marittimo di un razzo sperimentale, presso\u00a0Nex\u00f8, a Bornholm. Un passaggio necessario? Probabilmente no. Ma spettacolare? Eccome! Nel frattempo, nel 2009, il sub era servito anche a far fare un giro di prova ad alcuni rappresentanti della rivista online Subsim e della compagnia di produzione di videogames Ubisoft Romania, che avevano chiesto di usare l&#8217;esperienza come ispirazione per il loro ultimo simulatore di U-Boat,\u00a0Silent Hunter 5.<br \/>\nMa qui stiamo sconfinando nel regno di quell&#8217;altro tipo d&#8217;intrattenimento, rapido, immediato, privo di fatiche interminabili finalizzate alla realizzazione personale. Se pi\u00f9 persone avessero una volont\u00e0 di ferro, e risorse tutt&#8217;altro che limitate, i videogiochi probabilmente neanche esisterebbero. Perch\u00e9 chiunque volesse provare un&#8217;esperienza come quella di immergersi tra i flutti, altro non dovrebbe fare che costruirsi il proprio sarcofago pressurizzato, alla ricerca di una via di accesso del domani. Inevitabilmente, il mare sarebbe molto trafficato. E i pesci in attesa dell&#8217;inevitabile imprevisto, qualche sfortunata\u00a0volta, decisamente\u00a0pi\u00f9 satolli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si analizza la questione da un punto di vista meramente oggettivo, appare chiaro che esistono due modi validi di passare il proprio tempo libero, entrambi produttivi ma in maniera totalmente differente. 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